PENSIERI E PRINCIPI

 

 

 

Ho avuto pensieri, si, e principi, sai?

Tante volte ho sentito in me il sapere, per un'ora o per un giorno, così come si sente la vita nel proprio cuore, ma sarebbe difficile farne partecipe qualcun altro.

Questo è uno dei miei pensieri, di quelli che ho trovato io:

LA SAGGEZZA NON E’ COMUNICABILE

La saggezza che qualcuno tenta di comunicare ad altri, ha sempre un suono di pazzia. Questo è quello che ho appurato.

La scienza si può comunicare, ma la saggezza no. Si può trovarla, si può viverla, si possono fare miracoli con essa, ma non si può raccontarla o insegnarla. Questo era ciò che avevo più di una volta presentito e che mi ha tenuto lontano dai "maestri".

Ho trovato un pensiero, che potrà sembrare una sciocchezza, ma è il migliore dei miei pensieri ed è questo:

D'OGNI VERITÀ ANCHE IL CONTRARIO E' VERO!

In altri termini: una verità si lascia enunciare e tradurre in parole soltanto quando è unilaterale. E unilaterale è tutto ciò che può essere concepito in pensieri ed espresso in parole tutto unilaterale, tutto privo di totalità, di sfericità, di unità. Quando si parla del mondo, siamo costretti a dividerlo in illusione e verità, sofferenza e liberazione. Non si può fare diversamente, non c'è altra via. Ma il mondo in sé, ciò che esiste intorno a noi e in noi, non è unilaterale. Mai un uomo, o un atto, è tutto bene o tutto male, mai un uomo è interamente santo o interamente peccatore. Sembra così, perché noi siamo soggetti all'illusione che il tempo sia qualcosa di reale. Il tempo non è reale, questo io l'ho appreso ripetutamente, in più di un'occasione. E se il tempo non è reale, allora anche la discontinuità che sembra esservi tra il mondo e l'eternità, tra il male e il bene, è un'illusione.

Il mondo non è imperfetto, o impegnato in una lunga evoluzione verso la perfezione: no, è perfetto in ogni istante; ogni bambino porta già in sé la vecchiaia, tutti i lattanti la morte, tutti i morenti la vita eterna. La meditazione consente la possibilità di abolire il tempo, di vedere in contemporanea tutto ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà e allora tutto è bene, tutto è perfetto

Per questo a me sembra buono tutto ciò che esiste, la vita come la morte, il peccato come la virtù, l'intelligenza come la stupidità, tutto dev'essere così, tutto richiede solo la buona volontà, la comprensione, e così tutto è bene, e nulla può fare del male. Bisogna imparare ad amare il mondo, smettere di confrontarlo con un mondo immaginato, desiderato, con una specie di perfezione inventata, ma lasciarlo, invece, così com'è ed amarlo e appartenergli con gioia.

Una volta presi una pietra soppesandola sulla mano. Questa è una pietra e forse, entro un determinato tempo, sarà terra, e da terra diventerà pianta, o animale, o uomo. Bene, una volta avrei detto: questa pietra è soltanto una pietra, non vale niente, ma poiché forse nel cerchio delle trasformazioni può anche diventare uomo o spirito, per questo attribuisco a lei un valore. Così avrei pensato un tempo.

Ma oggi invece penso: questa pietra è pietra, ed è anche animale, ed è anche Dio. Io l'amo e la rispetto non perché un giorno o l'altro potrebbe diventare questo o quello, ma perché essa è, ed è sempre stata, tutto.

Ed appunto perché è di pietra, che ora appare come pietra, proprio questo fa sì che io veda un senso ed un valore in ognuna delle sue cavità e delle sue vene, nella durezza, nel suono che emette quando la colpisco, nell'aridità e nell'umidità della sua superficie.

Ma non voglio più dire altro. Le parole non colgono il significato segreto, tutto sembra un po' diverso quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, e anche con questo sono perfettamente d'accordo: che ciò che è tesoro e saggezza di un uomo suona sempre un po' sciocco alle orecchie degli altri.

 







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