Quando finalmente intorno alla puntata 168 Betty ed Amando si riconciliano e possono coronare il loro sogno d'amore alla luce del sole (e di tutti gli impiegati di Ecomoda e Hermes), bè ci ritroviamo poi con un salto temporale di qualche mese all'organizzazione del loro matrimonio.
Però non vi nascondo che c'è una scena che avrei voluto vedere prima della fine ed è un dialogo fra Betty e Armando dove tutto viene messo in chiaro una volta per tutte.... la vera riunificazione fra loro....magari con una serata romantica che segna un nuovo inizio per loro due. Il loro primo appuntamento dopo la separazione.
E così eccomi qui a sopperire questa, per me, mancanza. Spero che vi piaccia il modo in cui l'ho immaginata.


Il dialogo
di Xcully


Quella non sarebbe stata una serata come tante. Non l'avrebbe passata a casa chiacchierando con i suoi genitori, magari ascoltando un vecchio tango con il padre Hermes o pianificando strategie per l'Ecomoda con Nicola Mora. Era incredibilmente emozionata, quasi le mancava il fiato. Era tesa ma anche contenta.
Si guardò davanti allo specchio con attenzione sperando che il vestito di un color rosa acceso che aveva scelto fosse quello giusto per la serata. Lo aveva indossato una sera a Catagena....era leggero, soffice e molto grazioso.
Quando nel pomeriggio il padre aveva lasciato gli uffici dell'Ecomoda, non prima di aver avuto le dovute chiarificazioni sulla posizione di Betty e sulla sua relazione con il dottor Mendoza, Armando l'aveva presa fra le braccia, l'aveva stretta forte a sé e l'aveva baciata piu' volte, quasi fosse un sogno che finalmente lei fosse lì accanto a lui e che ogni malinteso fosse stato per sempre fugato. Ma il lavoro li aveva richiamati in servizio e non avevano potuto far altro che staccarsi l'uno dall'altra e far finta che fosse una giornata come le altre.
Per lei era stato così difficile riconcentrarsi. Non faceva altro che pensare a lui, a quello che stava facendo, a cosa stava immaginando.... le ore scorrevano così lente e non sapeva quando lo avrebbe rivisto.
Quando furono le 18,15, si alzò dalla scrivania, decisa ad andare nell'ufficio di lui, anche solo per vederlo un istante, per essere sicura che fosse davvero tutto a posto e proprio mentre apriva le porte a scorrimento se lo ritrovò di fronte....entrambi fecero un salto all'indietro sorridendo. La confidenza di un tempo sembrava essere tornata....sembrava non essere mai svanita... era un miracolo.
-Betty....-
-Si dottore?-
Lui sorrise e gli occhi gli brillarono:
-Mi mancherà sentirtelo dire, ma io sono Armando....ricordi cosa ti ho detto stamane? Non vorrai costringermi a chiamarti dottoressa Pinzon!-
Betty ridacchiò come era suo solito fare quando era a disagio ed abbassò lo sguardo. Lui con una mano le sollevò il mento e la fissò intensamente. Quando lo faceva per Betty era impossibile nascondersi e riflettere lucidamente, era sempre stato così.
-Stavo pensando che sarebbe bello poter uscire insieme, noi due soli, stasera....io....- si arrestò un istante come se cercasse di trovare le parole giuste: - lo desidero tanto... ma non voglio farti pressioni, voglio dire....stavolta deve essere tutto perfetto e se vuoi del tempo se vuoi....-
-Sarò felice di uscire con te stasera.- rispose lei gentilmente.
Armando esultò:
-E' meraviglioso... ehm... organizzo tutto io....ti passo a prendere a casa verso le 20,30, va bene per te?-
-Perfetto....-
Armando si zittì, sembrò pensare a qualche cosa e un lieve accenno di sorriso gli increspò le belle labbra.
Betty era curiosa e non si trattenne:
-A cosa stai pensando....Armando?-
-Pensavo che mi sarebbe piaciuto riaccompagnarti a casa come i vecchi tempi... mi sono mancanti tanto!-
-Ho la mia macchina nel garage, ma possiamo organizzarci per un'altra volta.- e gli fece l'occhiolino, come solo lei sapeva fare.
Armando le si avvicinò e le depose un leggero bacio sulle labbra.
-Ora vado ad organizzare la nostra serata.-
-Il nostro appuntamento.....-
-Si.... a stasera vita mia!- e con questo uscì dal suo ufficio.
Per Betty fu ancora piu' difficile sopportare l'attesa....il cuore le batteva in petto come non mai.
E mentre si guardava allo specchio, sussultò sentendo il campanello della porta suonare....
