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7. Identificazione P. Garnet (7Q5 = Esodo 36:10-11)

 

Autore: Gianluigi Bastia, diritti riservati

 

Ultima revisione: 11/03/2009 richiede font greco greek.ttf

 

 

Questa identificazione fu proposta nel 1973 da Paul Garnet (101), a quanto pare tenuta nel novero delle possibilit anche da Emauel Tov. 7Q5 verrebbe identificato con Esodo 36:10-11, secondo il testo della Bibbia dei LXX. Ipotizzare che 7Q5 sia un frammento di rotolo della LXX, una traduzione in greco dellAntico Testamento, certamente meno sorprendente di una attribuzione a un passo del Nuovo Testamento. Dato il contesto di Qumran e le informazioni storiche oltre che la tipologia del frammento (rotolo piuttosto che codice) e lo stile di scrittura del medesimo ragionevole supporre che 7Q5 possa essere un resto della LXX o traduzione greca simile, soprattutto se si tratta del Pentateuco che si sa tradotto in greco abbondantemente prima di Cristo, come attestano i primi frammenti della LXX. Il brano proposto da Garnet per la attribuzione di 7Q5 il seguente (102):

 

Esodo 36:10-11 [10] ka tmqh t ptala to crusou trcej ste sunufnai sn t aknqJ ka t porfrv ka sn t kokknJ t dianenhsmnJ ka sn t bssJ t keklwsmnV rgon fantn [11] pohsan at pwmdaj sunecosaj x mfotrwn tn mern.

 

7.1  Difficolt paleografiche

 

Lidentificazione mette in evidenza la presenza nel v. 36:10 delle lettere tou che dovrebbero comparire nella linea 2 dellEditio Princeps e di 7Q5. Al posto della w che appare chiaramente leggibile dopo la t sul papiro tuttavia il testo greco di sopra presenta una o. Bisogna pertanto indagare se possibile una variante twn (genitivo plurale maschile) al posto di tou (genitivo singolare maschile) altrimenti lattribuzione impossibile. Notare che prima della sequenza kai th in tutto il versetto 36:10 non c traccia di un gruppo tw oppure gw. Nella linea 3 di 7Q5 presente il kai, seguito da una t e questo appare coerente con il testo di cui sopra. Dopo la t il testo di sopra prevede una h, lettera che sempre possibile ipotizzare almeno osservando le riproduzioni fotografiche di 7Q5. La spaziatura prima del kai non risulta giustificata da alcun inizio di capitolo, paragrafo o versetto ma se il frammento tipicamente ebraico noto che spaziature simili non sono impossibili (cfr. il caso limite di P.Ryl. Gk. 458). Nella linea 4 si ipotizza poi la presenza della sequenza di lettere enhs mentre altre importanti attribuzioni assumono la presenza della sequenza nnhs (cfr. OCallaghan, Muro, Spottorno, Boismard et. al.) con due n. Effettivamente guardando la linea 4 del papiro quanto mai problematico pensare ad una e prima della sequenza nhs: le tracce di inchiostro rimaste portano a concludere che si tratta di una n oppure, con minore probabilit, di una h o al limite una i ma mai una epsilon. Nella linea 5 di 7Q5 abbiamo una lettera chiaramente leggibile: si tratta di una h seguita da una e oppure da una s, con preferenza per questultima lettura. Nel testo di cui sopra abbiamo due possibilit: la sequenza hs contenuta nella parola pohsan (al v. 36:11) oppure,  leggendo un po prima, nel v. 36:10, la sequenza he di keklwsmnV rgon (scriptio continua). In entrambi i casi si deve tenere in considerazione la notevole difficolt di leggere una h prima della e o della s, nel papiro tutto quello che rimasto lascia supporre la presenza di una lettera tondeggiante come una o od una q.

 

Seguendo la prima ipotesi, che peraltro sembra la pi probabile a livello paleografico, la terna nhs nella linea 4 del papiro sarebbe separata secondo il testo oggi noto dalle lettere hs che compaiono nella linea 4 del papiro da ben 45 lettere supponendo che gli iota ascritti non fossero presenti in 7Q5 un numero certamente molto elevato. Anche ammettendo che questo potesse essere veramente il numero di lettere per linea del testo originario, il gruppo di lettere kai t nella linea 3 che dovrebbe sormontare le lettere nhs presenti nella successiva linea 4 dista da questultimo soltanto 30 lettere, un numero alquanto diverso dalle 45 precedenti. Questa ipotesi quindi da scartare, anche tenendo in considerazione che il testo stato scritto a mano e di conseguenza da mettere in conto una certa tolleranza sul numero delle lettere per ogni linea.

 

Seguendo la seconda ipotesi, invece, la terna nhs sarebbe separata dalle successive lettere V, e da 28 lettere, un numero molto vicino alle lettere che separano kai t da dian]enhs[menJ. Tuttavia potrebbe sussistere una grave inconsistenza paleografica: se lo iota ascritto compare nel testo lattribuzione risulta impossibile in quanto impossibile leggere una simile lettera prima del (presunto) epsilon sulla linea 5 del frammento, dopo la h chiaramente leggibile. Abbiamo visto come nei frammenti pi antichi della LXX (103) venisse regolarmente utilizzato lo iota ascritto. Con qualche tentativo si riesce a costruire la griglia paleografica della Tabella 10.

