LA CITTA' DI BETHSAIDA

Ultimo aggiornamento: 18.01.2009  - © All Rights Reserved Autore: Gianluigi Bastia

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1. Bethsaida nelle opere di Giuseppe Flavio

Due passaggi di Giuseppe Flavio sono particolarmente importanti per stabilire la posizione della città di Bethsaida:

Ant. 18,28 - Filippo ingrandì Panea, la città vicino alle fonti del Giordano e la chiamò Cesarea; e la zona di Bethsaida sul lago di Gennesaret la eresse al grado di città (1) aumentandone gli abitanti e irrobustendone le fortificazioni; e la chiamò Giulia  dal nome della figlia di Cesare (2).

Bell. 2,168 - Quando, alla morte di Augusto, che aveva regnato per cinquantasette anni sei mesi e due giorni, l'impero dei romani passò nelle mani di Tiberio figlio di Giulia, le tetrarchie rimasero in possesso di Erode e Filippo, e l'uno fondò una città di nome Cesarea presso le fonti del Giordano nella Paniade, e un'altra di nome Giuliade nella Gaulanitide inferiore (3); Erode fondò Tiberiade nella Galilea, e nella Perea un'altra città che ricordava il nome di Giulia.

Da Ant. 18,28 deduciamo che Bethsaida fu ingrandita ed elevata al rango di città (pÒlij) per opera del tetrarca Filippo. L'evento si verificò di conseguenza dopo il 4 a.C., quando Erode il grande era morto e gli succedettero i figli. Ciò è coerente con il contesto immediato di Ant. 18,28 poiché Flavio Giuseppe ha già parlato della successione ad Erode il grande poco prima e immediatamente dopo parla dell'epoca di Coponio, procuratore dal 6 al 9 d.C. Pare, dunque, che ciò sia accaduto all'inizio del I secolo d.C.

Da Bell. 2,168 si evince d'altra parte che la città di Giuliade sia stata fondata da Filippo quando Tiberio divenne imperatore, nel 14 d.C., o al più poco tempo dopo questa data. Peraltro in Bell. 2,168 si parla di "fondazione" della città come se prima non esistesse, ho consultato comunque la traduzione italiana di G. Vitucci e non direttamente il testo greco. Comunque è molto strano che qui non si ricordi che la città esisteva già e si chiamava originariamente Bethsaida. Peraltro nessuna Bethsaida è mai direttamente menzionata in Guerra Giudaica, la prima opera scritta da Giuseppe Flavio.

In Ant. 18,28 Giuseppe ci informa che Bethsaida il tetrarca Filippo "la chiamò Giulia dal nome della figlia di Cesare". Ma di quale Giulia si tratta? Augusto, che fu imperatore di Roma fino al 14 d.C., ebbe realmente una figlia il cui nome era proprio Giulia e la storia la ricorda come Giulia I o Giulia Maggiore. Sembrerebbe, in linea di principio, essere proprio Giulia maggiore la donna intesa da Giuseppe Flavio, poiché apprendiamo che dopo essere stata sposata con altri, fu data in sposa addirittura al futuro imperatore Tiberio (il quale ruppe un precedente matrimonio con Vipsania Agrippina). Si potrebbe supporre che nel 14 d.C., quando Tiberio diventa imperatore, Filippo abbia deciso di dedicare una città alla moglie dell'imperatore, nonché figlia del defunto imperatore Augusto.

Ma qui iniziano i nostri problemi storici. Infatti la relazione di Giulia maggiore con il padre Augusto e con il marito Tiberio fu disastrosa. Giulia maggiore era nata nel 39 a.C. e fu data in sposa a Tiberio nell'11 a.C. Era una donna dalla condotta licenziosa e così la descrivono gli storici del tempo, ne parla ad es. Tacito, Annales, I, 53. Quello che a noi importa è che già nel 6 a.C. Tiberio aveva divorziato da lei e nel 2 a.C. il padre Augusto che era ancora imperatore l'aveva fatta imprigionare ed esiliare. Di lei l'illustre padre imperatore era solito parlare in termini alquanto negativi e la vedeva come un problema famigliare non di poco conto. Tiberio, poi, prese ad odiarla e la fece morire di stenti quando divenne imperatore (la morte di Giulia I è collocata proprio attorno al 14/15 d.C.). Come è possibile che sia stata dedicata a questa donna una città, quando i suoi nemici erano in vita e detenevano il potere assoluto nell'impero romano? Lo stesso Giuseppe afferma addirittura che Erode Antipa costruì una sua città Giulia, nella Perea. A me pare che simili operazioni siano state fatte dai tetrachi quando divenne imperatore Tiberio, attorno al 14 d.C., per onorarlo e ingraziarselo. Ma come ci si poteva fare amici di Tiberio dedicando una città al nome di una donna che egli aveva ripudiato e che era odiata addirittura da Augusto che era suo padre (di Giulia I)?

