I
motori più semplici sono quelli monocilindrici (a 1 cilindro), indipendentemente
dal ciclo di funzionamento prescelto; altri fattori però, come le prestazioni e
le vibrazioni, obbligano ad aumentare il numero dei cilindri. Il frazionamento
della cilindrata, infatti, permette di aumentare la potenza specifica dei motori
e di diminuire i problemi di vibrazioni caratteristici dei motori
monocilindrici. Aumentando il numero dei cilindri si riesce ad ovviare questo
problema per minore inerzia delle parti interne in movimento, dal momento che i
singoli pezzi che devono muoversi sono più piccoli, nonché per la possibilità di
compensare le vibrazioni indotte da un cilindro con quelle indotte dagli altri. Naturalmente questo implica una
maggiore complicazione del progetto ed un maggior peso complessivo. di seguito
analizzeremo quelle che sono le configurazioni più utilizzate nel mondo delle
moto.
E' il motore più usato per le moto
sportive costruite
in
Italia.
I bicilindrici,
erogano, a parità di cilindrata, meno potenza rispetto ai quattro
cilindri, ma la potenza arriva subito, fin dai bassi regimi e la coppia è
sempre molto alta. Il
piano formato dai due cilindri è disposto nella direzione di marcia.
L'angolo formato dai due cilindri può variare dai 90° (vengono chiamati
anche bicilindrici a " L" ) ai
45° delle HARLEY-DAVIDSON. Nel mezzo ci
sono i 75° delle custom YAMAHA, i 52° della TRANSALP e altro ancora.... Quando
l'angolo fra i due cilindri è di 90° l'equilibratura
rimane di per sé
assicurata, ma abitualmente si impiegano angoli più stretti per
motivi
d'ingombro e compattezza.
Fra gli
svantaggi occorre citare l'aumento del costo
per costruire separatamente i cilindri e un non perfetto raffreddamento del
cilindro posteriore. In questo caso è
meglio
affidarsi al raffreddamento a
liquido, specie per i motori sportivi. Il bicilindrico a " L" è usato in
prevalenza dalle moto
sportive italiane, come le DUCATI Monster, le 749, le 999 e l'APRILIA RSV
Mille. Anche i giapponesi ultimamente hanno prodotto buoni motori
bicilindrici a " L" come quelli montati sulla HONDA VTR 1000 SP e sulle
SUZUKI SV650 e TL1000 (che poi sono anche gli stessi propulsori usati
dalla CAGIVA per la RAPTOR...) Senza
poi dimenticare i grossi bicilindrici a "V" raffreddati ad aria delle
americane HARLEY-DAVIDSON e delle BUELL.
Questo costituisce
un caso simile a quello precedente, però con la disposizione della V a 90° dei
cilindri trasversale rispetto al senso di marcia. I cilindri sono esposti
all'aria, ottenendo cosi un buon raffreddamento; inoltre il motore è stretto
al livello del carter, in basso, e molto largo nella parte alta dove sporgono i due cilindri. E' un motore adatto
alla trasmissione cardanica perché gli assi della trasmissione sono paralleli
alla direzione di marcia.
Questo tipo di motore è
usato esclusivamente dalle MOTO GUZZI.
Questo tipo di motore adotta due cilindri
coricati e contrapposti (boxer) disposti in maniera trasversale rispetto al
senso di marcia. I pistoni si muovono contemporaneamente, assicurando un
perfetto equilibrio meccanico e regolarità nell'erogazione della potenza.
Il baricentro della moto col motore boxer è molto basso, a tutto vantaggio
della maneggevolezza. E' ottimo
anche il raffreddamento dei cilindri. Gli svantaggi sono i grandi ingombri
laterali e un'eccessiva trasmissione di calore alle gambe del pilota. Il
bicilindrico boxer è il motore tipico delle tedesche BMW serie R.
Questo tipo di motore
offre vantaggi soprattutto nel senso della semplicità e dell'economia di
fabbricazione, poiché i cilindri e le testate si possono produrre con un unico
blocco di fusione. La posizione dei cilindri in linea, perpendicolari alla
direzione di marcia, permette un eccellente raffreddamento se questo si effettua
semplicemente ad aria. Era la soluzione più diffusa negli anni sessanta quando
era ancora poco diffuso il raffreddamento a liquido. Oggi viene poco usato
per via delle vibrazioni elevate, degli ingombri laterali e della scarsa
potenza specifica. E' comunque ideale per viaggiare facendo turismo
in quanto la potenza viene erogata in maniera dolce e fluida. Adottano un
bicilindrico in linea la YAMAHA TDM, la Kawasaki ER-5 e W650, la TRIUMPH
BONNEVILLE.
E' un caso simile a
quello dei motori bicilindrici in linea con un terzo cilindro in più collocato sulla
stessa linea. Si tratta di un motore più largo e, affinché le
vibrazioni non risultino eccessive, è necessario che i cilindri risultino
inclinati in avanti di 120°. Anch'esso offre un vantaggio di raffreddamento ad
aria, benché il cilindro centrale si riscaldi sempre più degli altri. E' una
soluzione a metà tra il due ed il quattro cilindri, e coniuga una buona
coppia anche a bassi regimi (tipica dei bicilindrici) con una regolarità e
una buona potenza specifica (tipica dei quattro cilindri). E' il
motore tipico della casa inglese TRIUMPH, che lo utilizza in particolare sulla
SPEED TRIPLE
e sulla DAYTONA.
Il vantaggio di
questo motore è l'equilibratura, nel caso di angolo a 90°, associata alla
larghezza ridotta rispetto al quattro cilindri in linea.
La costruzione è costosa perché richiede due fusioni per le testate e due per il
blocco dei cilindri con il raddoppio della distribuzione. Tutto questo aumenta
anche il peso del motore.
L'albero a gomiti è di lunghezza doppia rispetto a un due cilindri a V e
presenta una manovella per ogni coppia di cilindri, cosi da rendere l'ingombro
del motore limitato e con un buona rigidità. Ovviamente la geometria dei
movimenti dipende dagli angoli con cui è costruito il motore. Poche
le moto che adottano questo raffinato motore, una su tutte la HONDA VFR.
E' il motore più usato dalle
supersportive giapponesi. I quattro cilindri
erogano, a parità di cilindrata, più potenza rispetto ai bicilindrici,
anche se bisogna arrivare sulla zona rossa del contagiri per avere a
disposizione tutta la potenza. Infatti, rispetto ai bicilindrici, i
quattro cilindri sono un po' "vuoti" in basso e bisogna tenere il motore
almeno sui 4.000 giri\min per renderlo fluido e scattante. E' un tipo di motore
semplice ed economico nella fabbricazione del blocco dei cilindri e della distribuzione.
La larghezza totale del motore diventa elevata ma la sua equilibratura è ottima,
visto che le bielle sono collocate a coppie con le centrali ruotate di 180°
rispetto alle due esterne. In questo modo i pistoni salgono e scendono a coppie
e si ottiene il doppio di combustioni ad ogni giro dell'albero. Troviamo il
quattro cilindri in linea su tutte le supersportive giapponesi, dalle HONDA CBR, alle YAMAHA
R1, dalle SUZUKI GSX-R alle KAWASAKI ZX-R... In Italia la MV AGUSTA
produce
un ottimo 4 cilindri in linea da 750 cc molto compatto per la
sportivissima F4 e la naked BRUTALE.