 

7.2  Analisi sticometrica

 

Si verifica ora se la ricostruzione proposta nella Tabella 10 soddisfacente. La a del kai della linea 3 praticamente la diciassettesima lettera della linea, mettendo in conto una spaziatura di tre lettere prima del kai. Guardando il frammento essa deve trovarsi sopra la e della stringa enhs presente nella linea 4 che proprio la sedicesima lettera di tale linea: la corrispondenza in questo caso eccellente. Ancora una volta si sottolinea comunque la impossibilit paleografica di leggere una epsilon sotto la k di kai sul papiro. La h chiaramente leggibile nella linea 5 del frammento la diciassettesima lettera di linea secondo la ricostruzione di cui sopra. Essa deve trovarsi sotto la n che precede la h nella linea 4 soprastante, che proprio la diciassettesima lettera della linea 4: anche in questo caso la corrispondenza fisica eccellente. Il numero delle lettere per linea delle linee 3, 4, 5 rispettivamente 30/31/29 valori accettabili e regolari, sebbene il numero di 30 lettere per la linea 3 non tiene conto della spaziatura prima del kai il che significa una linea 3 di fatto lunga 33 lettere circa. Se i rapporti tra le linee 3, 4, 5 sono nel complesso molto buoni, non si pu dire lo stesso del sincronismo tra le linee 2, 3. Poich la t della linea 2 (stringa tou) deve trovarsi grosso modo sopra la k del kai presente nella linea 3 siamo costretti a introdurre una linea 2 di ben 43 lettere e questo inaccettabile. La attribuzione in definitiva sembra scarsamente convincente a meno di non introdurre una variante nella linea 2 e supporre che il testo fosse scritto alquanto diversamente rispetto alle versioni odierne della LXX. Lipotesi della variante consentirebbe peraltro di sistemare alcune gravi incongruenze paleografiche, in particolare la presenza di tou anzich twn o twi. Ma oltre alla assurdit della linea 2 seguendo il testo cos com permangono poi non pochi problemi a livello paleografico nelle linee 3, 4, 5. Nella migliore delle ipotesi si riesce a costruire un testo che una specie di parafrasi del testo greco della LXX.

 

 

Linea

Testo greco Esodo 36:10-11

Num. lett.

2

tmqh t ptala to crusou trcej

ste sunufnai

43

3

sn t aknqJ   ka t porfrv ka sn

30

4

t kokknJ t  dianenhsmnJ ka sn t

31

5

bssJ t keklwsmnV rgon fantn

29

 

Tabella  10 Proposta di griglia paleografica supponendo di attribuire 7Q5 a Esodo 36:10-11 senza alcuna variazione testuale. Se il testo conteneva gli iota ascritti lattribuzione impossibile, almeno nella forma di cui sopra, perch impossibile leggere uno iota tra la h e la e nella linea 5. La numerazione delle linee quella convenzionale della editio princeps.

 

 

 

8. Identificazione K. Aland (7Q5 = Luca 3:19-21)

 

 

Questa attribuzione stata proposta da Kurt Aland nel 1974 (104), un autorevole studioso delle sacre scritture e di critica testuale, sebbene non papirologo o paleografo professionista. Aland ha eseguito la ricerca del passo al calcolatore utilizzando il programma Mnsteraner Fragment-Identifizierungs-Programm che fornirebbe come unico risultato il passo di Luca 3:19-21 (105). La posizione di Aland sulla questione del 7Q5 di netta opposizione alla attribuzione di OCallaghan, sia per ragioni tecniche legate alle lettere presenti sul frammento, sia per ragioni derivanti dalla difficolt di giustificare sul piano storico la presenza a Qumran prima del 68 d.C. di un libro neo testamentario gi tradotto in greco. Per questa ragione Aland stesso nel suo articolo respinse la attribuzione da egli proposta del frammento 7Q5 a un passo di Luca, sostenendo un po come Ernest Muro negli anni 90 anche che essendo lunica plausibile ed essendo tuttavia improbabile per ragioni sticometriche oltre che storiche il frammento 7Q5 resta non identificato. Lintento di Aland era pi che altro quello di mostrare che il frammento, contenendo poche lettere sicure ed essendo molto piccolo, attribuibile anche ad altri passi con ipotesi simili a quelle proposte da OCallaghan dunque impossibile stabilire a quale testo appartenesse.

 

Esaminiamo pi a fondo questa attribuzione riportando il testo greco di Luca 3:19-21:

 

Luca 3:19-21 [19] d 'Hrdhj tetrarchj, legcmenoj p' ato per 'HrJdidoj tj gunaikj to delfo ato ka per pntwn n pohsen ponhrn 'Hrdhj, [20] prosqhken ka toto p psin ka katkleisen tn 'Iwnnhn n fulak. [21] 'Egneto d n t baptisqnai panta tn lan ka 'Ihso baptisqntoj ka proseucomnou neJcqnai tn orann

 

Il punto di partenza la sequenza nnh che ben visibile sulla terza linea del frammento 7Q5. Nel versetto 20 compare effettivamente questa sequenza di lettere, tutte appartenenti alla parola 'Iwnnhn (Giovanni). Si noti come molti considerino una sequenza nnhs, mentre in questo passo abbiamo una h al posto della s (questa lettera poco leggibile sul documento).

