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3. Frammenti 7Q6,1 e 7Q6,2

 

 

Autore: Gianluigi Bastia, diritti riservati

 

Ultima revisione: 10/09/2006 richiede carattere greek.ttf

 

 

Il frammento 7Q6 costituito da due piccoli frammenti di papiro che furono trovati uno sopra allaltro, per cui molto probabilmente essi appartengono ad uno stesso papiro e di conseguenza ad uno stesso testo. Il pi grande dei due frammenti viene designato con la sigla 7Q6,1 mentre il pi piccolo con la sigla 7Q6,2. Entrambi i frammenti sono stati datati paleograficamente tra il 50 a.C. e il 50 d.C. Il primo frammento 7Q6,1 conserva tre linee di testo (ma solo sulle ultime due possibile decifrare qualche lettera) mentre il secondo 7Q6,2 ne conserva soltanto due (ma sono leggibili con sicurezza soltanto tre lettere). J. OCallaghan identifica 7Q6,1 come una parte di Marco 4:28, mentre il 7Q6,2 sarebbe una parte di Atti 27:38, ovvero di un testo diverso. Queste identificazioni non hanno convinto fino in fondo gli studiosi in quanto coinvolgono due differenti libri del Nuovo Testamento, mentre sarebbe pi ragionevole come detto supporre che i due frammenti appartenessero in origine ad uno stesso testo e infatti un frammento venne ritrovato vicino allaltro. Dallesame dei frammenti possiamo osservare quanto segue relativamente alle lettere in essi contenute (1):

 

                                    

                             Figura 8 I frammenti 7Q6,1 e 7Q6,2 (a destra: ottimizzazione fotografica del Prof. E. Muro).

 

 

Frammento 7Q6,1

Frammento 7Q6,2

 

 

3.1 Identificazione di J. OCallaghan

 

 

Secondo J. OCallaghan abbiamo quindi la seguente identificazione (vengono evidenziate le lettere sicure dei due frammenti) con il testo greco oggi noto di Marco e degli Atti degli Apostoli:

 

7Q6,1 Marco 4:28 atomth g karpofore, prton crton, eta stcun, eta plrh[j] ston n t stcu

7Q6,2 Atti 27:38 koresqntej d trofj kofizon t ploon kballmenoi tn ston ej tn qlassan

 

Lattribuzione di 7Q6,1 ad un brano del vangelo di Marco, in linea di principio, compatibile con lidentificazione proposta da OCallaghan del frammento 7Q5 con un altro passo di Marco: se si trovano n frammenti diversi (nella grotta 7 ne sono stati ritrovati 21) ben difficilmente essi apparterranno ad n testi diversi, si pu immaginare che alcuni dei frammenti provengano da uno stesso libro. Quindi il fatto che pi frammenti assieme possano essere considerati appartenenti a uno stesso testo conferisce maggiore attendibilit alla attribuzione stessa. Per questa stessa ragione lidentificazione di OCallaghan ha il difetto di considerare il frammento 7Q6,2 appartenente ad un libro diverso da quello di Marco e questo contrasta con lopinione diffusa secondo la quale 7Q6,1 e 7Q6,2 appartengono a uno stesso manoscritto. Per quanto riguarda lattribuzione di OCallaghan, non sembra molto convincente anche il numero di lettere per linea che si verrebbe ad avere, soprattutto con riferimento alla identificazione del frammento 7Q6,1. Nel papiro 7Q6,1 si vede che la lettera e sulla prima linea leggibile (Linea 2) compare sopra la lettera l della riga sottostante. Ora, in Mc 4:28 la e di eita e la l di plhrh sono separate da quattordici lettere e quindi la sticometria del testo originario allincirca di quindici lettere (5), un numero abbastanza basso. Secondo Muro, poi, se si segue la strada della t nella linea 2, allora dopo questa lettera dovrebbe seguire una lettera stretta e verticale tipo uno i, prima della a successiva. Per queste ragioni (sticometria scarsamente convincente, difficolt nel far combaciare le lettere del frammento con le lettere del testo di Marco) questa attribuzione non ha convinto fino in fondo.