In teoria abbiamo anche una nipote di Augusto, la Giulia II che gli storici chiamano anche Giulia minore. Il problema è innanzitutto che Giulia minore non è figlia di Augusto ma è, appunto, nipote. Era la figlia di Giulia maggiore che la ebbe dal suo matrimonio con Vipsanio Agrippa. Ma anche questa Giulia II fu esiliata dallo stesso imperatore Augusto per venti anni e viene descritta come una donna licenziosa e adultera, esattamente come sua madre Giulia I. Si distinse come la madre per la sua grave (agli occhi della gente del tempo) dissolutezza. Ne parla Tacito nel terzo libro degli Annales. Anche nel caso di Giulia minore dedicare una città a questa donna sarebbe stato un insulto a Tiberio e ad Augusto. In aggiunta, va notato che Giulia minore fu un personaggio di rilievo assai modesto rispetto ad Augusto, Tiberio e Giulia I.

Si suppone allora, con ottime ragioni, che Bethsaida sia stata chiamata Giulia o Giuliade in onore della madre dell'imperatore Tiberio e non della figlia di Augusto. Infatti l'imperatore Tiberio nacque da Tiberio Claudio Nerone e da Livia Drusilla che fu anche terza moglie di Augusto. Livia Drusilla, dopo la morte di Augusto avvenuta nel 14 d.C., per volere dello stesso grande imperatore entrò a far parte della dinastia imperiale (la gens Iiulia) a tutti gli effetti e fu chiamata Giulia Augusta (Iulia Augusta in latino). Fu una donna molto potente nell'impero romano e storicamente ha tutte le carte in regola per essere la candidata giusta per le città di Filippo e di Erode Antipa. L'unico dubbio è se il nome di Bethsaida sia mutato in Giulia/Giuliade nel 14 d.C., quando Livia Drusilla fu chiamata Giulia Augusta e come sembra suggerire Bell. 2,168, oppure nel 29 d.C. quando questa donna morì. Se questa è la nostra Giulia, ed è altamente probabile che lo sia in mancanza di alternative, Giuseppe Flavio sarebbe comunque in errore in Ant. 18,28 poiché qui egli parla della "figlia di Augusto", mentre avrebbe dovuto dire che era una delle mogli di Augusto, nonché madre di Tiberio.

In conclusione, la soluzione migliore mi sembra quella di Livia Drusilla (Giulia Augusta dal 14 d.C.). Penso che sulla base di quanto successe a Roma nel 14 d.C. e di Bell. 2,168 l'episodio sia appunto da collocare nel 14 o poco dopo, quando divenne imperatore Tiberio in seguito alla morte di Augusto, sebbene non si possa totalmente escludere che sia avvenuto in un arco di tempo compreso tra il 14 e il 29. Giuseppe Flavio si sarebbe sbagliato in Ant. 18,28 poiché questa Giulia fu una delle mogli di Augusto e non la figlia. Livia Drusilla/Giulia Augusta, peraltro, era figlia di Marco Livio Druso Claudiano.

 

2. Bethsaida nel Nuovo Testamento greco

Nel Nuovo Testamento la città di Bethsaida viene menzionata complessivamente sette volte. Il nome greco nel Nuovo Testamento è BhqsaŽd£ e coincide con il nome riportato da Flavio Giuseppe in Bell. 3,528. Si tratta di una traslitterazione di un termine aramaico, beth infatti significa "casa" mentre la parola composta bethsaida può significare "casa (o luogo) di caccia" oppure "casa (o luogo) di pesca". Esso suggerirebbe, in quest'ultimo caso, una località posta molto vicino al mare della Galilea, molto probabilmente una città costiera. Mt. 11:21 // Lc. 10:13 riportano un logion gesuano ("Guai a te, Corazin! Guai a te, Bethsaida") che non ci è direttamente utile per stabilire la posizione di Bethsaida secondo il Nuovo Testamento. Anche Mc. 8:22, Lc. 9:10 e Gv. 1:44 si limitano a citare il nome di questa località senza provvedere indicazioni immediate. E' interessante comunque notare che Mc. 8:22 combinato con Mc. 8:23 e 8:26 chiama Bethsaida "villaggio" (kèmh) mentre Lc. 9:10 la chiama "città" (e„j pÒlin kaloumšnhn BhqsaŽd£) (4).