 

A questo punto possiamo individuare il kai leggibile nella seconda linea del frammento 7Q5, che deve trovarsi nel testo prima della parola 'Iwnnhn. Ebbene, procedendo a ritroso nel testo abbiamo sostanzialmente tre possibilit: un ka katkleisen, un ka toto (entrambi al v. 20) infine un ka per nel versetto 19.

 

La a del primo kai di cui sopra dista diciannove lettere dalla prima n della parola Iwannhn. Ma diciannove lettere prima di tale kai abbiamo la parola proseqeken (inizio del v. 20) nella quale impossibile mettere in evidenza una t od una w, lettere che dovrebbero trovarsi sopra il kai come richiesto dal papiro. Pertanto questo kai da scartare. Anche se consideriamo che il kai da prendere in esame sia invece ka per (v. 19) non abbiamo pi la possibilit di mettere in evidenza una sequenza tw o gw che nel frammento deve comparire nella prima linea, prima del kai.

 

Non resta pertanto che ipotizzare che il kai leggibile nella seconda linea sia quello della sequenza leggibile nel testo allinizio del versetto 20: kai touto. Con questa ipotesi facile individuare la sequenza twn nella parola pntwn che compare nel versetto 19 ed avere una buona probabilit che essa si trovi sopra il kai una volta costruita la griglia paleografica. Occorre ora individuare una sequenza hj od he dopo la parola 'Iwnnhn. Leggendo il testo, la prima h che si incontra quella della parola fulak che chiude il versetto 20, seguita dalla epsilon di 'Egneto con cui inizia il successivo versetto 21. Tuttavia questa ipotesi non sembra molto plausibile, in quanto 'Iwnnhn e fulak  sono distaccate soltanto da n. La h successiva a fulak seguita da una n, appartenente alla parola baptisqnai, lettera che per non si riscontra nella quarta linea del 7Q5. Ma nella parola 'Ihso (Ges) abbiamo effettivamente una h seguita da una s quindi la sequenza giusta potrebbe proprio essere questa. Ne segue lidentificazione:

 

Luca 3:19-21 [19] d 'Hrdhj tetrarchj, legcmenoj p' ato per 'HrJdidoj tj gunaikj to delfo ato ka per pntwn ( LINEA 2 della editio princeps DJD III) n pohsen ponhrn 'Hrdhj, [20] prosqhken ka toto ( LINEA 3) p psin ka katkleisen tn 'Iwnnhn ( LINEA 4) n fulak. [21] 'Egneto d n t baptisqnai panta tn lan ka 'Ihso ( LINEA 5) baptisqntoj ka proseucomnou neJcqnai tn orann.

 

 

 

8.1 Analisi sticometrica

 

 

Questa attribuzione presenta un vantaggio importante rispetto a quella di OCallaghan: nella linea 3 non occorre fare ipotesi ardite come lo scambio delta tau in quanto dopo il kai compare la parola touto, congruente con quanto si legge sul frammento. Inoltre nella editio princeps del 7Q5 si supponeva una sequenza kai tw, con una lettera tondeggiante dopo la t. Effettivamentene il passo di Luca proposto da Aland a questo punto propone kai to, mentre nel passo di Marco 6:52-53 proposto da OCallaghan avremmo kai ti (con una lettera verticale come la i al posto di una lettera tondeggiante come la w o la o, oltre al problema di giustificare lo scambio delta-tau). La editio princeps proponeva poi prima del kai tw la presenza della lettera h, qui abbiamo comunque una n che scritta in maiuscolo simile ad una h.

 

Occorre a questo punto verificare se la sticometria soddisfacente, cio verificare se il testo supposto scritto su una colonna avente un certo numero di lettere per linea (incognito) presenta una buona corrispondenza con le lettere oggi ancora leggibili sul frammento 7Q5. Guardando il papiro, osserviamo innanzitutto che il tw sulla prima linea compare esattamente sopra il kai della linea successiva. Dal testo, si calcola innanzitutto che la w (linea 2) e la a del kai (linea 3) sono separate esattamente da 36 lettere. Questo significa che grosso modo il numero di lettere per linea delle colonne in cui era organizzato il rotolo doveva essere molto vicino a questo valore, 36 lettere per linea, dato che stata utilizzata la scriptio continua (106). Tenendo per conto della spaziatura alla destra del kai il numero di lettere per linea dovrebbe essere pi simile a 38-39. Questo valore rappresenta la periodicit che dobbiamo riscontrare nel testo tra tutte le lettere identificate che si trovano una sopra allaltra nel frammento.

 

La a del kai della terza linea compare sul frammento esattamente sopra la prima n della linea successiva, corrispondente nel testo a  'Iwnnhn; ora nel testo queste due lettere sono separate da 31 lettere, che salgono a 34 se si ipotizza che il kai tra parentesi quadre nel versetto 20 fosse presente nel testo originario. Questo valore sembra essere molto simile a quello trovato prima (36 lettere) ed un dato incoraggiante a sostegno della attribuzione. Tuttavia se il numero di lettere per linea pi vicino a 38-39 a causa del kai molto spostato a sinistra, evidente che le linee 3, 4 non sono ben sincronizzate fra loro.