 

 

3.2 Proposta di E. Muro

 

 

E. Muro ha eseguito una ricerca informatica (utilizzando il programma Bible Works per Windows) secondo la quale esistono sette possibili coppie di brani biblici appartenenti ad uno stesso libro che potrebbero essere identificati con 7Q6,1 e 7Q6,2. La lista la seguente (il primo riferimento identificherebbe il 7Q6,1, il secondo il 7Q6,2 mentre tra parentesi indicata la sticometria media dei due frammenti, proposta da Muro):

 

 

La ricerca non tiene conto ovviamente di possibili varianti testuali o di errori ortografici che possono cadere nellarea di testo ricoperta dai due frammenti. Si sottolinea inoltre che lidea che 7Q6,1 e 7Q6,2 appartengano a uno stesso documento una ipotesi di lavoro eventualmente da confermare, J. OCallaghan ad esempio non la sfrutt per le sue identificazioni. Esaminiamo caso per caso le possibili attribuzioni di cui sopra proposte da E. Muro. Per i brani dellA.T. si fa riferimento alla Bibbia dei LXX (traduzione in greco della Bibbia ebraica) secondo il testo che oggi ci pervenuto.

 

Esodo 13:21 d qej geto atn, mraj mn n stlJ neflhj dexai atoj tn dn, tn d nkta n stlJ purj

Esodo 12:29 'Egenqh d mesoshj tj nuktj ka krioj ptaxen pn prwttokon n g AgptJ p prwtotkou Faraw to kaqhmnou p to qrnou wj prwtotkou tj acmalwtdoj tj n t lkkJ ka wj prwtotkou pantj ktnouj

 

Questa attribuzione non sembra molto convincente in quanto presuppone nel frammento 7Q6,1 (linea 2) una sequenza eito che appare assai poco probabile: se si segue la strada della t dopo la e, impensabile che segua una omicron, ma ci dovrebbe essere piuttosto una sequenza i + a oppure al limite soltanto unalfa. Inoltre dopo la sequenza lh secondo il testo dellEsodo compare una sigma, lettera che veniva scritta in maiuscolo come C: assai arduo scorgere sul frammento 7Q6,1 in questa posizione una simile lettera: si vedono infatti sul papiro solo due tratti di inchiostro in basso, che fanno pensare a due lettere adiacenti a sviluppo verticale, oppure a una c.

 

Esodo 29:20-21 20ka sfxeij atn ka lmyV to amatoj ato ka piqseij p tn lobn to tj Aarwn to dexio ka p t kron tj ceirj tj dexij ka p t kron to podj to dexio ka p toj loboj tn twn tn un ato tn dexin ka p t kra tn ceirn atn tn dexin ka p t kra tn podn atn tn dexin. 21Ka lmyV p to amatoj to p to qusiasthrou ka p to laou tj crsewj ka anej p Aarwn ka p tn stoln ato ka p toj uoj ato ka p tj stolj tn un ato met' ato, ka giasqsetai atj ka stol ato ka o uo ato ka a stola tn un ato met' ato: t d ama to krio prosceej prj t qusiastrion kklJ.

 

In questi due versetti abbiamo complessivamente  quattro possibili sequenze lh (vedi linea 3 del 7Q6,1). Tra tutte queste la pi interessante sembra essere quella allinizio del versetto 21, appartenente alla parola lmyV. Infatti trentatr lettere prima della l iniziano le parole epi ta e quindi la e pu essere sovrapposta alla l con una sticometria di 34 lettere per linea. Questa ipotesi per non sembra molto convincente in quanto le due lettere centrali delle quattro leggibili sulla linea 2 del 7Q6,1 sembrano piuttosto essere i, p che p, i che esattamente la sequenza inversa. Scarsamente convincente anche lipotesi della m che dovrebbe seguire la sequenza lh.

 

Deut 31:3 krioj qej sou proporeumenoj pr prospou sou atj xoleqresei t qnh tata p prospou sou, ka kataklhronomseij atoj: ka 'Ihsoj proporeumenoj pr prospou sou, kaq llhsen krioj

Deut 28:30-31 30gunaka lmyV, ka nr teroj xei atn: okan okodomseij ka ok okseij n at: mpelna futeseij ka o trugseij atn: 31 mscoj sou sfagmnoj nanton sou, ka o fgV x ato: noj sou rpasmnoj p so ka ok podoqseta soi: t prbat sou dedomna toj cqroj sou, ka ok stai soi bohqn

 

Lattribuzione al passo del Deuteronomio presuppone che le lettere e e t appartengano a due parole differenti. Nel papiro non sussistono difficolt in quanto le lettere venivano scritte una accanto allaltra (scriptio continua) e molto vicine tra loro anche se appartenevano a due parole diverse: basta dare unocchiata ad un qualunque papiro greco del periodo per rendersi conto di ci. Questa attribuzione presuppone dopo lo i (linea 2) una t e subito dopo una a esattamente come nella proposta di OCallaghan per Marco 4:28. Avremmo per una sticometria di ben 35 lettere per linea, un valore che sembra elevato per la colonna di un rotolo. Come nel caso del tentativo di OCallaghan sarebbe poi forse pi ragionevole supporre dopo fra la tau e lalfa la presenza di una lettera stretta e verticale tipo uno iota.

