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PERCHE'...? di yu
Cap.1 di 3



Correva velocemente mentre il paesaggio che le stava accanto scorreva vorticosamente senza che vi facesse caso. Le case, gli alberi, i giardini parevano del tutto sfocati e privi d'interesse. Vedeva davanti a se solamente una triste verità e le lacrime che continuavano, inesorabilmente, a scenderle.
I lunghi capelli castani svolazzavano provocati dal vento di quella corsa disperata mentre i piedi la portavano chissà dove, ma lontano da li.
Aveva il fiatone ma continuava a correre nella speranza che, quando si sarebbe fermata, tutto sarebbe stato come prima, tutto sarebbe rimasto immutabile. Ma la realtà era del totalmente differente.
Senza rendersene conto arrivò in un piccola città portuale: Canalipoli. Conosceva benissimo quel posto visto che vi era stata moltissime altre volte, ma ora era diverso, era come se qualcosa più forte di lei l'avesse trascinata fin li e lei non vi aveva trovato modo per opporsi.
Al centro della città sorgeva un enorme ponte levatoio che permetteva alle navi più grosse di lasciare il porto e di raggiungere il mare aperto. Tutt'attorno vi erano le innumerevoli case dei vari marinai e capitani ma la città riservava anche altre sorprese: vi era una palestra Pokémon e un enorme biblioteca, ed era in quest'ultima che si era diretta. Ogni volta che voleva restare da sola andavi li: lasciava la sua città, i suoi problemi e s'immergeva nella lettura per poi tornare più serena. Ma probabilmente quella volta sarebbe stato differente: nemmeno li avrebbe trovato consolazione a quant'era successo in quel breve lasso di tempo, nemmeno li avrebbe capito il perché di quegli eventi.
Ormai la sera stava lasciando spazio alla notte, le prime stelle cominciavano a riempire l'oscuro cielo nell'attesa che la signora della notte, la Luna, facesse il suo trionfale ingresso. Per la prima volta in tutti quegli anni vedeva la sera come un momento di non ritorno, un momento in cui la vita avrebbe lasciato spazio alla morte senza alcuna speranza di vittoria.
Si asciugò le lacrime osservando il tramonto, il sole ormai era una sottile linea che da un momento all'altro sarebbe sparita. Ripensò a quando, da piccola, i suoi genitori l'avevano portata in quella città e il tramonto le sembrava la cosa più bella che avesse mai visto, mentre ora la disgustava. Ripensò anche a quando era entrata per la prima volta in biblioteca e aveva visto tutti quei libri. Da allora era venuta spesso li. Prese un profondo respiro per calmarsi e far si che tutta la fatica della corsa sparisse il più in fretta possibile, poi entrò.

