CAPITOLO XIII

Poligoni di lancio

Dopo un po' di tempo che uno si dedica a questo hobby, sente inevitabilmente la necessità di scambiare idee con altri modellisti, al fine di approfondire le proprie cognizioni di conoscere come può essere risolto un problema che gli si sia presentato e che ha trovato di difficile soluzione, o anche solo di far ammirare ad altri quello che ritiene un suo capolavoro. Si verifica cioè un fenomeno collaterale a tutte le attività umane: persone che si interessano della stessa cosa, si cercano, parlano, discutono a volte anche accanitamente, perché si accorgono che lavorare nell'isolamento toglie loro la possibilità di collaudare la verità delle proprie idee e di allargare i propri orizzonti. In tale maniera si crea un legame che con l'andar del tempo diventa via via più solido, anche perché il desiderio di saggiare le proprie possibilità spinge il modellista inevitabilmente a partecipare a gare, e quindi a entrare in contatto con tutto un mondo che pian piano si è andato costituendo attorno a questo hobby. A questo punto quella che sembrava un'attività solitaria e da svolgere in silenzio nel proprio laboratorio, diventa invece una prova delle proprie capacità di progettare, di costruire, di affrontare i problemi scientifici. Un altro motivo per cui i modellisti si consultano fra loro e si organizzano risiede nel fatto che molto spesso alcune attrezzature hanno costi talmente alti da non poter essere sostenuti da una persona sola. Abbiamo già parlato dei metodi generalmente usati per determinare l'altezza raggiunta da un missile, e abbiamo potuto toccare con mano che gli strumenti necessari diventano a volte di una complessità tale da esigere il concorso contemporaneo di più persone affinché il loro acquisto diventi possibile. Negli Stati Uniti d'America esistono ormai alcuni centri di appassionati che svolgono una notevole attività, e un numero considerevole di poligoni di lancio praticamente stabili e attrezzati in maniera tale da soddisfare anche le esigenze più raffinate.

Chi visita per la prima volta un poligono di lancio generalmente rimane impressionato dalla perfetta organizzazione e dal numero notevole di misure di sicurezza adottate; bisogna tener presente che questa realtà non è collegata con il gusto sterile di rendere le cose difficili, ma con una necessità veramente sentita da tutti i modellisti, fin dalla prima volta che fanno volare un razzo. I modelli di missili - abbiamo già avuto modo di dirlo più volte - non costituiscono un pericolo solo se vengono maneggiati in maniera opportuna e con il rispetto di alcune norme cautelative: non c'è quindi da meravigliarsi se in un poligono di lancio si sono sviluppate alcune procedure standardizzate cui ormai nessun modellista si sentirebbe di rinunciare. In seguito avremo modo di enumerare alcune norme generali cui uno spettatore o un partecipante dovrebbe sempre attenersi, e desideriamo precisare sin d'ora che molto spesso potranno sembrare esagerate o addirittura inutili. Va però detto che molto raramente in un poligono di lancio si verifica un incidente, e che questo avviene soltanto perché tutte le norme di sicurezza vengono liberamente accettate e rispettate. Non è vero quello che si dice da gente che vuol criticare a tutti i costi, che cioè le norme di sicurezza siano state introdotte nei poligoni di lancio solo per imitare quanto succede nei poligoni veri di Cape Kennedy o in altre sedi: è vero che i rischi che si corrono nei due casi sono notevolmente diversi, e che un incidente a Cape Kennedy è infinitamente più grave di un incidente che può capitare a un razzimodellista, ma è anche vero che la vita e l'integrità fisica di un dilettante va tutelata e protetta nella maniera che l'esperienza ha dimostrato come la migliore.

La principale regola, universalmente rispettata nei poligoni di lancio dove vige il Codice dell'Associazione americana di missilistica, stabilisce che per qualsiasi lancio di modello deve essere sempre presente nel poligono un ufficiale di sicurezza: questo incarico va affidato a una persona adulta, o comunque tale da fornire sufficienti garanzie di maturità, la quale diventa praticamente responsabile di tutto ciò che succede. I compiti affidati a questo ufficiale sono numerosi; ci limitiamo ad elencarne i basilari: egli deve, ad esempio, esaminare minuziosamente il modello prima del volo; dare il proprio benestare al lancio solo se lo ritiene opportuno; esercitare un completo e accurato controllo su tutto ciò che può riguardare la sicurezza dell'intero poligono. A Cape Kennedy, a White Sands, a Vandenberg, a Point Mugu, a Eglin e a Wallops Island, l'ufficiale dì sicurezza è l'autorità suprema della base: è lui che dà il benestare definitivo al lancio, ed è lui infine che distrugge il missile in volo se qualcosa non va.

