ATTRAVERSO LA LUCE
Attraverso la luce!
Perché noi eravamo là già prima
e non attendiamo con speranza, ma ricordiamo.
E se perdiamo la speranza è perché non troviamo
più somiglianza tra questo giardino e quello,
qui dove si intreccia il dolore e volano gli insetti
su morti seppelliti in fretta.
Là non vi erano che mattine.
Così le creature uscirono dal mare
umide, lasciando sulla spiaggia striature,
e in eterno avrebbero deciso le future
genealogie del raccolto millenario
così ognuna incontrò un'altra
e non vi erano mostri, poiché nessuna
trovò l'altra differente da sé.
Là non vi erano che creature.
Qui nella tomba è chiuso lo sciacallo
qui demoni appaiono tra i muri, ridicoli
ché il male tutto lo abbiamo preso
non lasciando loro né urlo né ghigno
né tortura né inferno che non diventino
ordine scritto, normale legge, stanze
segnate da numeri, attrezzi, gas, pugnali,
forni, fosse comuni, fuochi chimici.
Qui non vi erano che sentenze.
Così mi dissi: che tempi sono questi
in cui si ha paura delle parole più semplici?
Eppure so che in quella luce
erano le sole parole, pietra bianca
nel verde del prato. Luce di quarzi.
Ora ricordo quella luce che ho attraversato.
Là non vi erano che sogni.
Così sapevo che ogni sogno sarebbe arrivato,
e ogni libro scritto, e avrei rivisto
il mio quadro cento anni dopo, mentre
dipingevo il mio nome sotto i papaveri
e tremavo perché volevo incontrarti
e perché già ti avevo incontrata.