“Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”

[Mt 24:35, Mc 13:31, Lc 21:33]

 

Aggiornamento: 22/11/2004, pagine curate da Gianluigi Bastia

 

 

 

Classificazione degli Onciali dal IV sec. al IX sec.

 

 

Legenda: Codice = manoscritto, Sec. = data, Cont.: S = Sinottici, A = Atti, P = Lettere di Paolo, C = Epistole Cattoliche;

Neutr./Aless. (E) = varianti inquadrabili in questa famiglia; M = varianti bizantine (da Majority); E&M = varianti neutrali & bizantine; Altro = altre varianti. Categoria = categoria assegnata dal Prof. Aland da I (migliore) a V (peggiore), misura la qualità testuale del documento. Epistole cattoliche = Giacomo, Pietro 1&2, Giovanni 1,2&3, Giuda.

 

Classe:

M+++++   =  100%        M++++   =  oltre 95%      M+++   =  oltre 90%         M++  =  oltre 80%

M+  =  oltre 66%             M  =  oltre 50%               M-  =  molteplicità              M/E =  legame debole

 

Fonte: K.Aland, B.Aland, The Text of the New Testament, Grand Rapids: Ederman, 1987 (pp. 106-125).

 

Per la suddivisione in classe (E, M) cfr. www.revisedstandardversion.net/text/WNP/id_5.html in cui l’assegnazione a una determinata classe è stata eseguita trascurando la colonna E&M quindi per la parte “sinottica” (S) del codice B abbiamo ad esempio un totale pari a 196+9+72=277 da cui una percentuale di varianti alessandrine pari a 196/277 = 71% (punteggio E+).

 

 

TABELLA I – Suddivisione degli Onciali (IV-IX sec.) per data e per classe

 

Codice

Sec.

Cont.

Neutr./

Aless.(E)

E&M

Bizantino (M)

Altro

Totale

Classe

Categoria

B(03)

IV

S

196

54

9

72

331

E+

I

A

72

22

2

11

107

E++

I

P

144

31

8

27

210

E++

I

C

80

8

2

9

99

E++

I

א

IV

S

170

80

23

95

368

E

I

A

67

24

9

17

117

E+

I

P

174

38

76

52

340

E

I

C

73

5

21

16

115

E

I

W(032)

V

S

54

70

118

88

330

M-

III

A(02)

V

S

18

84

151

15

268

M++

III

A

65

22

9

12

108

E+

I

P

149

28

31

37

245

E+

I

C

62

5

18

12

97

E+

I

C(04)

V

S

66

66

87

50

269

M-

II

A

37

12

12

11

72

E

II

P

104

23

31

15

173

E+

II

C

41

3

15

12

71

E

II

D(05)

V

S

77

48

65

134

324

O-

IV

A

16

7

21

33

77

O-

IV

I(016)

V

P

15

1

2

6

24

E

II

Q(026)

V

S

0

5

5

2

12

M+

V

048

V

P*

26

7

3

4

40

E+

II

0274

V

S

19

6

0

2

27

E+++

II

D(06)

VI

S

112

29

137

83

361

M-

II

E(08)

VI

A

23

21

36

22

102

M-

II

H(015)

VI

P

11

0

5

1

17

E

III

N(022)

VI

S

8

48

89

15

160

M+

V

O(023)

VI

S

0

4

9

3

16

M+

V

P(024)

VI

S

3

16

24

0

43

M++

V

R(027)

VI

S

0

4

11

5

20

M+

V

Z(035)

VI

S

11

5

3

2

21

E+

III

X(040)

VI

S

8

2

2

3

15

E

III

S(042)

VI

S

15

83

140

25

263

M+

V

F(043)

VI

S

11

83

131

18

243

M++

V

0211

VII

S

10

101

189

23

323

M++

V

E(07)

VIII

S

1

107

209

9

326

M++++

V

L(019)

