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| Per dare un aspetto professionale ai propri circuiti elettronici e per non impazzire con collegamenti volanti l'unico sistema è quello di usare la fotoincisione. Sarà così possibile realizzare più esemplari del proprio circuito stampato, raggiungendo uno spessore minimo delle piste di 10 mils cioè 0,25 mm. La fotoincisione è un procedimento fotografico e quindi, tanto più definita sarà la pellicola master, tanto più saranno definite le piste, che potranno essere quindi più sottili, come gli altri disegni serigrafici (ad esempio l'indicazione "1" vicino al pin di un chip), riducendo le dimensioni finali del circuito stampato. La fotoincisione permette di raggiungere degli ottimi risultati, anche se molto dipende dalla qualità dei materiali usati e da tanti altri parametri. A livello amatoriale è sempre difficile raggiungere (con poca spesa) dei buoni risultati, ma dopo una prima fase di prove per ottimizzare diversi fattori, la qualità dei circuiti stampati sarà eccellente. Il procedimento di fotoincisione spiegato vale per un circuito monofaccia, ma può essere facilmente esteso ad un circuito stampato a doppia faccia. E' uno dei tanti metodi usati dagli hobbisti, per questo troverete persone che raggiungono i miei stessi risultati con un procedimento diverso... in fondo ognuno ha il suo sistema, l'importante è che funzioni! |
| Per eseguire una fotoincisione si devono maneggiare due particolari composti chimici: soda caustica (NaOH) e percloruro ferrico (FeCl3). Sono elementi chimici da trattare con cura e per maneggiarli con sicurezza sono necessarie alcune piccole precauzioni: usate guanti di plastica usa e getta dall'inizio alla fine del procedimento. Usate occhiali protettivi per evitare schizzi dei prodotti e state lontano dalle vaschette con gli occhi e le altre parti del corpo. Lavorate in un ambiente sufficientemente aerato per disperdere eventuali vapori di acido cloridrico (HCl) che si formano durante l'incisione, nonchè di trielina e di spray protettivo per circuito stampato. Non fumate, non lasciate fiamme libere, non provocate scintille, non lasciate saldatori o simili accesi. Le soluzioni di soda caustica e percloruro ferrico vengono utilizzate diluite. Non fate strani tentativi da alchimisti per avere una maggiore resa: potreste veder sciogliersi le vaschette, tutto il photoresist o il rame, nonchè provocare fumi e vapori nocivi. La soda caustica è un elemento causticante, in grado di "bruciare" l'acqua contenuta nei composti con i quali viene a contatto. Evitate quindi di toccarla con le mani nude, se non volete ustionarvi. Il percloruro ferrico erode simpaticamente i metalli non nobili e non cromati, nonchè tessuti, plastica porosa, legno ed altro ancora. Nel caso si venga a contatto con questi poco amichevoli composti è bene sciacquare abbondantemente con acqua ed eventualmente consultare un medico, soprattutto nel caso di contatto degli occhi con soda caustica. Non guardate la luce emessa dai tubi del bromografo, che deve essere ovviamente chiuso durante l'esposizione. I tubi a raggi ultravioletti emettono infatti radiazioni UVA, UVB, UVC, pericolose per gli occhi e per la pelle. E' pericolosa soprattutto l'esposizione alla luce UVC, usata come germicida, che provoca alterazioni molecolari. La trielina e lo spray protettivo sono composti a base di solvente, e come tali sono facilmente infiammabili, nonchè tossici. Bene ora che siete sufficientemente spaventati, e quindi sono sicuro che non farete cose azzardate, siete pronti per iniziare. |
Le Attrezzature
Avete bisogno di un bromografo e di
una vaschetta per incisione, meglio se ad aria. Entrambi possono essere
acquistati a caro prezzo presso i negozi di elettronica, oppure autocostruiti.
Il bromografo è una scatola contenente due, quattro o più tubi al neon (a raggi
ultravioletti UVA o UVB o UVC) posti sotto una lastra di vetro spessa 4-10 mm.
La scatola deve avere un coperchio a chiusura pressante (è per
questo che il vetro non deve essere troppo sottile), sotto il quale si
applicherà un pannello di gomma. Si può aggiungere anche un timer, ma visto il
costo ed i brevi tempi di esposizione, forse è meglio usare (ecco a cosa serve)
il cronometro dell'orologio! Il mio bromografo impiega 4 tubi UVC da 8 Watt
ciascuno, posti ad un centimetro dalla lastra di vetro. I tubi UVC riescono a
polimerizzare il photoresist come quelli UVA, ma hanno il vantaggio di costare
meno e di essere meno ingombranti. Potete trovarli nei negozi di elettricità (li
produce Philips), insieme ai reattori ed agli starter necessari per pilotarli.
