Anno 1 Numero 36 Mercoledý 11.12.02 ore 23.45

 

Direttore Responsabile Guido Donati

 

Sotto l'albero di Natale un bel regalo di Roma ai trapiantati di fegato

Lorella Salce 

Sotto l'albero di Natale un regalo inatteso per chi ha avuto un fegato nuovo, chi Ŕ in lista di un trapianto e i loro familiari trovano un regalo inatteso: una associazione che si occupa solo di loro. Questa associazione di volontariato nasce all'Istituto Regina Elena, esattamente un anno dopo il primo trapianto di fegato eseguito dall'equipe guidata dal Prof. Eugenio Santoro, Direttore del Dipartimento di Chirurgia Oncologica. Dal 13 dicembre 2001 di trapianti di fegato ne sono stati effettuati 12, tutti perfettamente riusciti, tra cui il primo in Italia ad un paziente sieropositivo. A solennizzare l'anniversario dell'importante inizio di questo tipo di intervento si danno appuntamento venerdý 20 dicembre alle ore 12.00 presso il Centro Congressi "R. Bastianelli" degli IFO, le principali autoritÓ tra le quali: il Commissario Straordinario degli IFO Prof. Luigi Giusto Spagnoli, Nanni Costa Direttore del Centro Nazionale Trapianti, Carlo Umberto Casciani Direttore del Centro trapianti d'organo regionale, Giovanni Zotta Direttore Generale del Ministero della salute, l'assessore regionale alla sanitÓ On. Vincenzo Saraceni, il Presidente dell'Agenzia di SanitÓ Pubblica On. Domenico Gramazio, il Presidente della Commissione SanitÓ Regione Lazio, il Prof. Antonio Riccio, Presidente AMSO e tanti altri. A loro si aggiungerÓ la testimonianza del primo trapiantato di fegato, che lo scorso anno ha felicemente festeggiato a casa propria l'arrivo del nuovo anno. Ancora una volta a Roma gli Istituti Fisioterapici Ospitalieri si dimostrano un grande centro di eccellenza e d'avanguardia in Italia, ma ancor di pi¨ un motore propulsivo nel campo della solidarietÓ. Un binomio quello della ricerca e della solidarietÓ destinato a portare un volto nuovo nel campo della sanitÓ. Il Prof. Eugenio Santoro, Presidente della neonata associazione afferma: "La partecipazione attiva dei pazienti sottoposti a trapianti, dei loro familiari e delle Associazioni di volontariato, alle vicende sociali e politiche della straordinaria avventura di trapianti d'organo, garantirÓ una nuova spinta sul piano della ricerca, del reinserimento sociale dei malati e della donazione, che nel centro Sud d'Italia Ŕ ancora troppo limitata."

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