 

Sir 22:14 pr mlibon t barunqsetai; ka t at noma ll' mwrj

Sir 20:17 o sqontej tn rton ato faloi glssV, poskij ka soi katagelsontai ato

 

Lattribuzione al testo della Siracide (6), che secondo Muro una delle pi probabili pur presentando una interessante sequenza i ti a nella linea 2 del 7Q6, 1 in realt ha il difetto di considerare come prima lettera leggibile della linea 2 unalfa. Guardando il papiro questa ipotesi sembra poco probabile, in quanto la prima lettera della seconda linea pare piuttosto essere una epsilon ed in ogni caso molto arduo sostenere che si tratti di unalfa. E anche scarsamente convincente tentare la strada delle varianti, in quanto lalfa in questione apparterrebbe alla congiunzione kai che non pu assolutamente essere confusa o sostituita con qualcosa tipo kei. Poich nel frammento la lettera a sulla linea 2 deve sormontare la lettera l sulla linea 3, essendo nel testo Sir 22:14 queste lettere distanziate fra loro da quattordici altre lettere, ne segue una sticometria che grosso modo si colloca sulle quindici linee per riga (sedici, se si considera lo iota ascritto di at presente nel papiro) comunque si spezzi il testo per ricavarne una ipotetica colonna, un valore non molto convincente in quanto relativamente troppo basso.

 

Mc 15:47-16:1 15:47 d Mara Magdalhn ka Mara 'Iwstoj qeroun po tqeitai. 16:1Ka diagenomnou to sabbtou Mara Magdalhn ka Mara [to] 'Iakbou ka Salmh grasan rmata na lqosai leywsin atn

Mc 14:14 ka pou n eslqV epate t okodesptV ti `O didskaloj lgei, Po stin t katlum mou pou t psca met tn maqhtn mou fgw

 

Mc 15:47 contiene uninteressante sequenza eita anche se la T appare meno probabile rispetto alla P, in quanto il tratto superiore orizzontale di una simile lettera sembra troppo lungo. Ipotizzando una tau  invece che una pi si dovrebbe piuttosto supporre la presenza di uno i dopo la t ma nel testo segue subito una a in maniera analoga al tentativo di OCallaghan. Dovendo sovrapporre la e alla l come da 7Q6,1 queste lettere sono distanziate di ben 40 lettere: pertanto questa attribuzione a Marco ha il difetto di presupporre, come osserva Muro, una sticometria di ben 41 lettere per linea, che sembra essere molto elevata tenuto conto che siamo in presenza di un frammento di rotolo e non di codice. Inoltre tra la fine del v. 15:47 e linizio del v. 16:1 ci si deve attendere nel testo una violazione della scriptio continua con la presenza di un abbondante paragraphos a segnalare linizio del Cap. 16 del Vangelo, per cui la sticometria aumenterebbe ancora di almeno due o tre lettere.

 

Lc 22:42 lgwn, Pter, e bolei parnegke toto t potrion p' mo: pln m t qlhm mou ll t sn ginsqw

Lc 22:11 ka rete t okodesptV tj okaj, Lgei soi didskaloj, Po stin t katluma pou t psca met tn maqhtn mou fgw

 

Luca 22:42 riporta per lidentificazione del 7Q6,1 la stessa sequenza di lettere eIPA che compare in Marco 12:7 (vedi segg.). Questa sequenza appare essere una delle pi convincenti tra tutte quelle proposte per la linea 2 di 7Q6,1. Il fatto che due lettere (epsilon e iota) appartengano alla parola bolei e altre due lettere (pi ed alfa) appartengano alla parola parnegke non presenta alcuna difficolt: era normale nei papiri di questo periodo trovare le parole attaccate luna allaltra. Muro propone per questa possibile identificazione un numero di lettere per linea pari a 34 oppure a 39, un valore che sembra elevato per la colonna di un rotolo. Di conseguenza una possibile ricostruzione di quello che doveva essere la colonna potrebbe essere quella riportata nella Tabella 12.