Schema Elettrico pilotaggio 2 Tubi UVC per Circad (2 Kb)
Schema Elettrico pilotaggio 2 Tubi UVC formato .gif (9
Kb)Attenzione il bromografo funziona a 220 Volt, quindi è bene controllare che tutta la struttura sia bene isolata dalla tensione di rete. Se avete abbastanza spazio inserite un piccolo neon bianco da usare per l'allineamento dei master. Per avere un riferimento durante la posa della piastra da esporre piazzate sulla lastra di vetro (con del biadesivo) due piccoli segmenti perpendicolari di plastica. |
| La vaschetta per incisione ad aria è una semplice vaschetta nella quale è stata inserita una trama di tubicini, terminanti in microdiffusori nei quali scorre aria soffiata da una piccola pompa per acquario (dalle 10.000 alle 30.000 lire). Si può inserire un secondo rubinetto per far defluire il percloruro direttamente nella bottiglia senza rischiare pericolosi travasi. I microdiffusori, i tubicini, i giunti ed i rubinetti, si trovano nei centri fai da te (area Giardinaggio). Questo sistema aumenta la qualità della piastra finita e la velocità di incisione. |
Preparazione del Master
| Anche senza computer si può ottenere il master per un circuito stampato. Per farlo si possono usare i trasferibili della serie R41, da applicare su un foglio di acetato. Così facendo il master avrà la migliore qualità possibile. |
| La stampa deve essere eseguita non su carta comune, ma si deve utilizzare la tracing paper di colore grigio/verde semitrasparente, comunissima, usata ad esempio per disegnare a china i disegni tecnici, dal costo irrisorio. Per ogni realizzazione si devono stampare due esemplari del tracciato del PCB, utilizzando questo tipo di carta. Attenzione, utilizzando una stampante a getto è necessario circa un minuto affinchè la carta assorba completamente l'inchiostro. |
| Se possedete una stampante a getto abbastanza recente, in grado di stampare su lucido, utilizzate i lucidi per presentazioni (ad esempio "ILFOJET - Transparency Film " di ILFORD) per stampare i due esemplari del tracciato del PCB. Prestate attenzione, in fase di caricamento dei fogli, al lato ruvido su cui deve essere effettuata la stampa del tracciato PCB. Il contrasto e la qualità di stampa delle "pellicole" così ottenute sono ottimi. L'unico inconveniente del supporto lucido è la relativa delicatezza con cui deve essere trattato. Infatti la superficie stampata, se graffiata leggermente, può scoprire aree più o meno estese di inchiostro. |
| Dopo aver stampato i due master, tagliamoli lasciando una cornice di circa un centimetro. Per non sprecare carta si possono stampare più esemplari del master per ogni foglio. Potremo così scartare gli esemplari stampati male.Per sapere se il nostro master passerà la prova raggi ultravioletti, occorre verificare che sia il più possibile contrastato, cioè il nero deve essere nero-nero, mentre le aree semitrasparenti devono lasciar passare più luce possibile. Per fare questo prendiamo due dei master appena stampati e cercando di farli coincidere esattamente, puntiamoli a qualche centimetro da una normale lampada (o meglio un piccolo neon), magari aiutandoci con un piccolo vetro, controllando la qualità del master: se vi sono aree nere più chiare di altre, oppure il nero risulta essere un pò sbiadito, sicuramente è il caso di ristampare i master, altrimenti la fotoincisione darà pessimi risultati. Non serve sovrapporre più di due master. Così facendo, infatti, anche le parti semitrasparenti si comportano da barriera per i raggi ultravioletti, dando così l'impressione di aver sbagliato i tempi di esposizione durante la fase di sviluppo. Se è bene controllare che le aree nere lo siano il più possibile, è anche utile controllare che i fori dei vari pad siano visibili: dopo l'incisione del circuito stampato sarà così molto più facile forarlo. Se lavorate in Smd... fate finta di non aver sentito. |
| Senza considerare se il layout del circuito stampato è stato ottenuto lavorando dal "lato componenti" o dal "lato rame", un metodo semplice per non sbagliare nel posizionare i master è fare in modo che la zoccolatura di un chip del circuito sia visibile come a lato. In pratica il pin 1 deve essere sempre nell'angolo più a sinistra del rettangolo dei pin del chip. |