 

Procedendo ulteriormente nella analisi sticometrica, nel frammento si vede che la seconda n di 'Iwnnhn  (linea 4) e la h di 'Ihso cadono esattamente una sopra allaltra, quindi dovrebbero essere separate da circa 36 lettere (38-39 mettendo in conto la spaziatura alla sinistra del kai). Invece il numero di lettere che si riscontra nel testo pari a 51, un valore molto elevato e diversissimo dai due trovati precedentemente. Daltra parte prima di queste lunica h plausibile sarebbe quella della parola baptisqnai ma essa seguita da una n che non si riscontra in alcun modo nella quarta linea del 7Q5.

 

Resta sempre ipotizzabile il fatto che il versetto 21 fosse eventualmente scritto diversamente da come lo leggiamo oggi, in particolare pi corto in modo da ridurre le 51 lettere che separano nel testo le ultime due linee a una valore pi vicino a 35-36. E possibile ipotizzare una variante del versetto 21 in modo che la attribuzione di Aland possa avere un senso? Sulla base dei manoscritti in nostro possesso lunica variante nota in Luca 3:19-21 la troviamo al v. 19 dove alcuni manoscritti al posto di gunaikoj scrivono gunaikoj filippou (107).

 

Unidea possiamo averla traducendo dal greco il passo di cui sopra. Luca 3:19-21 racconta dellarresto di Giovanni Battista da parte di Erode Antipa e nel versetto 21 passa alla breve descrizione del battesimo di Ges. Esso viene tradotto oggi (Bibbia, edizione C.E.I.) nel seguente modo:

 

Luca 3:19-21 [19] Ma il tetrarca Erode, biasimato da lui a causa di Erodade, moglie di suo fratello, e per tutte le scelleratezze che aveva commesso, [20] aggiunse alle altre anche questa: fece rinchiudere Giovanni in prigione. [21] Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Ges, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si apr ()

 

E interessante notare che alla fine del versetto 20 si conclude un discorso (arresto di Giovanni Battista) e allinizio del versetto successivo si parla del battesimo di Ges (un altro argomento). Una traduzione letterale dal greco la seguente:

 

 

Luca 3:19-21 [19] d {ma} Hrdhj {Erode} tetrarchj {il tetrarca}, legcmenoj {rimproverato} p' ato {da lui} per {a proposito di} HrJdidoj {Erodiade} tj gunaikj {la moglie} to delfo ato {di suo fratello} ka {e} per {per} pntwn {tutte} n pohsen {che aveva commesso} ponhrn {le malvagit} {-} Hrdhj {-}, [20] prosqhken {aggiunse} ka {anche} toto {questa} p {a} psin {tutte} ka {e} katkleisen {rinchiuse} tn Iwnnhn {Giovanni Battista} n fulak {in prigione}. | {le altre} [21] gneto {-} d {ora} n {mentre} t baptisqnai {si faceva battezzare} panta {tutto} tn lan {il popolo} ka {anche} Ihso {Ges} baptisqntoj {fu battezzato} ka {e} proseucomnou {pregava} neJcqnai {si apr} tn orann {il cielo}

 

Per ridurre il numero di lettere che compaiono nel versetto 21 prima della parola Ges evidenziata in rosso una possibilit supporre che nel testo originario il riferimento al battesimo di tutto il popolo fosse diverso. La parola Ges lunica che contiene le fatidiche lettere hs in sequenza, indispensabili per decifrare lultima linea del 7Q5, quindi non eliminabile dalla frase, e neppure sembra facile eliminare il discorso sul suo battesimo che interessa parole che vengono dopo e quindi non sono utili per ridurre le fatidiche 51 lettere. Se omettiamo interamente il riferimento al battesimo del popolo, tuttavia, il numero delle lettere separanti la n e la h nelle ultime due linee scende da 51 a 23 (omissione di n t baptisqnai panta tn lan) un numero questa volta troppo basso rispetto a 35-36 trovato precedentemente per le altre linee. Se ammettiamo che il versetto 21 seguisse immediatamente il versetto 20 con tutte le parole una di seguito allaltra allora non possibile trascurare quelle parole perch il conto non tornerebbe affatto. E sempre possibile, tuttavia, supporre che effettivamente nel testo originario mancasse il riferimento al battesimo di tutto il popolo ma si parlasse di quello del solo Ges e supporre che linizio del versetto 21 fosse ben distaccato dal termine del versetto 20 (in quanto i due versetti appartengono a discorsi completamente diversi). Lattribuzione assumerebbe quindi la forma, con le omissioni e le ipotesi fatte:

  

 

Linea (*)

Testo greco ricostruito Lc 3:19-21 con molte varianti

Num. lettere

1

                                                     [...]  a

 

2

to ka per pntwn n pohsen ponhrn Hr

37

3

dhj prosqhken ka toto p psin ka ka

34

4

tkleisen tn Iwnnhn n fulak

27

5

Egneto d ka Ihso baptisqntoj ka prose

37

6

ucomnou   [...]