 

 

Linea

Testo greco Lc 22:41-42 7Q6,1

Num. lettere

1

se lqou boln ka qej t gnata proshceto

39

2

lgwn Pter e bolei parnegke toto t potrion

42

3

p' mo pln m t qlhm mou ll t sn ginsqw

39

 

Tabella 12 Attribuzione del 7Q6,1 a Lc 22:41-42, la tabella propone una possibile ricostruzione del testo. La e di boulei la 17a lettera della linea 2, cos come la l di qelhma la 17a lettera della linea 3; ne segue che queste due lettere hanno una buona probabilit di trovarsi una sopra allaltra come si vede nel papiro 7Q6,1 una volta che il testo sia stato scritto a mano, in maiuscolo e con tutte le parole pressoch attaccate una allaltra. Sulla linea 1, la 20a lettera sarebbe una lettera verticale, cio uno i (questa lettera in realt solo un piccolissimo tratto di inchiostro sul frammento 7Q6,1). Da notare che la sticometria piuttosto elevata (39/42/39).

 

Il frammento 7Q6,2 sarebbe invece identificabile con parte del versetto 11 del Capitolo 22 del Vangelo di Luca. Nella Linea 2 del testo le lettere o, u e f sarebbero seguite da una a appartenente alla parola fagw che effettivamente una delle pi probabili, guardando il frammento. Tuttavia, stabilito che le lettere per linea sono allincirca 39/42/39 (come da 7Q6,1), avremmo che la parola stin viene a sormontare nella Linea 1 le parole mou fgw della Linea 2. Le lettere di questa parola non sembrano molto convincenti, osservando quanto appare sulla linea 1 del frammento 7Q6,2 sebbene queste lettere non siano certo leggibili con certezza. Muro parla di una t seguita da una a q oppure da una o comunque una lettera tondeggiante invece la t di estin seguita da una i che appare alquanto improbabile. Prima della parola estin nel testo di Luca troviamo la parola Pou che sarebbe da un certo punto di vista interessante (ammettendo ovviamente che la prima lettera della linea sia una p anzich una t) tuttavia la u sarebbe scritta in maiuscolo come U e da quanto si vede sul papiro sembra improbabile che una simile lettera compaia dopo la lettera tondeggiante al centro. Pi interessante la sequenza t katluma anche se prenderla in considerazione significa abbassare di qualche lettera la sticometria del testo rispetto allidentificazione proposta per il 7Q6,1: il tratto verticale che compare nellultima lettera parzialmente leggibile sulla prima linea del 7Q6,2 potrebbe essere il tratto verticale di una kappa.

 

 

Mc 12:7 kenoi d o gewrgo prj autoj epan ti Otj stin klhronmoj: dete poktenwmen atn, ka mn stai klhronoma.

Mc 14:14 ka pou n eslqV epate t okodesptV ti `O didskaloj lgei, Po stin t katlum mou pou t psca met tn maqhtn mou fgw

 

 

Mc 12:7 identificabile con 7Q6,1 presenta una sequenza molto interessante, identica a quella del precedente testo di Luca contenuta nella parola epan in cui le prime quattro lettere potrebbero proprio essere effettivamente le quattro lettere che si leggono nella linea 2 del 7Q6,1 ovvero, in maiuscolo: eIPA. Questa attribuzione molto interessante in quanto come noto stato tentato da OCallaghan un collegamento tra il frammento 7Q5 e un altro passo di Marco (6:52-53) pertanto questa attribuzione, ritenuta possibile da Muro, va nella direzione di unificare il frammento 7Q5 con i frammenti 7Q6,1 e 7Q6,2. Interessante notare che il numero medio di lettere supposto da Muro per questa attribuzione pari a 21, un valore che molto vicino a quello supposto da OCallaghan per la attribuzione del frammento 7Q5 (20 lettere per linea) che a sua volta in linea con le attribuzioni dei frammenti 7Q1 e 7Q2. Una sticomteria attorno alle 20 lettere/linea un valore sicuramente verosimile ed accettabile per la colonna di un rotolo greco di questo periodo, sicuramente pi verosimile di 40 lettere/linea di altri precedenti tentativi. Occorre indagare se possibile che i frammenti 7Q5, 7Q6(1&2) appartenessero in origine ad un unico papiro. Di notevole interesse anche il fatto che non ci sono sostanzialmente varianti da giustificare rispetto al testo greco di Marco oggi a noi noto, al contrario del frammento 7Q5 dove c da giustificare un cambio delta tau e la omissione di alcune parole non determinanti. La griglia paleografica di 7Q6,1 identificato con questo brano di Marco riportata nella Tabella 13.

