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VICENZA


 

La città, dal 49 a.c. Municipio romano con il nome di Vicetia, è importante nodo stradale. In epoca longobarda è sede di un ducato, in epoca franca di una contea. Nell'anno 1001 viene concessa da Ottone III al Vescovo: questi è però cacciato dalla città che diventa così libero Comune. Viene quindi occupata dai Padovani, dai Veronesi e poi da Ezzelino. Nel 1404 è conquistata da Venezia, di cui segue le vicende fino alla fine della Serenissima, nel 1797. Nel 1866 si unisce all'Italia. Nel corso dell'ultimo conflitto subisce perdite gravi nel suo patrimonio artistico.

Oggi importante centro commerciale, industriale e agricolo. Nulla è rimasto degli edifici romani, solo nella chiesa dei SS. Felice e Fortunato sono riapparsi alcuni tratti dei mosaici del IV secolo, oltre a materiale di recupero.


Il segno più evidente del passato splendore di Vicenza risiede nella straordinaria opera di Andrea Palladio. La fioritura palladiana dura più a lungo del suo artefice e alla fine del '700 la città conserva pressoché integre le opere di questa sua lunga estate.

La Piazza dei Signori è il cuore della città e su questa si affacciano alcune opere di grande interesse, innanzitutto la Basilica che riassume le vicende urbanistiche della città. Eretta su edifici preesistenti, viene realizzata parzialmente da Domenico da Venezia nella prima metà del '400, e rivestita di una loggia palladiana a due piani. Accanto alla Basilica, la Torre, alta 82 metri, acquistata nel 1311 dal Comune; nel 1378 vi verrà posto il primo orologio della città. Sempre nella piazza la Loggia del Capitanato, opera del Palladio rimasta incompiuta e affrescata da Tiziano e Paris Borbone.

Nei pressi si trova il Monte di Pietà, costruito verso la fine del '400. Il Corso Palladio costituisce un panorama dell'architettura veneta di alcuni secoli: vi si affacciano palazzi e chiese di notevole interesse. Partendo da Piazza Castello, che su un lato conserva l'incompiuto Palazzo Breganze, iniziato dallo Scamozzi su disegno del Palladio, si incontra Palazzo Bonin attribuito al Palladio e realizzato dallo Scamozzi. Di fronte di trova il Palazzo Piovene. Proseguendo si incontra Palazzo Loschi Zileri realizzato da Ottone Calderari nella seconda metà del '700, la chiesa di S. Filippo Neri rifatta verso il 1730, Palazzo Braschi ricostruito su forme originali del '400 dopo la guerra, e Palazzo Trissino dello Scamozzi, ora sede del Comune. Incontriamo poi Palazzo da Schio, chiamato pure la Cà d'Oro, mirabile costruzione della metà del '400. Più avanti, la chiesa di S. Corona, grandiosa costruzione romanica: conserva opere di Paolo Veronese e Giovanni Bellini. Poco più avanti, la Casa del Palladio, piccolo edificio con una bella facciata. Corso Palladio finisce nella Piazza Matteotti su cui si affaccia il Palazzo Chiericati, una delle più prestigiose opere del Palladio stesso, che ora ospita il Museo civico. In esso sono presenti raccolte paleontologiche e oggetti d'arte e un'interessante pinacoteca.

Dalla parte opposta della piazza si trova l'entrata del complesso di edificio che interessano il Teatro Olimpico, caratterizzato da una splendida scena fissa con vie che scendono verso la piazza centrale.

Il Duomo viene rifatto più volte nel corso dei secoli. Con una splendida facciata, conserva all'interno un'opera di Domenico Veneziano oltre all'altare maggiore scolpito da Giovanni da Pedemuro. Nella chiesa di Santa Caterina si trovano alcuni dipinti di Celesti, Liberi, Carpioni e il Vecchia. Non meno interessante la chiesa dell'Aracoeli, realizzata dal Guarini, che conserva dipinti del Liberi e statue del Marinali. Infine la chiesa di Santo Stefano, dove si trova un tabernacolo dipinto dal Tiepolo e un'opera di Palma il Vecchio. Uno dei simboli di Vicenza è la Basilica di Monte Berico, su un colle, a cui si giunge attraverso un porticato lungo 1500 metri. All'interno, la Pietà di Bartolomeo Montagna e la famosissima Cena di S. Gregorio Magno, una della più grandi opere di Paolo Veronese-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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