Dr. Alfredo Canè
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"La Medicina non convenzionale nella pratica dello sport"

L'utilizzo delle medicine energetiche (Omeopatia, Agopuntura, Auricoloterapia, Dietoterapia, Omotossicologia) per un incremento naturale ( NO DOPING ) delle proprie prestazioni non è ancora diffuso presso gli sportivi, comunque un sempre crescente numero di atleti ad alto livello le utilizza con regolarità e con risultati molto soddisfacenti.

In che modo le varie metodologie qui accennate possono incrementare le prestazioni dello sportivo? Semplicemente riequilibrando sia dal punto di vista energetico che da quello fisico il metabolismo dell'atleta, in parole semplici si va a lavorare sul suo metabolismo energetico e sull'energia vitale per migliorarne le prestazioni.

A chi può essere utile?

Dividiamo l'attività sportiva e di conseguenza chi pratica sport in gruppi, in primo luogo si dovrà fare una distinzione tra chi pratica sport intensi ma di breve durata da quelli che praticano sport dove lo sforzo è distribuito in un ampio margine di tempo, queste due macro categorie oltre che effettuare tipologie di allenamenti differenti necessitano di una dieta differente e quindi si andrà a cercare performance energetiche differenti.

Altro parametro da prendere in considerazione è l'età dello sportivo e il suo stato fisico (talvolta ci si rivolge al clinico dopo un incidente o dopo allenamenti non consoni all'atleta o al tipo di sport praticato), anche qui si dovrà lavorare in maniera differente, un classico esempio è il giovane sportivo professionista o quasi che avrà esigenze e energie ben diverse da un “quarantenne” che magari pratica uno sport da più decenni ma non riesce più a raggiungere prestazioni soddisfacenti.

I livelli sportivi anche amatoriali in questi ultimi anni si sono sicuramente evoluti e non bastano più allenamenti improvvisati per riuscire ad emergere, in ogni attività sportiva moderna la perfetta padronanza dei materiali e la capacità di coordinazione tra corpo e mente è alla base di una vittoria o di una sconfitta.

Evitare incidenti al fisico, prevederli e risolverli deve essere una voce presa in forte considerazione già nel periodo pre gare e durante gli allenamenti. Non  si può più concepire l'immagine di un'atleta che si consideri professionista o di alto livello non in grado di capire e gestire al meglio il suo stato psico/fisico

A parità di capacità agonistiche chi avrà lavorato allenando il corpo la mente e lo spirito, riuscirà a trarre dei benefici sia in termini di gestione della competizione sia a gestire il proprio potenziale durante tutta la stagione.

Ad ogni disciplina corrisponde un certo tipo di lavoro con una preparazione molto specifica che va programmata e pianificata razionalmente, personalizzandola il più possibile proprio per migliorare e aumentare le proprie prestazioni sia a breve che a lungo termine

Nell'ambito delle competizioni di endurance di varia natura (corsa, nuoto, vela, bici, auto, ecc) o di prestazioni particolari quali ad esempio trekking ad alta quota o lunghissimi percorsi in bicicletta o a piedi bisogna far fronte a situazioni che possono generare un livello di stress psico/fisico molto elevato (uscita dall'area di confonfort), per saperlo gestire bisogna conoscerlo e conoscersi creando dei protocolli personalizzati di allenamento tali per cui il limite personale è conosciuto e mai oltrepassato (motivo di infortuni) -un vecchio medico sportivo era solito dire che se si oltrepassano di molto i propri limiti in gara l'allenamento svolto sino ad allora non era stato proficuo-.

Dal punto di vista gestionale è molto importante che il lato medico/fisiologico entri nei nei programmi di allenamento dei team, poiché l'atleta o gli equipaggi che praticano sport di endurance spesso devono gareggiare in ambienti ostili (mare, deserto....) dovendo far fronte loro stessi a gestire le eventuali emergenze, con una corretta conoscenza delle metodiche da attuare e delle proprie capacità si riesce a diminuire i tempi d'intervento con il duplice vantaggio di gestire correttamente il problema e perdere minor tempo nella competizione.

A chi posso essere utile e che cosa si può fare?

Sicuramente a tutti quegli sportivi che vogliono incrementare le proprie prestazioni dal punto di vista psico/fisico, la mia indole di sportivo praticante sport di endurance mi fa sicuramente interagire e capire le necessità di uno sportivo, da medico capisco invece fino dove ci si può spingere senza compromettere l'organismo (il superallenamento è sempre dietro l'angolo). Chi si rivolge a me trova un personal trainer che lo segue in tutti gli aspetti della sua disciplina dal metodo di allenamento all'alimentazione al ritmo del sonno passando per la strategia e la pianificazione, sono uno che lavora al fianco dello sportivo per raggiungere gli scopi prefissati.

Non mi piace fare i nomi di chi si è affidato alla mia esperienza ma nel campo della vela, del nuoto, delle arti marziali, del ciclismo e della corsa il mio nome non è certo sconosciuto, sempre però restando indipendente da federazioni o club (anche se collaboro con loro), mi piace interagire con l'atleta essere sempre in “prima linea”.


Dr. Alfredo Cané Via Oriani 14 Sesto San Giovanni (Mi) T. 0222477343