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La passione per i tatuaggi
è nata dopo quella per l’aerografia. Ho lavorato 11 anni in
un’agenzia di pubblicità facendo illustrazioni, lavoro che mi ha
permesso di avvicinarmi all’arte tattoo e all’aerografia.
Il mio cambiamento professionale è dovuto ad un carattere inquieto: volevo
fare qualcosa di nuovo. |
| Alcuni amici tatuatori mi hanno fatto provare una
macchinetta. Mi sono autotatuato senza
enormi difficoltà e il passaggio dalla carta alla pelle è stato
spontaneo. Prediligo lo stile figurativo e mi piacerebbe anche fare
una mostra di quadri. La mia bambina mi osserva quando tatuo, è
interessata, ma un po’ diffidente. È più affascinata dalle aerografie. |

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Lavoro molto su caschi e serbatoi, ma amo anche illustrare su carta. Nella mia professione, le varie forme
d'arte s'intrecciano continuamente: faccio un po’ di tutto, realizzo pezzi unici, lavoro col legno, col metallo,
con tutto ciò che mi emoziona e mi consente di
creare nel senso più vasto del termine. |
| Sono convinto che partecipare alle
"convention"
aiuti a migliorare: ogni anno partecipo a quella di Milano
e imparo un sacco di cose da artisti impareggiabili.
Come nel
tattoo, anche nell’aerografia ci sono molti artisti giapponesi bravi: uno di quelli che più apprezzo è
Sorayama. I giapponesi riescono ad
essere metodici, precisi, direi quasi fotografici.
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Negli Usa questa arte
è molto diffusa e ci sono professionisti bravissimi, come Fraiser.
Anche l'Italia offre un panorama interessante, in Emilia per esempio,
ma si tratta di un fenomeno circoscritto.
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| Queste espressioni artistiche sono decisamente in contrasto con
il mondo frenetico della pubblicità, da cui ho iniziato, e sono felice di aver cambiato
stile di vita.
Delle mie diverse espressioni artistiche, Il tattoo è quella che
prediligo, perchè mi consente, tra l'altro, d'instaurare bellissimi rapporti di
amicizia, un aspetto straordinario di questa particolare forma d'arte.
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