Fig. 150. Un poligono per razzimodellismo è un luogo di attività organizzata in cui i modellisti possono lanciare i propri razzi e raccogliere le migliori informazioni sulle loro prestazioni.

Chi, come l'autore, ha avuto il privilegio di lavorare in un vero poligono di lancio, saprà senz'altro che le norme di sicurezza introdotte sono state elaborate in un certo numero di anni e adattate sempre più alle esigenze che si presentano. A White Sands vivono oggi Herbert Karsch, e Nat Wagner, i quali sono stati praticamente gli elaboratori dell'attuale sistema di controllo ora adottato in tutte le basi missilistiche americane: a loro spetta il merito se gli incidenti che succedono al momento del lancio di missili veri sono oggi praticamente ridotti a zero, nonostante l'estrema complessità di tutte le operazioni, e i gravi rischi che si possono incontrare nel maneggiare combustibili potenti o apparecchiature elettriche. In una parola si può dire che l'ufficiale di sicurezza deve avere per suo motto " sicurezza "; il principio cui si deve attenere è di non affidarsi alla fortuna, ma di fare una cosa soltanto se è stato possibile prevederne tutte le conseguenze.

Una volta, quando si lanciava un razzo tanto per lanciarlo e non si conosceva né la traiettoria che avrebbe percorso né quale sarebbe stato il suo comportamento in volo, gli incidenti erano tali e tanti che questo hobby rischiava di essere praticamente appannaggio soltanto di qualche spericolato modellista; oggi non c'è niente di più sicuro, e dobbiamo proprio essere grati a quanti hanno operato in questo senso.

Gli appassionati che come l'autore hanno dato inizio a questo tipo di modellismo, si sono subito resi conto che non c'era ragione di non approfittare dell'esperienza degli ufficiale di sicurezza - i quali svolgono la loro professione nelle grandi basi di lancio - e di non ispirarsi alle loro procedure. Essi hanno adottato misure efficaci per prevenire qualsiasi causa di incidenti, e per costringere al tempo stesso i modellisti negligenti a lavorare correttamente; così un numero sempre maggiore di appassionati si è potuto dedicare a questo hobby, perché lo ha trovato sicuro, veramente affascinante, e tale da soddisfare le loro esigenze creative

Il modellismo, inoltre, non si è ispirato alle grandi basi missilistiche degli Stati Uniti soltanto per le misure di sicurezza, ma anche per l'organizzazione dei poligoni di lancio. Infatti, sebbene il nostro sia un hobby molto individualistico, in cui chiunque può spingere al massimo il suo istinto creativo nella progettazione e nella costruzione del modello, esso richiede altresì uno sforzo di gruppo nel poligono quando i modelli vengono lanciati e sono in volo. Pensate ad esempio quale confusione e quanti incidenti si verificherebbero a Cape Kennedy, se chiunque potesse andar là a lanciare un missile a suo piacimento! Ciò non deve accadere neanche in una base di lancio per modelli, che deve essere organizzata come una piccola Cape Kennedy in cui l'ordine e l'organizzazione devono regnare sovrani In questa maniera è facile prevenire gli incidenti, ottenere informazioni precise sull'istante del lancio e sul tipo di razzo che sta partendo; non bisogna poi dimenticare che lavorare insieme a questo modo è divertente, e offre per di più la soddisfazione di sentirsi quasi dei professionisti.

Fig. 151. Il successo del razzimodellismo è strettamente legato all'osservanza delle norme di sicurezza: qui vediamo all'opera due ufficiali di sicurezza.

