ANGEL IN THE CITY
Era strano scoprire che la persona a cui si vuole bene in realtà non è chi dimostra di essere. Che fosse realtà o finzione, nemmeno lei lo sapeva.
Era sempre da sola ma non per questo la sua gentilezza svaniva.. e il suo sorriso, rivolto sempre a tutti, ridava serenità.
Avrei voluto parlarle.. avrei voluto dirle qualcosa ma non ci riuscivo. Il tempo passava e ormai mi ero rassegnato a guardarla da lontano.
Che fosse un caso o il destino mi capitò l'occasione di rivolgerle la parola.. era una giornata di pioggia e non stavo molto bene, ma proprio quando stavo per andarmene da scuola, vidi una ragazza che attendeva. Non la riconobbi subito e stupidamente le chiesi se voleva che l’accompagnassi a casa visto che ero in possesso di un ombrello. Si voltò; ed era lei. In quel momento non capivo più niente, ma lei mi guardò dolcemente. Un sorriso che mi fece dimenticare tutte le mie preoccupazioni. Parlammo per tutto il tragitto come se ci conoscessimo da sempre e poi, davanti al cancello di quella che credevo casa sua scoprì una triste verità. Era orfana. Mi accorsi solamente in quel istante di dove ci trovavamo.. un orfanotrofio gestito dalle suore. La guardai tristemente, volevo dirle qualcosa ma lei mi precedette, era triste ma non voleva far preoccupare gli altri.. poi se ne andò.
Nei giorni successivi ci conoscemmo meglio, finalmente avevo capito, avevo provato uno strano sentimento in quei giorni standole vicino, ma avevo capito cos’era.
Io l’amavo.
E poi un giorno, facendo la strada di ritorno le proposi di uscire.. noi due, da soli. Mi rispose dopo pochi giorni.. la risposta fu positiva. Ero al settimo cielo, non vedevo l’ora di stare con lei e di trovare il momento propizio; il momento per dichiararmi.
Ma quella giornata indimenticabile ben prestò diventò per noi, una giornata indimenticabile ma piena di tristezza. Avevamo trascorso l’intera giornata da soli a girovagare per la città e al pomeriggio decisi di andare nella foresta.. conoscevo un posto bellissimo dove volevo dichiararmi. Un laghetto circondato di fiori.. era un posto perfetto per dichiararmi a lei ma le cose non andarono come volevo… durante il tragitto successe l’imprevedibile..
Uno strano tipo apparve nel nulla e lei crollò a terra dolorante. Non capivo perché.. mi avvicinai a lei e tentai di capire cos’avesse.. le doleva la testa… ma perché proprio in quel momento? La risposta arrivò dopo che allo sconosciuto spuntarono due ali, nere come la pece che toglievano la felicità al sol vederle… volava… il ragazzo volava… che fosse un illusione? Eppure sembrava tutta realtà.. era un diavolo.. possibile che esistesse? Avevo sempre pensato che fossero frutto della fantasia, che fossero uno strumento della Chiesa del Medioevo per tenere a bada e nell’ignoranza le masse ma ora, ne avevo uno davanti a me.
Fece un ghigno maligno… che fosse li per noi? Che mai poteva volere da noi? Noi? No.. lui non era qui per entrambi.. lui era venuto per lei.. la prese al collo quasi volendola soffocare.. e io non potei fare nulla.. ero impotente… dovevo assistere alla scena… alla sua morte? No.. non volevo… dovevo fare qualcosa..
“Calmati umano.. non sono qui per ucciderla.. non al momento almeno..” disse il diavolo..
dovevo sapere.. dovevo saperne di più.. “Si.. sono un diavolo al servizio di Lucifero.. o meglio.. Satana..” fui paralizzato.. Lucifero.. l’angelo che aveva osato sfidare Dio con una sola parola, se siamo davvero uguali a te allora perché non abbiamo i tuoi stessi poteri?; lui che era l’angelo più bello del Paradiso fu scacciato e cadendo sulla Terra il suo aspetta era mutato… da bellissimo angelo era diventato un mostro.. e il suo nome da allora fu Satana. Ma ancora non capivo.. che voleva da lei? Forse mi lesse nel pensiero..
lei cominciò a soffrire all’ invero simile, piangeva.. e io non potevo che guardare la scena… le cominciarono a strapparsi leggermente i vestiti e poi.. le vidi. Erano diverse, bianche e candide ali… lei era un angelo. Non potevo crederci. La gettò a terra come un sasso e poi se ne andò annunciando che la prossima volta l’avrebbe uccisa, che la felicità per gli angeli non esisteva e lei, non faceva eccezione.
Mi avvicinai a lei, stava ancora piangendo.. non sapevo che cosa dirle… l’unica cosa che potei fare fu porgerle un vestito perché non prendesse freddo. In quel momento cominciai a riflettere.. ero uno stupido se pensavo che tra noi potesse funzionare… lei era un angelo… un messaggero di Dio.. o magari lei era un angelo custode mandato sulla Terra per vegliare su qualcuno? Ripensai su tutto ciò che sapevo sugli angeli… e lei non corrispondeva pienamente a quanto si diceva… esseri giovanili circondati da raggi di luce… ma dopotutto chi ero io per giudicare? Poi la guardai… non smetteva di piangere.. fu un impulso più grande di me.. l’abbracciai e mi dichiarai.. anche se era un angelo.. io l’avevo amata e continuavo ad amarla. Al sentire quelle parole si tranquillizzò e cominciammo a parlare…
ero curioso.. volevo spere da quanto tempo era sulla Terra.. come fosse il Paradiso e se magari aveva mai avuto l’occasione di vedere Dio.. ma purtroppo nemmeno lei sapeva di essere un angelo.. o meglio.. sapeva di avere delle ali visto che le spuntavano da sole la notte per poisconparire alla mattina ma non sapeva di essere un angelo… e non sapeva nemmeno come farle sparirle . Che fosse finzione quella che aveva dimostrato in quei giorni? No. Un angelo non poteva mentire.. nemmeno lei lo sapeva benché sapesse delle ali. Ma non mi interessava.. che fosse un angelo o un essere umano lei era la persona di cui mi ero innamorato ed ero disposto ad accettarla cosi com’era.
Trascorsero i giorni… e lei imparò a gestire le ali. E una notte mi prese per mano e mi porto con se.. aveva imparato a volare.. stavamo volando. Io e lei. Ormai eravamo quasi un'unica cosa… i nostri sentimenti erano ormai ovvi per entrambi.. ci amavamo e quella notte, con la luna e le stelle ad accompagnare il nostro volo, ci scambiammo un bacio, un bacio segno del nostro amore reciproco.
Ma la nostra felicità non durò a lungo.. il messaggero del diavolo era tornato, era tornato per lei; per ucciderla. Tuttavia ero pronto, sapevo che sarebbe tornato ma ero pronto per lottare, ero pronto a difenderla e lottare per la sua vita. Un essere umano contro un diavolo.. si trattava di una lotta impari… colei che dovevo proteggere mi protesse a costo della sua stessa vita.. giaceva per terra sanguinante e io ero li con le lacrime; le stringevo la mano mentre il diavolo rideva di gusto.. rideva nel vedere una persona sofferente ma quel che era peggio, rideva per averle tolto la sua felicità e averla condannata a morte.
Dovevo salvarla a qualunque costo.. anche se gli ospedali non se ne intendevano dovevo provarci comunque.. dovevo salvarla… la caricai sulle spalle e cominciai a correre; ben presto la mia maglietta divenne rossa.. rossa di sangue ma io non smettevo di correre.. era stata colpita vicino al cuore e aveva i minuti contati… la mia corsa si fece disperata..
non c’era nessuno che potesse aiutarci.. nessuno per miglia e miglia… possibile che la città si fosse improvvisamente svuotata? Avevo perso addirittura la cognizione del tempo quando non lontano scorsi una persona… gridai di aiutarci ma non rispose.. provai nuovamente ma ottenni solamente un cenno con la mano; non capivo e le forze cominciavano a mancarmi.
Più mi avvicinavo a quella persona e più sentivo di crollare, ero vicino, stavo per chiederle nuovamente aiuto ma la ragazza sollevò nuovamente la mano e io crollai a terra, ero svenuto.
Mi risvegliai di soprassalto e mi guardai attorno.. ero in una strana stanza, tutta bianca. Non riuscivo a capire dove fossi. Però il mio quesito ebbe presto risposta, la porta si aprì rivelando un altro angelo.. ero morto?
“Non preoccuparti.. non sei morto.. ti abbiamo portato qui assieme a lei..” mi rassicurò l’angelo.. mi avevano portato assieme a lei? Ma perché? Non capivo ma l’angelo mi spiegò tutto.. avevano avvertito la sua presenza dal momento dell’apparizione del diavolo e avevano cominciato a cercarla per riportarla a casa.. ciò significava che avremmo dovuto separarci? Che non ci saremmo mai rivisti? Non volevo ma la cosa più importante al momento era sapere come stava. Mi condussero in un'altra stanza e li la vidi, si era appena svegliata.
Nemmeno lei sapeva di essere tornata a casa, stentava a crederci. Appena si riprese gli angeli ci mostrarono il villaggio, era piccolo ma non era l’unico. In tutto il Paradiso c’erano molti altri villaggi e città pieni di giardini bellissimi, fiori che germogliavano in continuazione e dove ogni angelo rispettava gli altri. Il Paradiso era molto diverso dalla Terra dove gli umani a volte non rispettano il prossimo, fanno le guerre solo per possedere dei territori e per accrescere il proprio potere..
Mi accorsi di quanto noi esseri umani, eravamo creature imperfette in confronto agli angeli.. io non dovevo stare li ma lei mi prese per mano e mi guardò.
“Non preoccuparti....” scorsi nei suoi occhi paura e preoccupazione ma non capivo se le sue parole erano rivolte a me oppure a se stessa. Nessuno di noi due era mai stato in Paradiso… ci sembrava strano. Ad un certo punto ci dissero di continuare la strada verso un piccolo monte da soli e ci lasciarono proseguire. Non sapevamo dove stavamo andando ma ci tenevamo per mano. Eravamo sicuri di poter affrontare qualsiasi pericolo assieme.
Sul monte non c’era nulla… ma una voce ruppe il silenzio.
“Benvenuti..” disse ma voce, chiedemmo immediatamente chi fosse..
“Io sono il Padre, il Padre dell’umanità..” capimmo subito con chi avevamo onore di parlare e facemmo un'unica domanda.. perché nel mondo esiste il male? Se Dio è onnipotente dovrebbe sconfiggere il male… ma la risposta fu del tutto inattesa.. il male non esiste.. è stato creato dal uomo e spetta a lui distinguere cos’è giusto da cos’è sbagliato. Tuttavia alcune cose che si classificano come male possono essere fatte a fine di bene e quelle che possono sembrare a fine di bene possono rivelarsi sbagliate. Spetta dunque all’uomo decidere, la scelta può portare a un bene o a un male e il fine non comporta necessariamente una fine ma può essere solamente un inizio.
Un nuovo inizio.
Era cosi che avevamo capito qual’era la nostra strada. Una strada che legava il nostro destino, eravamo un tutt’uno: nelle mente, nel corpo e nell’anima.
“Molto bene… adesso siete pronti… “
Avevamo capito molte cose ed eravamo pronti a condividerle assieme. Io e lei. Con il dono più grande che potesse farci… lei rimase per sempre nel mio cuore come un angelo ma davanti ai miei occhi era una persona come me, un essere umano. Finalmente potevamo amarci senza preoccupazioni e portare un messaggio di pace nel tempo perché furono i figli dei figli dei nostri nipoti che insegnando ai loro figli quanto avevamo imparato noi, a migliorare il mondo.
Ogni singola persona può fare la differenza se insegna ai propri figli cos’è giusto e cos’è sbagliato e quest’insegnamento verrà trasmesso come una catena finché il mondo non cambierà.
Fino ad allora avremo pazienza e nell’attesa noi due resteremo per sempre uniti.
FINE
Storybook 5 (2003-2006)
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