 

 

Linea

Testo greco Mc 12:7 7Q6,1

Num. lettere

1

mou 7kenoi d o gewrgo

21

2

prj   autoj epan ti

19

3

Otj stin klhronmoj

21

4

dete poktenwmen atn

22

 

Tabella 13 Identificazione del frammento 7Q6,1 con Mc 12:7 proposta da Ernest Muro (assieme ad altre possibili identificazioni); in rosso le lettere presenti sul papiro. La e di eipan la dodicesima lettera della linea 2 mentre la l di klhronomoj la tredicesima lettera della linea 3 cos che queste lettere hanno una buona probabilit di trovarsi una sopra allaltra una volta che il testo venga scritto a mano, in maiuscolo e con tutte le parole praticamente attaccate una allaltra. Il numero di lettere per linea simile a quello ipotizzato per il frammento 7Q5 da J. OCallaghan nel 1972 (20 lettere per linea), identificato con Mc 6:52-53.

 

Nella linea 3 di 7Q6,1 dopo la sequenza lh si deve considerare se possibile che nel 7Q6,1 compaia una lettera r. Nel frammento si vedono solo due piccolo tratti di inchiostro, molto ravvicinati tra loro: potrebbero appartenere a una stessa lettera (tipo una c) oppure a due lettere molto diverse, la prima delle quali, quella adiacente alla h, sarebbe una lettera stretta e a sviluppo verticale (tipo una i). La r veniva scritta in maiuscolo, cio come una R, con la parte tondeggiante in alto a destra e molto stretta: non assurdo che questa lettera possa seguire la h. Semmai non convince molto il fatto che dopo questa ipotetica r ci debba essere necessariamente una o. Relativamente al frammento 7Q6,2, esso identificabile con Mc 14:14. Muro sostiene che le lettere del testo di Mc 14:14 non corrisponderebbero pienamente a quelle del papiro sulla linea 1. Ora, Muro stesso che indica per la linea 1 la presenza di una t seguita da una q oppure da una o. La lettera successiva conserva la parte pi alta di un tratto verticale e potrebbe essere una b, g, h, i, k, m,n, p oppure una r. Se costruiamo la griglia paleografica del 7Q6,2 con un numero di lettere per riga pari a 21 o 22 (come da 7Q6,1) abbiamo la situazione illustrata nella Tabella 14. Da quanto si vede in essa le lettere evidenziate in rosso sulla linea 1 sono tutte tra quelle indicate da Muro come possibili candidate. Se dobbiamo respingere questa identificazione allora dobbiamo respingere anche quella con i versetti di Luca che una delle pi probabili anche secondo Muro perch le lettere sono praticamente le stesse.

 

Linea

Testo greco Mc 14:14-15 7Q6,2

Num. lettere

1

mou pou t psca met tn

21

2

maqhtn mou fgw 15ka atj

22

3

mn dexei ngaion mga

22

 

Tabella 14 - Identificazione del frammento 7Q6,2 con Mc 14:14. Le lettere in rosso coincidono con quelle messe nel conto delle possibilit da Muro, la lettera blu sulla linea 1 indicata tra le possibili da Muro, tuttavia impossibile dedurre nel papiro di quale lettera si tratti. La sticometria del testo ricostruito 21/22/22 lettere per linea, identica a quella proposta per il frammento 7Q6,1. Il gruppo t, o, p nella linea 1 sormonta il gruppo o, u, f della linea 2 proprio come nel papiro.