La prima cosa indispensabile per l'installazione dì un poligono di lancio è un vasto spiazzo aperto che, per modelli che arrivano a un'altezza massima di 300 m, può essere anche un campo per il gioco del pallone; se però si vogliono lanciare razzi più potenti, lo spazio necessario cresce notevolmente sino ad arrivare a un valore quasi triplo o quadruplo. Per chi abita nelle grandi città, il problema di trovare uno spiazzo libero sufficientemente ampio è molto sentito: è impossibile dare delle regole generali per risolvere questo problema, perché la soluzione varia di molto da caso a caso. In linea di massima possiamo dire che potrebbe andare bene anche un campo per il gioco del pallone se le locali autorità sportive ne concedono l'uso; in qualche caso si utilizza un preesistente campo per aeromodelli di tipo tradizionale; ma non vanno disdegnati nemmeno i parchi o i giardini scolastici, se si riesce magari una volta alla settimana ad averne libero uso. La soluzione più pratica, e indubbiamente più comoda, resta però quella di servirsi dell'aperta campagna, purché il proprietario del fondo sia stato preavvertito e abbia dato il suo consenso. L'esperienza dell'autore conferma che di fronte a richieste di questo genere dapprima si può anche avere un rifiuto, ma che con una leggera insistenza, e soprattutto facendo capire che in questo hobby non c'è niente di pericoloso e che l'area utilizzata verrà restituita alla fine senza alcun danno, è facile strappare la sospirata concessione. In questa fase, è utile anche l'intervento dell'ufficiale di sicurezza che, forte delle mansioni che svolge e per il semplice fatto di essere una persona adulta e pertanto abbastanza influente, può avvicinare le autorità locali e mettere quella buona parola che spesso risolve tutti i problemi. Non bisogna difatti dimenticare che molte persone si dimostrano scettiche di fronte a questo hobby soltanto perché non lo conoscono a fondo e credono che sia pericoloso, opinione sulla quale non possono ricredersi se soltanto si trovano a parlare con un gruppo di ragazzi.

Qualsiasi terreno si scelga, è necessario che esso sia completamente privo di alberi e soprattutto di linee ad alta tensione, in quanto il paracadute potrebbe impigliarvisi e sarebbe estremamente pericoloso il suo recupero. Inoltre il poligono di lancio deve essere lontano da autostrade o strade dal traffico intenso, poiché un modello in volo può facilmente impaurire o distrarre un guidatore. Questa eventualità non va affatto sottovalutata, anche se in genere viene accolta con un certo scetticismo, perché l'esperienza insegna che una persona concentrata alla guida viene generalmente colta di sorpresa e può reagire nelle maniere più impensate se vede alzarsi sopra di sé un oggetto che gli sembra misterioso. Allo stesso modo, è meglio evitare la vicinanza di aeroporti o zone di avvicinamento di aerei, perché a maggior ragione un pilota impegnato nelle delicate manovre di atterraggio o decollo non deve essere distratto. Se, infine, l'unico spazio libero che si ha a disposizione è un piccolo aeroporto locale poco frequentato, spesso è facile ottenere dal direttore il permesso di lanciare lì i modelli; purché egli sia sempre informato del luogo e dell'ora precisi in cui il lancio sarà effettuato.

Fig. 152. I poligoni di lancio devono essere situati in aree aperte. Quanto più estese sono queste aree, tanto più grandi sono i modelli che possono essere lanciati. Questa foto è stata scattata al poligono di Hogback, presso Denver Colorado; la sua estensione di circa sei ettari permette di lanciare anche i modelli più grandi.

Nella fig. 153 è schematizzato un tipico poligono per il lancio di modelli: a parte le sue dimensioni, che sono variabili, la sua forma deve sempre essere quadrata in modo che, lanciando il modello esattamente al suo centro, il volo e il recupero avvengano sempre dentro il suo perimetro, qualunque sia la direzione in cui spira il vento. Le stazioni di osservazione - come abbiamo già detto precedentemente - debbono essere sistemate a sud dell'area di lancio, per evitare che gli operatori siano costretti a seguire contro sole il volo del modello. All'inizio della strada di accesso è opportuno collocare un segnale ben visibile di pericolo, per avvertire la gente di fare attenzione; deve poi esistere un'apposita area dove posteggiare le automobili, che vanno sistemate in modo da non impedire la vista della base di lancio dalle stazioni di osservazione. Nella fig. 154 è riportato lo schema di un'area di lancio " classica " che, insieme con quella cosiddetta " a rampe indipendenti ", è il sistema più usato. Essa è essenzialmente costituita da uno spazio ben recintato, e dotata di un solo cancello di ingresso. Le rampe non dovrebbero essere infisse direttamente nel terreno, ma possibilmente montate su un tavolo o su cavalletti costruiti con assi di legno della sezione di 5-10 cm; il loro numero dipende dalle dimensioni del terreno a disposizione e dalla importanza del club, e deve aumentare naturalmente con il numero medio dei partecipanti alle gare.