-E’ lui!- esclamò senza fiato.
Si rimirò un'ultima volta, prese la borsa e si precipitò giù dalle scale per poi rallentare per riprendere un contegno; si sentiva una ragazzina al primo appuntamento. Era sciocco, lo sapeva benissimo, eppure era euforica!
Sentì la voce di lui da lontano mentre salutava donna Julia, sua mamma. Il cuore sembrava uscirle dal petto. Tutta timida si affacciò e se lo ritrovò di fronte. Aveva in mano un mazzo di splendide rose rosse a gambo lungo ed appena Armando la vide le andò incontro e gliele porse:
-Sei bellissima!-
Betty arrossì, non si sentiva bellissima, ma se lui lo credeva, aveva toccato il cielo con un dito.
Donna Julia fece un cenno di assenso con la testa. Anche sua madre era felice.
-Grazie per questi fiori. Non dovevi!- li prese e ne odorò il profumo inebriante. Questo la fece vibrare per un istante o era la presenza così pericolosa di Armando accanto a lei?
-Li metto in acqua....-
-Ci penso io cara.- si intromise la madre – Voi andate pure e passate una piacevole serata.-
e mentre lo diceva guardava dritto negli occhi Armando che un po' s'imbarazzò.
Betty scrutò gli sguardi che Armando e la madre si lanciarono e capì per la prima volta di quanto ci fosse un'intesa tra quei due. La madre aveva avuto fiducia in Armando ancora prima di lei, lo aveva capito, si era fidata, a ragione, di lui, quando ancora lei dubitava. E questo le piacque. Sapere di avere sua madre dalla sua parte in un tale momento era fondamentale. La convinceva, una volta di più se era necessario, di avere fatto la scelta giusta.
-Grazie donna Julia. Vogliamo andare Betty?-
- Si, dottore.....Armando.-
Ad un tratto la voce di Hermes li raggiunse nitida dal piano di sopra:
-Chi è alla porta, Jiulia?- scese le scale a grandi passi.
-Sono io , don Hermes, Armando Mendoza.-
-Signor Mendoza, che piacere si accomodi.- fece Hermes cerimonioso studiando intanto di sottecchi l'aspetto di sua figlia e valutando mentalmente se era il caso di fare un appunto riguardo alla scollatura generosa.
-Caro, stanno andando via, hanno prenotato il ristorante, faranno tardi.- si voltò a guardare Armando con aria sconsolata.
-Capisco....bè....divertitevi ma mi raccomando non fate tardi. Domani si lavora!-
-Hermes....- fece donna Julia alzando gli occhi al cielo.
Betty e Armando si congedarono ed uscirono all'aria tiepida della sera. Armando le aprì lo sportello dell'auto e lei si sedette. Per un istante un senso di deja vue la assalì.... un misto di sensazioni piacevoli e paura. Avevano passato così tanto tempo in questa macchina insieme....e i baci che si erano scambiati.... i baci che lei aveva creduto finti ed invece..... sospirò.
Armando, salendo in macchina al suo fianco se ne accorse.
-Tutto bene?- sembrava preoccupato.
-Stavo ricordando.-
-Per mesi ho vissuto di ricordi.... ora voglio vivere il presente con te... questo è un nuovo inizio Betty per noi due e non voglio sbagliare.-
Lei gli sorrise piu' tranquilla.
-Dove mi porterai?-
Il lato ironico di Armando prese il sopravvento:
-Niente balere e locali bui.... niente piu' amore fra vampiri- lo disse ridendo di gusto.
-Questo mi conforta.-
- Ho scelto un nuovo ristorante.... all'inizio avevo pensato di portarti al Maison di San Diego.... ma poi ho pensato che per te quel posto è legato ad un pessimo ricordo e così.... ho scelto il Desaparesido. Spero ti piaccia!-
-Sono certa che sarà così.- tra sè e sè apprezzò molto il pensiero che lui aveva avuto riguardo al Maison di San Diego ma non disse nulla.
La macchina partì e scivolò silenziosa nella notte colombiana. Per un po' non parlarono....stavano assaporando la reciproca presenza e forse una sorta di timidezza li bloccò come mai era successo prima. Tanto era ancora in sospeso tra loro, tante parole non dette, spiegazioni non date, sentimenti soffocati e triste disperazione. Le loro erano due solitudini che si rincontravano dopo molto tempo cercando di ritrovare un equilibrio.
Poi il ghiaccio fu rotto e parlare dell'Ecomoda e di Daniele Valencia li aiutò a interrompere quel forzato e pesante mutismo.
