Il 18 Maggio 2001, nell'Aula Magna del Liceo "Torquato Tasso", si è svolta la cerimonia di assegnazione del Premio di POESIA, a tema libero, aperto agli Allievi del Liceo-Ginnasio "T. Tasso", premio istituito dall'Associazione ex-Allievi Liceo TASSO.
Sono state conferite le Menzioni Speciali
| • per la selezione Liceo |
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| all'allieva Valentina D'ELIA (II A) | |
| clicca per leggere: Sole morente |
| • per la selezione Ginnasio |
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| all'allievo Manuel CRISPO (V E) | |
| clicca per leggere: Ricordo |
Dopo la premiazione sono state lette le poesie prescelte. A tutti i partecipanti è stato rilasciato un Attestato.
I premi sono stati assegnati da una Commissione composta da Soci dell'Associazione ex-Allievi Liceo TASSO: il Dirigente Scolastico Professoressa Raffaella PERSICO, la Professoressa Licia GENTILE, la Professoressa Tina SABINO, la signorina Gabriella Greco e la signorina Federica PALO.
Nell'occasione è stato presentato il libro di Poesie "Verso la luce" scritto dal Socio Prof. Angelo Maria TARDIO, che ne ha personalmente donato una copia a tutti i giovani partecipanti.

| Una NOTTE d'INVERNO |
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E' una notte d'inverno questa storia d'amore, è un mare che perde ogni giorno colore, e tu quanti vestiti hai indossato per nascondere al cuore che il sentimento è passato. |
Un cielo di carta sta bruciando da ore e tu che guardi non dici parole, intanto la vita cresce senza di noi senza un sorriso, una carezza, un perdono. |
E adesso che manca un minuto alla fine vorrei parlarti vorrei averti vicino, ma tu già stai giocando d'amore con un cuore nuovo che ti vende emozioni. |
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MIRAGGIO |
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Un'altra sera trascorsa inutile come i brevi incostanti acquazzoni primaverili. Incanto: ho l'inatteso miraggio di quella cima maledettamente agognata. Rimpianto: rotolo a capofitto sino alte tremule soglie degli abissi più inquieti. Mi aggrappo alle solide Inferriate Di una grata scivolosa. Ma vorrei spezzarle! Pronta allo scontro, ad esse rigurgitata di nuovo dalle onde di un mare impietoso. Preda costante di un alternarsi incerto Di impervie salite, di ripide discese. Cavalco bendata le più sinistre e fragili montagne russe emozionali, senza ricordarmi di esservi salita, senza tregua, senz'anima... Sto confondendo assuefatta i ricordi dei giochi d'infanzia. Obliate gioie che questa terra dei loto mi ha spento nel cuore. Sognata vanità, puntuale ed orrida invidia dell'altrui benessere, strada percorsa in piedi dopo intervalli di infermità incoscienti, rivalsa tradotta in cenere. Tutto dal prima ottenuto, nel nulla inghiottito. La luce mi confonde trafiggendomi proprio là dove verità e menzogna si fondono. Poco più in là ci sono limiti ignoti che non sognerei mai di varcare, ma mi attraggono ed avrei potuto ed avrei dovuto ignorarli. Ed io so che non mi capisci non mi capirai mai. La mente scovata nel suo eterno e sconfinato grigiore è intrisa del pianto che non è mai sceso. Così ti vedo, nitido, ingannante sorriso, così mi guardi oltre il perfido specchio, con crudele cinismo, irriverente, così mostri la mia controfigura impallidita agli occhi di un mondo estraneo. Esattamente come non l'avrei immaginato. Specchio dispettoso, rifletti ingrandito questo mio male sulle lucide distese delle finestre chiuse. Barricate. Come varchi impenetrabili. Uno stupore mi coglie insultando i perduti equilibri protestando i sentirmi a torto guarita. Guarita? Il cielo guarda dall'alto, il vento ha membra alate per rincorrere il tempo sinuoso, incauto, raccoglie con mille generose braccia le parole pronunciate senza volerlo, spazza via e poi ricompone le dune di sabbia che ricoprono la falsa esultanza di un cuore non più sereno. Sono giunta sin qui, trasparente, sprovvista di trucchi e maschere, stanca, tremante, senz'anima, arida: vedi. All'orizzonte si spengono gli ultimi fuochi! Tacite lanterne! stelle isolate! Pulsazioni intermittenti Agli angoli dell'universo, che scoppiando disperdono nel mare le loro invisibili scintille. |

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SOLE MORENTE |
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Silenzio. Ombre evanescenti danzano con i miei pensieri. Sono anche i tuoi. Forse si incontreranno. O forse non si conosceranno mai. Semplice malinconia, banale nostalgia di qualcosa perduto. Forse il tempo me lo restituirà. Forse lo ha preso per sempre. Aspetterò eterni attimi: lotterò, urlerò, pregherò, piangerò. Vivo di fragili speranze, nell'attesa di ciò che ho perso. |
| ▲ VALENTINA D'ELIA |

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RICORDO |
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Sembra sempre che debba durare per sempre quel discorso una piccola luce strappata dagli occhi del Tempo poi tutto si riduce ad un'unica frase ogni suono è uno spasimo e piano si smorza un rantolo. un sordo rintocco di una campana a morto. Sembra sempre che debba durare per sempre quel sospiro del mare iracondo che violento si frange poi rimane una soia parola e stridendo gracchiando gemendo s'immerge nella schiuma salata riemerge e di nuovo scompare. Sembra sempre che debba durare per sempre il ricordo il profumo la voce il viso l'amore. Sembra sempre che il luogo non cambi. eppure è cambiato, più nulla rimane, neppur la parola ricordo... o forse era un nome. chissà. |