Per gare nazionali sono state approntate fino a 48 rampe di lancio, ma come ordine di grandezza possiamo dire che ogni club dovrebbe averne almeno 6 installate fisse, in modo tale da garantire un minimo di autonomia e da permettere di effettuare prove di volo praticamente ogni giorno.

Nel poligono di tiro deve essere sistemato anche il tavolo della giuria, dove i modellisti portano i loro missili affinché l'ufficiale di sicurezza possa ispezionarli, e dove a ognuno viene assegnata la rispettiva rampa di lancio. Il dispositivo di accensione, la batteria, e qualsiasi altra attrezzatura, debbono essere invece consegnate al tavolo di comando, dove rimane soltanto il personale addetto al lancio. Durante l'operazione di volo l'area di lancio deve essere sgombrata da tutti, tranne dall'ufficiale di sicurezza, dall'ufficiale di lancio, e dal giudice di gara. Quest'ultimo è addetto alla compilazione dei fogli di volo, e ha la responsabilità di dirigere il personale che elabora i dati, se questo si trova entro l'area di lancio come indicato nel nostro schema. Si ha però la tendenza a sistemare il tavolo della giuria sufficientemente lontano dalle rampe di lancio e comunque fuori del poligono di lancio propriamente detto, per migliorare le condizioni di sicurezza in cui la giuria deve lavorare.

Per tutto il tempo in cui si svolgono le operazioni di lancio occorre alzare una bandiera a vivaci colori su un'asta predisposta nel punto indicato nella fig. 154 e costruita secondo le modalità della fig. 155, allo scopo di indicare la direzione del vento e, soprattutto, di segnalare che dall'area si stanno lanciando missili. E' inutile dire che in molti club si è fatto a gara nell'addobbare il poligono con una bandiera nazionale e una con i propri colori; al raduno nazionale di missilistica del 1962 presso l'Accademia delle Forze aeree degli Stati Uniti d'America, nel Colorado, erano state alzate ben 11 bandiere diverse. Nella fig. 156 sono rappresentate alcune fra le " bandiere di poligono " rappresentanti molti club o sezioni dell'Associazione americana di missilistica. Alcuni modellisti hanno addirittura realizzato bandierine con colori personali, che dispongono su piccole aste nei pressi della loro area di preparazione o appendono all'antenna dell'automobile.

Fig. 153. Pianta schematica di un poligono di lancio.

Sulla stessa asta della bandiera può anche essere montato l'altoparlante per il sistema di informazione del pubblico (sistema PA), che può essere collegato alla linea di comunicazione in modo che tutti possano sentire le conversazioni che si svolgono fra la base di lancio e le stazioni di osservazione: in tal modo il conto alla rovescia diventa noto a tutti e ognuno può partecipare alle varie fasi del lancio. Un tale sistema transistorizzato, il cui circuito è riportato nella fig. 157, è di semplicissimo montaggio: le parti componenti sono facilmente reperibili in commercio; una normale batteria da 12 Volt è sufficiente ad alimentarlo; per realizzarlo si può utilizzare un semplice altoparlante del tipo a tromba.

Molti club non possono permettersi una installazione permanente del loro poligono e devono disporre perciò di una attrezzatura completamente portatile: è naturale che in questo caso tutto venga progettato secondo criteri differenti, che rispondono soprattutto a esigenze di praticità e di leggerezza. E' sorprendente vedere quale piccolo spazio occupa tutto l'equipaggiamento necessario, se le attrezzature sono progettate in maniera razionale e da gente esperta.

In linea di massima, un poligono di lancio deve avere una vita regolata e essere frequentato da gente disposta a collaborare e a lavorare ordinatamente. Quando ci si deve riunire per effettuare il lancio di modelli, tutti dovrebbero cercare di arrivare sul posto contemporaneamente, e sarebbe poi consigliabile che una sola persona avesse la responsabilità del montaggio di tutta l'attrezzatura. Solo in tal modo si evitano inutili sprechi di tempo, senza contare poi che questo è uno dei modi di comportarsi più razionale.

