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2.3 Identificazione di Nebe, Muro, Puech

 

 

Autore: Ó Gianluigi Bastia, diritti riservati

 

Ultima revisione: 10/09/2006 – richiede carattere greek.ttf

 

 

 

Abbiamo visto come O’Callaghan nel 1972 abbia proposto una possibile identificazione dei due frammenti 7Q4,1 e 7Q4,2 con una porzione di 1 Timoteo. Nel 1988 il papirologo G.W. Nebe (1) propose invece di identificare questi due frammenti con brani tratti da una versione greca del primo libro di Enoch. Il frammento 7Q4,1 venne attribuito ad 1 Enoch 103:3-4, il frammento 7Q4,2 ad 1 Enoch 98:11. Nebe propose inoltre di identificare il frammento 7Q8 con 1 Enoch 103:7-8, accorpandolo di fatto a 7Q4,1&2, ma con molte più riserve in quanto questo minuscolo frammento può essere messo in relazione da un punto di vista testuale con numerosi altri passaggi del Vecchio Testamento (2). Esso infatti consta soltanto di tre o al massimo quattro lettere chiaramente leggibili per cui non è con sole argomentazioni testuali che si può sostenere l’identificazione di 7Q8 con un qualunque testo, occorrono prove maggiori. Nel 1972 O’Callaghan aveva proposto l’identificazione di 7Q8 con i versetti 1:23-24 della prima lettera di Giacomo, sebbene si trattasse solo di un tentativo senza molte pretese. Dal 1996 le tesi proposte da Nebe vennero successivamente sostenute ed integrate anche da Emile Puech (3) della Ecole Biblique et Archéologique Française di Gerusalemme, direttore della Revue de Qumran ed esperto di fama mondiale dei manoscritti di Qumran.

 

Ernest Muro, i cui lavori sono il compimento dei lavori precedenti di Nebe, ipotizza invece che il frammento 7Q4,1 sia correlato ai frammenti 7Q8 e 7Q12 come parti di un unico papiro (4). I frammenti 7Q4,1 e 7Q12 farebbero parte di un’unica colonna mentre il frammento 7Q8 di una seconda colonna, sempre appartenente alla stessa pagina dei due precedenti. Sarebbe poi il collegamento di 7Q8 con gli altri frammenti a rendere impossibile la attribuzione del gruppo di frammenti alla prima lettera a Timoteo. Il quarto frammento 7Q4,2 consiste di sole tre lettere (che probabilmente sono o, q, e in sequenza, dove è un po’ incerta soltanto la prima delle tre lettere, le altre due sono assolutamente evidenti sul papiro) tuttavia Muro non fornisce una identificazione precisa e si limita a ipotizzare che anch’esso appartenga comunque ad una qualche porzione di 1 Enoch, per esempio il v. 98:11 già proposto da Nebe. A questa conclusione Muro è giunto analizzando le caratteristiche fisiche oltre che quelle testuali dei frammenti. I tre pezzetti di papiro 7Q4,1, 7Q8 e 7Q12 presentano infatti tutti un andamento delle fibre orizzontali pendente leggermente verso destra di circa 4°, come si vede dalle elaborazioni fotografiche prodotte da Muro (vedere Figura 5). Inoltre se si ipotizza il frammento 7Q8 posizionato a fianco del frammento 7Q4,1 in modo che le tre lettere eso di 7Q8 si trovano subito a destra delle lettere pneu di 7Q4,1 si ha una perfetta corrispondenza fra le fibre di papiro che combaciano perfettamente nel passaggio da un frammento all’altro. Il frammento 7Q12 sarebbe invece fisicamente posizionato immediatamente al disotto di 7Q4,1. Nell’esaminare i frammenti Muro dunque mette in evidenza le fortissime analogie che sussistono tra le fibre del frammento 7Q4,1 e quelle del frammento 7Q8. Secondo Muro queste fibre così simili fra di loro nella orientazione indicano necessariamente una contiguità fisica tra i due frammenti e questo significa che i due frammenti devono essere studiati assieme come due porzioni di un unico papiro. Questo sarebbe l’anello mancante a Nebe per sostenere con maggior autorevolezza la sua identificazione.

