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IL RINASCIMENTO
(sintesi storica e tratti essenziali)

 

 

Malgrado i dibattiti aperti attorno al vero significato del Rinascimento, sia esso considerato in continuità con il Medioevo oppure fenomeno completamente autonomo, nulla vieta di definirlo come una rinascita del pensiero e delle arti laiche dopo il lungo periodo di esclusivo monopolio culturale cristiano.

Il periodo rinascimentale è storicamente individuato tra il '400 e il '500, nasce come fenomeno italiano per poi diffondersi nel resto d'Europa. In particolare il Rinascimento vede il passaggio da una società di tipo agricolo e feudale a una società più urbanizzata e propensa al commercio (il passaggio da un'economia domestica e contadina, fondata sullo scambio di beni in natura, a un'economia di tipo monetario; nascono nel Rinascimento i primi sistemi bancari che convogliano il risparmio e le fortune commerciali).

Sotto questo aspetto il Rinascimento si presenta come primo nucleo di quel mondo moderno che nelle sue forme si evolverà fino a far sentire la sua presenza anche nella odierna società contemporanea: con il Rinascimento si gettano i primi semi della società borghese (ovvero si forma uno strato sociale di uomini laici che cominciano ad organizzarsi economicamente e politicamente rivendicando una propria autonomia rispetto alle strutture ecclesiastiche e rurali). La fioritura economica e culturale di città quali Firenze, Milano, Ferrara, Mantova e Venezia, contribuisce a promuovere una società più laica e mercantile destinata a sostituire gradualmente il sistema territoriale feudale a favore di una società tipicamente moderna.

In campo politico il Rinascimento vede l'affermarsi del concetto di Stato moderno, ovvero la centralizzazione e la laicizzazione del potere monarchico, nonché la nascita della riflessione politica come scienza autonoma (vedi Macchiavelli). Le strutture politiche ricercano una maggiore stabilità e una superiore consapevolezza delle proprie finalità civili, oltre alla tendenza di accentrare i piccoli stati, siano essi marche o principati, in organismi più ampi.

Benché i primi pensatori rinascimentali siano ancora dei religiosi, la loro visione delle cose risulta più eterodossa, più autonoma rispetto alla dottrina ufficiale della Chiesa, tanto da incorrere più volte nell'eresia (caso limite, Giordano Bruno). Ai maestri della Chiesa si affiancano i letterati sostenuti dal mecenatismo, alle scuole di pensiero cattoliche si affiancano le nuove accademie laiche.

L'Umanesimo rinascimentale. Altro aspetto essenziale del Rinascimento è l'Umanesimo. Comincia a farsi strada una nuovo concetto dell'uomo: l'uomo non è più necessariamente subordinato alla verità religiosa del dogma cristiano, l'uomo si riporta al centro del mondo, riscopre la propria importanza storica, valorizza il mondo naturale entro il quale è immerso, vuole capire il mondo per piegarlo alle sue esigenze.

E' un cambio di visione epocale: se durante tutto il medioevo l'uomo ha accettato di essere limitato, peccatore di fronte a Dio, essere ferito e incompleto (vedi Sant'Agostino), l'Umanesimo rinascimentale vede il ritorno della piena consapevolezza dell'uomo nei propri mezzi, l'affermazione di una dignità e di una volontà umana superiore (vedi Pico della Mirandola nell'affermazione dell'assoluta libertà di realizzazione umana, o Ficino nel concetto di uomo copula mundi).

L'uomo viene considerato nella sua interezza. Se durante il medioevo si era data maggiore importanza all'anima e alla spiritualità, con il Rinascimento torna l'interesse anche per l'aspetto corporale e fisico (iniziano nel Rinascimento gli studi approfonditi sull'anatomia).

(L'uomo rinascimentale si identifica in Leonardo da Vinci: esempio di genio poliedrico e dalla curiosità instancabile per tutto ciò che riguarda l'uomo e la possibilità di migliorarne la condizione non solo spirituale, ma soprattutto terrena).

E' dell'umanesimo il rinnovato interesse per la magia e l'alchimia come mezzo pratico e accessibile di indagine naturale (si veda la visione panteista di Bruno: il principio vitale si trova anche nei minerali, i quali hanno proprietà anche spirituali).

Questa maggiore attenzione per i valori inerenti all'uomo portò alla riscoperta della classicità greca (l'antico umanesimo socratico e platonico) e dei testi classici nelle loro edizioni originali, non più mediate dalla cultura cristiana. L'uomo rinascimentale vedeva nella filosofia e nella cultura classica il dignitoso tentativo di indagare e giustificare la realtà per mezzo del solo contributo umano.

Questa riscoperta dei classici portò inoltre a una nuova visione delle arti: la pittura, l'architettura e la scultura si impregnarono dei canoni classici dell'antichità, l'artista stesso cominciò a svincolarsi dallo stile e dai precetti artistici cristiani per seguire una più libera e personale interpretazione artistica.