L'AMANTE CASTO

 

 

Non posso andarmene così, deluso e ignaro,

devo provare, confrontare, eccedere,

sentirti vera, vederti vera

per inebriarmi delle tue virtù.

 

Poco so del tuo vero volto,

dei rosei frutti delle tue mammelle,

non conosco le tue tante vene

né le porte dove ogni senso esalta.

 

Mai ti ho sfiorato il pube

e mai ho goduto dei tuoi tanti orgasmi.

Sono per te l’amante casto, l’ombra errante

di Platone che vaga al di qua dei vetri.

 

Alla mia sete sei oceano in bottiglia,

canto del cigno per il mio piacere,

tu sei per me come la Gioconda

di cui mai vidi le nascoste grazie.

 

Lasciami dunque tempo sì che io possa,

in uno slancio d’essere, spogliarti,

fino a toglierti, prima che buio compia,

lo spesso velo tra illusione e vita.

Massimo Galli 


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