 

 

Tabella  11 Griglia paleografica per valutare la possibilit di attribuzione a Luca 3:19-21. La numerazione delle linee quella secondo lEditio Princeps DJD III. Il Prof. Aland sempre stato contrario alla tesi di OCallaghan e in generale a qualunque attribuzione di 7Q5 ed altri frammenti di Qumran a passi neo testamentari per cui il suo tentativo da considerarsi una provocazione per mostrare la facilit di proporre soluzioni alternative a quelle di OCallaghan.

 

  

Il numero relativamente basso di lettere nella linea 4 potrebbe essere giustificato dal fatto che qui termina il versetto 20 (arresto di Giovanni Battista) e allinizio della linea successiva comincia il versetto 21 (battesimo di Ges). Per la corrispondenza con le lettere del frammento si deve considerare che il testo era scritto a mano, in maiuscolo e con le lettere luna attaccata allaltra (anche se il kai appare distanziato dalle altre parole).

Testiamo ancora una volta la verticalit delle lettere:

 

 Sincronismo tra le linee 2, 3. La t della linea 2 la quattordicesima lettera di tale linea, la k del kai la quattordicesima lettera della linea 3 (ovvero la sedicesima se si considera che di fatto il kai spostato a destra di due o tre lettere). Il numero di 34 lettere corrispondente alla linea 3 inferiore di tre lettere rispetto alle linee 2 e 5 a causa appunto della spaziatura esistente sul papiro alla sinistra del kai. Rimane comunque non spiegato il motivo della grande spaziatura tra il kai (linea 3) e la parola che lo precede.

 

 Sincronismo tra le linee 3, 4. La a del kai la quindicesima lettera della linea 2 (ovvero la diciassettesima o al massimo la diciottestima lettera, a causa della presenza della ben nota spaziatura), la prima n della stringa nnh della linea 4 invece la sedicesima lettera della linea, quindi cade allincirca al disotto della a di cui prima. La linea 4 potrebbe effettivamente avere solo 27 lettere se si ipotizza che lo scriba sia andato a capo allinizio del versetto 21 a causa del fatto che proprio l inizia un nuovo argomento nella narrazione, il battesimo di Ges.

 

 Sincronismo tra le linee 4 e 5. La h della linea 5 la quattordicesima lettera di questa linea; la seconda n della stringa nnh della linea 4 daltra parte la diciassettesima lettera di tale linea. Esiste pertanto uno scarto apprezzabile che pone qualche problema nellaffermare che queste due lettere si trovano esattamente una sopra allaltra.

 

Si deve sottolineare che lo stesso Aland considerava poco attendibile questa attribuzione a Luca 3:19-21, concludendo il suo lavoro con laffermazione che non era possibile identificare il frammento 7Q5 con un brano noto e il testo originario rimaneva sconosciuto. L'attribuzione a Luca 3:19-21 era evidentemente una provocazione. Sul piano puramente paleografico ricordiamo che:

Osserviamo poi che il Vangelo di Luca un testo molto probabilmente cronologicamente successivo ai Vangeli di Marco o di Matteo, quindi ammettere che fosse gi presente a Qumran e addirittura nella sua versione greca alquanto problematico a livello storico. Se per alcuni, tra cui lo stesso Aland, impossibile che il Vangelo di Marco fosse gi stato scritto in greco prima del 50 d.C. (la massima data ammessa per la stesura del 7Q5) a maggior ragione difficile credere che questo frammento possa appartenere al Vangelo di Luca.

 

 

 

9. Attribuzione a un passo non biblico (D.B. Wallace)

 

9.1 Attribuzione a De Plantatione 135

 

Daniel B. Wallace (108), contrario alla attribuzione del frammento 7Q5 a Marco 6:52-53 ed a qualunque altro passo neo testamentario, ritenendo che i Vangeli siano stati scritti dopo la chiusura delle grotte di Qumran (almeno nella versione greca) ha eseguito una ricerca informatica nel T.L.G., il database dellUniversit della California contenente pressoch tutta la letteratura greca classica che si conosce (109), al fine di verificare la possibile presenza di passi non biblici con cui poter identificare il frammento 7Q5 (110). Quando si esegue una ricerca di questo tipo il risultato sempre molto insidioso ed incerto, dipendendo dalle lettere che si considerano come assolutamente sicure e che sono la base per la ricerca. Cos se il numero di lettere che si suppongono certe relativamente elevato, si otterranno ben pochi testi dalla ricerca informatica; viceversa se si lasciano molti gradi di libert alle lettere incerte si otterranno numerosi testi come risultato. Wallace, utilizzando il programma Ibycus come motore di ricerca, ha verificato nel database T.L.G. tutti i possibili passaggi non biblici contenenti le tre sequenze di lettere: twn, kait ed nnh con lipotesi che le lettere di ognuna delle tre sequenze possano eventualmente appartenere a parole diverse oppure ad una stessa parola e che le tre sequenze siano abbastanza vicine tra loro nel testo per via dellallineamento verticale. Nella scelta delle combinazioni di lettere da cercare si compie gi implicitamente una selezione: per esempio nel twn Wallace considera come prima lettera (linea 2) una tau mentre abbiamo visto ad esempio che la Spottorno legge qui una gamma. Inoltre Wallace non fa nessuna ipotesi sulle lettere che compaiono nellultima linea leggibile del frammento 7Q5, eppure sul frammento di papiro chiaramente leggibile almeno una eta e la lettera che segue questa eta una sigma od una epsilon. Si noti che il risultato della ricerca di Wallace non pu dare come risultato Marco 6:52-53 in quanto dopo il kai viene ipotizzata una tau mentre il testo di Marco riporta una delta come prima lettera della parola diaperasantej; in altre parole una ricerca nel T.L.G. non pu mettere in conto le varianti e gli errori scribali ai testi contenuti nel database.