Una volta, d'altronde, una comitiva di ragazzi ha installato un poligono di tiro completo in 15 minuti, senza tralasciare nessun particolare, perché ognuno di loro sapeva esattamente qual era il compito che gli spettava e come assolverlo nella maniera più rapida e precisa. Tanto per dare un'idea della complessità di questa operazione, basta dire che essa comporta l'installazione delle rampe di lancio, il loro collegamento mediante fili elettrici con il pannello di comando, la sistemazione delle linee di comunicazione fra l'area di lancio e le stazioni di servizio, la taratura dei teodoliti, la delimitazione della base mediante funi sostenute da paletti, e la preparazione dei modelli. Prima di effettuare gli esperimenti, occorre controllare la rete di comunicazione e i fili elettrici di accensione dei motori dei razzi: questa operazione può essere effettuata con una lampadina a 12 volt, oppure verificando se scaturisce una scintilla quando si avvicinano i due spinotti. Quando ogni cosa è pronta, tutti i modellisti possono ritornare nell'area di lancio per preparare e sistemare sulle rispettive rampe di lancio i propri modelli, per poi farli partire a turno raggruppati in un certo numero di batterie: fra una batteria e l'altra, il personale di lancio viene sostituito.

Per assicurare un buon funzionamento del poligono, sono generalmente necessarie otto persone (ma in casi particolari, e soprattutto se si tratta di gente esperta, ne bastano sei). Si hanno così: un ufficiale di sicurezza, un ufficiale di lancio, un giudice di gara, due operatori ai teodoliti, un responsabile della elaborazione dei dati, e due addetti al recupero dei modelli. Se il club è grande si può anche pensare di cambiare personale per ogni batteria, oppure si può provvedere a uno scambio periodico dei compiti, in modo che ognuno possa fare pratica in ogni campo, divertirsi di più e annoiarsi di meno.

Vediamo ora come sì svolgono le operazioni prima della partenza di ogni batteria. L'ufficiale di sicurezza invita tutti i partecipanti a presentarsi al suo tavolo. Ogni modellista porta un foglio di volo, su cui ha precedentemente segnato il suo nome e le caratteristiche del proprio razzo, che consegna al giudice di gara. A questo punto l'ufficiale di sicurezza provvede a esaminare accuratamente il modello per assicurarsi che il motore sia stato montato in maniera adatta, che le pinne siano in linea fra di loro e che il sistema di recupero sia efficiente; egli può anche chiedere al modellista se ha verificato la relazione CP-CG, e infine rivolgere tutte le domande che ritiene più opportune per chiarire eventuali dubbi che gli sono venuti al momento. Se l'ufficiale di sicurezza pensa che il modello non sia stato costruito secondo tutte le regole e che il suo lancio possa comportare qualche rischio per le persone o per le cose, suo compito specifico è quello di negare il permesso di volo e squalificare il concorrente dalla gara.

Fig. 154. Pianta schematica dell'area di lancio.

Dopo essere stato approvato, il modello viene restituito al proprietario, il quale provvede a sistemarlo sulla rampa che gli è stata indicata dal giudice di gara, e il cui numero viene annotato sul foglio di volo. A sistemazione avvenuta, l'ufficiale di lancio controlla ancora una volta se tutto è stato fatto secondo le regole e in caso contrario provvede a richiamare il concorrente affinché le rispetti. Durante tutte queste operazioni, l'ufficiale di lancio ha in consegna la spina di disinserzione del pannello di comando, allo scopo di prevenire qualsiasi incidente, mentre l'ufficiale di sicurezza ne conserva la chiave di sicurezza.

Quando tutti i modelli sono approntati sulle rispettive rampe di lancio, l'ufficiale di sicurezza si assicura che gli operatori delle stazioni di osservazione siano al loro posto e incarica due o più persone dell'operazione di recupero. Quando l'area di lancio è stata sgombrata da tutti gli estranei, il giudice di gara esegue insieme con l'ufficiale di sicurezza un'ultima ispezione dei modelli installati sulle rampe mentre l'addetto alla elaborazione dei dati prepara in maniera definitiva tutto il materiale che gli serve per lo svolgimento del suo compito. Una volta terminate queste formalità, l'ufficiale di lancio si siede dietro al pannello di comando, con vicino il giudice di gara e l'ufficiale di sicurezza.

Fig. 155. Asta smontabile per bandiere.