Giunsero davanti al locale e il custode del parcheggio si incaricò di occuparsi dell'auto di Mendoza.
Furono fatti accomodare dal primo cameriere in un tavolo finemente apparecchiato con delle luci calde e soffuse ad illuminarlo e una romantica candela come centro tavola incorniciata di fresie e mughetti.
Si sedettero l'uno di fronte all'altra ed aspettarono che il cameriere facesse le ordinazioni.
-Posso portarvi qualcosa da bere nel frattempo?-
Armando cercò gli occhi di Betty:
-Succo di mora?- era un po' indeciso....l'ultima volta che aveva ordinato per lei un succo di mora, Betty aveva cambiato l'ordinazione con una vodka, anzi più d'una.
-Va benissimo.-
-Allora ce ne porti due!- basta whiskey, pensò Armando, mentre il cameriere se ne andava.
Il silenzio ricadde tra i due.... Armando decise di fare il primo passo. Le prese la mano destra nella sua:
-Credo sia giunto il momento di parlare. Ci sono tante cose che vorrei dirti.... tante cose e non so davvero da dove cominciare.-
-So quello che provi. Anche per me non è facile... ho permesso al mio orgoglio e alla mia paura di avere il sopravvento su di me. Non ti ho voluto ascoltare, non ho voluto crederti.-
-Perchè ora si.... ho bisogno di saperlo Betty. Per settimane ho cercato di farti capire quanto ti amavo, quanto era sincero il mio affetto per te, ma tu mi hai sempre respinto. Ormai non speravo piu' che tu mi perdonassi.-
-Ti ho perdonato da così tanto tempo Armando e perchè ti amavo....ti amo. Ma non era abbastanza, tutta la storia della lettera di Calderon mi ha ucciso .... ero morta dentro.... il dolore che ho provato è stato così grande, ma nonostante tutto continuavo mio malgrado ad amarti, nonostante sapessi che tu e Calderon.....- si arrestò sistemandosi gli occhiali. Gli occhi le pizzicavano....avrebbe potuto piangere, lo sentiva. Rivangare quel ricordo era ancora troppo doloroso, ma andava affrontato per poter guardare al futuro con l'uomo che le era accanto.
-... non credevo tu ti fossi innamorato di me prima della mia partenza per Cartagena, ero convinta che quello che tu professavi per me fosse solo parte del piano. Tutti i tuoi atteggiamenti, tutti i tuoi baci, le tue carezze, tutte le tue parole sembravano la perfetta trasposizione della lettera di Calderon. D'altronde io ero brutta e racchia, poteva mai un uomo come Armando Mendoza innamorarsi di me? Era una follia....eppure per un po' ci avevo creduto, avevo una tale fiducia in te che mai avrei potuto pensare fossi capace di ordire un piano così....così..... Mi convinsi che ti disgustavo, che la mia presenza ti ripugnava, che ti stavi sacrificando per salvare l’Ecomoda.- si zittì di nuovo. Le veniva da piangere. Armando le strinse forte la mano con gli occhi lucidi.
-Se solo potessi tornare indietro Betty, se solo potessi evitarti quel dolore.... non sai quanto sto male al solo pensiero di averti fatto tutto questo.- era disperato e sincero.... Betty ora lo sapeva:
-Dottore, voglio dirle tutto....voglio che non ci sia nessun segreto. Mi ha fatto molto male.... non credevo avrei trovato la forza per andare avanti....ma questa esperienza è stata molto importante per me perchè mi ha permesso di conoscermi meglio, di acquistare fiducia in me stessa, di prefiggermi degli obiettivi. Sono la stessa Betty certo ma con una nuova consapevolezza e questo lo devo a lei dottore....a te. Però al mio ritorno da Cartagena, è stata dura rivederti, speravo di essere più forte, di dominare il mio sentimento ancora intenso dentro di me, ma mi è stato impossibile. Il mio diario è stato l'unico confidente fedele che ho avuto, con lui potevo non mentire su quello che sentivo davvero. E quando tu mi hai dichiarato che eri innamorato di me, pensavo che il mio nuovo aspetto fosse più adatto ai tuoi standards e anche a quelli di Calderon....vedevo come mi fissava. Mi divertì l'idea di averlo sorpreso così tanto. Ma mi accorsi anche che per me la vicinanza con lui, con Marcella e con te stava diventando intollerabile. -
-Basta Beatrice, mi stai tormentando con questo racconto.- si passò una mano sulla fronte come ad allontanare quel pensiero.
