LE CURVE
Spesso, percorrendo una strada tortuosa o ancor meglio di montagna, ci rendiamo conto di quanto sia scarsa nell'automobilista la valutazione e alla messa in pratica della giusta traiettoria.
Giustamente nel percorrere una curva bisogna comunque "tenere la destra", ma inserendosi in curva a velocità sostenuta, stando strettamente alla corda, si effettua la traiettoria ideale esattamente al contrario: l'auto molto probabilmente uscirà da traiettoria allargandosi a sinistra invadendo l'altra corsia diventando così assai rischioso.
Classifichiamo le curve a raggio costante in tre categorie: a raggio stretto, o a gomito, tipiche delle strade di montagna, a raggio ampio, di tipo autostradale, e a raggio medio.

Nelle curve a raggio stretto o a gomito, la parte "tornante" è molto corta, pertanto la velocità in uscita in questo tratto non sarà così importante come lo sono invece la frenata in entrata e l'accelerazione in uscita.
La traiettoria passa in secondo piano rispetto alla corretta azione che va svolta sulla pedaliera.In frenata bisogna stabilire bene il tratto di decelerazione per arrivare al gomito alla velocità desiderata, rimanendo all'esterno dello stesso; ci si porterà quindi verso la corda, accelerando non appena possibile, e immettendosi verso l'esterno, nel rettilineo.
La frenata e la traiettoria, dovranno cambiare in relazione al fondo stradale, e ,alle pendenze differenti che possiamo trovare affrontando una curva stretta o in relazione ad una vettura sottosterzante o sovrasterzante.
Percorrendo un gomito sopraelevato, il baricentro della vettura si sposterà per gravità verso la corda;si potrò così sfruttare questo vantaggio, agendo prima sull'acceleratore, pur mantenendo il giusto assetto.
Nelle curve in contropendenza, frequenti in montagna, si avrà la situazione opposta, negativa; sospensioni e ruote in appoggio (esterne alla curva) tenderanno a raggiungere i propri limiti d'aderenza molto prima: l'accelerazione, dovrà essere dolce e progressiva, per evitare uno sbandamento delle ruote motrici con la conseguente perdita di traiettoria.
In una curva a gomito seguita da un'altra curva, situazione più che frequente, l'uscita dalla prima sarà, intuitivamente, in funzione della seconda.Il guidatore deve avere (+ facile a dirsi che a farsi) la capacità di valutare il tracciato a colpo d'occhio: un'entrata troppo veloce nella curva a seguire, infatti, comprometterebbe seriamente le possibilità di impostare la giusta traiettoria.

Nelle curve a raggio ampio, la traiettoria è di più facile intuizione, e si avvicina molto a quella teorica, di cui ricordiamo le fasi successive: frenata per raggiungere la velocità di entrata, fine della frenata e inizio della curva (evitando di arrivare "lunghi", iniziando la curva ancora in frenata), accelerazione progressiva e tangente alla corda, accelerazione sicura nella fase finale, uscita dalla curva.
Per questo tipo di curve, vale il discorso fatto per le curve strette, circa la possibilità di trovare un fondo scivoloso o sconnesso; ma attenzione, poiché nelle curve ampie la velocità è più elevata e il tragitto in curva più lungo, per cui i fenomeni si accentuano e le trattorie variano soprattutto in caso di vetture sovra o sottosterzanti. Una vettura sottosterzante ha tendenza ad andare dritta e a raddrizzare la traiettoria impostata; sarà bene quindi anticipare la manovra, portando il veicolo sulla corda, con un leggero anticipo e mantenendosi un margine di sicurezza verso l'esterno; per avere spazio per una possibile ripresa.
Nella vettura sovrasterzante, il retrotreno tende a sbandare, ma se lo spostamento non è eccessivo, si allinea da sé nella posizione favorevole per l'uscita dalla curva.Pur arrivando alla corda in ritardo, quindi, eseguendo la manovra correttamente, si avrà la parte anteriore del veicolo puntata nella giusta traiettoria per la ripresa, e l'accelerazione potrà essere più immediata.

Nella curva a raggio medio, il problema della traiettoria è meno importante. 'attenzione e la concentrazione vanno destinate alla velocità di entrata, al dosaggio del "gas" e al controllo dell'aderenza delle ruote.
Nel di velocità troppo sostenuta e curva non visibile nella sua interezza, la traiettoria potrà essere corretta ed effettuata con più sterzate di correzione.Una traiettoria che non preveda correzioni di sterzo è sicuramente preferibile ma non così facilmente attuabile, specialmente disponendo di servosterzo molto morbidi o poco precisi.Come sempre conta l' esperienza.
E' assai comune imbattersi, purtroppo, in curve a raggio variabile; curve tendenti a "chiudere" in uscita.
L'impostazione iniziale in entrata in questi casi non vale più e,solo se la velocità lo permetterà, sarà possibile effettuare le debite correzioni.Soprattutto in montagna,a una curva variabile ne seguiranno delle altre,quindi prudenza.
Nel susseguirsi di curve la traiettoria ideale è quella più rettilinea, sempre mantenendosi entro i margini di sicurezza dati dalla visibilità; a volte, però, può essere conveniente effettuare una curva sulla corda, per affrontare meglio quella successiva.In un tracciato che presenta due curve in senso opposto, separate da un corto tratto rettilineo, le vetture dovranno uscire larghe e attraversare tutta la carreggiata per affrontare più velocemente, dopo la frenata, la curva successiva.Il percorso da effettuare andrà oltre la mezzeria, ma la manovra descritta permetterà maggiore velocità e aderenza.
Meglio per noi e gli altri non avere mai indecisioni "a metà strada", è sempre importante la valutazione preventiva e la sicurezza d'esecuzione di tali manovre.
Un buon pilota deve inoltre saper sfruttare bene la strada a disposizione, e solo quella; la corsia opposta appartiene, infatti, a chi viene in senso inverso (magari un TIR ?!).Certamente l'abitudine a studiare e verificare le strade con poco spazio a disposizione allenerà i riflessi e obbligherà a traiettorie ottimali anche se, con maggiori difficoltà.
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