BOTANICA SISTEMATICA – GENERALITA’

 

 

DEFINIZIONE

Botanica Sistematica

Censimento delle piante e loro raggruppamento in un sistema che tiene conto dei rapporti filo – genetici fra i diversi gruppi di piante e che risulta valido per scopi pratici.

LE UNITA’ TASSONOMICHE

 

Individui

Ognuno presenta una somma di caratteri che differiscono dall’altro. Solo l’individuo è una unità concreta. Tutte le altre unità sono delle astrazioni.

Specie

Insieme di individui abbastanza simili fra loro per essere collettivamente distinti da tutti gli altri, interfecondi, e capaci di trasmettere ai discendentii loro caratteri distintivi. La specie concepita nel senso linneano è una specie collettizia, cioè una grande unità, passibile di suddivisioni in unità minori.

All’interno della specie linneana, detta anche linneone, si pongono un numero più o meno grande di unità secondarie. Ciò accade per via delle variazioni individuali che esistono all’interno di un elevato numero di individui ( della stessa specie). Se si esamina un numero sufficientemente elevato di individui e se questi appartengono ad una popolazione omogenea, troveremo una serie di variazioni continue, che andranno cioè da un estremo all’altro per gradi insensibili. Se invece la popolazione che esaminiamo è eterogenea, allora la nostra serie di variazioni presenterà delle discontinuità.

Il concetto di specie ed i criteri di distinzione tra le specie si basano sui seguenti fattori: interfecondità degli individui, trasmissione ereditaria dei caratteri ed affinità morfologico e funzionali.

Razza

Attraverso una selezione all’interno di una data ( o piccola specie, o specie e continuata per un determinato numero di specie giordaniana generazioni si giunge alla separazione di unità o giordanione) dette razze.

Biotipo

Il biotipo è dato da un complesso di individui, ( o linea pura) ottenuti per autoimpollinazione, che, derivando da genitori comuni, hanno un patrimonio ereditario perfettamente identico. Hanno cioè lo stesso genotipo. La specie si presenta come costituita da un complesso di biotipi fra loro affini ed interfe-condi. Quando non tutti i biotipi possono incrociarsi tra loro, perché si trovano in aree geografiche separate, si potranno avere dei singoli biotipi o gruppi di biotipi isolati che vanno a formare le razze o sottospecie.

Forma

Complesso di individui facenti parte di un biotipo che si è costituito nell’ambito della specie e che si distingue nettamente dagli altri biotipi per alcuni caratteri ben delineati.

Linea pura

Si ottiene per selezione di alcuni determinati caratteri ( o biotipo) e successiva autofecondazione degli individui che li portano in modo da ottenere discendenze aventi variazioni somatiche minime.

Ecotipo

Non è una unità sistematica sebbene simile alla razza ( o varietà). Qui intervengono le condizioni ambientali a promuovere adattamenti speciali per i quali una specie elementare può divenire idonea a vivere in condizioni di secchezza o di resistenza al freddo. Un gruppo di ecotipi può costituire una ecospecie.

Clone

E’ l’insieme di individui che, ottenuti per moltiplicazione vegetativa mantengono inalterati i loro caratteri in quanto costituiscono una popolazione il cui genotipo è invariabile.

Cultivar

Si tratta di una varietà coltivata; spesso creata creata dall’uomo.

 

 

NOMENCLATURA

 

La nomenclatura dei vegetali deriva dalle idee di Linneo che nel 1753, anno di pubblicazione delle Species Plantarum, propose una riforma della nomenclatura.

La nomenclatura linneana è fondata sull’unione fra un nome proprio, designante il genere, ed un aggettivo specifico che caratterizza la specie (nomenclatura binomia).

Tutti i nomi di qualunque origine sono scritti e pronunciati in latino.

Le categorie sistematiche (taxa) che furono proposte dal Codice di Nomenclatura Botanica di Utrecht (1952) sono in ordine decrescente di dimensione di raggruppamento:

Phylum, Divisione, Sottodivisione, Classe, Sottoclasse, Coorti, Ordine, Sottordine, Gruppi di famiglie, Famiglia, Sottofamiglia, Tribù, Sottotribù, Genere, Sottogenere, Sezione, Sottosezione, Serie, Specie, Sottospecie, Varietà, Sottovarietà, Forma, Linea, Clone.

I nomi dei generi sono derivati dai nomi latini di piante ( Rosa, Viola, Pinus, ecc.) o da nomi di fantasia in latino (Navicula, Cymbella, Albugo) o da nomi volgari in lingua diversa dal latino e dal greco (Manihot, Batata, Cocos,) o da nomi di studiosi (Pontederia, Zannichellia, Washingtonia).

I nomi delle famiglie sono formati dal nome di un genere particolarmente rappresentativo terminato dal suffisso aceae (Rosaceae, Albuginaceae, Tribonemaceae).

I nomi degli ordini sono formati dal nome di un genere seguito dal suffisso ales (Rosales, Tuberales, Equisetales ).

I nomi delle classi sono derivati dai nomi di genere, famiglia, ordine o anche dalle caratteristiche del gruppo. Di regola terminano con la desinenza phyceae quando si tratta di alghe (Chrysophyceae), con la desinenza mycetes quando si tratta di funghi (Ascomycetes) e con la desinenza opsida entro il gruppo delle cormofite (Taxopsida).

 

IL SISTEMA

Tutte le specie vegetali vengono ordinate all’interno di un sistema tassonomico caratterizzato da un certo numero di divisioni e phyla ognuno raggruppante unità tassonomiche presentanti le medesime caratteristiche morfologiche, strutturali e fisiologiche di base. Il sistema sul quale si fonda la classificazione dei vegetali è il seguente: