A.N.V.G.D.
Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Catalogo della mostra fotografica sul "Giorno del Ricordo"
Le complesse tematiche del confine orientale d’Italia nel secondo conflitto mondiale e, più in generale, nel suo più ampio contesto storico, sono tornate negli ultimi anni alla ribalta dell'opinione pubblica nazionale.
L’istituzione nel 2004 del Giorno del Ricordo in occasione dell’anniversario del Trattato di Pace, firmato il 10 febbraio 1947, con cui venne sancita la cessione alla Jugoslavia delle intere province di Pola, di Fiume, di Zara e di gran parte delle province di Gorizia e di Trieste, ha permesso di riportare alla luce alcune pagine dimenticate della storia italiana.
L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (A.N.V.G.D.) ha voluto contribuire alla conoscenza delle vicende relative a queste terre con una serie di mostre fotografiche che descrivessero, ovviamente in modo sintetico data la natura divulgativa dell’iniziativa, gli argomenti salienti relativi alla storia di queste regioni.
Con una serie di 24 pannelli monotematici che hanno toccato circa duemila anni di storia, si è cercato di presentare una rapida carrellata dei principali periodi e nodi storiografici che hanno interessato la Venezia Giulia e la Dalmazia. Questo catalogo ne riassume i contenuti.
GUIDO RUMICI
(1959), docente e pubblicista. In qualità di studioso di economia e storia
contemporanea, è autore di numerosi articoli e saggi sulla storia della Venezia
Giulia e della Dalmazia.Nel 2001 ha pubblicato con Mursia “Fratelli
d’Istria” sulla storia, la situazione e le prospettive degli Italiani
dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia dal 1945 ad oggi. Nel 2002, sempre con
Mursia, ha pubblicato “Infoibati. I nomi, i luoghi, i testimoni, i
documenti” sulla vicenda degli eccidi avvenuti sul confine orientale
d’Italia durante il secondo conflitto mondiale e nel dopoguerra.Tra gli ultimi
suoi lavori: “Un paese nella bufera: Pedena 1943/1948”, lavoro dedicato al
periodo dell’occupazione tedesca e del dopoguerra in una località dell’Istria
interna (ed. A.N.V.G.D. Gorizia, 2005) e, nel 2006, “Storie di deportazione”,
testimonianze di persone sopravvissute alle carceri jugoslave.
Saranno aperte al pubblico nei prossimi giorni di febbraio le Mostre
fotografiche dedicate al Giorno del Ricordo organizzate in diverse città
d’Italia da alcuni comitati provinciali dell’A.N.V.G.D. in stretta
collaborazione con la sede centrale di Roma che ha pure curato il coordinamento
tra le varie iniziative in atto.
La Mostra prende spunto da un'idea
del Comitato di Verona dell'ANVGD che per primo ha programmato la
realizzazione di tale iniziativa in vista del 10 febbraio di quest’anno,
volendo ricordare anche l’insediamento della numerosa comunità di profughi nella
città veronese. La sede centrale romana dell’ANVGD ha quindi pensato di
estendere tale progetto anche al resto dei comitati provinciali creando un
prodotto differente che potesse venire incontro alle esigenze di tutte le varie
comunità di esuli disseminate sul territorio nazionale.
In tale ottica si è pensato di
preparare la ricorrenza del Giorno del Ricordo presentando un’ampia
carrellata sulla storia della Venezia Giulia e della Dalmazia dal
passato al presente, toccando duemila anni di storia con una serie di 24
pannelli monotematici che descrivessero, ovviamente in modo sintetico data
la natura divulgativa della Mostra, gli argomenti salienti relativi alle vicende
delle terre cedute.
La scelta dei temi da trattare è
andata, per non appesantire troppo la lettura da parte dei visitatori, su quelli
che sono stati i principali periodi storici ed i fondamentali nodi storiografici
riguardanti il confine orientale d’Italia.
I primi pannelli spaziano perciò
velocemente sull’epoca romana, sull’epoca veneziana, sul periodo
austroungarico e sulla prima guerra mondiale. La Venezia Giulia dopo il
1918, con l’impresa di Fiume, il periodo fascista e lo scoppio del secondo
conflitto mondiale sono poi seguiti dai pannelli riguardanti l’armistizio, le
foibe del 1943, l’occupazione nazista, i bombardamenti di Zara, la fine della
guerra con le violenze del 1945 e l’ulteriore ondata di deportazioni ed
infoibamenti del maggio-giugno 1945.
Il lungo e doloroso dopoguerra è
descritto dai pannelli che trattano il Trattato di pace di Parigi del 1947,
l’esodo dei giuliano-dalmati, i campi profughi, il Memorandum di Londra
del 1954 ed il Trattato di Osimo del 1975.
Specifici pannelli sono dedicati alla
situazione geopolitica attuale dell’Istria, Fiume e Dalmazia, alle Comunità
degli Italiani rimasti a vivere oltre confine ed
al problema dei beni abbandonati. Gli ultimi pannelli riguardano infine i
personaggi illustri che sono nati nelle terre cedute (o la cui famiglia è
originaria di tali luoghi) ed alcune scorci e vedute delle città lasciate dagli
esuli.
L’incarico di preparare la Mostra dal
punto di vista dei contenuti (testi, mappe, piantine, fotografie e cartoline) è
stato affidato al prof. Guido Rumici, studioso specializzato nella
storia del confine orientale d’Italia ed autore di numerose pubblicazioni
dedicate a queste tematiche (tra le quali “Fratelli d’Istria” ed “Infoibati”,
editi da Mursia – Milano).
L’idea di fondo è stata quella di
realizzare un prodotto divulgativo accessibile a tutti e si è perciò basato, per
ogni argomento affrontato, su testi esplicativi, piantine ed un’ampia
documentazione fotografica che potesse coinvolgere il più alto numero possibile
di utenti.
La tipografia incaricata di
realizzare la Mostra dal punto di vista grafico ha predisposto diverse versioni,
sia predisponendo i soli 24 pannelli (formato 70x100x1 cm) stampati su materiale
PVC da appendere a parete, sia offrendo diverse soluzioni (più complesse) con 24
stampe cartacee (tipo poster) inserite in cornici rimovibili (clic-clac) o in
appositi espositori di varie dimensioni (24 espositori monofacciali o 12
bifacciali).
La sede nazionale è a
disposizione di tutti i comitati che fossero interessati all’acquisto di una
copia della Mostra che avrà il vantaggio di poter essere riutilizzata
all’infinito anche in futuro (dato che si è opportunamente evitato di datare i
pannelli) non solo per il Giorno del Ricordo, ma anche per qualsiasi altra
iniziativa che possa riguardare la storia del confine orientale d’Italia tra il
passato ed il presente.