-Non era mia intenzione dottore.... Armando... è che voglio farti capire.... Tu mi hai chiesto perchè ho cambiato idea. Bè.... non ti nascondo che il fatto che sei andato a parlare con mia madre ieri sera mi ha impressionato favorevolmente....lei che mi aveva sempre appoggiata all'improvviso perorava la tua causa con me....ed è sempre stata una donna giusta ed obbiettiva, questo mi ha fatto riflettere. E avevi conservato tutti i regalini e i biglietti che mi lasciavi sulla scrivania ogni mattina.-
-Solo i miei bigliettini....quelli di Calderon sono nella spazzatura.- fece Armando rabbioso.
-Le tue parole al locale....tu che sei un tipo geloso hai mantenuto il controllo davanti a Michelle, hai affrontato la situazione con umiltà e sincerità, non nascondendo i tuoi sentimenti per me.... e la canzone che mi hai dedicato..... Erano tutti gesti di una persona innamorata. Ma come fidarmi, anche prima dicevi di amarmi e....-
-Su questo non ho mai mentito Betty, ti prego di credermi. Ogni singola volta che ho pronunciato quelle parole... ti amo....erano l'assoluta verità.-
- Ma quello che mi ha convinta definitivamente a darti una seconda occasione sono state le parole di Marcella Valencia.-
-Marcella?-
-Si, stamane è venuta da me nel mio ufficio e mi ha raccontato tutto.... mi ha raccontato di quando le hai detto di amarmi poco dopo la mia partenza da Bogotà... di come hai protetto il sentimento che avevi per me, di come hai cercato di difendermi con tutti, di come hai sofferto perchè non sapevi dove fossi, di come ti sei lasciato andare alla disperazione. Marcella non mi ha mai sopportato, non ha mai tollerato la mia presenza.... e all'improvviso mi rivelava quello che non avevo potuto vedere con i miei occhi....il rovescio della medaglia, la parte della storia di cui ero all'oscuro... Una volta mi dicesti che da quando eri stato con me non avevi più toccato Marcella. Io non ti credetti, pensai fossero le parole che eri disposto a dirmi per farmi cedere, per farmi allontanare da Nicola Mora.... Ora so che erano vere....Marcella me lo ha confermato. Non so cosa dire.... ero convinta di essere stata l'unica a soffrire e all'improvviso scopro che questa storia è stata altrettanto penosa per te.-
Una volta portati i succhi, Betty iniziò a sorseggiare avida il suo, le si era improvvisamente seccata la gola.
-Forse non dovrei dirlo, ma quello che per te sembra essere stato un periodo terribile fatto di inganni e bugie, per me è stato il periodo piu' bello della mia vita. Poterti scoprire ogni giorno di più, sentirmi amato da te, accarezzarti, baciarti, desiderarti mi hanno fatto sentire vivo per la prima volta. Ho avuto molte donne e tu lo sai benissimo, ma erano storie di letto, momenti fugaci che non mi lasciavano nulla.... e Marcella... ho fatto del male anche a lei, ho portato avanti per anni una farsa e tutto per il mio egoismo, per la mia carica di presidente. Non l'ho mai amata veramente, mai... non ho mai amato nessuna se non te. E' stata una sorpresa all'inizio....non potevo crederci neppure io.... ma la tenerezza, l'affetto crescevano in me giorno dopo giorno e la prima notte che facemmo l'amore, capii, ma non ero ancora disposto ad ammetterlo. Però il legame che mi univa a te era già intenso.-
-Non rappresentavo certo l'ideale di donna con cui ti eri sempre accompagnato.-
Armando sorrise triste:
-Ero schiavo delle convenzioni, dell'immagine....ero uno stupido.... Mario l'aveva capito sai? Aveva capito che ero pazzo di te, mi leggeva dentro come un libro aperto ma io con lui ho sempre negato, gli ho sempre fatto credere che era il piano quello che portavo avanti invece nulla era più falso. Non volevo ammetterlo neppure con me stesso....ti rendi conto che follia? Negare questo sentimento per te mi è diventato impossibile. Con te accanto sono migliorato, ho cominciato a maturare e per me sei diventata indispensabile....quello che a te sembrava il piano di Calderon, per me era amore.... tutto quello che ho fatto ad un certo punto era per noi. Quando ti dicevo che dopo il consiglio avrei detto a Marcella che non l'avrei più sposata era vero... vedevo quel giorno come un nuovo inizio della nostra storia... non sapevo come e quando l'avrei resa ufficiale, ma perchè dovevo nascondere ancora quello che provavo? Perchè sacrificarmi tanto per l'Ecomoda, sacrificare ciò che ero diventato grazie a te? Calderon il giorno in cui gli parlai di tutto questo, cercò di farmi desistere e tu hai sentito solo una parte del discorso...non hai sentito quando gli ho detto che ti amavo, che non volevo sposare Marcella e che l'avrei ucciso se ti avesse ancora schernito.-
Betty annui, quella parte del dialogo infatti non l'aveva udita. Peccato...magari forse le cose sarebbero andate diversamente.... o forse era meglio così. Erano passati in mezzo all'inferno e ne erano usciti, diversi ma sempre uguali, più maturi e forti, più innamorati che mai.
