LA SVOLTA di yu
Erano ormai passati un paio d'anni da quando aveva cominciato ad ubriacarsi e forse nemmeno lui si ricordava quanti. Aveva cominciato con alcolici leggeri e presto finì con quelli seri, quelli che ogni sera gli davano un po' si sollievo e gli permettevano di pensare a cose che non fossero il suo fallimento.
Anche quella sera era entrato al bar e aveva ordinato il solito bicchiere di vodka e il suo Spinda lo guardava confuso, ormai non capiva più il suo allenatore; diceva spesso di volersi disfare di quelle creature che da tanti anni lo avevano accompagnato nel suo viaggio ma non ci riusciva, per qualche motivo loro gli ricordavano i bei momenti prima del suo fallimento.
Cominciò a bere dapprima un bicchierino e da quello ne seguirono altri. Troppi.
Spinda lo guardò rassegnato, non provava più a fermare il suo padrone ma si limitava a guardarlo condiscende. Lui sapeva quello che era successo quel giorno, il giorno in cui il suo allenatore aveva smesso la sua carriera e si era gettato nel baratro dell'alcol. Da allora Spinda aveva cercato di starli vicino come meglio poteva.
Era ormai arrivata mezzanotte e John non sembrava volersi fermare, la frustrazione lo assaliva e voleva scacciarla con un ulteriore bicchierino ma il barista gli negò l'ordinazione: aveva superato il limite, ormai era sbronzo.
Come ogni notte Spinda lo guardò preoccupato, doveva accompagnarlo a casa e il viaggio non si prospettava semplice per il suo allenatore. Soffriva ma non era una sofferenza fisica quanto psicologica.
Aveva trentadue anni e non aveva ancora una fidanzata, aveva perso i genitori e tutti i suoi sogni. Tutto dopo il suo fallimento, tutto perchè non era riuscito a catturare Cresselia.
Si alzò sdegnato dalla sedia e uscì dal bar. Quella notte le nuvole avevano coperto la luna e le stelle ma la via di casa se la ricordava a memoria anche al buio. Si avviò seguito dal suo fedele Spinda, l'unico che ancora non rideva di lui e del suo stato.
Il breve viaggio verso casa si consumava sempre in modo freddo, John si rifiutava di parlare e gli interessava solamente tornare a casa per stappare un ulteriore bottiglia che comprava alla mattina. Quello e solamente quello era l'unico modo che aveva per riuscire ad addormentarsi.
D'un tratto Spinda si fermò e John si voltò verso di lui rimproverandolo ma questi continuò a guardarsi in giro capendo immediatamente che si stavano allontanando da casa, quella sera il suo allenatore era più stanco del solito e aveva sbagliato strada tuttavia John continuò a camminare.
Si erano infine addentrati nella foresta.
Tutto attorno a loro taceva se non le foglie che si muovevano per via del vento.
Spinda cercò di richiamare l'attenzione del suo allenatore ma era tutto inutile, questi continuava per la sua strada come se dovesse andare ad un appuntamento e quella fosse l'unica strada percorribile. Fu un attimo e tutta la foresta tacque. Non vi furono rumori di foglie e solamente i loro passi e il battito del loro cuore rompevano quel silenzio di tomba.
Fu quasi per magia che davanti a loro si mostrò una piccola luce azzurra, piccola ma visibile da lontano. John ne fu subito attratto e aumentò il passo per giungere il prima possibile davanti a quella luce per scoprirne l'essenza ma quando vi fu abbastanza vicino l'orrore lo sorprese tutto d'un colpo.
Il suo fallimento di allenatore si presentava ora davanti a lui. Cresselia lo guardava con sdegno ma lui non si mosse. Non cercò nemmeno di afferrare una delle sfere Pokè che aveva in tasca per catturare il Pokèmon leggendario che da anni bramava, si limitò solamente a guardarlo negli occhi e a ripensare al giorno in cui aveva cercato di catturarlo.
Il suo primo incontro con quel Pokèmon leggendario era avvenuto anni prima, quando non beveva ancora ed era un allenatore nel pieno della sua avventura. A pensare al passato John sorrise amaramente: com'era cambiato da allora! Adesso era solamente un ubriacone che nella vita non aveva combinato nulla e forse avrebbe continuato cosi fino alla fine dei suoi giorni: a rimpiangere quella cattura fallita.
Si girò dalla parte opposta di quella del Pokèmon ma nuovamente se lo trovò davanti: per quanto cercava di non vederlo la realtà gli appariva davanti quasi a volersi burlare di lui.
La rabbia lo assalì e cercò di colpire il Pokèmon ma i suoi tentativi erano vani, Cresselia era troppo veloce per lui, la rabbia lo accecava e la sbornia rallentava i suoi movimenti ma non si arrese.
Spinda guardò il suo allenatore preso dalla disperazione ma non s'intromise, sapeva che quello era l'unico modo che aveva il suo allenatore per sfogare la sua frustrazione.
John si trovò presto a terra sfinito: nemmeno questa volta era riuscito a sfiorare Cresselia e a catturarlo. Le lacrime gli rigarono il viso e Spinda gli si avvicinò. Al vedere il suo piccolo amico John abbassò la testa, li era rimasto accanto per tanti anni e lui aveva avuto il coraggio di dire che voleva liberarsi di lui e dei suoi Pokèmon.. si vergognò del suo comportamento e immediatamente si scusò con Spinda prendendolo in un abbraccio.
Cresselia si avvicinò all'uomo e lo guardò pieno di comprensione. John alzò la testa e osservò il maestoso Pokèmon davanti a lui: questa volta non cercava di scappare ma lo osservava con i suoi occhi neri che si riflettevano nei suoi.
Gli era bastato quello sguardo per capire il suo errore, il suo vero fallimento.
Si alzò e con ancora le lacrime sul viso ringraziò Cresselia, aveva capito che il suo fallimento non era la mancata cattura del Pokèmon ma la sua resa e il suo vano tentativo di salvarsi gettandosi nel baratro dell'alcol. Ma ora aveva capito ed era pronto a ricominciare da capo.
Cresselia svanì in un istante lasciando John e il suo Pokèmon ad osservare le stelle e la luna che finalmente erano riuscite ad uscire dalle nuvole.
Finalmente John aveva trovato la sua via e le cose per lui sarebbero cambiate, finalmente aveva trovato la svolta definitiva che gli avrebbe permesso ci cambiare vita. Una svolta voluta grazie all'aiuto del suo fedele amico Spinda e del leggendario Cresselia.
Finalmente aveva trovato la svolta della sua vita.
FINE
');
//-->