Non appena varcò l'ingresso della biblioteca sentì l'odore dei vecchi libri ordinatamente sistemati sui vari scaffali e la sua attenzione ricadde sul bancone dove una segretaria svolgeva il suo lavoro di catalogazione. Immetteva freneticamente i nomi dei libri, il genere e l'autore nel computer e su ogni libro attaccava un piccolo numero d'identificazione. Solamente dopo qualche istante la bibliotecaria s'accorse della nuova venuta e le rivolse un sincero sorriso riconoscendola
"Asuka" disse la donna fermandosi e notando la ragazza "Come stai? Va tutto bene?"
"Credo di si.. non lo so.." ammise la ragazza col fiatone. Si accorse solamente in quell'istante che aveva ancora addosso i pantaloni da ginnastica e una maglietta a manico corto del tutto sporchi di terra. Non aveva badato molto ai dettagli quando le era giunta la notizia: era solamente corsa via nella speranza di lasciarsi tutto indietro.
"Tra poco la biblioteca chiuderà" osservò la donna con un sospiro guardando l'orologio posto sul muro "Ma se vuoi puoi restare"
"Si.. grazie" disse la ragazza avviandosi al piano superiore. Ormai conosceva la bibliotecaia come le sue tasche e spesso la donna le permetteva di restare a leggere per tutta la notte, infondo quella donna era anche la proprietaria della biblioteca.
"Asuka" la richiamò la donna
"Si?" domandò stancamente la ragazza
"Credo che ormai sia inutile dirtelo ma" cominciò la donna "Chiuderò la biblioteca alle nove e aprirò solamente domani mattina. Se nel frattempo ti viene fame usa pure i distributori automatici"
"Si, grazie"
"Allora a domani.. e buona lettura" disse la donna cominciando a prepararsi per la chiusura della biblioteca.
Asuka salì le scale e si trovò in un altra immensa stanza piena di libri, cominciò a girovagare senza meta osservando ogni singolo volume posto sugli scaffali. Non sapeva bene che cosa cercasse ma sperava di trovare qualche libro interessante che le permettesse, almeno per quella notte, di non pensare ai suoi problemi. Aprì spesso dei libri, che avevano un titolo interessante, per leggerne la trama ma con un gesto ormai ripetitivo li riponeva indietro insoddisfatta.
Passò al piano successivo e ripeté l'operazione per un paio di libri finché da una della sue Pokéball non uscì un piccolo Eevee che si mise immediatamente a scorrazzare per l'intera stanza
"Eevee stai fermo!" lo rimproverò immediatamente la ragazza e il piccolo Pokémon si avvicinò alla sua allenatrice osservandola attentamente
"Cosa c'è?" domandò Asuka ma Eevee le saltò sulla spalla per osservare cosa stava facendo
L'allenatrice continuò la sua ricerca mente il piccolo Pokémon spesso le indicava qualche libro dalla copertina vistosa ma ogni volta il libro veniva rimesso al suo posto. Offeso dai continui rifiuti dell'allenatrice, Eevee fece uscire da una Pokéball un Pikachu. Appena Asuka vide il piccolo Pokémon elettrico sentì nuovamente le lacrime rigarle il viso, i due Pokémon s'avvicinarono alla loro allenatrice per capire cos'avesse e istintivamente lei gli abbracciò scoppiando in un pianto irrefrenabile "Non è giusto! Perché doveva andare cosi?! Lui non meritava quella fine!" disse furente la ragazza tra un singhiozzo e l'altro mentre le lacrime scendevano sempre di più. I due Pokémon s'osservarono per un istante e cercarono di consolare la loro allenatrice, ci riuscirono solamente dopo qualche istante.
Asuka si rialzò e si asciugò, per l'ennesima volta in quella giornata, le lacrime e continuò ad osservare i libri in quella stanza. Era certa che su quel piano non avrebbe trovato nulla d'interessante e salì all'ultimo piano: come prima cominciò a girovagare ma qualcosa attirò la sua attenzione. S'avvicinò allo scaffale notando un libro con una copertina tutta usurata, ma quello che la sorprese era il fatto che quel libro non aveva un titolo. Squadrò per un istante il libro mentre i due Pokémon osservavano anche loro incuriositi
"E' strano.. credevo che tutti i libri fossero catalogati.. questo non solo non ha il titolo ma non ha neppure il numero di catalogazione" osservò sorpresa Asuka. Spinta dalla curiosità aprì il libro e notò una frase posta sulla prima pagina del libro, la lesse ad alta voce:
IN QUESTO LIBRO SI TROVANO LE RISPOSTE CHE SI CERCANO
Sorrise ironicamente. Possibile che un libro avesse la risposta alla domanda che si stava ponendo in quell'istante? No, era impossibile. Rimise il libro al suo posto e continuò a vagare per la stanza in cerca di un libro più serio ma ormai tutti i suoi pensieri erano concentrati sulla frase letta in quello strano libro. E se fosse stata la realtà? Cosa le costava leggerlo? Infondo si trattava di un innocuo libro, di certo non poteva farle alcun male. Ma più ci pensava e più quella storia le sembrava assurda: un libro senza titolo che avrebbe le risposte che si cercano? Sicuramente era una burla.
Più continuava a girare per quella stanza più cresceva la curiosità nel leggere quel misterioso libro.
"E va bene.." si disse alla fine mentre i due Pokémon la guardarono sorpresi "Se do solamente un occhiata alla trama non succederà nulla, no?"
Si girò e tornò nello stesso punto in cui aveva trovato quel libro, lo prese nuovamente in mano e lo aprì, osservò nuovamente la frase nella prima pagina e poi guardò i suoi due Pokémon
"Non crederete mica che la frase sia vera!" disse scettica la ragazza, poi voltò la pagina e lesse l'introduzione del libro.

