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"La Medicina non
convenzionale nella pratica dello sport"
L'utilizzo delle medicine
energetiche (Omeopatia, Agopuntura, Auricoloterapia, Dietoterapia, Omotossicologia) per un
incremento naturale ( NO DOPING
) delle proprie prestazioni non è ancora diffuso presso gli
sportivi, comunque un sempre crescente numero di atleti ad alto livello le utilizza con
regolarità e con risultati molto soddisfacenti.
In che modo le varie
metodologie qui accennate possono incrementare le prestazioni dello sportivo?
Semplicemente riequilibrando sia dal punto di vista energetico che da quello
fisico il metabolismo dell'atleta, in parole semplici si va a lavorare sul suo
metabolismo energetico e sull'energia vitale per migliorarne le prestazioni.
A chi può essere utile?
Dividiamo l'attività sportiva e di
conseguenza chi pratica sport in gruppi, in primo luogo si dovrà fare una
distinzione tra chi pratica sport intensi ma di breve durata da quelli che
praticano sport dove lo sforzo è distribuito in un ampio margine di tempo,
queste due macro categorie oltre che effettuare tipologie di allenamenti
differenti necessitano di una dieta differente e quindi si andrà a cercare
performance energetiche differenti.
Altro parametro da prendere in
considerazione è l'età dello sportivo e il suo stato fisico (talvolta ci si
rivolge al clinico dopo un incidente o dopo allenamenti non consoni all'atleta o
al tipo di sport praticato), anche qui si dovrà lavorare in maniera differente,
un classico esempio è il giovane sportivo professionista o quasi che avrà
esigenze e energie ben diverse da un “quarantenne” che magari pratica uno sport
da più decenni ma non riesce più a raggiungere prestazioni
soddisfacenti.
I livelli sportivi anche amatoriali
in questi ultimi anni si sono sicuramente evoluti e non bastano più
allenamenti improvvisati per riuscire ad emergere, in ogni attività sportiva
moderna la perfetta padronanza dei materiali e la capacità di coordinazione tra
corpo e mente è alla base di una vittoria o di una sconfitta.
Evitare incidenti al fisico,
prevederli e risolverli deve essere una voce presa in forte considerazione già
nel periodo pre gare e durante gli allenamenti. Non si può più concepire
l'immagine di un'atleta che
si consideri professionista o di alto livello non in grado di capire e gestire al
meglio il suo stato psico/fisico
A parità di capacità agonistiche chi
avrà lavorato allenando il corpo la mente e lo spirito, riuscirà a trarre dei
benefici sia in termini di gestione della competizione sia a gestire il proprio
potenziale durante tutta la stagione.
Ad ogni disciplina corrisponde un
certo tipo di lavoro con una preparazione molto specifica che va programmata e
pianificata razionalmente, personalizzandola il più possibile proprio per
migliorare e aumentare le proprie prestazioni sia a breve che a lungo
termine
Nell'ambito delle competizioni di
endurance di varia natura (corsa, nuoto, vela, bici, auto, ecc) o di prestazioni
particolari quali ad esempio trekking ad alta quota o lunghissimi percorsi in
bicicletta o a piedi bisogna far fronte a situazioni che possono generare un
livello di stress psico/fisico molto elevato (uscita dall'area di confonfort), per saperlo gestire bisogna
conoscerlo e conoscersi creando dei protocolli personalizzati di allenamento
tali per cui il limite personale è conosciuto e mai oltrepassato (motivo di
infortuni) -un vecchio medico sportivo era solito dire che se si oltrepassano di
molto i propri limiti in gara l'allenamento svolto sino ad allora non era stato
proficuo-.
Dal punto di vista gestionale è
molto importante che il lato medico/fisiologico entri nei nei programmi di
allenamento dei team, poiché l'atleta o gli equipaggi che praticano sport di
endurance spesso devono gareggiare in ambienti ostili (mare, deserto....)
dovendo far fronte loro stessi a gestire le eventuali emergenze, con una
corretta conoscenza delle metodiche da attuare e delle proprie capacità si
riesce a diminuire i tempi d'intervento con il duplice vantaggio di gestire
correttamente il problema e perdere minor tempo nella competizione.
A chi posso essere utile e che cosa si può fare?
Sicuramente a tutti
quegli sportivi che vogliono incrementare le proprie prestazioni dal punto di
vista psico/fisico, la mia indole di sportivo praticante sport di endurance mi
fa sicuramente interagire e capire le necessità di uno sportivo, da medico
capisco invece fino dove ci si può spingere senza compromettere l'organismo (il
superallenamento è sempre dietro l'angolo). Chi si rivolge a me trova un
personal trainer che lo segue in tutti gli aspetti della sua disciplina dal
metodo di allenamento all'alimentazione al ritmo del sonno passando per la
strategia e la pianificazione, sono uno che lavora al fianco dello sportivo per
raggiungere gli scopi prefissati.
Non mi piace fare i nomi
di chi si è affidato alla mia esperienza ma nel campo della vela, del nuoto,
delle arti marziali, del ciclismo e della corsa il mio nome non è certo
sconosciuto, sempre però restando indipendente da federazioni o club (anche se
collaboro con loro), mi piace interagire con l'atleta essere sempre in
“prima linea”.
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