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- Io sono verde, rosso e giallo;
tu, invece, solo rosso -
Così, spocchioso, Peperone si rivolge a Pomodoro.
Pomodoro, vergognoso, in effetti è rosso e grosso.
Tutto fiero, con un fil di voce, senza astio si difende:
- Tu Pelato mai sarai, e abbrustolito finirai!
Io darò vita a squisite pizze, San Marzano mi chiameranno! -
Più in là nell’orto magico Aglio Fresco e Cipolletta
effusioni si scambian dolci con il rischio di far insorgere
per invidia Gay Finocchio che Cetriolo agogna molto.
Melanzana e Carotina spettegolano a tutto spiano
nel vedere le manovre di Finocchio mollaccione.
- Guarda, guarda come ancheggia! Senti, senti
quel che dice l’amico ciccio, bello bello, ricciolino!-
- Lo invita a casa sua, svergognato d’un frocione! -
- O Cetriolo, i tuoi muscoli son turgidi; i tuoi occhi
son selvaggi. Vieni oggi a casa mia? Una festa noi faremo! -
- Ma che festa, ma che festa! Un’orgia lui vuol fare! -
Cavolfiore e Broccoletto con i loro Cappuccetti
sotto braccio ridacchiando se ne vanno nel sentire
le profferte di Prezzemolo, di Malvuccia spasimante.
Basilico, innamorato, il fegato si rode, e torvo avverte:
- Malva, cosa fai! Lascia stare quel disgraziato!
Di finire in tutti i piatti corri il rischio! -
Ramolaccio e la signora Rapa impettiti
camminando avanzan lenti sorridendo or a destra
or a sinistra. Rapa dice: - Io fo’ buon sangue! -
Ramolaccio di rimando: - Io son piccante! -
Aggiunge Rapa: - Con l’aceto e con la grappa
brovade io divento, piatto prelibato dei forti
Friulani - Il marito or è piccato: - Tu ben sai
ch’io squisita rendo ogn’insalata! -
- Su, amor mio, deponiamo la questione;
vedi là la signora svergognata, la Patata
Olandese? A gambe larghe se ne sta,
aspettando Ravanello che le porti
un digestivo corroborante rilassante! -
- Mondo boia, che schifezza! -
Urla Indivia scandalizzata.
- Qui ci vuole il signor Sedano, del costume
guardia proba, che punisca con una multa
la sgualdrina grossolana! -
Or si ode la vocina dell’agreste
Radicchietto:- Lascia stare, Indivia
cara, quell’ammasso amidoso. Vieni qui
che insiem faremo un contorno saporoso. -
Le sorelle Zucchinelle alla finestra si affaccian
liete; ridon, ridon le tenerelle,
gli occhietti han vivaci, il nasino sbarazzino;
le tettine metton in mostra,
di sposarsi fanno il progetto.
Mamma Zucca le prepara alla vita matrimoniale
con consigli avveduti su tematiche sessuali.
La famiglia dei Legumi tace, ascolta;
poi critica sempre gli altri, ma d’accordo
non è mai. Cece zitto non vuol stare
e rivolto a Fagiolo fuor dei denti
si lascia andare: - Parente mio lontano,
non la smetti di suonare la trombetta?
Tu infanghi il nostro onore con rumori
crepitanti ed odori nauseabondi! -
- Stai zitto, non parlare, Cece moscio;
rientra immantinente nel tuo guscio!
Parente mio? Ma quando mai! Meglio perderli
che averli tipi flosci come te! -
- A me moscio! A me floscio! A me! che son duro!
Senti un po’ sto’ trombone scorreggione,
sveglia popolo notte e dì. -
I bambini di Pisello, Pisellini appunto detti,
spauriti ascoltan zitti la diatriba riottosa;
il papà li rincuora, li esorta
a non seguire quei modi assai scortesi:
- Figli miei, siate urbani! Non lasciatevi
trasportare da scurrili discussioni!
Evitate le sconcezze, e fuggite il turpiloquio! -
Fava drizza le orecchie alla replica
del parente, mentre il naso lei si tappa
a sentir le mitragliate di Fagiol scoppiettante;
ride intanto e l’occhietto strizza
a Porro in mutandoni appoggiato alla porta.
Crescione, vigile, tutto osserva
ed il cuore gli si stringe:
Fava dolce a lui non pensa;
il rivale gli fa schifo con quell’aria
scioperata. Come fa, come fa
Fava bella a star con quello?
Non si accorge che è un trombone?
Quasi quasi nel cantar batte Fagiolo!
Come fa a sopportare i suoi baci
puzzolenti? Lo sconforto lo deprime:
piange tacito, sconsolato, avvilito.
C’è Lenticchia che lo guarda; di pietà
ha il cuore colmo. Sua cugina Fava Fina
è esperta civettuola: stringe l’occhio
a questo e quello, pronta sempre
ad alzar la sottana trasparente.
Povero Crescione! Lascia perdere
chi non t’ama, sono io che ti adoro!
Sono stufa di finire in compagnia
di Salsiccia all’inizio d’ogni anno.
Con te stare voglio, lieta sempre;
felice ti farò di giorno in giorno.
Questo brama con tanta forza
solitaria Lenticchia innamorata.
(Elisir) |