"In questo libro viene narrata una storia, alla fine del libro si troverà la risposta che si cerca. Una risposta senza verità ne menzogna. Starà poi al lettore decidere se accettare il tutto o meno."

Finì di leggere quelle poche righe e osservò i suoi Pokémon
"Assurdo non trovate?" disse con un sorriso, chiuse il libro intenta a riporlo al suo posto ma senza saperne il perché non vi riusciva. Restò per qualche secondo col libro in mano indecisa se leggere le pagine successive o rimetterlo dove l'aveva trovato. Guardò indecisa il libro ma poi il piccolo Pikachu le saltò sulla spalla e le strappò il contenuto dalle mani
"Pikachu ma che fai?" domandò Asuka cercando di riprendere il libro ma il piccolo Pikachu cose via in direzione di un piccolo tavolo con sopra un vaso di fiori circondato da quattro sedie. Pikachu salì sul tavolo e attese li la sua allenatrice.
Asuka lo raggiunse assieme ad Eevee e guardò il piccolo Pokémon: ricordava ancora quando l'aveva visto per la prima volta, le era stato regalato da Shin. Da allora non se ne era mai separata visto che era stato il primo e l'ultimo regalo da parte del ragazzo. Le scese una lacrima ma l'asciugò immediatamente
"Scusa.." disse Asuka avvicinandosi al Pokémon elettrico, estrasse una Pokéball e fece uscire il suo Arcanine. L'enorme Pokémon fuoco si stiracchiò e osservò la ragazza
"Puoi accendere la candela che si trova sul tavolo?" chiese Asuka e il Pokémon fuoco obbedì accendendo la piccola candela che si trovava sopra il tavolo "Avrei un altro favore da chiederti, potresti restare di guardia?"
Arcanine si avvicinò alla sua allenatrice e strofinò il muso in cerca di coccole che prontamente trovò, poi si diresse a pochi passi dalle scale e si sdraiò osservando la situazione nella stanza e sulle scale.
La ragazza distolse lo sguardo da Arcanine, spostò una sedia e si accomodò mentre Pikachu le si avvicinò col libro in mano
"Voi che ne dite? Potrei sempre leggerlo per ingannare il tempo.." disse Asuka rivolta ai suoi due Pokémon, per tutta risposta questi fecero un cenno positivo con la testa "Va bene allora.. ma non credo a quello che c'è scritto nella prima pagina, sia ben chiaro!"
Aprì il libro passando alla prima pagina che ancora non aveva letto, Eevee saltò sulle ginocchia della sua allenatrice e s'accovacciò comodamente mentre Pikachu si sedette sul tavolo in attesa che la ragazza cominciasse a leggere. Tutt'intorno vi era silenzio, la notte era scesa inesorabile ormai da tempo e la piccola candela illuminava quel piccolo spazio permettendo alla ragazza di vedere quanto bastava per leggere il libro. Finalmente Asuka cominciò a leggere e tutta l'attenzione era incentrata sulla sua voce che narrava la storia del libro.