 

Dalla ricerca di Wallace sono emersi, come possibili candidati, quattro passi di Giuseppe Flavio, sei passi di Tucidide (111), quattro passi di Filone Giudeo ed il passo biblico Ezechiele 23:37, secondo il testo greco della LXX. I passi di Giuseppe Flavio sono da scartare sia per ragioni sticometriche, sia perch sono stati scritti nel II secolo, dopo che le grotte di Qumran erano gi state sigillate. Dei rimanenti passi solo uno, secondo lo stesso Wallace, merita di essere preso in considerazione, sia per ragioni storiche legate ad una sua possibile presenza a Qumran prima della chiusura delle grotte, sia per ragioni sticometriche: si tratta del passo di Filone di Alessandria (noto anche come Filone Giudeo, un filosofo della scuola alessandrina vissuto tra il 20 a.C. e il 50 d.C., date approssimate) tratto dal De Plantatione, 135. Questo passo riportato in Figura 13.

 

Figura  13 Filone di Alessandria, De Plantatione, 135, testo greco.

 

La porzione del verso 135 del De Plantatione che viene qui considerata da D.B. Wallace per la sua attribuzione la seguente:

 

Filone di Alessandria, De Plantatione, 135 tn gr apokuhqntwn katorqwmtwn pntwn ariston ka teleitaton gnnhma eij tn patra to pantj umnoj d pmptoj uij tj kat tn pmpton eniautn tn futeuqntwn adiafore crsewj

 

La corrispondenza con il papiro 7Q5, la ricostruzione delle linee e la conseguente suddivisione sticometrica sono proposte dallo stesso Wallace nel suo articolo come riportato nella Tabella 12. Secondo Wallace questa attribuzione avrebbe il vantaggio, rispetto a quella di OCallaghan, di considerare nella linea 3 solo quattordici lettere invece delle sedici lettere delle linee 2 e 4. Questo inferiore numero di lettere spiegherebbe, secondo Wallace, la distanza che sul papiro si vede nella linea 3 tra il kai e la lettera che lo precede e che illeggibile. Il kai della linea 3 va quindi pensato spostato alquanto a destra e ben distaccato dalla parola precedente. Ma questo argomento veramente convincente? La discussione seguente mostra che in realt la corrispondenza delle lettere presenti nella linea 2 con le lettere della linea 3 piuttosto scadente, sicuramente peggiore della attribuzione proposta da J. OCallaghan.

 

 

Linea (*)

Testo ricostruito Philo. Plant., 135

Num. lettere

1

          (...)  katorqwm

 

2

qwmtwn pntwn ar

16

3

iston     ka telei

14

4

taton gnnhma eij

16

5

tn patra (...)

 

 

Tabella 12 Attribuzione di 7Q5 a De Plantatione 135. La numerazione delle linee quella secondo la editio princeps del frammento 7Q5.

 

 

Linea 2. In questa linea vi sono due possibili sequenze twn; la prima comincia alla quinta lettera dallinizio della linea, la seconda alla dodicesima lettera ed contenuta in pntwn. Ora, guardando il frammento 7Q5, notiamo che la t del twn deve trovarsi esattamente sopra la k del kai della linea sottostante. Se ipotizziamo che il twn leggibile sul frammento sia proprio il primo, affinch grosso modo il kai venga a trovarsi sotto di esso dobbiamo supporre che praticamente non esista alcuna spaziatura tra la n ed il kai nella linea 3, invece nel papiro si nota uno spazio che approssimativamente largo due tre lettere. Viceversa se portiamo la k del kai nella zona sottostante la t del secondo gruppo twn della linea 2 ( questa la strada peraltro indicata da Wallace), lo spazio che viene a crearsi nella linea 3 tra la n e la k del kai sarebbe enorme, corrispondente a sei lettere circa: decisamente troppo. Inoltre cos facendo la linea 3, pur avendo solo quattordici lettere, probabilmente deborderebbe sulla parte destra della colonna, anche se scritta a mano e in scriptio continua. Per queste ragioni alquanto difficile sincronizzare il kai con i due gruppi twn della linea soprastante. Tanto per chiarire la differenza qualitativa, almeno a livello sticometrico, tra la proposta di OCallaghan e quella di Wallace: nella attribuzione a Mc 6:52-53 la t del twn nella linea 2 lottava lettera della linea, la k del kai della linea successiva la quinta lettera della linea, quanto basta per ammettere una spaziatura di tre lettere tra la h e la k del kai nella linea 3, perfettamente in linea con la spaziatura presente sul frammento. Pertanto, in realt, meno difficile riprodurre la spaziatura seguendo la proposta di OCallaghan che non quella di Wallace. Si noti poi che leggere una ni dopo lomega comporta le stesse difficolt paleografiche gi discusse nel caso della attribuzione di OCallaghan.