A questo punto il controllo viene esteso agli operatori lontani, fra i quali gli operatori ai teodoliti che sono naturalmente gli operatori più importanti. Si svolge cioè uno scambio di informazioni fra gli organi centrali e quelli periferici, in maniera da accertarsi che tutto sia a posto e da poter fermare il lancio se qualcosa non quadra.

La conversazione si svolge press'a poco così:

UFFICIALE DI LANCIO: Stazione est, siete pronti? Avete tarato lo strumento?

STAZIONE EST: Centro di controllo, qui è la stazione est. Siamo pronti e abbiamo già tarato lo strumento.

UFFICIALE DI LANCIO: Stazione ovest, qui è il centro di controllo. Siete pronti? Avete già tarato lo strumento?

STAZIONE OVEST: Centro di controllo, qui è la stazione ovest. Siamo pronti e abbiamo già tarato lo strumento.

UFFICIALE DI LANCIO: Il poligono è pronto. L'area di lancio è sgombra. (Inserisce la spina di disinserzione nel pannello di comando.)

GIUDICE DI GARA: Il primo missile parte dalla rampa n°1 è a un solo stadio; è mosso da un motore tipo B, il suo colore è arancione fluorescente e il suo costruttore è Bill Jones.

UFFICIALE DI LANCIO: Stazioni riferite!

STAZ10NE EST: Tutto bene!

STAZIONE OVEST: Tutto bene!

GIUDICE DI GARA: Tutto bene!

UFFICIALE DI SICUREZZA: (Controlla l'area; scruta se nel cielo non ci siano aerei in volo; nota che tutto è pronto. Se soddisfatto, inserisce e gira la chiave di sicurezza nel pannello di comando.) Area di sicurezza, tutto bene!

UFFICIALE DI LANCIO: Tutte le apparecchiature funzionano bene. Il tempo scorre veloce... Meno 5... 4... 3... 2... 1... Via! (Dopo l'accensione, l'ufficiale di sicurezza toglie la chiave dal pannello. Non appena il modellino è stato lanciato e ha messo in funzione il dispositivo di recupero, entra in azione il gruppo addetto al recupero del modello.)

GIUDICE DI GARA: Stazione est, la vostra angolazione?

A questo punto la stazione est riferisce i valori degli angoli rilevati con il teodolite, dando la precedenza a quello azimutale rispetto a quello di elevazione. Il giudice di gara, dopo averli ripetuti per controllare di aver capito esattamente, li annota sul foglio di volo. L'operazione viene ripetuta per la stazione ovest, e infine il giudice di gara consegna il foglio di volo all'addetto alla elaborazione dei dati, che, effettuati i calcoli per la determinazione dell'altezza raggiunta dal modello, annota questo valore sul foglio di volo. Se una stazione non è stata in grado di effettuare una misura, o ha smarrito i dati, deve subito avvertire il giudice di gara che annota sul foglio la frase di volo: " dati perduti " o " dati mancanti ".

Fig. 156. Alcune bandiere tipiche dei poligoni NAR.

Contemporaneamente a questa operazione, si svolgono quelle di recupero del modello. Nei poligoni di lancio precedentemente organizzati, questo compito viene affidato ad alcuni incaricati, ma non è raro il caso in cui il costruttore debba svolgere questa operazione da solo. In tutti i poligoni però esiste un posto determinato in cui il modello viene portato da chiunque l'abbia ritrovato, allo scopo di facilitare la riconsegna al legittimo proprietario. Naturalmente, nessun missile può essere lanciato mentre il precedente è ancora in volo; con la procedura ora descritta, è possibile ridurre a due soli minuti l'intervallo fra il lancio di due modelli successivi. Chiunque si accorga di un inconveniente, o noti qualcosa di anormale, o abbia l'impressione che il volo non presenti tutte le garanzie di sicurezza, può interrompere il conto alla rovescia, che poi viene ripreso dall'ufficiale di lancio non appena le difficoltà sono state superate.

Diverso dallo schema operativo che abbiamo ora descritto, è il sistema cosiddetto a " rampe indipendenti ", provato per la prima volta nel 1966. La possibilità che esso offre di lanciare un maggior numero di modelli ne ha determinato l'adozione a titolo sperimentale nell'VIII Campionato nazionale di modellismo degli Stati Uniti.

