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Glossario "minimo" N - Z

N

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X

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Z

A-M

(Ultimo aggiornamento:25/10/03 )

N

NEBBIA

Sospensione nell'atmosfera di piccolissime gocce d'acqua, che riduce generalmente la visibilità orizzontale sulla superficie terrestre a meno di un chilometro.
Approfondimento

NEBBIA FRONTALE

Le nebbie frontali sono associate alla previsione del movimento dei fronti ed alle connesse aree di precipitazione. Per esempio, nebbie si formano davanti al fronte caldo, nel settore caldo al seguito del fronte caldo (quando il punto di rugiada dell'aria calda è più alta della temperatura dell'aria fredda), o dietro un fronte freddo in lento spostamento quando l'aria giunge a saturazione.

NESTING

Metodo oggi universalmente adottato dai modelli locali per considerare le condizioni al contorno laterali. Consiste nella nidificazione del LAM in un modello a scala maggiore consentendo di avere ai bordi del dominio di integrazione dei valori reali e non arbitrari. Naturalmente, l'affidabilità delle simulazioni del LAM è strettamente legata alla qualità delle previsioni del modello a scala maggiore che fornisce i dati (ad esempio, un modello a scala globale). 

NEVE

Precipitazione di cristalli di ghiaccio stellati, esagonali, ramificati, fragili, spesso agglomerati in fiocchi.

NEVE GRANULOSA FINA o NEVISCHIO

Precipitazione nevosa composta di granuli di ghiaccio di dimensioni molto piccole (diametro in genere inferiore ad 1 mm), che non rimbalzano e non si rompono cadendo su terreno duro.

NEVE GRANULOSA FRIABILE o NEVE TONDA

Precipitazione nevosa costituita di cristalli sferici del diametro da 2 a 5 mm.

NOME 
IN 
CODICE

Termine indicativo che serve a designare la forma simbolica nel linguaggio corrente. In certi casi, questo N. di C. è incluso come prefisso simbolico nella forma simbolica e permette, nelle trasmissioni, di identificare senza esitazione il tipo di messaggio (ad esempio, SPECI, TAF, ecc.).

NON DIVERGENZA, LIVELLO DI (LND)

LEVEL OF NON-DIVERGENCE

Il principio di compensazione di Dines stabilisce che deve esistere almeno un livello di non divergenza nella troposfera. Questo livello è chiamato "livello di non divergenza" (LND). Generalmente si trova intorno ai 550 hPa, ma può essere molto variabile in relazione alla stabilità atmosferica. Se si verifica convergenza al di sopra del LND, deve manifestarsi divergenza al di sotto, e viceversa.

NUBE

Insieme di piccolissime particelle di acqua (liquida) o di ghiaccio, oppure dell'una e dell'altro insieme, in sospensione nell'atmosfera.
Essa può anche contenere particelle d'acqua, allo stato liquido o solido, di dimensioni più grandi, e particelle provenienti, per esempio, da vapori industriali, da fumo, da polveri.

NUBE, LUMINANZA DI UNA

E' determinata dalla quantità di luce riflessa, diffusa e trasmessa dalle particelle che la compongono.

NUBIFRAGIO

Precipitazione estremamente violenta di carattere temporalesco, che in breve tempo rovescia al suolo grandi quantità di acqua, producendo ingrossamento e straripamento dei corsi d'acqua, allagamenti e frane. Secondo certi autori si può parlare di nubifragi soltanto se la durata è di almeno mezz'ora e l'intensità di precipitazione di almeno 40 mm in mezz'ora, di 60 in un'ora, di 70 in due ore, di 80 in tre ore (BILANCINI).

NUBI NOTTILUCENTI

Nubi probabilmente composte da fini polveri cosmiche.

NUMERICHE, TECNICHE

Tecniche a cui è necessario ricorrere per riuscire a discretizzare le equazioni primitive regolanti l'evoluzione dello stato dell'atmosfera su una griglia spazio-temporale, in quanto queste equazioni non hanno soluzione analitica. Le principali T.N. utilizzate per rappresentare su un reticolo finito i termini delle varie equazioni sono le seguenti:
- Schemi alle differenze finite
- Tecniche spettrali
- Tecniche pseudospettrali
- Schemi agli elementi finiti
- Schemi di interpolazione.