Fu servita la prima portata.... frutti di mare ... e mentre sorseggiavano del buon vino bianco e gustavano la loro pietanza, finalmente, con volti piu' sereni, scherzarono, risero e flirtarono .
Betty soprattutto si divertì a canzonarlo per la sua gelosia.
-Quando ieri hai visto Michelle nel mio ufficio avevi una faccia...-
-Ho fatto molta fatica a trattenermi....avrei preso volentieri a pugni quel suo visetto sornione che sembrava dire....sono arrivato io.... levati dai piedi.-
-... a Cartagena mi è stato molto vicino....-
-Troppo.... non ci voglio pensare...-
Betty rise di gusto....
-Non è successo niente a Cartagena, bè....quasi!-
Per poco il boccone non andò per traverso ad Armando che sollevò gli occhi per cercare in quelli di Betty una risposta alla sua domanda.
-Che vuol dire quasi....-
-Michelle mi ha baciata.-
-Malede..... - si interruppe appena in tempo e respirò lentamente, ok....Armando Mendoza sei ancora un uomo molto geloso. Si disse cercando di ricomporsi. Il pensiero di Michelle che baciava la sua Betty era inaccettabile, cercò di scacciarlo! Ma voleva sapere, doveva sapere....
-Tu hai ricambiato quel bacio?- lo chiese in un sussurro.
-Non ti nascondo che in quel momento lo avrei tanto voluto. Avevo bisogno di andare avanti e dimenticarti, ma non ce l'ho fatta. Mi sono scostata.-
Un sorriso di soddisfazione apparve d'improvviso sul volto prima buio di Armando.
-Non gongolare dottor Mendoza.... avrei potuto cedere!-
-Sono stato fortunato. Se solo tu .... ho sempre temuto che potessi incontrare qualcun'altro durante la tua assenza. Non sapevo neppure se saresti mai tornata... è stato terribile per me. -
-Tornando alla tua gelosia, dottore....-
-Ne ho fatte di scenate lo so. Mi sono reso ridicolo. Ma non sono mai stato geloso per nessuna ed è stata un'emozione così intensa e nuova per me da controllare.-
-E' che io non credevo che le tue scenate fossero dettate dalla gelosia.-
-Ero pazzo di gelosia, con la storia di Nicola mi stavi distruggendo. Per un istante quella notte che ho fatto a pugni con lui non ho capito più nulla. Se non mi avessi fermato con quello schiaffo, non so cosa sarebbe potuto succedere.-
-Pensavo davvero che odiassi Nicola per via della Terramoda, fingevo che lui ed io fossimo qualcosa di più solo perchè pensavo che temessi ti portassimo via la Terramoda. Era per farti un dispetto.-
-Non mi importava nulla della Terramoda, della Mercedes, dei pranzi, ero terrorizzato all'idea che ti portasse via a me!-
-Certo che siamo stati bravissimi ad ingannarci l'uno con l'altro....-
-Siamo stati bravi ad ingannare noi stessi Betty. Con questo stupido gioco abbiamo perso tempo prezioso, tempo per essere felici ed amarci.-
-Ma ora siamo qui... dottore...-
-Armando, dottoressa Pinzon.-
-Armando, la cosa importante è che non ci siano piu' fraintendimenti fra noi. Dobbiamo parlare, dirci tutto... altrimenti le cose non funzioneranno.-
-Devono funzionare, non ho intenzione di lasciarti andare mai più....sarò un uomo degno del tuo amore e del tuo rispetto Betty!-
Dopo un attimo di silenzio Betty sussurrò:
-Vorrei chiederti una cosa Armando.-
-Dimmi.- un brivido gli corse fugace lungo la schiena. Il viso di Betty si era incupito leggermente.
