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Il filo conduttore di questa raccolta di poesie è la contrapposizione tra i rimpianti e le speranze nel gioco della vita.












IO VENTO

Io vento,
avrei voluto sferzare l'aria,
per sgombrare il cielo
e destarmi dall'assopimento.

Io vento,
con fresca follia,
avrei voluto spazzare il mondo
dai sogni perduti.

Io vento,
avrei voluto la libertà
di sciogliere i miei lacci,
per partire verso nuovi mondi.

Io vento
avrei voluto sferzare il mare
e alimentare la tempesta,
tsunami della mia passione.

Io vento
infine calo e me ne vado.
Non agiterò due volte
lo stesso ramo di ciliegio.

Io vento,
sento gli uccelli sull'albero cantare,
ali che vogliono volare,
ma la gabbia è chiusa.

Io vento
non so se si aprirà mai,
prima che, ultimo refolo,
io abbia soffiato invano.

Io vento,
torno alla montagna,
avrei voluto strappare
petali al ciliegio e portarli con me.

Io vento
non so se mai tornerò,
sia bella e sorridente come te la vita,
sia amica e amata come te la giornata.



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LA RUOTA

Lascerò
prima o poi quest'oasi di pace
con spirito ritemprato.

Ripartirò
a caccia di tempeste e d'emozioni nuove
che scuotono l'animo e rigenerano la mente.

Rincorrerò
fatalità che s'aventano sulle certezze
e sangue fanno scorre nelle vene.

Rimpiangerò
di nuovo la quiete del grigiore e la pace
che alla tregua conduce.

Allora
come in un nuovo giro della ruota
sordo mi farò al mondo
fino al rinnovasi
del desiderio di tempesta.



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PASSERÀ!

M'ingannano le luci
che in questa notte triste
hanno parvenza di stelle lontane

fredde come gioielli
false come promesse non mantenute.

Brividi sulla pelle
che il vento schiaffeggia
in questa notte senza profumi

che trascorro

con fatica

ma con la certezza dell'alba
e del calore del sole che verrà.



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IL MARINAIO

Come stanco marinaio
seguo il canto delle sirene
e sono condotto
da un vento travolgente
tra scogli affilati
dov'è facile affondare.

Ma io inseguo le chimere
tra gli spruzzi salmastri
e le vecchie bufere
per sfuggire plaghe
di stagnante bonaccia
dove nemmeno il mare
riesce a fluire.



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QUELLO CHE NON HO

Un altro viaggio sta finendo

ed io sono qui ancora in cerca
di quello che non ho trovato,

ma già penso di ripartire
stanco di soli superficiali istanti
di fittizie passioni

che poi svaniscono

come pastiglie effervescenti
solubili in acque ribollenti
fatte di animali istinti
da esaurire in fatti contingenti.

Così riprenderò il viaggio
in cerca di quella meta sfuggente
che unica potrà ridare pace
sia all'anima che alla mente

con una sola paura nel cuore

di passarle davanti in una notte scura
senza saperne riconoscere il colore
tra le ombre spezzate della luna.



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SCOGLI

Scogliere taglienti,
sul mare protese,
d'onde possenti,
lasciano solo
rivoli trasparenti.

Realtà taglienti,
nella mente protese,
di sogni possenti,
lasciano solo

riflessi sgomenti.



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MARE

Liquido incanto
d'onde su scoglio infrante
che sguardo lega
ed occhio non stanca.

Flussi
che nel loro ritrarsi
come tentacoli
catturano l'anima
con ipnotici riflessi.

Argenteo
ispiratore di sogni,
che tua dirompente forza
lasci solo intuire.

Mormorio
che nel cupo canto
della risacca
racconta memorie
di passioni antiche
di storie d'uomo
e d'epiche fatiche.

Compagno ti fai
di pensierose ore
e nell'ingannare l'attesa
sei amico.

Così a te
il mio sguardo volgo
per ritrovare,
nella tua mobile quiete
l'energia per ravvivare
i sopiti istinti
e i sogni ambiziosi,
respiro di vita.



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IL QUADRO

Quattro mani
di colori luminosi
intrecciati nel vento
a strappare petali
ai bianchi fiori
di un ciliegio
fiorito fuori stagione.



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ON THE ROAD

Dieci lustri e più
giocati senza un doppiopetto
senza al collo nodi di cravatta
on the road
ad inseguire il filo
tagliente della mia spada.

Scorrono veloci le immagini
di campi brulli e aironi da risaia
e conto i nidi arroccati tra rami spogli
addormentati nel sole tiepido di dicembre.

Magnifica libertà
in cui seguo il filo
dei miei pensieri taglienti
nel rombo del motore
sulle note di Vasco, delle sue bollicine
tra un panino in piedi ed un caffè.