NWCSAF

SAF (Satellite Application Facility) per il supporto al nowcasting e alle previsioni a brevissimo termine. E' uno dei due SAF "pilota" ed è sotto la responsabilità del Servizio meteorologico spagnolo (INM). L'obiettivo è quello di sviluppare software operativi in grado di produrre una serie di prodotti ritenuti chiave per il supporto al nowcasting, usando i dati provenienti dagli attuali satelliti polari NOAA e dai i satelliti EUMETSAT MSG (geostazionario) ed EPS (polare). La parte dello sviluppo dei software per i dati da satelliti polari è sotto la responsabilità diretta del SMHI, mentre quella per la produzione del software per i dati dell'MSG è sotto la responsabilità del INM, supportato da Meteo France, dallo ZAMG e dallo SMHI (diapositiva di Paolo Rosci, 2° Corso Aggiornamento Previsori Meteo). 

O

OZONO

Ossigeno la cui molecola è formata da tre atomi invece che da due come per l'ossigeno normale.

P

PALLONE-
SONDA

Con i P.S. furono effettuati i primi sondaggi aerologici. Il P.S. portava degli apparecchi registratori i quali ridiscendevano al suolo mediante un paracadute dopo lo scoppio del pallone in quota. Questo metodo presentava l'inconveniente di non consentire l'esame del sondaggio fino a che non fossero stati recuperati i registratori.

PARAMETRIZZAZIONE

Procedura matematica per cui i fenomeni sub-grid (cioè non risolti dalla griglia), sono presi in considerazione attraverso i loro effetti statistici sui flussi di scala più grande. La P. si rende necessaria poiché detti fenomeni non possono essere inclusi esplicitamente nei modelli numerici di previsione,in quanto nelle equazioni discretizzate si possono descrivere solo i fenomeni che avvengono su scala due volte più grande della larghezza di griglia.

PARASSITI ATMOSFERICI

Particolari disturbi originati dai temporali che rendono difficile o persino impossibile l'uso delle radiocomunicazioni agli aerei che volano in vicinanza della zona temporalesca.

PENMAN, FORMULA DI

Formula climatologica che consente di calcolare l'evaporazione. Tiene conto del bilancio della radiazione, della velocità del vento e dell'umidità dell'aria.

POLAR LOW

Ciclone subsinottico, dell'ordine di centinaia di km. Vedi anche COMMA.

POLIGONO 
DEI VENTI

Rappresentazione grafica delle statistiche dei venti. Risultano evidenziate le più frequenti direzioni del vento.

POZZETTO

La vaschetta del barometro a mercurio.

PRECIPITAZIONE (ATMOSFERICA)

PRECIPITATION

Termine generico per tutte le idrometeore costituite da un insieme di particelle d'acqua, liquide o solide, cristallizzate o amorfe, che cadono dalle nubi e raggiungono la superficie terrestre. Comprende quindi la pioggia, la neve, la grandine, ecc.

PRESSIONE ATMOSFERICA

Pressione esercitata su ogni unità di superficie terrestre da una colonna d'aria, che ha come base questa unità di superficie e come altezza il limite superiore dell'atmosfera a partire dal livello del mare.

PRESSIONE ATMOSFERICA VERA

L'altezza barometrica letta allo strumento, corretta dell'errore strumentale segnalato dalla casa costruttrice e ridotta alle condizioni normali.

PRESSIONE ATMOSFERICA, VARIAZIONE DIURNA DELLA

Variazione regolare della pressione atmosferica legata all'insolazione. Presenta il seguente andamento: aumenta dalle ore 3 alle ore 9, diminuisce dalle ore 9 alle ore 15, aumenta di nuovo dalle ore 15 alle ore 21 e torna a diminuire dalle ore 21 alle ore 3. Si osserva che il massimo del mattino è più do quello della sera mentre il minimo del pomeriggio è più accentuato di quello del mattino. L'ampiezza di queste oscillazioni della pressione raggiunge anche i 3 hPa ed è molto regolare nelle regioni tropicali, mentre in quelle temperate è meno evidente e raggiunge appena 1 hPa.

PRESSIONE ATMOSFERICA, VARIAZIONE IRREGOLARE O APERIODICA DELLA

Variazione della pressione atmosferica causate dallo spostamento delle perturbazioni.

PRESSIONE NORMALE

Pressione esercitata al livello del mare da una colonna di mercurio alta 760 mm, della sezione di 1cm2, alla temperatura di 0°C ed alla latitudine di 45°.