******************
Una ragazza camminava con passo deciso verso il centro della foresta, i capelli castano chiaro raggiungevano le spalle della ragazza e i suoi occhi scuri mostravano una determinazione che mai prima d'ora si sarebbe aspettata. Voleva a tutti i costi raggiungere il suo obiettivo, un traguardo che si era fissata da quando aveva messo piede a Johto: andare al Bosco di Lecci e incontrare il suo guardiano.
Era nel bosco ormai da un paio d'ore ma non riusciva a capire che direzione prendere per raggiungere il centro del bosco cosi aveva vagato nella speranza d'incontrare casualmente il guardiano. Le gambe cominciavano a farle male ma non aveva alcuna intenzione d'arrendersi, continuò a camminare contenta del fatto che il suo zaino fosse piuttosto leggero. Quel giorno aveva deciso d'indossare gli abiti più comodi che aveva: una tuta da ginnastica, scarpe da corsa e un piccolo zaino con le cose di prima necessità in modo da non portare pesi eccessivi.
Stanca della situazione prese una Pokéball dalle tasche e la lanciò davanti a se: ne uscì un Noctowl pronto all'azione
"Noctowl vai a cercare il centro della foresta.. lo riconoscerai sicuramente perché vi si trova un piccolo tempio" disse la ragazza e il Pokémon volò via senza pensarci due volte. Era stufa di cercare il tempio e voleva raggiungerlo il più velocemente possibile, si guardò attorno alla ricerca di un possibile sentiero da imboccare ma tutto le sembrava identico. Senza rendersene conto il Pokémon volante tornò e cominciò a farle segno di seguirlo, senza pensarci due volte s'avviò lungo la strada che le veniva indicata.
L'intera foresta era all'ombra dei giganteschi alberi che ospitavano tantissimi Pokémon coleottero, l'erba in alcuni punti era veramente alta e nascondeva molti piccoli Pokémon. Su alcuni alberi vi era del muschio e ai loro piedi vi crescevano dei funghi, alcuni piccoli e altri grandi. La ragazza procedeva sicura in quella foresta e seguiva costantemente il suo Pokémon. Dopo del tempo che le parve immenso, Noctowl atterrò vicino ad un piccolo tempio e cominciò a roteare la sua testa in attesa della sua allenatrice.
"Eccolo.." disse la ragazza appena giunta a destinazione "Grazie Noctowl, hai svolto un ottimo lavoro!"
Prese dalla cintura una Pokéball è richiamò al suo interno Noctowl. Osservò per qualche minuto il piccolo tempio in mezzo al bosco. In quel punto alcuni raggi di luce filtravano tra gli alberi in un gioco di luce ed ombra magnifico, ma lei non lo notò nemmeno. Si avvicinò al piccolo templio in cerca di qualcosa ma non lo trovò. Cominciò ad arrabbiarsi e sbattè un pugno sul tempio
"Esci fuori!" ordinò la ragazza come se stesse aspettando qualcuno "Ho bisogno del tuo aiuto! Non lascerò che questa situazione continui ancora!"
Guardò il tempio e le lacrime cominciarono a rigarle il viso
"Io.. voglio salvarlo... lo devo fare... voglio tornare indietro.." disse la ragazza con le lacrime agli occhi "Devo tornare nel passato!"
Improvvisamente apparve una luce davanti agli occhi dell'allenatrice e ne comparve un piccolo Pokémon psico di colore verde.

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"Celebi" disse in un sussurro Asuka facendo voltare di scatto Arcanine, quando notò che la situazione era tranquilla tornò ad osservare le scale
"Pika?" domandò il piccolo Pokémon elettrico
"Celebi.. è un Pokémon leggendario!" disse d'un fiato Asuka alzandosi dalla sedia "Potrebbe davvero essere d'aiuto pure a noi!"
In men che non si dica si diresse verso uno scaffale e cercò un libro
"L'avevo letto poco tempo fa.. dove può essere finito?" si domandò la ragazza mentre i suoi Pokémon la guardavano con un espressione interrogativa "Ah eccolo!"
La ragazza prese il libro e tornò a sedersi accanto ai suoi Pokémon, aprì il libro e cercò le informazioni di cui necessitava
"Ecco qua.. Celebi Pokémon di tipo psico-erba accomunato con le fate. Secondo la tradizione questo Pokémon è protettore dei boschi e può curare le piante. Si dice che questo Pokémon possa viaggiare attraverso il tempo, anche se sono stati avvistati diversi esemplari di Celebi rimane un mistero se si tratti dello stesso esemplare che viaggia nel tempo o di diversi. Attualmente nel Bosco di Lecci è stato costruito un tempio in suo onore visto che quello è il posto dove è stato avvistato maggiormente." lesse velocemente Asuka mentre Eevee la guardava confuso
"E' quello che ci vuole! Se lo catturiamo potremmo tornare indietro nel tempo ed impedire che" ma si bloccò mentre Pikachu le venne vicino "Domani mattina partirò per Johto"
Pikachu abbassò lo sguardo, sapeva cosa voleva fare la sua allenatrice e non voleva toglierle quella piccola illusione di speranza. Asuka chiuse il libro che parlava dei Pokémon leggendari e avvicinò a se il libro senza titolo, continuò a leggerlo con maggiore curiosità.
CONTINUA...

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