 

In realtà è possibile avanzare qualche sospetto sullo stile delle lettere, soprattutto guardando il frammento 7Q12 le cui lettere sembrano più piccole e spesse rispetto a quelle presenti negli altri due frammenti. Se lo stile di scrittura di 7Q8, per quel poco che si può intuire dal frammento, può essere considerato affine a quello del frammento 7Q4,1 qualche perplessità può essere avanzata confrontando gli stili di scrittura di 7Q4,1 (più 7Q8) e 7Q12. Ritorneremo su questo punto quando prenderemo in considerazione le critiche di Thiede a questa attribuzione. Anche Muro osserva comunque che il solo esame fotografico delle fibre del frammento 7Q12 non è sufficiente per stabilire con certezza che questo frammento appartiene allo stesso rotolo dei frammenti 7Q4,1 e 7Q8 sebbene questo sia molto probabile (5). Infine il frammento 7Q4,2 ha un colore e una orientazione delle fibre diverse da quelle del frammento 7Q4,1 così che Muro esclude che questo frammento potesse trovarsi in origine troppo vicino al 7Q4,1 come ipotizzato invece da O’Callaghan. Probabilmente si tratta di un pezzo di papiro sempre attribuibile in qualche modo al (presunto) rotolo di Enoch, ma che apparteneva ad un’altra sezione del manoscritto. Nella identificazione di O’Callaghan invece i frammenti 7Q4,1 e 7Q4,2 sono ipotizzati essere molto vicini fisicamente e sicuramente appartenenti alla stessa colonna del rotolo, con 7Q4,2 subito sotto 7Q4,1. Secondo gli studi di Muro, il legame fra i frammenti 7Q4,1 e 7Q8 appartenenti ad uno stesso testo nonché le caratteristiche di 7Q4,2 invalidano le tesi di J. O’Callaghan perché è impossibile ricondurre entrambi i frammenti 7Q4,1 e 7Q8 ad 1 Timoteo (6) e collocare 7Q4,2 immediatamente al disotto di 7Q4,1.

 

 

2.3.1  Il primo libro di Enoch

 

 

Muro e Puech quindi identificano i tre frammenti 7Q4,1 7Q8 e 7Q12 con il primo libro di Enoch, vv. 103:3-8, un apocrifo e pseudoepigrafo del Vecchio Testamento. Il primo libro di Enoch è un testo non canonico composto prima dell’epoca di Gesù che oggi non fa più parte del canone ebraico e neppure di quello cristiano. In epoca moderna esso venne scoperto per la prima volta nel 1773 in Abissinia dall’archeologo scozzese James Bruce dopo che per un lungo periodo di tempo a partire dal IV secolo d.C. circa se ne erano perdute le tracce. Bruce trovò la copia completa del libro, scritta in lingua etiopica, l’unica versione contenente tutto 1 Enoch che oggi si conosca. Proprio a Qumran, nella grotta 4, sono stati ritrovati undici frammenti di varie porzioni del libro, scritti in lingua aramaica (7). Si noti che nessuno di questi frammenti aramaici appartiene al Capitolo 103 del libro, utilizzato da Nebe, Muro e Puech per la loro attribuzione. Il libro, pertanto, era conosciuto e studiato in aramaico anche prima di Cristo, sebbene nulla si possa stabilire sulla sua autorevolezza e soprattutto relativamente alla storia delle versioni in greco (vedi anche la nota 40). Sappiamo che fino al III-IV secolo d.C., comunque, 1 Enoch fu molto utilizzato dai cristiani tanto che nella lettera di Giuda c’è persino una citazione diretta tratta da questo libro (8). Non pochi temi sviluppati nel Nuovo Testamento, poi, sono affini allo stile e al linguaggio di 1 Enoch, soprattutto quanto contenuto nel Libro delle Parabole (Capp. 37-71) (9). Tenuto conto che non tutte le sezioni di 1 Enoch sono rappresentate da frammenti rinvenuti nelle cave di Qumran e che esistono anche altri libri apocrifi attribuiti ad Enoch (vedi ad esempio 2 Enoch e 3 Enoch) è evidente che siamo davanti ad opere estremamente stratificate, scritte e ampliate in varie epoche storiche e dalle varie vicissitudini. Poiché i frammenti 7Q4,1&2, 7Q8 e 7Q12 sono scritti in greco è necessario anche individuare una versione greca del libro di Enoch con la quale giustificare l’attribuzione: sia l’opera completa rinvenuta da Bruce sia i manoscritti qumranici non sono infatti in lingua greca. Poiché 1 Enoch non esiste nella Bibbia dei LXX il testo greco utilizzato per l’attribuzione dei frammenti da parte di Nebe, Puech e Muro è quello tratto da un manoscritto datato al IV secolo d.C. e conservato in parte all’Università del Michigan, in parte alla Chester Beatty Library di Dublino (10).