PROCESSI RADIATIVI

Processi che non possono essere inclusi esplicitamente nei modelli numerici di previsione, in quanto la loro fisica di base agisce a livello molecolare e per i quali, quindi, sono sempre necessari schemi di parametrizzazione.

PROCESSI 
UMIDOADIABATICI

Movimenti ascendenti e discendenti dell'aria satura senza scambio di calore con l'esterno.

PROMONTORIO

Forma secondaria dell'anticiclone. Si tratta di un incuneamento dell'area di alta pressione, da cui talvolta si stacca per formare un centro anticiclonico indipendente. All'opposto dell'asse della saccatura, l'asse del P. non può mai coincidere con un fronte.

PSEUDOSPETTRALI, TECNICHE

Tecniche numeriche che utilizzano una serie spettrale troncata per approssimare le derivate; con questa tecnica ibrida le operazioni lineari e quelle che coinvolgono derivate avvengono nello spazio delle frequenze, mentre le moltiplicazioni non lineari vengono calcolate nello spazio delle configurazioni. In linea teorica, le T.P. sono più facilmente adattabili ai LAM rispetto alle tecniche spettrali.

PULVISCOLO ATMOSFERICO

Composto di innumerevoli piccolissime particelle di sostanze organiche ed inorganiche, che per la loro leggerezza si trovano in sospensione nell'aria, specialmente negli strati inferiori in quantità e qualità molto variabili a seconda dei luoghi. Ha un ruolo importante nei processi di condensazione.

Q

QFE

Voce del codice internazionale impiegato nelle radiotrasmissioni. Esprime la pressione atmosferica corrispondente al livello del barometro; in pratica, indica la pressione al livello dell'aeroporto. Quando venga inserito in un altimetro di bordo, fa sì che esso indichi le altezze al di sopra della pista: all'atterraggio l'altimetro indica zero.

QFF

Pressione ridotta al livello del mare. La regolazione degli altimetri sul QFF è stata abbandonata nell'aviazione, sebbene permetta al pilota di un aeromobile in navigazione di confrontare la sua altitudine con quella dei rilievi con una approssimazione abbastanza buona. Il QFF è utilizzato solamente per riportare il valore della pressione sulle carte meteorologiche al suolo.

QNH

Valore della pressione che si avrebbe al livello del mare se, partendo dal valore della pressione letta al livello dell'aeroporto (pressione vera), si aggiungesse a questa l'aliquota di pressione che compete in atmosfera tipo all'altitudine della stazione rispetto al livello medio del mare.
Col valore del QNH si mette in grado il pilota dell'aereo di regolare l'altimetro di bordo in modo che il suo indice si disponga sul valore della quota dell'aeroporto al momento dell'atterraggio.

R

RADIAZIONE GLOBALE

Radiazione ricevuta da una superficie unitaria orizzontale, somma della radiazione diretta del Sole ridotta all'orizzonte e di quella riflesso-diffusa dal cielo e dai sistemi nuvolosi (detta anche diffusione). Di norma viene espressa in cal cm-2 min-1.

RADIOVENTO

RAWIN

Misura precisa del vento in quota (anche con cielo coperto) ottenuta per mezzo delle radiosonde o dei palloni-sonda, la cui traiettoria viene seguita mediante un radar (o altro procedimento radioelettrico).

RAFFREDDAMENTO DINAMICO

Una delle cause prevalenti della condensazione del vapor acqueo nell'atmosfera. Il raffreddamento avviene per diminuzione della pressione dovuta all'ascesa dell'aria dalla sua posizione iniziale.

RAPPORTO
 DI
 MESCOLANZA

Quantità di vapore acqueo in grammi contenuta in 1 kg di aria secca.

S

SACCATURA

Forma secondaria delle depressioni. Può presentarsi come una lingua o un prolungamento di bassa pressione o come una striscia di bassa pressione compresa fra due regioni di alta pressione. L'asse della S. spesso coincide con un fronte, che delimita due masse d'aria di diverso stato fisico.

SATELLITE APPLICATION FACILITIES

(SAF)

Progetto elaborato nel corso del 21° Council dell'EUMETSAT (Novembre 1992) con l'obiettivo di fornire ai Servizi meteorologici degli stati membri, prodotti operativi in grado di sfruttare al meglio l'enorme mole di dati da satellite ormai disponibile. I prodotti sono realizzati congiuntamente in modo da unire ed utilizzare le migliori conoscenze scientifiche e ridurne i costi di sviluppo. A tale scopo, sono stati costituiti dei consorzi di Servizi meteorologici nazionali, ognuno dei quali con un ben preciso obiettivo in termini di software e prodotti operativi da produrre, con un Servizio Meteorologico di riferimento ed altri che collaborano allo sviluppo (diapositiva di Paolo Rosci).