-Perchè ti sei rimesso con Marcella.... se sapevi di amarmi...perchè .... - non sapeva come esprimere ciò che provava, era imbarazzante:-....perchè non mi hai aspettata, perchè non hai avuto fiducia in me?-
Armando sospirò per trovare la forza di affrontare questo discorso spinoso poi iniziò a raccontare come se davanti agli occhi scorressero le immagini del suo film personale:
-Come puoi immaginare ho passato un momento molto difficile durante la tua assenza. Senza di te mi sentivo perso, non riuscivo a concentrarmi, non riuscivo a pensare con lucidità riguardo all'Ecomoda. Non riuscivo a sopportare l'idea che te ne eri andata senza sapere davvero quello che era successo, senza sapere che il mio sentimento era sincero, che avrei voluto dividere con te ogni singolo istante della mia vita. Mi rodevo dentro a pensare per quanti mesi avevi avuto quella maledetta lettera fra le mani, a quanto avevi potuto disprezzarmi, a che essere miserevole credevi io fossi. Era terribile per me, terribile! Un dolore strisciante e profondo che mi ha marcito l'anima. E poi c'erano Mario, mia madre, mio padre, Marcella.... mi sentivo accerchiato....continuavano a criticarmi per la totale fiducia che avevo riposto in te... cercavano di sminuirti ai miei occhi e più lo facevano, più io desideravo averti affianco.Ma non avevo una via d'uscita....non potevo garantire a nessuno che l'Ecomoda era salva perchè non riuscivo a rintracciarti, e loro non capivano come mai io ancora credessi in te...la donna che mi aveva tradito al consiglio di amministrazione e che mi aveva abbandonato nel momento del bisogno. E tu non tornavi, non sapevo piu' cosa fare.... ho cercato di stordirmi con l'alcool.... per alcuni giorni sono andato nei bar a bere....ma piu' passavano i giorni e peggio mi sentivo....ero mortificato per tutto il dolore che avevo causato alle persone che amavo e soprattutto a te....eri fuggita da me, lontano. Ero convinto che ormai mi odiassi... una notte ho toccato il fondo. Volevo morire Betty...l'ho desiderato fortemente... nessuno mi avrebbe pianto.... neppure tu...ma io avrei smesso di soffrire. Ho causato una rissa... ero l'unico contro molti e sono stato fortunato a sopravvivere. Marcella è venuta in mio soccorso.... quella stessa notte mi è stata vicina...nonostante il male che le avevo fatto. Lei mi aveva perdonato....lei mi amava ancora e mi aveva perdonato ed io avevo così disperatamente bisogno di essere perdonato, di essere abbracciato, di non sentirmi solo e miserabile. Ne avevo bisogno per tornare a vivere. E in quel momento mi sono detto....Betty non tornerà piu' da me.... Betty mi odia... ho distrutto tutto.... ma forse con Marcella posso rimediare ai torti fatti, forse.... ero confuso....una parte di me era convinta di commettere l'ennesimo errore perchè sapevo di non amare Marcella, ma sapevo benissimo di amare te con tutta la forza del mio cuore. Sono stato un debole, in quel momento ero fermamente convinto non ti avrei più rivista....poi è venuta fuori la storia degli avvocati, del procedimento contro l'Ecomoda e lì per la prima volta ho provato rabbia nei tuoi confronti... ho creduto che gli altri avessero ragione sul tuo conto, ma che non era una cosa premeditata, lo facevi per vendicarti di me.
Mi sono comportato male con la tua famiglia, ho continuato a commettere errori su errori ma davvero non sapevo cosa pensare, e tu non c'eri....Mi sono reso conto che senza di te al mio fianco tutto si era fatto piu' complicato, più difficile. Tu sei la mia forza Betty. Con te al mio fianco potrei conquistare il mondo....senza di te sono perso. Ti avrei voluto così tanto accanto a me in quei giorni!-
Betty ascoltò quel lungo racconto in silenzio ed ogni tanto si asciugava una lacrima che furtiva scendeva sulle guance.
-Betty, ti amavo tanto ma non ho creduto possibile potesse esserci più un noi e questo mi ha distrutto. Sono tornato da Marcella per disperazione, solitudine, rimorso, mettila come vuoi.
Quando ho saputo che eri di nuovo a Bogotà, il mio cuore è impazzito.... cercavo di mostrarmi calmo con tutti, soprattutto con Marcella, ma dentro ero in tumulto.... ti avrei rivisto....era l'unica cosa che mi importava. Quando poi sei entrata nella sala del consiglio....bè...non riuscivo a toglierti gli occhi di dosso, ero come ipnotizzato....eri bellissima....per me lo sei sempre stata, ma eri diversa.... facevo fatica a credere che fossi la mia Betty. In quel momento esatto ho capito che avevo commesso un sbaglio a tornare con Marcella...avrei dovuto lottare per riaverti con me... non potevo permettermi che qualcun'altro si frapponesse fra noi. Eri stata via solo due settimane anche se per me erano sembrate una eternità ed eri così cambiata....Perchè mi sono domandato, perchè..... Tu eri tornata ed io non ero libero di poterti dimostrare quello che provavo dentro... ho cercato di rispettare Marcella, di non deluderla di nuovo, ma era impossibile mascherare ciò che provavo. Marcella è una donna intelligente ed ha compreso. A quanto pare non ho fatto altro che commettere sbagli per tutti questi mesi.- sorrise amaro scuotendo la testa.