 

Linea 3. Sussitono tutte le difficolt di sincronizzazione del kai con il twn della linea soprastante, come gi osservato; inoltre dopo la t Wallace ipotizza la presenza di una epsilon, lettera forse meno sicura delle lettere proposte dagli altri studiosi in questa posizione sebbene compatibile con le tracce supposte dalla editio princeps.

 

Linea 4. Wallace pretende che la lettera che segue la sequenza nnh sia una m, mentre quasi tutti (Boismard nella editio princeps del 7Q5, OCallaghan, Spottorno, Muro, Garnet) leggono qui una sigma. Aland legge invece una ni (ma egli stesso respinge la attribuzione con Lc 3:19-21).

 

Linea 5. Non compare in alcun modo la lettera h che chiaramente leggibile sul papiro: dopo gnnhma nel testo si incontra una h solo dopo quarantuno lettere (!). Inoltre la linea che si viene a creare prendendo in considerazione questo testo non riesce in alcun modo a mettere in evidenza una stringa del tipo qhes (Boismard, Editio Princeps), qhsa (OCallaghan), wn (Spottorno), od anche qhso  (Muro) dove la h , lo ribadiamo, certa e ben leggibile sul frammento 7Q5. Per fare comparire una h sempre possibile ammettere un errore dello scriba in qualche punto. Ma bisogna indicare in quale punto e portare delle motivazioni. Inoltre lintroduzione di uno scambio di lettera, peraltro sostenuto da uno studio e da un reperto storico (112), uno degli argomenti che vengono utilizzati per rifiutare la attribuzione di OCallaghan, quindi non sarebbe ammesso neppure qui od in altre identificazioni.

 

A causa di tutte queste ragioni questa attribuzione appare allautore del presente articolo certamente meno convincente di quella di J. OCallaghan. Il numero di varianti ed ipotesi che si dovrebbero prendere in considerazione per poterla sostenere sarebbe veramente eccessivo, certamente non inferiore al numero di varianti introdotto da OCallaghan per giustificare la sua attribuzione (cambio delta tau e omissione di epi tn gn).

 

 

9.2 Attribuzione a Ezechiele 23:37

 

 

Di qualche interesse potrebbe essere invece il passo di Ezechiele 23:37 ottenuto come residuo tra i risultati della ricerca di Wallace nel T.L.G. via Ibycus. Ecco il testo secondo la versione dei LXX:

 

Ezechiele 23:37-38 [37] ti moicnto, ka ama n cersn atn t nqummata atn moicnto ka t tkna atn, gnnhsn moi, digagon atoj di' mprwn. [38] wj ka tata pohsn moi: t gi mou mainon ka t sbbat mou bebloun.

 

In realt questa (presunta) attribuzione a un passo di Ezechiele cade immediatamente sulla base delle seguenti osservazioni.

 

 La A dopo kai t (linea 3 del frammento, cfr. DJD III) sembra improbabile da un punto di vista paleografico, difatti nessuna delle attribuzioni pi serie la prende mai in considerazione. Sul frammento, dopo la tau, si vedono chiaramente i resti di un tratto verticale, assolutamente incompatibili con la parte destra di unalfa.

 

 Lalfa del kai separata dalla prima ni della stringa nnhs (v. 37) da diciassette lettere (gli spazi vengono esclusi in virt della scriptio continua). Prima del kai abbiamo due possibili stringe twn: la prima risulta troppo lontana dal kai (infatti la t di autwn separata dalla k del kai da ben ventotto lettere, decisamente troppe anche tenendo conto che il kai distanziato dalla lettera che lo precede, cfr. linea 3 del frammento), la seconda troppo vicina (t di autwn e k del kai sono separate da undici lettere soltanto).

 

 Dopo la parola gnnhsn abbiamo nelle vicinanze soltanto due possibili lettere h (cfr. linea 5 del frammento). La prima h (v. 37) immediatamente seguita da una g ed troppo vicino alla parola gnnhsn perch possa essere presa in considerazione. La seconda h (v. 38) effettivamente seguita da una s, lettera compatibile con il frammento ma decisamente troppo lontana da gnnhsn.

 

 

 

LXX Ezechiele 23:37-38

atn t nqummata atn moicn

to  ka t tkna atn

gnnhsn moi digagon atoj di' mprwn wj ka tata pohsn moi

 

Tabella  13 Lanalisi mostra che il passo di Ezechiele 23:37-38 non pu combaciare con il frammento 7Q5 in modo soddisfacente. Non convincono le posizioni delle sue possibili stringhe twn rispetto al kai. Centrando uno dei due autwn rispetto al sottostante kai si ottiene una linea troppo lunga oppure troppo corta. Problematica risulta anche lindividuazione di una lettera h (visibile sul frammento nellultima linea) coerente con la posizione del kai e della parola egennhsan. Le uniche due h presenti nelle vicinanze sono luna troppo vicina (oltre che seguita da una lettera alquanto improbabile, una g) laltra troppo lontana dalla sequenza nnhs. E estremamente improbabile che il 7Q5 possa essere attribuito a Ezechiele 23:37-38.

