Un altro capolavoro e lui non fa
fatica ad ammettere:
"Sono il maestro delle
distrazioni",
alludendo al fatto che
accettando ogni proposta che lo
intriga trascura la carriera
ufficiale.
Il nuovo lavoro sembrava pronto
già nel lontano 1996 ma abbiamo
dovuto attendere fino ad oggi
per ascoltarlo.
Partendo da una moltitudine di idee,
certamente non deve essere stato
semplice per Peter Gabriel condensare in
soli dieci brani per i 70 minuti
complessivi di durata.
"Up"
non delude le attese sotto ogni punto di
vista. La sua voce è ancora capace di
emozionare come pochissime altre al
mondo, e poterla finalmente ascoltare a
lungo cantare testi di grande profondità
è davvero un'esperienza emozionante. Il
sound è incredibile, dimostrando la cura
dell'autore per i dettagli, dove il
consueto coacervo di esperienze che
affiancano loop e programmazioni
modernissime a strumenti tradizionali
conferisce un predominio ritmico persino
ai brani più melodici ("More
Than This",
"I Grieve").
E che dire degli ospiti, come la voce
dello scomparso Nusrat Fateh Ali Khan
(in una "Signal To Noise" da brividi,
complice l'arrangiamento degli archi) o
la chitarra di Peter Green
nell'altrettanto bella "Sky Blue"? Lo
confessiamo: volevamo punire Peter
Gabriel per averci fatto desiderare
questo disco in maniera quasi disumana.
Ma gli iniziali propositi bellicosi si
sono arenati e non possiamo che
inchinarci ancora una volta di fronte
all'intatta creatività di uno degli
artisti più importanti della musica
moderna.
Produttori:
Peter Gabriel Titoli: Darkness • Growing Up •
Sky Blue • No Way Out • I Grieve • The
Barry Williams Show • My Head Sounds
Like That • More Than This • Signal To
Noise • The Drop Brano migliore: Signal To Noise