 

 

2.3.2  Attribuzione di 7Q4,1 a 1 Enoch 103:3-8

 

 

Si riporta nel seguito il testo in greco oggi conosciuto di 1 Enoch 103:3-8. Questi versetti sono conservati solo nella versione greca (manoscritto dell’Università del Michigan/Chester Beatty Library Dublino) e in quella in lingua etiopica di 1 Enoch, con la seconda versione più lunga e ridondante del testo greco. La Tabella 4 mostra l’identificazione dei frammenti 7Q4,1 e 7Q12 con 1 Enoch 103:3-4. Già nel 1988 Nebe aveva proposto per primo l’identificazione di 7Q4,1 con 1 Enoch 103:3-4 qui la novità introdotta da Muro consiste nel collegare ad 1 Enoch anche il piccolo frammento 7Q12.                       

 

 

Testo greco di 1 Enoch 103:3-8 (IV sec. d.C.)

3oti agaqa kai h cara kai h timh htoimastai kai eggegraptai taij yucaij twn apoqanontwn eusebwn 4kai carhsontai kai ou mh apolwntai ta pneumata autwn oude to mnhmosunon apo proswpou tou megalou eij pasaj taj geneaj twn aiwnwn. mh oun fobeisqe touj oneidismouj autwn. 5kai umeij, oi nekroi twn amartwlwn, otan apoqanhte erousin ef umin, makarioi amartwloi pasaj  taj hmeraj autwn osaj eidosan en th zwh autwn, kai eudoxwj 6apeqanosan, kai krisij ouk egenqh en th zwh autwn. 7autoi umeij ginwskete oti eij adou kataxousin taj yucaj umwn, kai ekei esontai en anagkhi megalh 8kai en skotei kai en pagidi kai en flogi kaiomenh, kai eij krisin megalhn eiseleusontai ai yucai umwn en pasaij taij geneaij tou aiwnoj. ouai umin, ouk estin umin cairein.

 

Tabella  3 – Testo greco di 1 Enoch 103:3-8; in blu le parole utilizzate per la identificazione dei frammenti 7Q4,1 e 7Q12 secondo Ernest Muro. Vedere il sito del Prof. E. Muro www.breadofangels.com

 

 

2.3.3  Note e obiezioni

 

Linea 1 Variazione di una parola. Al termine di questa linea J. O’Callaghan aveva ricostruito una h. Questa lettera è estremamente difficile da decifrare sul papiro, almeno esaminando le varie fotografie che sono disponibili. Nebe ricostruisce qui una h – e in questo concorda con O’Callaghan – ma per fare ciò è costretto ad ipotizzare la presenza di un thj al posto di un taij supponendo anche che lo scriba sia andato a capo con l’ultima lettera di thj (11) dando luogo ad uno spezzettamento poco convincente. Se dovesse essere dimostrata la presenza di una h in questa linea, ciò sarebbe un ostacolo alla attribuzione di Muro. Infatti è altamente improbabile che lo scriba abbia spezzato thj per andare a capo, inoltre è anche improbabile che l’articolo thj preceda la parola yucaij che ha una struttura grammaticale diversa (termina con aij): infatti il manoscritto greco riporta per questo taij yucaij. Se si ammette la presenza dell’itacismo in taij (che diventa thj) allora sarebbe più logico supporre che il papiro contenesse in origine thj yuchj. La validità di questa obiezione è ammessa, con molta onestà intellettuale, dallo stesso Muro. Probabilmente questa è l’unica obiezione seria che si possa muovere a livello testuale a questa attribuzione. Scrive al riguardo il Prof. Thiede:

 

“Come lo stesso Nebe riconosce, thj (tês) dovrebbe essere in realtà taij (tais), che nella riga successiva funge da articolo del dativo plurale yucaij (psychais). Non dovrebbe esserci nulla di strano, dal momento che nella sua identificazione O’Callaghan stesso aveva presupposto un cambio di vocale da ai (ai) ad h (ê). Però, mentre il passaggio da daimonion a demonion è comunissimo nei papiri, la sostituzione dell’articolo dativo plurale tais con tês – come Nebe vorrebbe – è estremamente eccezionale nei papiri letterari. Ciononostante, se proprio vogliamo, potrebbe essere accettata; ma in tal caso l’amanuense avrebbe scritto un tês sbagliato facendovi seguire immediatamente uno psychais esatto: sicuramente un po’ troppo, a voler essere seri. Per identificare 7Q4 con 1 Timoteo 3:16-4:1-3 ci vuol altro che incongruenze del genere.” (12)

 

 

Linea

Testo greco identificato

7Q4,1 e 7Q12

Num. lettere

1

(…) kai  eggegraptai th

 

2

j yucaij twn apoqanontwn

21

3

eusebwn  4kai carhsontai

20

4

kai ou mh apolwntai ta pneu

22

5

mata autwn oude to mnhmo

20

6

sunon apo proswpou tou

19

7

megalou eij pasaj taj ge

20

8

neaj (…)

 

 

Tabella 4 - Identificazione dei frammenti 7Q4,1 e 7Q12 con 1 Enoch 103:3-4 (Nebe, Puech, Muro). In rosso le lettere identificate e presenti sul papiro, in blu sono evidenziate le parole che differiscono dal testo greco oggi noto di 1 Enoch. Si noti che nella tabella viene ignorato il frammento 7Q4,2.

 

 

Tuttavia si deve sottolineare che è estremamente difficoltoso scorgere su 7Q4,1 la decisiva lettera h in questione. Già M. Baillet (13) aveva contestato la sua effettiva presenza, data invece per probabile da O’Callaghan, avendo di persona esaminato il documento originale come J. O’Callaghan e C.P. Thiede. Muro ritiene che questo non sia un ostacolo alla sua attribuzione, sposando il punto di vista di Baillet: non essendo dimostrabile la presenza della lettera in questione al più è sempre possibile conservare la costruzione originaria taij yucaij. Il numero di sedici lettere nella prima linea, basso in rapporto alle altre linee, può essere facilmente aggiustato a venti lettere circa aggiungendo parte della parola htoimastai che compare prima di kai eggegraptai. Così la presenza di una lettera h discussa sulla prima lettera diventa un fattore veramente decisivo per stabilire la consistenza di una attribuzione piuttosto che un’altra.

 

Linee 4, 5 e 7: queste linee vanno a capo sulla linea successiva. Le lettere lette sul papiro da Muro sono concordi con quelle proposte da O’Callaghan nel 1972 per la sua identificazione e si trovano ovviamente sulla parte destra della colonna. Il frammento 7Q12 verrebbe fisicamente collocato secondo Muro immediatamente sotto il frammento 7Q4,1 quindi in corrispondenza delle linee 6, 7 ed 8 della Tabella 4 di cui sopra. In effetti leggiamo le lettere ou (prima riga di 7Q12) ed una e (seconda riga di 7Q12).

 

Linea 5 – Qui anche Nebe, così come O’Callaghan, legge sul papiro le lettere h, m, o rifiutando la lettura originaria della editio princeps: g, i, m, o.

 

 

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NOTE AL TESTO

 

(1) Vedi G.W. Nebe, 7Q4 – Möglichkeit und Grenze einer Identifikation, Revue de Qumran 13 (1988), pp. 629-633.

