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 Pensavo fosse amore invece era un calesse
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Trama

La relazione di Tommaso e Cecilia è un'emozione intermittente, un sentimento in equilibrio precario tra passione e routine. Tommaso è distratto e Cecilia non sopporta l'idea di essere trascurata e poco prima delle nozze trova il coraggio di lasciarlo. Da questo momento tutti sembrano coalizzati per far soffrire Tommaso, anche l'amico Amedeo, molto religioso. Cecilia intanto instaura una relazione con Enea (un tipo stravagante) mentre Tommaso non trova nessuna donna capace di fargli dimenticare le proprie sofferenze.
Tra Tommaso e Cecilia si riaccende la scintilla proprio sotto gli occhi di Enea che si congeda elegantemente. Ecco di nuovo spuntare le bomboniere e i regali. Tutto è pronto ancora una volta per il matrimonio. Ma il giorno delle nozze...

  

BATTUTE DA RICORDARE

 

Ti trovi bene con lui?

Note e curiosità


-Girato a Napoli dal 13 luglio 1991 per nove settimane a Napoli (in particolare Borgo Marinari, vicino Castel dell' Ovo), nel bar Meridiana di Roma per la scena finale; per gli interni stabilimenti De Paolis. Costo 5 miliardi. Il film conquista, nel 1992, un NASTRO D'ARGENTO e il CIAK D'ORO.
  
-Nelle note preparate per la stampa c' è una bella frase, che vale la pena riportare: "Nella realtà si può anche fingere che i nostri guai siano d' altro genere, ma in un film è possibile giocare a scoprire le carte e parlare solo d' amore". 
   

-All'inizio del film in casa di Tommaso e Cecilia cade a terra e si frantuma la statuetta di un ballerino, distruggendo la coppia che formava con la sua compagna: è una metafora d'avvio per un film che verte tutto sul formarsi e sullo sciogliersi delle coppie.

  
-Il film termina sulla splendida musica di Pino Daniele che canta Quando, una delle sue canzoni più belle scritta apposta per il film.
  

-Troisi ha detto: "Messeri interpreta molto bene il ruolo del perfetto cretino, che non si sa cosa faccia, però è considerato un tipo interessante soprattutto da Cecilia."

  
-Il titolo del film ha stuzzicato maliziosamente i cercatori di significati 
  
-Uscito il 21 dicembre,porta solo 1 miliardo e mezzo al botteghino, perde clamorosamente la sfida natalizia con Terminator 2, ' Robin Hood' di Kevin Reynolds, Vacanze di Natale ' 91, Donne con le gonne di Francesco Nuti, Le comiche 2 con Pozzetto e Villaggio. Gradualmente poi si impone e diventa uno dei film più visti nel 1992 con 15 miliardi di incasso, anche per via di una produzione migliore rispetto alla precedente e a uno spot pubblicitario che vede protagonista un Massimo antimeridionale che parla in lumbard: "Massimo Troisi nun ghe piàse no. Ma andùmm a veder el suo film, e dopo, ma solo dopo, mi raccomàn, dicìmm: è 'na schifezza"

  

-Nel film anche le comparse che passano parlano solo d'amore.  

                                                                             Commenti di Massimo
 

"Ho girato quel trailer perché i miei film al Nord, in Veneto per esempio, non passano. Mi sono detto: se io faccio vedere questi leghisti finti nel trailer, magari quelli veri vengono a vedere il mio film perché pensano che parlo pure di loro.
Io quest'anno non ci vado in Tv a dire: "Andate a vedere il mio film che è bello" sennò faccio la figura dell'acquaiolo. L'acquaiolo infatti dice:<< Buona quest'acqua, maronna quanto è bbuona...>>. Ti credo senno' che gliela beve? Allora niente Fantastico e niente Domenica In, senno faccio 'a figura dell'acquaiolo.
Perché calesse? ...per spiegare al meglio la delusione di un qualcosa le cui aspettative non sono state mantenute, poteva essere usato un qualsiasi altro oggetto , una sedia o un tavolo, che si contrappone come oggetto materiale all'amore spirituale che non c'è più. Mi piaceva e poi si possono trovare tante cose con il calesse: si va piano, si va in uno, si va in due, ci sta pure il cavallo...Quando non è più amore ma <<calesse>>,  bisogna avere il coraggio della fine, piano piano, con dolcezza, senza fare male...ci vuole lo stesso impegno e la stessa intensità dell'inizio. Le storie d'amore non mancano mai nei film, quindi farne un'altra mi sembrava una cosa né stupida, né eccezionale ma raccontata in questi termini mi incuriosiva."

La critica

Di cosa parliamo quando parliamo d' amore? E' la domanda chiave che l' autore con questo film intende porsi e porre. E la sua risposta è, nel film e a voce (in realtà più a voce, nelle intenzioni per esempio espresse nell' intervista di Maria Pia Fusco su Repubblica di pochi giorni fa), che occorrerebbe la stessa attenzione e lo stesso amore tanto per conquistare che per lasciare qualcuno. E' il senso del dialogo tra Tommaso e Cecilia alla fine del film, seduti in abito nuziale al tavolino di un caffè; alla cui finezza il personaggio di Francesca Neri (la prima partner che tiene testa a Troisi, non a caso qui molto più sorvegliato nella mimica e nei compiacimenti lessicali) aggiunge l' autenticità di un sentimento d' invidia per non essere stata lei la prima a compiere lo stesso gesto trasgressivo. Si dice: un film sull' amore. In realtà è sul fallimento. Cui Troisi mette simpaticamente e con la consueta sensibilità una bella toppa: facendosi tornare i conti, e facendo quadrare il cerchio intorno all' astrazione di uno stato di pace e di serenità, per incanto privo di spigoli e di scomode tensioni dialettiche, che è difficile non sospettare perdente. (La Repubblica)

Il penultimo film di Massimo Troisi contiene una bella storia veritiera, momenti tecnici molto precisi ed una scrittura filmica senza dubbio più matura delle precedenti. Con questo film Massimo Troisi è tornato alla regia dopo 4 anni di assenza. Il film è qualcosa di più di una brillante commedia comica: è un piccolo racconto morale, che alterna momenti di stanchezza narrativa a momenti di comicità irresistibile e d impagabile filosofia. (Claudia Verardi)

Troisi diverte e occupa lo schermo in modo non vanaglorioso (pur non lesinando in monologhi, alcuni gustosissimi e comprensibili anche al Nord), muove con grazia la macchina cinema, si destreggia tra il dolce e l'amaro, tra la borghesia media e piccola, evita il rischio del pittoresco, offre bellissime occasioni ai colleghi. (Maurizio Porro)

E' uno strano film, settecentesco e <<postdodecafonico>> insieme, tutto ritmato sulle musiche di Pino Daniele. (Matilde Hochkofler)

 

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