Betty gli strinse la mani fra le sue:
-Entrambi abbiamo commesso molti errori, però abbiamo pagato ed ora siamo insieme, questo è quello che conta davvero.-
Armando si sporse verso di lei e la baciò con amore:
-Era quello che volevo sentirmi dire Betty....non mi lasciare mai più...ti prego!- e tornò a baciarla trasmettendole tutte le emozioni che aveva dentro.

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Le ore passarono piacevolmente ed una volta terminato il dolce, una mousse di fragole deliziosa, Armando si fece un po' nervoso. Betty se ne accorse, ma non disse nulla poiché anche lei avvertiva quel non so che di elettrico nell'aria. Il magnetismo che li legava, poli opposti che si attraggono, si era fatto più intenso, tangibile, lo percepiva con chiarezza. Nessuno dei due aveva il coraggio di esprimere in parole o azioni questa forte tensione. Ora che tutti i dubbi erano stati fugati, che ogni parola era stata spesa per chiarire i lati oscuri della loro relazione, le nubi si erano diradate e rimanevano solo loro due, due persone innamoratissime, libere di amarsi e di condividere un futuro insieme senza piu' ostacoli davanti.
Il dottor Mendoza pagò il conto e poi accompagnò solerte e premuroso Betty alla sua vettura.
Come si dovevano considerare a questo punto della loro storia? Presidente e vicepresidente dell'Ecomoda? Compagni? Innamorati? Ex-amanti? Armando deglutì vistosamente a quest'ultima riflessione. Si sedette al posto di guida mentre Betty lo fissava interrogativa sistemandosi gli occhiali.
-Si è fatto tardi, sarà meglio ti riaccompagni a casa.- quelle parole uscirono meste dalla bocca di Armando, che avrebbe voluto osare di più, stringerla fra le braccia e passare l'intera notte con lei.... Erano mesi che la desiderava con una tale passione che quasi non riusciva a respirare. Ma non voleva farle pressioni, farla sentire in trappola. Voleva che la sua Betty, si ora aveva diritto a chiamarla così, fosse totalmente a suo agio al suo fianco, come un tempo.
Beatrice lo scrutava altrettanto incerta. Anche lei desiderava profondamente quell'uomo dal carattere complesso e talvolta ombroso, ma aveva paura ad ammetterlo, non voleva apparire troppo frivola e spudorata. Aveva cambiato il suo look certo, ma dentro era la stessa Betty, fragile ed insicura in questioni di cuore.
-Va bene Armando, domani sarà una lunga giornata all'Ecomoda....-
-Si....una lunga.... not....giornata!- balbettò mentre cercava di controllarsi, ma l'immagine di Betty mentre..... Scosse la testa per allontanare un pensiero peccaminoso e si concentrò sulla guida. Ormai la macchina avrebbe trovato da sola la strada per casa Pinzon. Neppure lui sapeva più quante volte aveva accompagnato nel buio della notte Betty....quante volte l'aveva baciata in quell'auto....
Parcheggiò. Un attimo di silenzioso imbarazzo e poi si voltò verso la donna. Lei lo stava fissando titubante.
-Bè, eccoci qui....-
-Dottore....Armando... è stata una serata splendida. Grazie.-
Lui le accarezzò dolcemente una guancia:
-Grazie a te Betty di avermi perdonato ed accettato per quello che sono, il peggiore degli uomini che però ti ama immensamente.- cercò le sue labbra, assaporandole con sapiente esperienza ed una riconosciuta sicurezza. Betty rispose al bacio e gli si avvicinò ancora di più. Qualcosa scattò fra di loro, quella chimica segreta che per mesi era rimasta inappagata, insoddisfatta. Il bacio si fece più appassionato e travolgente, al punto che Armando si dovette allontanare:
-Non posso...se continuo a baciarti così non avrò la forza di lasciarti andare stanotte...io....-
-Armando!- sospirò lei. Lui la guardò con rinnovata speranza nello sguardo:
-Bea, io ti desidero così tanto ma ho paura di correre troppo, di non lasciarti spazio. Ti ho desiderata per tutto questo tempo lontani, ho sognato di stare con te, di fare l'amore con te, ma ora.... Armando Mendoza non ha il coraggio di chiedertelo.- gettò gli occhi sul cruscotto sconfitto. Sentì che stava arrossendo! Incredibile.... questa donna lo aveva stregato, soggiogato, non sarebbe stato più lo stesso. Ne era cosciente.