 

(2) Scrive Nebe: “Se si dispone il testo su una colonna di larghezza pari a 22 lettere circa, partendo dalla posizione di 1 Enoch 103:3 relativa al frammento 7Q4,1 si potrebbe posizionare il frammento 7Q8 dopo circa dodici linee di testo in corrispondenza con 1 Enoch 103:7 (…) 7Q8 potrebbe essere stato scritto dalla stessa mano che ha scritto il 7Q4,1. La associazione di 7Q8 con 1 Enoch 103:7, comunque, rimane teorica a causa del fatto che questo frammento potrebbe anche essere identificato con Zaccaria 8:8, Isaia 1:29, Salmi 18:14, Daniele 2:43, Qoelet 6:3 e Numeri 22:38”, Revue de Qumran, 13, 1988, pp. 629-633.

 

(3) Vedi E. Puech, Notes sur les fragments grecs du manuscrit 7Q4 = 1 Henoch 103 et 105, Revue Biblique (1996), pp. 592-600 e il lavoro successivo del medesimo autoreSept Fragments grecs de la Lettre d’Henoch (1Hen 100, 103 et 105) dans la grotte 7 de Qumran (=7QHengr), Revue de Qumran 70 (1998), pp. 313-323.

 

(4) Vedi E. Muro, The Greek Fragments of Enoch from Qumran cave 7 (7Q4, 7Q8, 7Q12 = 7QEngr = Enoch 103:3-4,7-8), Revue de Qumran 70 (1998), pp. 307-312. Molto materiale si trova anche nel sito www.breadofangels.com 

 

(5) Scrive Muro: “It is also highly probable that fragment 7Q12 is likewise a part of this ensemble, although the quality of these photographs is not sufficiently clear for me to establish this observation with certainty”, My refutation of Carsten Peter Thiede’s rejection of 7QEnoch identification, articolo web, 1999, www.breadofangels.com 

 

(6) Nei Capp. 4 e 5 di 1 Timoteo abbiamo otto occorrenze della sequenza l + h che si legge nella linea 3 di 7Q8 (vv. 4:3, 4:4, 4:6, 4:13, 5:1, 5:7, 5:16 e 5:17). Poiché ogni linea conta all’incirca 30 lettere risulta impossibile individuare una sequenza eso oppure esq (cfr. linea 2 di 7Q8) nella giusta collocazione testuale, ovvero una trentina di lettere all’incirca prima di lh. Pertanto è impossibile collocare 7Q8 in una colonna a destra di 7Q4,1 secondo questo testo.

 

(7) Questi frammenti vennero pubblicati nel 1976, cfr. J.T. Milik, M. Black, The Book of Enoch: Aramaic fragments of Qumran Cave 4, Oxford, Clarendon Press, 1976. 1 Enoch era certamente conosciuto e utilizzato almeno in questa lingua sin da prima di Gesù.

 

(8) Cfr. Lettera di Giuda, 14-15.

 

(9) A Qumran non è stato ritrovato alcun frammento relativo a questa sezione del libro, il che fa pensare che sia una composizione scritta successivamente.

 

(10) La porzione conservata all’Università del Michigan (Ann Arbor Library) è catalogata con P.Mich. inv. 5552, la parte custodita alla Chester Beatty Library è nota come P.Ch.Beatty XII. Il testo è stato pubblicato da C. Bonner nel 1937 e da M. Black nel 1970.

 

(11) In generale lo scambio di ai con h è accettabile, si tratta di un itacismo generabile dalla identica pronuncia delle lettere che peraltro utilizza nella linea 5 di 7Q4,1 anche O’Callaghan (dhmonion al posto di daimonion) per spiegare la sua attribuzione.

 

(12) C.P. Thiede, I rotoli del Mar Morto – Le radici ebraiche del cristianesimo, Mondadori, 2003 (l’ediz. originale in inglese è del 2000), pp. 173-174.

 

(13) Cfr. M. Baillet, Les Manuscrits de la Grotte 7 de Qumran et le Nouveau Testament, Biblica, 54, 1973, pp. 340-342.

 

 

 


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