 

Sulla linea 2 interessante notare che le parole coinvolte nellidentificazione sono mou fgw cio le stesse del passo di Luca, con una a che segue la f come sembra proprio essere guardando la seconda linea del 7Q6,2 (7). Quindi lidentificazione dei frammenti 7Q6,1 e del 7Q6,2 risp. con Mc 12:7 e Mc 14:14 certamente non priva di fondamento, tenuto anche conto che non c bisogno di ipotizzare alcuna variante o ipotesi di errore da parte del copista. Come per tutte le altre attribuzioni, non appare essere un serio ostacolo alla identificazione del 7Q6,2 il fatto che le lettere o e p (linea 1) e le lettere u e f (linea 2) appartengono a due parole differenti perch negli antichi papiri si usava scrivere le parole praticamente una attaccata allaltra (8). Sulla possibile identificazione dei frammenti 7Q6,1&2 con Mc 12:7 e Mc 14:14 scrive comunque E. Muro:

 

These fragments are too small to identify with any degree of certainty. Any attempt to do so is speculative at best. These two fragments may or may not belong to the same scroll or manuscript. OCallaghan and Thiede wrote that they were from separate manuscripts. The editor in the editio princeps (DJD III) wrote that one fragment was stuck atop the other when they were found by the archaeologists. If these fragments are from different manuscripts, it follows that identification is nearly impossible. If it could be proven that they are from the same scroll, the chances for identification improve slightly. (9)

 

 

 

3.3 Collegamento fra 7Q6,1&2 e 7Q5?

 

 

Un possibile collegamento fra il frammento 7Q5 ed i frammenti 7Q6,1&2 dovrebbe tenere conto oltre che della sticometria che concorda nel caso si ipotizzi che 7Q6,1&2 sono frammenti risp. di Marco 12:7 e Marco 14:14 anche dello stile di scrittura. Il confronto fra la h che compare nel 7Q6,1 (ultima linea) e la analoga lettera leggibile per due volte nel frammento 7Q5 (penultima e ultima linea) non aiuta certo ad accorpare questi frammenti: le lettere dei frammenti sono troppo diverse. Le h citate sembrano differenti nei due papiri, in particolare i tratti verticali di queste lettere nel frammento 7Q5 sono sempre sormontati da piccoli tratti orizzontali. Del resto non ci sono altre lettere comuni fra i due frammenti per poter fare un confronto. Anche la distanza fra le linee (interlinea) non appare molto convincente. Nella editio princeps di 7Q5 si parla di interlinee che vanno da 7 a 9 mm mentre nel caso del 7Q6 le interlinee sembrano pi corte, attorno a 5-6 mm. Laltezza delle lettere sembra essere leggermente diversa: nella editio princeps si parla di 2-3 mm nel caso del 7Q5, mentre si sui 3-4 mm nel caso di 7Q6,1&2. In altre parole le lettere del 7Q6 sembrano un po pi alte e le linee del testo pi ravvicinate luna allaltra, rispetto al frammento 7Q5, come si evince del resto dalla panoramica generale della Figura 9. Come datazione dei frammenti non c invece incompatibilit: entrambi i papiri sono stati datati tra il 50 a.C. e il 50 d.C. Ernest Muro interrogato sulla questione 7Q6,1&2 ha dato parere negativo sia per quanto riguarda un eventuale collegamento con il frammento 7Q5, sia per quanto concerne lattribuzione separata dei frammenti 7Q6,1 a Mc 12:7 e 7Q6,2 a Mc 14:14. Secondo Muro:

 

It is unlikely that the pair of fragments 7Q6,1 and 7Q6,2 are part of 7Q5. When they are compared using plate XXX in the editio princeps, they look too dissimilar. The etas are quite different. These and other differences may be more evident if you were to download the images of these fragments from my web site, print them, and compare them side by side. As for attempting to identify 7Q6,2 with Mark 14:14, the Greek letters in the upper or first line do not match that of the text. Also, on the bottom line of 7Q6,1, the text has a rho following the lambda and eta. Such a rho is difficult to detect on 7Q6,1. (10)

 

Muro mette in evidenza la diversit tra la tipologia di scrittura del 7Q5 e del 7Q6,1&2 in particolare cita il confronto tra le lettere h che si vedono chiaramente sui due frammenti 7Q5 e 7Q6,1 evidenziando la loro diversit. Per il frammento 7Q6,1 sostiene che la r che nel testo segue il gruppo lh non sarebbe corrispondente con quanto si vede sul papiro, sebbene egli stesso nelle sue note relative al 7Q6,1 indichi tra le possibili lettere anche la r (che in maiuscolo si scrive R). In realt sul papiro si vedono solo due piccoli tratti di inchiostro in basso (11) cos che risulta oggettivamente molto difficile stabilire quale lettera/e segua/seguano la h.