 

 

 

 

 

 

 

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NOTE AL TESTO

 

(101) P.Garnet, OCallaghans Fragments: Our earliest New Testament Texts?, Evangelical Quarterly, 45, 1973, pp. 6-12.

(102) Versione della LXX di Alfred Rahlfs (1935).

(103) Cfr. 4Q121 = 4QLXXNum, dello stesso periodo di 7Q5, in cui in at compare nel testo lo iota ascritto.

(104) Cfr. Kurt Aland, Neue Neutestamentliche Papyrii III, NTS (New Testament Studies), 20, 1974, pp. 357-381. Aland stato un autorevole studioso di critica testuale, le sue edizioni critiche del Nuovo Testamento (Nestle-Aland) sono famose in tutto il mondo e non qui necessario ricordarne il grande prestigio. Non era per papirologo di professione.

(105) Naturalmente le ricerche al calcolatore dipendono sempre da quali stringhe di lettere si prendono in considerazione per stabilire la ricerca.

(106) In realt lipotesi della scriptio continua pone dei problemi. Il kai leggibile sul frammento ben distanziato dalle lettere circostanti. Inoltre prima del kai c uno spazio abbondante, sulla sinistra, corrispondente a circa due o tre lettere (spatium). Quale spiegazione si pu dare a questo misterioso vuoto? OCallaghan per esempio ipotizza che sia stato generato dal passaggio da un versetto a unaltro (in Mc 6:52-53 il kai inizia il versetto 53) in cui inizia effettivamente una nuova sezione logica nel testo (tanto vero che nella attuale Bibbia C.E.I. Marco 6:53 inizia a capo sulla linea successiva a Marco 6:52).

(107) Cos ad esempio in A, W, nel Diatessaron di Taziano ed in altri manoscritti di qualit testuale non eccezionale.

(108) Daniel B. Wallace has taught Greek and New Testament courses on a graduate school level since 1979. He has a Ph.D. from Dallas Theological Seminary, and is currently professor of New Testament Studies at his alma mater.  His Greek Grammar Beyond the Basics: An Exegetical Syntax of the New Testament (Zondervan, 1996) has become a standard textbook in colleges and seminaries. He is the senior New Testament editor of the NET Bible. Da: www.bible.org 

(109) Il T.L.G. (Thesaurus Lingua Graecae) un database contenente praticamente tutti i testi classici greci noti, da Omero sino al XV secolo. Esso viene costantemente aggiornato sulla base delle nuove scoperte. La ricerca di Wallace stata eseguita nel 1992, utilizzando il programma Ibycus come motore di ricerca. Ricerche nel T.L.G. via Ibycus sono state condotte anche da OCallaghan e Thiede, con un numero di lettere decifrate superiore a quello considerato da Wallace.

(110) Vedi D.B. Wallace, 7Q5, The Earliest NT Papyrus? Review of Carsten Peter Thiede, The Earliest Gospel Manuscript? articolo scritto nel 1992, reperibile in Internet nel sito: www.bible.org 

(111) Nella Guerra del Peloponneso di Tucidide compare difatti molto frequentemente la parola Pelopnnhsoj (in tutte le sue varianti) che contiene la fatidica sequenza nnhs come nella parola Gennhsart (Gensaret) del Nuovo Testamento. Logico quindi che questo testo abbia attirato lattenzione degli esperti relativamente al caso di 7Q5. Un tentativo del genere stato fatto con il solo intento di provare che 7Q5 attribuibile anche a testi storicamente assurdi per il contesto di Qumran e quindi il tentativo di OCallaghan non significativo ad esempio da C.J. Hemer, in A Note on 7Q5, articolo apparso nel 1974 sulla rivista Zeitschrift Fr Die Neutestamentliche Wissenschaft, Vol. 65:1/2 (1974), pp. 155-157. Hemer segnala la sequenza che compare in 1,41,2 studiata da me nel documento Note sulle identificazioni di C.J. Hemer e J. OCallaghan per il frammento 7Q5. Esaminando il testo della Guerra del Peloponneso ho individuato altri passaggi interessanti. Uno di essi compare in 2,12,4-5 in cui abbiamo: [4] wj de afiketo ej to stratopedon kai egnw o Arcidamoj oti oi Aqhhnaioi ouden pw endwsousin outw dh araj tw stratw proucwrei ej thn ghn autwn. [5] Boiwtoi de meroj men to sfeteron kai touj ippeaj pareiconto Peloponnhsioij xustrateuein toij de leipomenoij ej Plataian elqontej thn ghn edhoun. (Thucydides, Historiae in two volumes, Oxford University Press, 1942, www.perseus.tufts.edu). Questa sequenza offre una buona compatibilit con le lettere di 7Q5 da un punto di vista paleografico, ad eccezione della linea 5 dove abbiamo nel testo (al v. 5) una mi inconciliabile con la eta chiaramente leggibile di 7Q5; inoltre, nella ni di autwn abbiamo le stesse polemiche della attribuzione OCallaghan. Non c poi modo di spiegare la spaziatura presente sul papiro prima del kai se non appellandosi al caso. Lallineamento verticale per una possibile identificazione con 7Q5 porterebbe ad una sticometria di 30 lettere per linea

(112) La lapide sulla quale compare il cambio delta tau.

 

 

 


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