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Storia della famiglia   

 

Una tradizione orale di famiglia racconta di un antenato che partì da Torino per sfuggire alle conseguenze di un duello vittorioso; stabilitosi a Bologna, questo antenato avrebbe intrapreso la professione di "lombardo", vale a dire di lavorante stagionale che si recava ogni anno in Toscana. Fino a che prese in moglie una bella mugnaia di Chiusdino e, qui stabilitosi, chiamò presso di sè anche il resto della famiglia. Non ho fino ad oggi trovato riscontri a questa storia; ma è un fatto che i documenti fin qui raccolti ci dicono che il ceppo familiare ha origine proprio in quella zona collinare del senese che circonda la vallata del fiume Merse, e che i Milianti, fin dall’inizio del ‘700 esercitavano la professione di mugnai, e altre varie attività a questa collegate.

Nella seconda metà del 1700,  Francesco Milianti abitava in Ciciano, comunello ancor oggi appartenente alla municipalità di Chiusdino (SI), in località La Casaccia; nel secolo successivo il figlio di Francesco, Giovanni Matteo, per alleanza matrimoniale si portò in Travale, località oggi della comunità di Montieri, allora autonoma, non lontana dalla zona di origine.

Dalla famiglia della moglie, Giovanni Matteo ereditò il lavoro e la casa. Il Mulino di Berino, infatti, apparteneva da lungo periodo ai congiunti della famiglia BALDI, dalla quale appunto Giovanni Matteo tolse Maria, sua moglie.

Dall’unione nacque, sempre in Travale, Francesco Luigi, alleatosi per via matrimoniale ai DONATI. E qui notiamo un altro spostamento della famiglia verso il litorale livornese: infatti i figli di  Francesco Luigi e Giacoma, nascono in Sassetta, comune situato nella conca boscosa dei monti dell’entroterra di Follonica.

Successivamente si verifica un nuovo spostamento della famiglia: Giuseppe Carlo, infatti, sposa a Suvereto Giuliana Pineschi, ed a Suvereto, paese confinante con Sassetta, nascono tutti i suoi figli, tranne l’ultimo, che nasce a Monteverdi Marittimo.

Poi il nucleo familiare ritorna a Sassetta; qui Giuseppe Carlo torna ad esercitare il mestiere di mugnaio al Mulino del Rotone, e qui rimangono i suoi figli Francesco e Pier Antonio, qui nascono i figli di Pier Antonio, e poi i figli di suo figlio Massimo (anche se i rispettivi luoghi di nascita sui documenti ufficiali risultano Campiglia Marittima, e poi Cecina, sedi di Ospedali).

E qui da circa un secolo la famiglia continua a vivere, lasciando tracce anche in  Massa Marittima e Castagneto Carducci.