“La donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell’uomo” (dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina).
Con questo lavoro di ricerca, ho voluto mettere a confronto la situazione della donna in due stati: l’Italia e la Polonia.
Da sempre il ruolo della donna è stato quello della casalinga che si occupava dei figli ma col passare del tempo questo è cambiato. Molte donne in tutto il mondo sono entrate nella storia (ad esempio nel 1963, Valentina Tereskova è stata la prima donna astronauta lanciata nello spazio).
Molte donne nella storia hanno lottato per ottenere dei diritti e il risultato più importante è stato ottenuto nel 1866, dove per la prima volta nella storia dell’Europa, in Svezia, la donna fu ammessa al voto.
Molte altre si distinsero per il loro lavoro, ripagato con l’ottenimento di moltissime leggi, sindacati e associazioni a difesa della stessa.
Sebbene in ambito politico, economico e sociale la donna ha ormai dei diritti identici a quelli dell’uomo è tutt’oggi ancora presente una mentalità psicologica e culturale dell’uomo che tende a denigrare le donna lavoratrice.
Le associazioni religiose nell’antichità tendevano a considerare la donna quasi come un essere inferiore; lo stesso Freud sosteneva la superiorità del maschio affermando che la donna ha una coscienza meno sviluppata ed è più narcisista.
Il filosofo psicologico P.R. Sarkar ha affermato:“E dovere dell’uomo restituire gradualmente alla donna i suoi diritti” convinto che nell’antichità la donna non fosse subordinata all’uomo e che quindi solo il loro diritto politico è stato strappato d’un colpo mentre la superiorità dell’uomo si sia andata lentamente ad affermare.
Tuttavia per recuperare sia il diritto politico che un’ uguaglianza non solo scritta e quindi a livello sociale e di pensiero è necessario molto tempo.
L’Articolo 12 della Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina cosi recita “E’ necessario garantire maggiormente i diritti della donna e della cittadina; questa garanzia deve essere istituita a vantaggio di tutti e non solo di quelle cui è affidata”.
La donna nasce con dei diritti identici a quelli dell’uomo ma non sono indubbiamente fatti “su misura per lei”. Ad esempio, uno dei grossi problemi che aveva la donna pochi anni fa era la retribuzione che era inferiore a quella dell’uomo e il periodo di maternità dove la lavoratrice veniva
licenziata in quanto al datore di lavoro serviva personale funzionante e non momentaneamente indisposto al lavoro. Oggi, la lavoratrice è molto tutelata dal punto di vista della maternità, ha infatti il dovere di rimanere a casa 2 mesi prima del presunto parto e 3 mesi dopo il parto e può avere anche dei permessi per allattamento retribuiti ma avviene nei paesi sviluppati. Basta prendere d’esempio Iraq o l’Iran dove la donna non ha praticamente nessun diritto ed è costretta ad uscire di casa col burca ed essere accompagnata da un uomo.
Sia l’Italia che la Polonia sono ormai entrati nell’ Unione Europea, hanno leggi quasi identiche ma sicuramente una cosa che si nota subito la mancanza della donna nella politica. In entrambi gli stati si sono fatte leggi per il suo inserimento ma le donne in politica sono ancora poche questo è anche dovuto al fatto che, una volta in maternità deve scegliere se preferire la sua carriera oppure il figlio.