SATELLITI METEOROLOGICI

Satelliti artificiali che orbitano nello spazio ad altezze tali che il loro campo di vista abbracci aree di superficie terrestre inosservabili da nessun osservatorio terrestre fisso. Grazie ai S.M. è possibile il rilevamento su ampia scala delle formazioni nuvolose associate ai fronti atmosferici e di quelle proprie di una depressione. E così pure sono bene individuate anche le nubi temporalesche dovute ad aria fredda in quota o a vortici freddi.

SCALA
 CENTIGRADA

Ha due punti fissi, lo "zero" e il "cento", in corrispondenza di due ben determinati fenomeni fisici. Si attribuisce lo "zero" al ghiaccio fondente, il "cento" ai vapori dell'acqua in ebollizione. La scala viene suddivisa in 100 parti; si ottengono così 100 intervalli che si dicono gradi. I valori forniti si indicano con °C.

SCHARLAU,
 CURVA DI

Curva determinata sperimentalmente da K.SCHARLAU, i cui punti definiscono, su un diagramma cartesiano, per ogni valore di umidità relativa, le corrispondenti temperature dell'aria oltre le quali l'organismo umano medio e sano accusa disagio fisiologico. Vedi anche TEMPERATURE LIMITE PER IL DISAGIO CLIMATICO FISIOLOGICO.

SCHEMI AGLI ELEMENTI FINITI

Tecniche numeriche utilizzate per cercare di minimizzare l'errore tra le soluzioni reali e quelle approssimate delle equazioni differenziali, utilizzando una funzione come base. Sono molto apprezzate nei LAM perché molto accurate, in particolare per rappresentare schemi di avvezione.

SCHEMI ALLE DIFFERENZE FINITE

Tecniche numeriche che utilizzano sviluppi in serie di Taylor opportunamente troncati per approssimare i termini differenziali. Trovano larga applicazione nei modelli locali, grazie soprattutto alla relativa semplicità con cui si riescono a rappresentare le equazioni sul grigliato  ed alla loro semplicità concettuale.

SCHEMI DI INTERPOLAZIONE

Tecniche numeriche molto usate per i LAM ed in cui l'andamento delle variabili dipendenti è approssimato mediante l'uso di polinomi.

SELLA

Una delle forme bariche principali. Può formarsi in una regione compresa fra due coppie di cicloni ed anticicloni disposti a croce. Le isobare assomigliano a due rami di iperbole.

SENSIBILITA' 
DI UNO STRUMENTO

La sensibilità di uno strumento è rappresentata dallo scarto minimo apprezzabile sulla scala di uno strumento.

SENTIERI DI VORTICI, 
TEORIA DEI

Teoria elaborata da Theodore Von Kármán negli anni 1911-12 secondo cui un corpo cilindrico, immerso in una corrente fluida che scorre perpendicolarmente al suo asse, produce una serie a catena di vortici sottovento.

SHEAR ORIZZONTALE DEL VENTO

Variazione del vento in una direzione orizzontale.

SHEAR VERTICALE DEL VENTO

Variazione del vento con l'altezza.

SINOTTICHE, REGOLE

Comprendono esperienze pratiche e semplici rapporti teorici relativamente alla distribuzione dei vari elementi meteorologici, ad esempio l'andamento della temperatura e della pressione atmosferica e gli spostamenti delle zone di alta e bassa pressione in riferimento a situazioni precedenti. Vi si aggiungono poi dati sulla natura, proprietà e spostamento dei fronti atmosferici e l'individuazione delle correnti determinanti. Anche la situazione dei venti in quota è importante.

SINOTTICI, TIPI

Tipi di circolazione che sono più o meno abituali in determinate regioni.

SITUAZIONI METEOROLOGICHE TIPICHE

Attraverso osservazioni di una lunghissima serie di carte, si è giunti a chiarire esattamente i rapporti tra distribuzione della pressione e andamento del tempo. Le S.M.T. sono di grande aiuto nella previsione del tempo e si collegano alla presenza di fronti freddi o caldi.

SONDAGGIO AEROLOGICO

Sondaggio verticale dell'atmosfera effettuato con lo scopo di misurare i valori della pressione, della temperatura e dell'umidità al di sopra di un determinato luogo.