VIII

S

125

75

52

64

316

E

II

047

VIII

S

6

96

175

21

298

M++

V

0233

VIII

S

3

23

47

5

78

M++

III

Y(044)

VIII

S

52

21

40

19

132

E-

III

A

22

25

43

15

105

M

III

P

38

42

135

33

248

M

III

C

54

8

21

14

97

E

II

F(09)

IX

S

0

78

156

11

245

M+++

V

F(010)

IX

P

91

12

41

69

213

E-

III

G(011)

IX

E

4

87

176

21

288

M++

V

G(012)

IX

P

91

12

43

66

212

E-

III

H(013)

IX

S

2

82

174

7

265

M++++

V

H(014)

IX

A

2

22

48

1

73

M+++

V

K(017)

IX

S

8

107

197

15

327

M++

V

K(018)

IX

P

8

32

154

8

202

M+++

V

C

4

9

77

6

96

M++

V

L(020)

IX

A

1

23

51

3

78

M+++

V

P

5

44

188

4

241

M++++

V

C

5

9

78

3

95

M+++

V

M(021)

IX

S

7

106

202

12

327

M+++

V

P(025)

IX

S

1

29

70

0

100

M++++

V

P

87

31

87

31

236

E/M

III

C

26

6

46

9

87

M

III

U(030)

IX

S

1

38

105

11

155

M++

V

V(031)

IX

S

8

101

192

17

318

M++

V

Y(034)

IX

S

4

95

192

6

297

M++++

V

D(037)

IX

S

69

88

120

47

324

M

III

Q(038)

IX

S

75

59

89

95

318

O-

II

L(039)

IX

S

10

41

2

53

 

M++++

V

P(041)

IX

S

11

104

190

18

323

M++

V

W(045)

IX

S

3

104

208

10

325

M+++

V

049

IX

A

3

29

69

3

104

M+++

V

P

0

34

113

3

150

M++++

V

C

1

9

82

4

96

M+++

V

063

IX

P

0

3

15

0

18

M+++++

V

0150

IX

P

65

34

101

23

223

M

III

0151

IX

P

9

44

174

7

234

M+++

V

33

IX

S

57

73

54

44

228

E-

II

A

34

19

21

11

85

E

I

P

129

35

47

36

247

E

I

C

45

3

21

14

83

E

I

461

IX

S

3

102

219

5

329

M++++

V

 

 

Papiri: per quanto riguarda i papiri la situazione per alcuni di essi è la seguente: P74 (VII sec., contiene Atti e frammenti delle epistole cattoliche) 86% alessandrino (E++) – P46 (200-250 d.C., epistole di Paolo) alessandrino fra 80 e 90% (E++): questo papiro viene considerato molto affine a B tanto che spesso si considera B (corpus paolino) e P46 come proto alessandrini o testo P46+BP75 (200-250 d.C., Vangeli di Lc e Gv) alessandrino 77% in Luca (E+, tendente ad E++): questo papiro è molto affine al testo di B, più di quanto non lo siano tra loro B ed Aleph – P66 (200 d.C. circa, contiene solo Gv) è un testo con molti errori e correzioni, lo si classifica comunque nella famiglia neutrale-alessandrina.

 

 

Le Categorie di K. Aland

 

·         Categoria I: Manoscritti di qualità molto speciale che dovrebbero sempre essere tenuti in grande considerazione nello stabilire il testo originale. A questi sono aggiunti tutti i manoscritti anteriori al IV secolo.

·         Categoria II: Manoscritti di qualità speciale, ma distinti dai manoscritti della Categoria I per la presenza di alcune interpolazioni.

·         Categoria III: Manoscritti di natura distinta caratterizzati da un testo relativamente indipendente. Particolarmente importanti per la storia del testo.

·         Categoria IV: Manoscritti affini al Codex Bezae-Cantabrigensis D(05) considerato di tipo occidentale.

·         Categoria V: Manoscritti della famiglia bizantina.

 

 

TABELLA II – Distribuzione degli Onciali (IV-IX sec.)