-Potremmo trovare un posticino tranquillo dove poter stare un pò soli.-
Armando si rianimò sorpreso:
-Lo vuoi davvero? Voglio dire....ne sei sicura?-
-Anche io ti desidero tanto.- fece lei abbassando le palpebre quasi a proteggersi dalla sua stessa audacia.
-Betty....sono così felice!- sorrise euforico.
-Dove possiamo andare?- domandò la giovane titubante ripensando al recente passato.
-Potremmo andare nel mio appartamento.-
-Va bene!- le tremavano le gambe. Era emozionata ma anche impaurita. L'idea di andare nell'appartamento dove Armando aveva vissuto la sua storia con Marcella, l'appartamento dove aveva sicuramente condiviso molte notti di passione con bellissime modelle senza nome, la metteva profondamente a disagio. Ma tacque perchè non voleva smorzare l'entusiasmo di lui.
++++++
Armando aprì la porta di casa e la fece entrare. Era la prima volta che Betty vedeva l'appartamento di lui e si sentiva strana... per mesi, durante la loro relazione clandestina, questo luogo le era stato vietato per evitare incontri inopportuni con Marcella Valencia, ed ora era libera di entrarvi con il suo anfitrione senza più alcun rischio. Una punta di rabbia la assalì.... ma presto lasciò spazio ad un senso di fastidio e disagio. Sarebbe stata abbastanza brava da nasconderlo?
-Accomodati...- le indicò il divano nella grande sala di fronte all'ingresso.
Betty si sedette titubante:
-Hai un appartamento molto bello ed elegante...lo hai arredato tu?- la domanda le montò sulle labbra prima che potesse trattenersi. Sapeva già la risposta ancora prima di udirla, se lo sentiva dentro.
Armando aspettò un paio di secondi prima di rispondere evidentemente in difficoltà:
-Mi ha aiutato....Marcella...-
-Ha buon gusto.- riuscì solo a sillabare con un nodo alla gola la giovane donna.
Armando le si sedette accanto immediatamente:
-Ti da fastidio stare qui vero?-
-Non mi sento a mio agio.-
-Ti riporto a casa...non voglio....-
-No.... no... devo smetterla di comportarmi come una ragazzina gelosa. Marcella è stata importante per te....dovrò farmene una ragione. -
-Marcella non fa più parte della mia vita, della nostra vita.... Non devi pensare a lei! Che ne dici? Potresti aiutarmi a rinnovare il look dell'appartamento.-
Betty scattò in piedi:
-Nuova ragazza, nuovo arredamento....-
-Non capisco....volevo solo.... voglio solo che tu senta questo posto un po' più tuo... ora che stiamo insieme...perchè stiamo insieme si?- fece lui con fiducia. A questa affermazione la tensione di Betty si sciolse in una improvvisa risata liberatoria.
-Penso proprio di si....-
-E non mi lascerai no? E quando vorremo un po' di intimità magari potremmo stare qui...soli soletti.... a vederci un dvd in tv e mangiare pop corn, perchè io adoro i pop corn, a fare una cenetta romantica, a baciarci.... ad amarci appassionatamente....- le si avvicinò lentamente per poi accarezzarle delicato la schiena. Lei sentì il tocco della sua mano affusolata attraverso il leggero tessuto dell’abito e rabbrividì per la piacevole sensazione. La voce di Armando si fece un sospiro profondo:
-Questo fino a che ovviamente non ci sposeremo ed avremo una casa nostra!-
Betty arrossì raggiante. Era la prima volta che Armando parlava di matrimonio con lei.
-Perchè noi ci sposeremo Beatrice Pinzon Solano. Devi rassegnarti, non mi sfuggirai piu’- e la baciò con dolcezza, mordicchiandole poi il labbro con generosa voluttà!
Mentre Betty ricambiava quelle tenere e appassionate effusioni riuscì solo a sussurrare:
-... non temere, non ho intenzione di andare da nessuna parte....-
-Oh Betty....la mia Betty!- Armando la avvolse nel suo abbraccio e nel suo profumo di uomo e lei cominciò a perdersi in lui, nel loro sentimento, nella passione che li univa. E dimenticò l'appartamento, Marcella, il disagio, la gelosia, il passato doloroso.... esisteva solo Armando Mendoza... l'uomo della sua vita, il suo grande amore, il suo futuro!
FINE