SPETTRALE, MODELLO

SPECTRAL MODEL

Modello numerico di previsione in cui, per aggirare il problema del trattamento dei termini avvettivi lineari e per limitare il problema degli errori di troncamento, invece di rappresentare i campi orizzontali per mezzo di una discretizzazione a punti di griglia, li si decompone in componenti di Fourier (o in un'altra qualsiasi base ortonormale (per esempio, armoniche sferiche per un dominio sferico). Operando in tal modo, si può superare il problema della instabilità CFL ed aumentare il time step e si riduce l’errore di troncamento dovuto al calcolo delle derivate spaziali.

SPETTRALI, TECNICHE

SPECTRAL TECHNIQUES

Tecniche numeriche in cui le variabili dipendenti vengono trasformate nello spazio delle frequenze usando una funzione come base (ad esempio, la trasformata di Fourier). Le T.S. sono molto accurate e permettono di eliminare il fenomeno dell'aliasing. Il metodo consiste nell'approssimare le variabili che compaiono nelle equazioni con una serie di Fourier. Le T.S. trovano applicazione nei modelli a scala globale.

SPONGE METHOD

(Anthes, 1983; Pielke, 1984). Una delle tecniche più comuni utilizzata quando non si dispone per i LAM di informazioni provenienti da un modello ad area maggiore o comunque si ritiene di dover descrivere un fenomeno scarsamente influenzato da quanto avviene al di fuori del dominio di simulazione. Mediante questa tecnica viene introdotta una viscosità crescente vicino ai bordi laterali del dominio in modo da smorzare le onde che si propagano verso l'esterno prima che possano riflettersi all'interno. 

STATO DEL MARE 

Agitazione locale del mare dovuta agli effetti combinati del mare di vento e del mare lungo (o mare morto).

STAU o ADDOSSAMENTO OROGRAFICO

Fenomeno caratteristico dovuto a correnti d'aria che incontrano un ostacolo orografico. Sul lato sopravento si manifesta con scorrimento ascendente dell'aria, raffreddamento e condensazione del vapore acqueo.

STEFAN-
BOLTZMANN, 
LEGGE DI

Un perfetto radiatore (corpo nero) emette nel vuoto una quantità di energia proporzionale alla quarta potenza della sua temperatura assoluta.

STRATO LIMITE PLANETARIO

PLANETARY BOUNDARY LAYER

Planetary Boundary Layer (PBL). Porzione inferiore di atmosfera modificata profondamente dai flussi di quantità di moto, di calore e di umidità provenienti dalla superficie terrestre. Di solito la si considera suddivisa in due substrati (Bergstrom, 1986). In prossimità della superficie terrestre si trova una superficie o strato "interno" che copre circa il 10% dello spessore dello S.L.P. I flussi turbolenti e la direzione del vento sono più o meno costanti con l'altezza in questa regione. Lo strato superficiale viene spesso descritto attraverso la teoria della similarità di Monin-Obukhov. La parte superiore dello S.L.P. è nota come "esterno" o anche strato di Ekman (Ekman Layer, E.L.). Contrariamente allo strato superficiale, lo strato di Ekman è caratterizzato dalla variazione dei flussi turbolenti e dalla rotazione del vettore vento con l'altezza. 
Approfondimento

STRATOPAUSA

Limite superiore dello strato d'inversione dell'alta stratosfera (ordinariamente verso i 50-55 km).

STRATOSFERA

Regione (situata fra la tropopausa e la stratopausa) in cui la temperatura va generalmente crescendo con l'altezza.

STRUMENTI INDICATORI

Strumenti che consentono la lettura di un determinato campo di misura, limitatamente in genere al momento dell'osservazione.

STRUMENTI REGISTRATORI

Strumenti che permettono di osservare la continuità e l'andamento di un determinato campo meteorologico in funzione del tempo.

SUBADIABATICO, GRADIENTE

Vedi GRADIENTE SUBADIABATICO.

SUBSIDENZA OROGRAFICA

Vedi FOEHN.

SUPERADIABATICO, GRADIENTE

Vedi GRADIENTE SUPERADIABATICO.

SUPERFICI ISOBARICHE

Superfici di uguale pressione, impiegate per rappresentare la distribuzione della pressione nello spazio. Su ogni superficie isobarica la pressione ha sempre lo stesso valore.