| Ora posizionate il primo master e stendendolo bene, applicate quattro pezzetti di scotch 3M (quello per i disegni tecnici) sui bordi. Attivate la luce bianca di servizio del bromografo o usare qualche altro sitema (luce riflessa, lampada puntata sopra il bromografo), in modo da poter sovrapporre al primo master il secondo, facendolo coincidere perfettamente con il primo. Fissate il secondo master come il primo. Migliore sarà la sovrapposizione e più definite saranno le piste. Se usate una stampante a getto d'inchiostro è possibile che i due master non siano esattamente uguali, ma differiscano per qualche decimo di millimetro. Questo può essere dovuto alla carta raggrinzita dall'inchiostro assorbito, oppure da un avanzamento non perfetto della carta durante la stampa. E' indispensabile che i due master siano esattamente coincidenti ed esattamente in scala 1:1, altrimenti potrete avere seri problemi durante la fase di posizionamento e saldatura dei componenti, soprattutto riguardo chip, zoccoli e led. Ad esempio, nel disegno a lato si vedono delle aree rosse: significano che il master rosso è leggermente più piccolo (verticalmente) e più largo (orizzontalmente) di quello verde ed è meglio rifarlo per non avere problemi durante l'incisione. Infatti, tutte le aree rosse andranno a coprire spazi che invece dovrebbero essere liberi, creando cortocircuiti ed altri danni. Un buon riferimento per il posizionamento sono i pad più esterni degli angoli del master: se sono allineati il resto dovrebbe essere a posto. Controllate inoltre che siano visibili i fori dei pad. |
Sviluppo
Terminata l'esposizione con le dovute
precauzioni mettiamo la piastra esposta nella vaschetta con la soluzione
di soda caustica diluita. Dopo qualche secondo inizieremo a vedere il layout del
circuito stampato. Agitando la vaschetta si velocizzerà lo sviluppo. Non appena
il layout è quasi del tutto formato e tutte le aree esposte sono state dissolte,
aiutiamoci con un batuffolo di cotone ed una pinzetta per smuovere i vari
residui di photoresist. Cercate di non toccare, graffiandolo, il layout del
circuito stampato, altrimenti scoprirete aree protette che verranno così rimosse
durante l'incisione. Non abbiate paura nello strofinare le aree protette (senza
esagerare), questo infatti serve a testare la consistenza del photoresist
protettivo. Se è insufficiente verrà completamente asportato, rovinando il
circuito stampato, durante l'incisione. Nelle foto qui sotto potete vedere il
risultato provocato da un'eccessiva o insufficiente esposizione della piastra
agli UVC.
| Il sistema più semplice per incidere la piastra sviluppata è adagiarla in una vaschetta di percloruro ferrico per un tempo variabile dai 20 ai 50 minuti, tempo che dipende soprattutto dalla temperatura e dalla saturazione del percloruro. Un sistema migliore, che dà ottimi risultati, è fare in modo che nella vaschetta di percloruro vengano aggiunte delle bolle d'aria, mantenendo la piastra a faccia in giù durante l'incisione. Così facendo la durata di questa fase si assesta sotto i 30 minuti. Per tenere sollevata la piastra dal fondo della vaschetta appoggiamola su due o più fili di cotone, fatti scorrere tra alcuni fori laterali della vaschetta stessa. I fili di cotone vanno lasciati più lunghi del necessario: tirandoli permetteranno così di sollevare la piastra dal percloruro senza sporcarsi per controllarne l'incisione. "Ma i fili come li blocco?".. provate a farli passare sotto la vaschetta schiacciandoli.. |
| Nella foto a lato potete vedere un pessimo risultato finale, anche se con tempi di esposizione corretti e photoresist perfettamente sviluppato. Solo la zona verde è stata incisa correttamente, mentre nella zona blu è svanita una parte delle piste. Invece, nella zona gialla il percloruro non è riuscito ad rimuovere tutto il rame. Questi problemi possono dipendere da una scarsa pulizia della piastra (che può essere ossidata), da una cattiva qualità del percloruro (che si sta saturando, cioè esaurendo), da una mancato ricambio della soluzione d'incisione (che ristagna) o dalla temperatura ambientale (troppo bassa). |
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