Nella foschia si svelano diafane
eteree rocce alpine
a fare da quinta alla mia gioia
per il mio cuore a casa
e i miei giorni ancora davanti a me.



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L'ULTIMA CORSA

Luci riflesse dall'asfalto lucido
per le gocce battenti
che su ombrelli colorati
ruscellano insistenti.

Rumore ovattato di traffico
e sirene lontane
lungo strade inondate
da sembrare fontane.

Al margine del marciapiede
una ruota d'autobus sciaguatta
tu aspetti l'ultima corsa
ma la tua mente è distratta

a sognare liquidi affetti
consumati in mari lontani
tra dune frementi
nella carezza delle sue mani

e il tuo animo vola
portato in braccio dal vento ...
e l'autobus riparte
ignorando il sentimento.

Brusca realtà ricade
per l'ultima corsa ormai persa
non ti resta che avviarti
nella serata avversa.



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LA CLESSIDRA

La sabbia del tempo scende
inarrestabile nella clessidra
e granelli incalzano granelli
rosario in una mano
dalle dita aggrappate a un'eternità
che ora splende di certezza
ora si nasconde e sfugge
tra le nebbie grigie del dubbio.

In un angolo buio di universo
io immobile guardo la vita
che impercettibilmente scompare
gabbiano che al tramonto indugia
nei colori rossi di nuvole affastellate
in cerca di un orizzonte di mare che
pur avanzando rimane sempre uguale.



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HO SOGNATO

Ho sognato nuovi spazi
per far volare la malinconia.

Zone sorde
dove non si sente il dolore
cieche
dove congelare la tristezza
e buie
dove accatastare i tanti grigi.

Ho sognato di morire.



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SAGGEZZA

A rimestare sogni
senza senso nè speranza
ho trovato stasera
sorrisi sovrapposti
a vecchi pianti
e solo la malinconia
dov'era la disperazione.

Che sia saggezza?
Spero
e non rassegnazione.



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COME SE FOSSE UN HAIKU

Mentre schiocca il ceppo
gettato umido nel camino
volano i miei sogni
aquiloni colorati
nel cielo rosso della sera.



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SUICIDA

Otto piani
volati in un baleno
hanno chiuso la porta
su angosce profonde
lasciando un deserto
di pianti e rimpianti
per ciò che poteva
e invece non fu.

Nel sole di primavera
difficile da fuori capire
anche sull'onda
di un misericordioso sentire
il quotidiano affanno
il perchè della resa
il perchè d'ogni rinuncia
fino all'estremo danno.

E cosa resta oggi?

Occhi infossati
straziati dal pianto
e i volti stolidi
di chi resta, attonito,
e che forse non troverà,
per te, alcun perdono.



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SALA D'ATTESA

Nei corridoi del dolore

attendo

tra sguardi vuoti
di rassegnazione
e sbuffi d'impazienza
tra frasi fatte
di solidarietà a buon mercato
e segni di consolatorio affetto.

Attendo la chiama
del numero assegnato.

E in attesa di sentenza
anch'io sospiro e spero
che mi basti la forza
d'accettare il mio destino
senza angoscia ne timore

senza l'oltraggio del dolore.



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AL RITMO DELLA SPERANZA

Ti aggiri
leggera come brezza
per le spirali filigranate
dei muoi pensieri
con passi di danza
cerchi la radice nascosta
dell'amore immortale
d'armonia illusione
o presagio.

Scansi gocce infinitesimali di luce
e note di dorata essenza
che briose e lievi t'accarezzano
tra volute armoniose
d'infinita grazia
guidandoti oltre
gli orizzonti di sogni lontani
oltre la strada di domani

a ballare la tua speranza.



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ESILIO

È struggente
quest'onda di memorie
che m'investe

tsunami

mare in tempesta
racchiuso
nelle note semplici
d'una canzone
nel nome d'un amico.

Memorie
d'un esilio forzato
pensieri
d'un improbabile ritorno
sogni inevasi
rimasti nel cassetto dei "se".



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IMPULSO

Quando istinto
ragione scontra,
cuore e cervello
combattono tra loro.
Quando il vento
evoca la tempesta,
l'anima si lacera
come un'antica vela.
Lo spirito
va alla deriva,
cercando la pace
tra i flutti della luna,
ma inseguendo il giorno
che gli riporterà tempesta.



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È TEMPESTA

Solcano il cielo
cupi velieri neri
nembi corsari
di grandine e pioggia

e volano i miei pensieri
strappati dal maestrale

petali

di rose selvatiche
coperte di spine.



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TEMPO SPERPERATO

Tempo ho disperso
a inseguire
fatue visioni
tempo
che dietro a vuote illusioni
ho sperperato
e ora che cosciente
la vecchia strada
ho abbandonato
ripercorro nuove emozioni
con spirito beato
e a nuova vita m'apro
come già
avrei dovuto fare
nel mio passato.



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