SUPERFICI ISOTERMICHE

Superfici di eguale temperatura, impiegate per rappresentare il campo della temperatura nello spazio.

T

TABELLE PSICROMETRICHE

Tabelle mediante cui, dalla differenza di temperatura tra termometro asciutto e termometro bagnato, si ricava direttamente il valore dell'umidità relativa e della temperatura del punto di rugiada. Le normali T. per ricavare il valore dell'umidità relativa e della temperatura di rugiada sono calcolate la pressione vera di 1000 hPa. Quando però la pressione vera è diversa da 1000 hPa occorre apportare delle correzioni già calcolate su una tabella aggiuntiva. L'operatore dovrà ancora riferirsi ad altre tabelle nel caso in cui il bulbo del termometro rivestito è coperto di ghiaccio.

TBUS

Messaggi che riportano le informazioni dei satelliti statunitensi. Forniscono dati orbitali dei satelliti in orbita polare e vengono trasmessi ogni giorno alle 1900 UTC sulla rete GTS (Global Telecommunication Service).

TEMPERATURA CONVETTIVA

CONVECTIVE TEMPERATURE

Temperatura che deve essere raggiunta presso il suolo per dare inizio alla formazione di nubi cumuliformi mediante riscaldamento solare degli strati atmosferici prossimi al suolo. Per ottenere la T.C. attraverso un diagramma termodinamico, bisogna prima tracciare il livello di condensazione per sollevamento convettivo, e poi seguire l'adiabatica secca in giù fino alla isobara relativa alla pressione al suolo.

TEMPERATURA DELL'ARIA, VARIAZIONI ACCIDENTALI DELLA

La temperatura dell'aria subisce delle variazioni regolari o accidentali. Le variazioni accidentali dell'aria sono legate allo stato del cielo, e quindi agli spostamenti delle varie perturbazioni atmosferiche,

TEMPERATURA DELL'ARIA, VARIAZIONI REGOLARI DELLA

La temperatura dell'aria subisce delle variazioni regolari o accidentali. Le variazioni regolari sono quelle a carattere diurno e legate all'altezza del Sole nel corso della giornata. In condizioni normali, la variazione diurna della temperatura è la seguente: incomincia ad aumentare subito dopo il sorgere del Sole per raggiungere il massimo un'ora o due dopo il passaggio del Sole al meridiano del luogo; successivamente diminuisce sino a raggiungere il valore minimo poco prima dello spuntare del Sole.

TEMPERATURA DEL PUNTO DI BRINA
(tf)

FROST POINT

Temperatura alla quale si deve raffreddare l'aria umida affinché questa diventi satura rispetto al ghiaccio mantenendo costante la pressione di vapore.

TEMPERATURA 
DEL PUNTO DI RUGIADA

(td)

DEW POINT

Temperatura alla quale, a parità di pressione, si può portare una massa d'aria umida perché la sua umidità specifica diventi massima e raggiunga quindi il suo punto di saturazione.

TEMPERATURA 
DI BULBO 
BAGNATO

 (Tw o tw)

WET-BULB TEMPERATURE

E' la temperatura più bassa alla quale può raffreddarsi, mediante evaporazione, una massa d'aria a pressione costante.

TEMPERATURA D'EFFETTO

Temperatura che definisce una scala delle condizioni termiche equivalenti tra due situazioni ambientali paritetiche, una caratterizzata da determinati valori d'umidità e di movimento dell'aria e l'altra con calma di vento in condizioni di saturazione (umidità relativa al 100%),  nelle quali un organismo umano normale sperimenta identiche sensazioni fisiologiche di caldo o di freddo.

TEMPERATURA EQUIVALENTE

(Te)

EQUIVALENT TEMPERATURE

Temperatura che una massa d'aria, tenuta a pressione costante, assumerebbe se il vapor acqueo in essa contenuto condensasse e se il calore latente di condensazione liberato fosse usato per aumentare la sua temperatura. Viene espressa in °C ed è costante nei processi umidoadiabatici. Si calcola aggiungendo alla temperatura effettiva dell'aria il prodotto di 2.5 per l'umidità specifica.
Come si calcola?

TEMPERATURA EQUIVALENTE POTENZIALE

EQUIVALENT POTENTIAL TEMPERATURE

E' la temperatura equivalente portata adiabaticamente a 1000 hPa. Per molti anni, la T.E.P. è stata considerata dai meteorologi molto importante, specialmente per l'identificazione della proprietà delle masse d'aria e delle loro trasformazioni. Al di là di ogni sopravvalutazione, essa comunque rende più agevole l'esame dell'instabilità connessa allo sviluppo dei temporali convettivi.
Come si calcola?