Gv. 12:21 colloca espressamente Bethsaida in Galilea. La combinazione di Mc. 6:45 con Mc. 6:53 sembra concordare pienamente con Gv. 12:21 e collocare Bethsaida chiaramente in Galilea, sulla sponda occidentale del lago di Gennesaret. In Mc. 6:1 Gesù si trova nella sua patria. In Mc. 6:32 Gesù e i suoi seguaci partono con la barca per recarsi in un luogo solitario dove avviene la prima moltiplicazione del cibo. In Mc. 6:45 Gesù ordina ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, verso Bethsaida (e„j tÕ pšran prÕj BhqsaŽd£n). In Mc. 6:53, compiuta la traversata il gruppo approda nella terra di Gennesaret. E' da escludere che al tempo di Cristo vi fosse una città chiamata Gennesaret. L'antica Kinnereth biblica era stata distrutta molti secoli prima e non fu mai più ricostruita dal tempo dell'invasione assira. Peraltro lo stesso vangelo di Marco non descrive di alcun fatto che Gesù abbia compiuto all'interno di una eventuale città di Gennesaret, si limita anzi a parlare di regione e di villaggi in Mc. 6:54-56. Bethsaida sembra essere la città più importante presente in quella zona. La terra di Gennesaret è descritta da Giuseppe Flavio come una zona molto fertile che si trovava a ovest del mare di Galilea, proprio vicino alle rive del lago. Il sito archeologico dell'antica Kinnereth biblica è stato esplorato e la zona di Gennesaret è stata da tempo individuata dagli archeologi, attualmente gli scavi sono gestiti dal Kinneret Regional Project. Bell. 3,521 afferma che la terra di Gennesaret era un'area molto fertile della Galilea che misurava all'incirca 30 ´ 20 stadi. Se prendiamo come riferimento lo stadio romano, che misurava 185 metri, si ottiene un'area relativamente piccola, pari a 5,5 ´ 3,7 km, ovvero 20 km quadrati di territorio soltanto (5). E' da escludere, pertanto, che la terra di Gennesaret potesse essere compresa parte in Galilea e parte in Gaulanitide, essa si trovava completamente confinata nella Galilea, sulla sponda occidentale del lago e la Bethsaida di Marco doveva trovarsi in quella zona o almeno l'evangelista dà prova di pensare questo. Bell. 2,168 e Ant. 18,28 collocano chiaramente Bethsaida-Iulia in Gaulanitide e ciò concorda con le ricerche archeologiche che situano questa antica città presso el-Tell, proprio al confine tra Galilea e Gaulanitide, a nord-ovest del lago di Gennesaret, quasi in prossimità del punto in cui il fiume Giordano si immette nel lago, a nord (6).

Rimane dunque aperta la questione se siano esistite due città chiamate "Bethsaida", una posta in Galilea e costituita da un semplice villaggio, l'altra in Gaulanitide, citata in Flavio Giuseppe e ingrandita per volere del tetrarca Filippo tra il 14 e il 29.



NOTE AL TESTO

(1) kèmhn d BhqsaŽd¦ prÕj l…mnV tÍ Gennhsar…tidi  pÒlewj parascën (...). Si noti che Mc. 8:22 confrontato con 8:23 e 8:26 chiama Bethsaida (la grafia è la stessa di Giuseppe Flavio) kômê, che significherebbe "villaggio". La traduzione di cui sopra rende kômê con "la zona di Betsaida". Esistono comunque alcuni codici di Mc. 8:22 che al posto di Betsaida leggono Betania (es.: il Bezae-Cantabrigensis, D). Si può anche dimostrare da Mc. 6:45 confrontato con Mc. 6:53 che Marco pensava a una Betsaida collocata nei pressi della terra di Gennesaret, cioè ad ovest del mare della Galilea, appunto in piena Galilea. La Betsaida-Giulia di Giuseppe Flavio si trovava invece in Gaulanitide, proprio al confine tra Galilea e Gaulanitide. La tradizione manoscritta di Marco è unanime nel riportare Bethsaida in Mc. 6:45.

(2) kaˆ tÍ ¥llV 'Iouliv qugatrˆ tÍ Ka…saroj Ðmènumon ™k£lesen.

(3) k¨n tÍ k£tw GaulanitikV 'Iouliada.

(4) Qui vi sono due possibili osservazioni da fare: (i) Luca ha la tendenza a chiamare pÒlij degli insediamenti che certamente non erano città (cfr. M. Pesce, L'uomo Gesù, Mondadori, Milano, 2008, nota 23 del cap. I, pag. 218). (ii) Alcuni mss. di Mc. 8:22 leggono Betania, vedi nota 1.

(5) Lo stadio "romano" misurava 185 metri, cfr. l'Appendice antiquaria del vocabolario della lingua latina Castiglioni-Mariotti, a pag. 1939. Esisteva anche lo stadio "greco", che misurava 175 metri. La correttezza di questa assunzione per lo "stadio" impiegato in Flavio Giuseppe è deducibile da vari contesti. Bell. 3,506 afferma per esempio che il lago di Gennesaret era largo 40 stadi e lungo 140 stadi, con la misura romana avremmo 7,4 km di larghezza per 25,9 km: mi sembra che tutto ciò combaci abbastanza bene con il lago attuale. In Bell. 1,419 e Ant. 15,324 Flavio Giuseppe ci informa che la fortezza di Herodion si trovava a 60 stadi da Gerusalemme, distanza corrispondente ad 11,1 km con la misura romana. In effetti i resti dell'antica fortezza si trovano oggi a 12,5 km da Gerusalemme, tenuto conto della approssimazione letteraria di Giuseppe che non stava scrivendo un moderno trattato di geografia, e del fatto che la distanza dipende da quale punto di Gerusalemme si considera, mi sembra una conferma eccellente.

(6) Si noti che la ghemarà (commento) di Mishnà 'Arakin 6,8 (folio 32a,b) colloca erroneamente la città di Gamla in Galilea. Flavio Giuseppe la posiziona in Gaulanitide (Bell. 2,574 e 4,2) e questo appare coerente con l'attuale localizzazione. La stessa citata ghemarà colloca erroneamente in Transiordania la città di Gadud.