Un poligono di questo tipo (fig. 160) consiste in un certo numero di postazioni di lancio predisposte secondo la linea nord - sud, e sistemate a una distanza di circa 8 m l'una dall'altra. Il numero di queste rampe di lancio dipende naturalmente dall'importanza dei poligoni di tiro e dal numero dei concorrenti partecipaci in media a una gara. Ogni rampa è evidenziata da un grosso cartello ed è dotata di un punto di accensione dei razzi, sistemato a una distanza di circa 5 m in direzione ovest. Il centro di controllo viene sistemato dietro questa linea a 5 ulteriori metri circa di distanza, e consiste in un tavolo su cui è predisposto il sistema PA, dal quale si dipartono i fili di tutte le linee di comunicazione i cui centri sono collegati con gli organi centrali secondo il sistema già spiegato in precedenza. Naturalmente non viene trascurata la bandiera del poligono.

Tutto il poligono è delimitato da un recinto. Al tavolo che possiamo chiamare di comando, siede l'ufficiale di controllo del poligono, addetto a dirigere il centro di controllo e responsabile di tutte le operazioni di lancio; solo se tutto procede secondo le regole e se l'area è stata sgomberata da estranei si provvede a effettuare i lanci dei modelli, una volta che l'ufficiale di sicurezza ne abbia data esplicita autorizzazione.

Ogni modellista deve portare la rampa e il sistema di accensione che gli serviranno: queste apparecchiature devono essere approvate dall'ufficiale di sicurezza e poi sistemate in vicinanza della postazione di lancio che è stata assegnata al singolo modellista. E' compito dell'ufficiale di controllo stabilire quante rampe e dispositivi di accensione possono essere installati nella stessa area di lancio: normalmente, nei piccoli club, ognuno ha la propria postazione privata.

Fig. 157. Schema del circuito di un amplificatore transistorizzato.

Dopo aver ultimato i preparativi in una apposita area situata dietro la transenna, il modellista rientra nel poligono e sottopone il proprio modello all'esame dell'ufficiale di sicurezza che lo ispeziona. Una volta ottenuta la sua autorizzazione, il modellista può recarsi infine alla propria rampa di lancio e sistemarvi il suo modello nella maniera più corretta; contemporaneamente l'ufficiale di controllo si preoccupa che ogni foglio di volo sia stato debitamente compilato. Quando è pronto, il modellista si porta in vicinanza del proprio sistema di accensione e alza un braccio per chiedere il permesso al lancio. L'ufficiale di controllo avverte allora le stazioni di controllo, ordina tramite l'altoparlante lo sgombero del poligono e, mediante il conto alla rovescia, comanda il lancio che viene effettuato dal modellista stesso: in questo caso il costruttore è responsabile anche del recupero del proprio razzo. A volo effettuato, le stazioni di controllo riferiscono i propri rilevamenti all'ufficiale di controllo che registra sul foglio di volo: la loro elaborazione in molti piccoli club è affidata al modellista stesso.

L'organizzazione di questo tipo di poligono ha alla base due semplici regole:

1. Nessun modellista può entrare nell'area di lancio salvo che sia in procinto di far partire il proprio razzo.

2. Non attraversare mai una postazione di lancio: occorre avvicinarsi alla propria camminando sul lato in cui sono disposti i sistemi di accensione.

Durante le gare, l'ufficiale di sicurezza, o un suo assistente, porta le carte di volo all'ufficiale di controllo che, ad esperimento terminato, gliele restituisce; in qualche caso le consegna direttamente alla persona addetta alla elaborazione dei dati. Questo sistema presenta notevoli vantaggi soprattutto per i piccoli club, dove l'attrezzatura del poligono è più semplice e di più facile manutenzione: ogni modellista è responsabile della propria rampa e del proprio dispositivo di accensione, in maniera che un eventuale insuccesso dipende solamente da lui. Poiché in questo tipo di poligono con postazione di lancio, a sistema di rampe, e di accensione dei razzi, indipendenti, non si registrano tempi morti, si possono lanciare anche 60 modelli all'ora. L'unico svantaggio di questa organizzazione è rappresentato dalla strana sensazione che il modellista prova, la prima volta, quando viene fatto partire un modello da soli 12 m dal punto in cui si trova; bisogna del resto tener presente che non esiste possibilità di incidenti, se l'ufficiale di sicurezza e l'ufficiale di controllo svolgono bene le mansioni a loro affidate.