TEMPERATURA MEDIA DELLA TERRA

Entro intervalli molto lunghi di tempo, è pressoché costante.

TEMPERATURA PLANETARIA
 DELLA TERRA

Temperatura media del sistema Terra-atmosfera.

TEMPERATURA POTENZIALE

(Q)

POTENTIAL TEMPERATURE

Temperatura che una massa d'aria, inizialmente a pressione p e temperatura T, assumerebbe se venisse portata adiabaticamente alla pressione di 1000 hPa. E' un elemento conservativo delle masse d'aria secche e il suo logaritmo è proporzionale all'entropia dell'aria. Generalmente, la T.P. aumenta con la quota.
Come si calcola?

TEMPERATURA POTENZIALE 
DI  BULBO 
BAGNATO

(Qw)

WET-BULB POTENTIAL TEMPERATURE

E' la temperatura di bulbo bagnato portata adiabaticamente a 1000 hPa. E' un elemento conservativo sia delle masse d'aria secche (ed umide non sature) sia delle masse d'aria sature. Rispetto alla temperatura pseudopotenziale (Qp), si presta meno agli usi pratici in quanto ad una data differenza di Qp corrisponde una differenza molto minore dei valori di Qw.

TEMPERATURA PSEUDO-
EQUIVALENTE POTENZIALE

Vedi TEMPERATURA PSEUDOPOTENZIALE.

TEMPERATURA PSEUDO
POTENZIALE

(Qp)

Nome con cui è più comunemente nota la temperatura pseudo-equivalente potenziale. E' una grandezza conservativa sia delle masse d'aria secche (ed umide non sature) sia delle masse d'aria sature, e perciò abbastanza rappresentativa delle proprietà di un corpo d'aria omogeneo. Inoltre, è quasi-conservativa rispetto a variazioni di temperatura dovuta ad evaporazione di pioggia cadente, mentre non è conservativa per variazioni non adiabatiche di temperatura (ad esempio per radiazione) e di umidità. Nella pratica, risulta utile insieme alla temperatura potenziale per la valutazione delle condizioni di stabilità dell'atmosfera.
Come si calcola?

TEMPERATURA PSEUDO
POTENZIALE
 DI 
BULBO 
BAGNATO

E' la pseudo-temperatura di bulbo bagnato portata fino a 1000 hPa lungo l'adiabatica satura.

TEMPERATURA RAPPRESENTATIVA DI UNA MASSA D'ARIA

La temperatura che una massa d'aria ha nella libera atmosfera.

TEMPERATURA VIRTUALE

Tv

Temperatura a cui andrebbe portata una massa d'aria secca, perché, alla stessa pressione, avesse la stessa densità di una massa d'aria umida.
Come si calcola?

Temperature-Humidity Index (thi)

Indice numerico che fornisce una valutazione esattamente opposta rispetto al Wind chill: esprime quanto del disagio bioclimatico è da addebitarsi all'azione del calore e dell'umidità atmosferica. Generalmente, valori superiori a 92 sono da considerarsi molto dannosi per l'organismo umano.

TEMPO, TIPO DI

Complesso di condizioni meteorologiche che possono essere associate a determinate configurazioni della circolazione.

TEMPORALE DI MASSA D'ARIA o TEMPORALE DI CALORE

Temporale generato dal riscaldamento diurno della superficie del terreno o, in montagna, dall'incontro del vento con i pendii. Si forma prevalentemente durante le ore pomeridiane, e la sua durata oscilla mediamente fra i venti minuti e l'ora e mezzo.

TEMPORALE DI NATURA FRONTALE

Temporale generato dall'innalzamento dell'aria più calda durante il movimento di un fronte. Poiché i temporali di natura frontale si spostano col fronte che li genera, possono durare anche diversi giorni, e, prima di esaurirsi, possono coprire distanze di migliaia di chilometri. 

TENDENZA BAROMETRICA

SURFACE PRESSURE TENDENCY

Variazione di pressione, registrata sul diagramma nell’intervallo di 3 ore, ossia tra un’osservazione sinottica e la precedente.

TENSIONE 
DI 
VAPORE

Vedi PRESSIONE DI VAPORE.