 

La seguente tabella è stata costruita a partire dalla tabella precedente, in ascissa riporta il numero di categoria secondo Aland (dalla categoria considerata testualmente “migliore” I alla categoria peggiore “V”), in ordinata è riportato il tipo di classe del documento (E = testo alessandrino o neutrale, M = testo bizantino, da “Majority”). Poiché la valutazione di alcuni onciali nella tabella precedente è fatta suddividendo l’intero contenuto per contenuto (S, A, P, C) e dando valutazioni separate, anche i valori indicati nella sottostante Tabella II sono riportati per contenuto ovvero contando non i singoli onciali ma contando a parte sinottici, Atti degli Apostoli, corpus paolino ed epistole cattoliche. Difatti esistono codici che non sono valutabili da un punto di vista testuale nella loro completezza, per esempio il testo del Codice A risulta fortemente bizantino nei sinottici, ma è considerato neutrale/alessandrino nelle lettere di Paolo, nelle epistole cattoliche e negli Atti degli Apostoli.

 

 

Categ. di Aland

I

II

III

IV

V

Totale

E+++

 

1 (0274)

 

 

 

1

E++

3

 

 

 

 

3

E+

5

2

1

 

 

8

E

6

5

2

 

 

13

E-

 

1

3

 

 

4

O-

 

1

 

2

 

3

E/M

 

 

1

 

 

1

M-

 

3

1

 

 

4

M

 

 

5

 

 

5

M+

 

 

 

 

5

5

M++

 

 

2

 

10

12

M+++

 

 

 

 

10

10

M++++

 

 

 

 

8

8

M+++++

 

 

 

 

1 (063)

1

Totale

14

13

15

2

34

78

 

Nota – Il punteggio eccezionale riportato dai manoscritti 0274 (E+++) e 063 (M+++++) è in realtà inficiato dal fatto che questi documenti sono molto frammentari e quindi il loro contenuto è stato valutato per quel poco che ci è pervenuto. Si dovrebbero scartare nell’analisi dei dati.

 

 

Interpretazione dei dati, due diverse scuole di pensiero

 

Come interpretare i dati riportati in particolare nella Tabella II? Questi dati provengono da analisi statistiche dei testi che sono accettate univocamente. Su questo non c’è discussione. Tuttavia esistono due criteri diversi, due modi differenti per leggere in chiave diversa gli stessi dati.

 

La stragrande maggioranza del testo degli onciali dal IV al IX sec., come attesta in particolare la Tabella II, è di tipo bizantino, questo è evidente osservando che cadono in questa area ben 44 manoscritti. Nell’area neutrale alessandrina cadono invece soltanto 28 manoscritti. Inoltre nella loro categoria i manoscritti tipicamente bizantini, oltre ad essere in netta maggioranza rispetto agli altri, riportano punteggi molto elevati (ne contiamo 10 con M++, 10 con M+++ e ben 8 con il punteggio di M++++). Questo significa che questi documenti hanno generalmente una elevata percentuale di aderenza al testo bizantino e come conseguenza si accordano molto bene fra di loro. Al contrario il testo alessandrino è attestato da 28 documenti soltanto, la maggioranza dei quali (13) è inquadrabile nella classe di merito “E” (fra 50% e 66%) che non è certo eccezionale: questo significa che il testo di questi manoscritti ha certamente influssi alessandrini ma risente anche di altre infiltrazioni per cui il testo che deriva non è uniforme e concorde come quello bizantino. Da questa constatazione i critici del metodo di Westcott-Hort, che dà predominanza nella qualità testuale al testo alessandrino, sostengono che in realtà il testo migliore sarebbe quello bizantino, più concorde e attestato dalla maggioranza dei manoscritti esistenti (agli onciali bisogna infatti sommare i minuscoli e i lezionari dal IX sec. in poi, pressoché tutti di tipo bizantino). Il testo alessandrino sarebbe per contro poco affidabile e difficilmente ricostruibile per il fatto che i manoscritti esistenti sono relativamente pochi e dai confronti tra di loro si notano anche non poche discordanze (almeno relativamente alla classe bizantina) che rendono difficile, se non impossibile, il processo di ricostruzione del testo.