Naturalmente alcuni voli non sono coronati da successo: in una attività come questa si possono verificare mille eventualità ed è impossibile prevedere con sicurezza se un lancio riuscirà o no. Sono state perciò emanate alcune regole di comportamento che adesso passeremo brevemente in rassegna e che invitiamo tutti quanti a rispettare per il buon andamento di una gara. Occorre far presente che negli ultimi sette anni sono stati fatti volare 50.000 razzi, senza che si abbia avuta notizia di un incidente serio, proprio perché le norme sottospecificate sono sempre state rispettate da tutti i partecipanti.

Fig. 158. Le rampe di lancio portatili, da montare su cavalletti di legno, hanno contribuito a risolvere il problema dei trasporto delle attrezzature del poligono.

1. Chi non ha incarichi ben precisi deve fermarsi durante il conto alla rovescia, qualsiasi cosa stia facendo, e deve osservare il modello, seguendolo con gli occhi finché non è in grado di stabilire dove stia cadendo; è bene anche che osservi se il dispositivo di recupero ha funzionato o meno.

2. E' meglio non sedersi mai, ma rimanere sempre in piedi per avere la possibilità di spostarsi rapidamente, allo scopo di evitare di trovarsi sulla traiettoria di un modello impazzito.

3. Se un modello impazzisce in volo, non ci si deve far prendere dal panico e tanto meno incominciare a correre, ma si deve rimanere fermi e tenerlo d'occhio; in caso di pericolo è sufficiente infatti spostarsi all'ultimo istante di un metro per evitare l'urto.

4. All'interno del poligono non si devono mai fare scherzi o permettere che altri ne facciano.

5. Soprattutto nell'imminenza di un lancio, è bene evitare di raggrupparsi: l'esperienza insegna che esiste una distanza di sicurezza fra una persona e l'altra di almeno 1 metro e mezzo.

6. Se il modello ha una traiettoria irregolare e ricade al suolo prima che sia bruciata la carica di espulsione dell'ogiva, non ci si deve mai avvicinare finché il motore non si è spento completamente. Durante il recupero di un modello, non gli si deve correre incontro, poiché esiste sempre la possibilità di inciampare e cadervi sopra, ferendosi o nel migliore dei casi danneggiandolo. E' bene recuperare il missile soltanto quando ha già toccato terra e con la dovuta precauzione, senza cercare di afferrarlo al volo.

7. Se si assiste a un lancio seduti in macchina, è bene anche chiudere i finestrini rivolti verso l'area di lancio, per evitare di essere colpiti da un razzo impazzito; allo stesso modo è imprudente restare in un'automobile decapottata.

La vita di un poligono di lancio è estremamente interessante: i problemi che infatti bisogna affrontare e risolvere sono i più svariati, e dal modo in cui vengono impostati e risolti dipende se il poligono sarà funzionante o meno. Se l'organizzazione è perfetta, si può dire che l'utilizzazione di un poligono di lancio si aggira attorno al 50 %: metà del tempo cioè è impiegato nella preparazione dei modelli e l'altra metà nel farli volare. Si può dire che in media si può lanciare da una dozzina di rampe circa 25 modelli all'ora, ma in casi eccezionali gruppi di modellisti superorganizzati e molto esperti possono riuscire a far volare 30 modelli in un'ora utilizzando appena 6 rampe.

Il numero dei modelli lanciati non costituisce però un valido criterio di giudizio per un poligono, che deve invece basarsi sulla considerazione della sua efficienza, della coordinazione di chi vi opera, della bontà del rilevamento e della elaborazione dei dati, dell'opportunità lasciata a ciascuno di lanciare quanti modelli vuole e, infine, delle misure di sicurezza adottate.

Fig. 159. Pianta schematica della disposizione di un poligono di lancio del tipo " a rampe indipendenti ".

Servirsi di un poligono di lancio è la soluzione migliore. In un poligono esiste un'organizzazione a vostra disposizione, esiste la possibilità di collaborare con gli altri, di imparare dagli altri. Infine, e soprattutto, la vostra incolumità personale sarà più salvaguardata: non dovreste mai gareggiare soli.

Fig. 160. Quando un modello è pronto, l'ufficiale di lancio pone mano al pannello di comando, e attende il segnale dell'ufficiale di sicurezza.