 

 

Figura 9 Confronto tra i frammenti 7Q5, 7Q6,1 e 7Q6,2 ottenuto rispettando le proporzioni. Lo stile di scrittura, la larghezza del tratto di inchiostro e la dimensione delle lettere di 7Q5 appaiono diversi da quelli degli altri due frammenti. J. OCallaghan considerava addirittura appartenenti a manoscritti diversi gli stessi 7Q6,1 e 7Q6,2 (vedi Tabella 2).

 

 

 

3.4   7Q6,2: altri versetti di Marco contenenti la sequenza o, u, f

 

 

Con riferimento al frammento 7Q6,2 Muro propone solo il passo Mc 14:14 come possibile candidato per la attribuzione. Assumendo come sicure soltanto le lettere o, u, f che compaiono nella linea 2 di tale frammento, esistono almeno altri due versetti di Marco contenenti queste lettere tutte ravvicinate e nella giusta sequenza (Mc 1:2-3 e Mc 8:33).

 

Marco 1:2-3 2Kaqj ggraptai n t 'Hsav t proftV, 'Ido postllw tn ggeln mou pr prospou sou, j kataskeusei tn dn sou 3fwn bontoj n t rmJ, `Etoimsate tn dn kurou, eqeaj poiete tj trbouj ato

 

Marco 8:33 d pistrafej ka dn toj maqhtj ato petmhsen PtrJ ka lgei, Upage psw mou, Satan, ti o fronej t to qeo ll t tn nqrpwn.

 

Risalendo a circa una ventina di lettere prima, il primo passo riporta le lettere (in sequenza): U, D, C, K, A. che andrebbero a sovrapporsi al gruppo o, u, f della linea 2. Il secondo passo riporta invece le lettere UPAGe che andrebbero a sovrapporsi alle lettere o, u, f della linea 2 (ammettendo sia in questo che nel precedente caso circa 20 lettere per linea). Dei due passi, Mc 8:33 quello che ha pi possibilit di poter identificare il testo. Esso presuppone per sulla linea 2 una r dopo la f mentre la a presupposta da Mc 14:14 e da Lc 22:11 crea, forse, meno problemi.

 

 

3.5   7Q6,2: altri versetti di Luca contenenti la sequenza o, u, f

 

 

Luca 3:1 'En tei d pentekaidektJ tj gemonaj Tiberou Kasaroj, gemoneontoj Pontou Piltou tj 'Ioudaaj, ka tetraarcontoj tj Galilaaj 'Hrdou, Filppou d to delfo ato tetraarcontoj tj 'Itouraaj ka Tracwntidoj craj, ka Lusanou tj 'Abilhnj tetraarcontoj,

 

Luca 3:4 j ggraptai n bblJ lgwn 'Hsaou to proftou, Fwn bontoj n t rmJ, `Etoimsate tn dn kurou, eqeaj poiete tj trbouj ato.

 

Luca 3:33 to 'Aminadb to 'Admn to 'Arn to `Esrm to Frej to 'Ioda

 

Luca 3:35 to Seroc to `Raga to Flek to Eber to Sal

 

Luca 7:36 'Hrta d tij atn tn Farisawn na fgV met' ato: ka eselqn ej tn okon to Farisaou kateklqh.

 

Luca 7:37 ka do gun tij n n t plei martwlj, ka pignosa ti katkeitai n t okv to Farisaou, komsasa lbastron mrou

 

Luca 8:17 o gr stin kruptn o fanern gensetai, od pkrufon o m gnwsq ka ej fanern lqV.

 

Luca 11:34 lcnoj to smatj stin fqalmj sou. tan fqalmj sou ploj , ka lon t sm sou fwteinn stin: pn d ponhrj , ka t sm sou skoteinn.

 

Luca 12:19 ka r t yuc mou, Yuc, ceij poll gaq kemena ej th poll: napaou, fge, pe, efranou.

 

Luca 16:8 ka pnesen krioj tn okonmon tj dikaj ti fronmwj pohsen: ti o uo to anoj totou fronimteroi pr toj uoj to fwtj ej tn genen tn autn esin.

 

Luca 22:34 d epen, Lgw soi, Ptre, o fwnsei smeron lktwr wj trj me parnsV ednai.

 

Luca 22:47 Eti ato lalontoj do cloj, ka legmenoj 'Iodaj ej tn ddeka prorceto atoj, ka ggisen t 'Ihso filsai atn.

