Hip Hop
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The story

Più che un genere musicale, l'hip hop rappresenta una tappa fondamentale nella storia della comunità nera d'America.

All'origine di questo stile musicale ci sono i ghetti, i vicoli off limits di Harlem, le mille contraddizioni di New York e delle metropoli americane. In questi luoghi, primo fra tutti il Bronx, nasce, alla fine degli anni 60, la cultura metropolitana dell'hip hop.

Da questa potente forma di espressione degli afroamericani  si svilupparono quattro filoni fondamentali: il rap, la breakdance, l'aerosol art (bombolette spray e graffiti) e la turntable music (musica creata utilizzando dei giradischi).

Gli ispiratori del rap sul piano politico e dell'impegno sociale sono, senza dubbio, le Black Panthers (il più agguerrito movimento di rivendicazione dei diritti neri), Gil Scott - Heron o i Last Poets, Malcom X e le teorie del Black Power.

Sul versante dell'immagine, dei comportamenti al limite della legalità, dei contenuti sessuali espliciti e dell' atteggiamento in stile gangster è impossibile prescindere dalla figura di Mr. Sex Machine James Brown (detto anche il "padrino del soul").

Ricostruire la storia del rap significa confrontarsi con una lunga serie di violenze, omicidi e scontri frontali tra gang della East e West coast.

Nel 1979 viene pubblicato "Rapper's delight" della Sugarhill Gang. Questo storico singolo, sulle note di "Good times" dei Chic, introduce la novità delle rime e ritmi sbriciolati al campionatore. Prima di loro solo la Fatback Band aveva osato qualcosa del genere nel brano "King Tim III".

Nel 1980 esce "Wheels of Steel" ad opera dei Grandmaster Flash & The Furious Five che, con "The Message", danno inizio all'era dei testi di rivolta politica e sociale. L'incisione viene realizzata utilizzando schegge di musica prelevate da altri album e per la prima volta fa la comparsa lo scratch (effetto ottenuto muovendo a tempo il vinile e giocando con la manopola del volume). Nello stesso anno esce "Planet Rock" di Afrika Bambaataa. Musicalmente da' vita al Big Beat in cui soul ed elettronica collidono. Socialmente crea, per ovviare ai problemi dei giovani dei ghetti, la Zulu Nation (sorta di comunità ideale tenuta insieme da codici morali e di comportamento). Negli anni successivi predica il verbo della Zulu Nation nel resto del mondo.

Con il primo disco omonimo, datato 1984, dei Run DMC il rap entra in una nuova dimensione. Niente più solo singoli destinati alle radio o alle discoteche ma veri e propri album. Nel 1986 esce un altro loro album intitolato  " My Adidas" in cui collaborano con la metal band dei Van Halen in "Jump" spezzando, così, una grossa barriera razziale tra bianchi e afroamericani. Un'altra loro storica collaborazione è con gli Aerosmith con cui incidono "Walk this way".

Un sound in continua evoluzione. I primi a dimostrarlo sono i Mantronix  che, prima di ogni altro, intuiscono il potenziale dei campionamenti. Un'opportunità colta al volo dai Beastie Boys, la prima band di rap bianco della storia, che sbanca le classifiche vendendo 7 milioni di copie con "Licensed to III"  [uscito nel 1986 e contenente il singolo bomba "(You gotta) fight for your right (to party)"]. Un album spettacolare a base di beat spaccatimpani e campionamenti dal repertorio dei Ac-Dc e Led Zeppelin.

Nel 1987 scendono in campo, sponsorizzati dai Beastie Boys, i Public Enemy, band dell'impegno militante, con "Yo! Bum Rush The Show" e autori dell'inno Fight the Power (presente nella colonna sonora del film "Do the Right Thing" di Spike Lee). Portano sulla scena una fortissima consapevolezza politica unita a messaggi esplosivi di rivolta sociale e sul palco si presentano con tanto di bodyguard armate di mitra giocattolo. Cercano di narrare ciò che accade veramente negli USA (oltre alle versioni "ufficiali" dei bianchi) passando attraverso i media controllati dai bianchi.

Nel febbraio 1989 dalla Weast coast (L.A.), con un boato che provocò il panico nei benpensanti americani, fa la sua comparsa nei negozi "Straight Outta Compton" firmato N:W.A. (Niggas With Attitude) band composta,tra gli altri, da Eazy e, Ice Cube, Dr. Dre e MC Ren. Testi che non lasciano spazio all'immaginazione come dimostra la cattivissima "Fuck da Police" che, durante i loro concerti, veniva spesso interrotta a forza dalla polizia pochi secondi dopo l'inizio.

Il 1990 è un anno buio per l'hip hop americano . Appaiono Vanilla Ice e MC Hammer (quest'ultimo ridottosi oggi a fare il predicatore televisivo) due veri fenomeni da baraccone.

Nel 1992 nasce una nuova stella di nome Tupac Shakur con "2pacalyspe Now" e il gangsta rap della West coast ritorna a farsi sentire anche nelle classifiche mondiali.

Un anno dopo esce "Doggy Style" di Snoop Doggy Dogg in cui viene miscelato testosterone, liriche farcite di puttane e pistole, aggressività ritmica. Nello stesso anno Dr. Dre pubblica "The Chronic", ritenuto un altro geniale tassello nella storia hip hop, e l'etichetta per cui incidono Snoop, Dre e Tupac (la Death Row) fattura nell'anno seguente 75 milioni di dollari.

Nel 96 e 97 si chiude una grande era per l'hip hop con la morte di due grandi esponenti di questa difficile cultura. Il primo a perdere la vita è Tupac, assassinato alla guida della sua macchina a Las Vegas, e dalla parte della East coast, un anno più tardi, la vittima è Notourius B.I.G.

Dopo queste due grandi perdite l'evolversi di questo genere musicale continuò ad avanzare espandendosi in tutto il mondo (soprattutto in Italia) e partorendo sempre nuovi e diversi album e artisti.