 

Ma i dati riportati in queste tabelle sono interpretati in maniera diametralmente opposta dalla maggioranza degli studiosi, che confermano quanto concluso da Westcott ed Hort. Secondo questa scuola di pensiero il fatto che la classe bizantina sia sostenuta dalla quasi totalità dei manoscritti esistenti e per giunta che ci sia una notevole concordanza tra i testi bizantini tra di loro non può essere casuale: una tale uniformità può derivare soltanto dal fatto che ad un certo punto c’è stata la precisa volontà di uniformare il testo del NT, da cui la teoria della recensione che alcuni fanno risalire nell'arco di tempo che va dal 250 d.C. al 350 d.C., per opera della scuola di Luciano di Antiochia. A queste considerazioni si arriva anche considerando che i manoscritti bizantini in genere sono più tardi di quelli neutrali alessandrini. Nel IV secolo sono prevalenti gli onciali il cui testo è alessandrino, nel V secolo il testo bizantino guadagna posizioni significative, dal VI secolo in poi il numero degli onciali bizantini comincia ad essere preponderante. Una analisi dei codici minuscoli e dei lezionari (dal IX secolo in poi) mostra che questi documenti, salvo rarissime eccezioni, sono sostanzialmente tutti bizantini. Il testo più veritiero, se così si può dire, secondo questa filosofia di pensiero, sarebbe pertanto quello attestato dalla classe alessandrina, più libera e disomogenea al suo interno proprio perché il peso di una volontà uniformatrice era assente. L'analisi dei papiri anteriori ai codici Vaticano e Sinaitico mostra poi che il papiro P75 (200-250 d.C., Vangeli di Luca e Giovanni) è molto concorde con il testo del Vaticanus (addirittura più di quanto il Vaticanus lo sia con il Sinaiticus) ed anche il papiro P46 (180-200 d.C., epistole paoline) risulta fortemente concorde con il Vaticanus tanto che alcuni hanno individuato una nuova classe testuale proto alessandrina (chiamata anche P46+B). P75, P46 e P74 raccolgono il punteggio E++. Il papiro P45 (200-250 d.C.) è invece catalogato come testo cesariano, con molte varianti libere. Il papiro P66 (200 d.C. circa) è stato classificato anch’esso come alessandrino anche se contiene molti errori e correzioni da parte dello scriba. Questi antichi papiri, inquadrabili nella classe alessandrina, mostrano significative discordanze e un testo molto meno uniforme di quanto non lo sia il testo bizantino. La somiglianza di questi antichi codici con il Vaticanus proverebbe da un lato che il testo alessandrino è il più antico e dall'altro che il Vaticanus è stato copiato abbastanza fedelmente dai manoscritti antenati. Questa però non è una garanzia assoluta che il testo sia conforme all’originale: antichità non significa necessariamente certezza di avere l'originale in quanto una interpolazione potrebbe essersi creata in tempi molto antichi ed essere quindi presente in un determinato filone testuale attraverso le versioni successive.

 

In estrema sintesi: i detrattori del metodo testuale moderno affermano che la Chiesa Bizantina avrebbe conservato il testo più simile agli originali e difatti i manoscritti bizantini sono numerosissimi e generalmente si accordano bene tra loro. Questo sarebbe IL TESTO del NT per eccellenza secondo questa scuola di pensiero. D’altra parte i critici moderni affermano invece che il testo bizantino è sospetto perché forse troppo concorde e frutto di una precisa volontà uniformatrice (recensione). Esso sarebbe quindi da rifiutare ed è per questo che Aland colloca tutti i manoscritti bizantini nelle categorie più scadenti della sua suddivisione (in particolare nella V).