 

 

Prossimo Capitolo


 

NOTE AL TESTO

 

(1) Le lettere proposte in questa discussione provengono dallarticolo di Ernest Muro: 7Q6: can the computer be of any help? pubblicato nel sito internet www.breadofangels.com

 

(2) Le sigma venivano scritte in maiuscolo come una moderna C.

 

(3) Leventuale a sarebbe scritta in maiuscolo, coerentemente con quanto appare in altri papiri del I secolo (cfr. 7Q5). Da non scartare lipotesi che questa lettera sia in realt una l (scritta in maiuscolo come L) anche se il confronto con quella che sembra essere davvero una l sulla terza linea (quella pi in basso) pare escludere questa eventualit.

 

(4) Prima di questa lettera non sembra poterci essere una a scritta come nei papiri del II e del III secolo. Difatti molto probabile che le a in questo manoscritto (datato al I secolo con certezza) fossero scritte in maiuscolo come A (cfr. con il frammento 7Q5, dello stesso periodo e ritrovato nella stessa grotta, dove visibile con molta chiarezza un kai).

 

(5) Dato un testo scritto da sx verso dx e disposto in colonne di n lettere per linea (valore per semplicit supposto costante per ogni linea) due lettere sovrapposte ed appartenenti a due linee consecutive distano sempre n-1 lettere. Di conseguenza se in un testo (non incolonnato) si sa che due lettere devono trovarsi in una suddivisione in colonne una sopra allaltra su due righe consecutive e devono distare n lettere, il numero di lettere per linea (sticometria) del testo incolonnato sar pari ad n+1.

 

(6) Il libro della Siracide (detto anche Ecclesiastico) non fa parte dei libri della Bibbia Ebraica, anche se la Bibbia cristiana oggi lo conserva ancora ed compreso nella Bibbia greca detta dei LXX. Sicuramente un testo minore, facente parte della cosiddetta letteratura biblica sapienziale; secondo il prologo il libro venne prima scritto in ebraico, quindi tradotto in greco in Egitto nel trentottesimo anno del re Evergete, ovvero verso il 132 a.C. circa. Della Siracide sono state ritrovate diverse parti in ebraico nelle cave di Qumran e a Masada.

 

(7) In effetti Mc 14:14 e Lc 22:11 sono due versetti pressoch identici. Il primo dice: e l dove entrer dite al padrone di casa: il Maestro dice: dov la mia stanza perch io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?. Il secondo invece: e direte al padrone di casa: il Maestro ti dice: dov la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli? [Trad. C.E.I., 1974]

 

(8) Negli antichi papiri le parole sono cos ravvicinate tra di loro da non distinguere la appartenenza delle lettere a due parole diverse se non in base al contesto della frase. Questa tecnica di scrittura detta scriptio continua. Un esempio dei tanti visibile nel frammento P52 (papiro di Rylands) che contiene alcuni versi di Giovanni (recto: Gv 18:31-33; verso: Gv 18: 37-38) ed datato al 125 d.C. Nella linea 2 (verso) di tale frammento le parole na martursw sono cos ravvicinate che la a e la m sembrano appartenere a una stessa parola e addirittura si toccano; nella linea 3 (verso) le parole tj lhqeaj sono praticamente attaccate (la j e la sono vicinissime); nella linea 5 (verso) le parole ka toto sono anchesse vicinissime a formare un tuttuno; lo stesso accade nella linea 6 (verso) con le parole toj 'Ioudaouj. Nella linea 2 (recto) le parole na lgoj sono ravvicinatissime; infine nella linea 5 (verso) le parole trion Piltoj sono praticamente attaccate con pochissima distanza tra la n, la o e la p.

 

(9) Corrispondenza e-mail intercorsa nel Settembre del 2004 con Ernest Muro relativamente ad una possibile identificazione dei frammenti 7Q6,1&2 con Mc 12:7 e Mc 14:14.

 

(10) Corrispondenza e-mail intercorsa nel Luglio del 2004 con E. Muro relativamente alla questione dei frammenti 7Q6,1&2.

 

(11) Nel frammento P52 (papiro di Rylands), datato paleograficamente al 150 d.C. 25 anni, ci sono alcune rho che sono scritte praticamente in minuscolo cio come r. Il P52, scritto in greco in recto e verso, uno dei frammenti pi antichi che sia stato attribuito con certezza al N.T. ed stato acquistato in Egitto nel 1920.

 

 


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