TERMOMETRO BAGNATO

E' uno dei due termometri dello psicrometro. Il bulbo è ricoperto da una guaina di garza che viene imbevuta di acqua distillata.

THETAPLOT

Diagramma di riferimento per il calcolo dell'indice di Showalter.

TOPOGRAFIE RELATIVE

Si costruiscono per conoscere il mutuo andamento di due superfici isobariche e cioè l'andamento di ognuna di esse rispetto all'altra. Ciò consente di vedere dove esse si avvicinano e dove si allontanano e quindi di conoscere l'andamento degli spessori dello strato d'aria limitato dalle due superfici isobariche. La conoscenza degli spessori fornisce indicazioni sulla densità e quindi sulla presenza di corpi d'aria fredda (bassi spessori) e di aria calda (alti spessori).

TROPOPAUSA

Superficie di discontinuità abbastanza netta, caratterizzata, tra l'altro, dal fatto che la temperatura cessa improvvisamente di diminuire allorché ci si innalza. Questa superficie divide due strati dell'atmosfera che hanno proprietà ben distinte.

TROPOSFERA

Strato situato al di sotto della tropopausa. E' lo strato nel quale si verificano i fenomeni atmosferici (fronti, nubi, temporali, ecc.) che costituiscono il tempo.

TURBOLENZA

TURBULENCE

Irregolarità di movimento, consistente in pulsazioni rapide della velocità dell'aria e in movimenti vorticosi, che si sovrappone al movimento medio dell'aria atmosferica.

TURBOLENZA 
IN ARIA CHIARA

CLEAR AIR TURBULENCE

Turbolenza che è possibile incontrare generalmente verso la tropopausa in vicinanza delle correnti a getto. E' frequente nell'alta troposfera e nella bassa stratosfera. Può essere prevista mediante l'analisi della situazione meteorologica ed essa è spesso collegata alla presenza di nubi caratteristiche, soprattutto di banchi di altocumuli lenticolari.

TURBOLENZA MECCANICA

Turbolenza dovuta agli attriti e alle irregolarità del terreno. Prevale negli strati inferiori, per diventare insignificante verso i 2500-3000 metri e al di sopra, salvo nelle regioni con rilievi importanti.

TURBOLENZA, 
SCALA EMPIRICA DELLA

Detta anche di Darmstadt. Fornisce una valutazione approssimativa della turbolenza in volo.

TURBOLENZA TERMICA O CONVETTIVA

T. dovuta ad una instabilità termica. E' predominante alle quote medie della troposfera. Si accompagna alla formazione di cumuli o di cumulonembi.

U

UMIDITA' 
ASSOLUTA

Quantità di vapore acqueo contenuta in 1 metro cubo di aria. Viene espressa in grammi per m3.

UMIDITA'
RELATIVA

RELATIVE HUMIDITY

E' definita come il rapporto tra la pressione di vapore effettiva (e) e la pressione di vapore saturo (es), normalmente espresso in percento. E' la proprietà del vapore acqueo più frequentemente osservata, e può essere utilizzata per ricavare le altre variabili.  Viene espressa in %. Questo rapporto viene chiamato anche stato igrometrico dell'aria.

UMIDITA'
 SPECIFICA

Quantità di vapore acqueo in grammi contenuta in 1 kg di aria umida. Si esprime in grammi di vapore per chilogrammo di aria umida.

V

VENTI ETESI

Venti settentrionali di una certa intensità prevalenti sul Mediterraneo orientale e sull'Egeo nella stagione estiva (più precisamente fra maggio e novembre, con massimo in luglio-agosto). La causa degli etesi sta in parte nel carattere monsonico della circolazione fra le masse d'aria calde dell'Asia Minore e quelle fresche del Mediterraneo, e in parte all'anticiclogenesi sui Balcani.

VENTI PREDOMINANTI

Venti che possono variare, ma che spirano quasi sempre con provenienza da un medesimo settore.

VENTO

Consiste in un movimento orizzontale dell'aria provocato dalle differenze di pressione atmosferica. E' definito dalla sua direzione e dalla sua forza o, più esattamente, dalla sua velocità.

VENTO, DIREZIONE DEL

Direzione di provenienza del vento. Si può indicare mediante la rosa dei venti.

VENTO TERMICO (VT)

Spira lungo le linee di ugual spessore della topografia relativa p1/p2 (isopache), dove p1 e p2 (p1<p2) sono superfici isobariche, lasciando i valori bassi a sinistra;
E' diretto lungo le isoterme medie e lascia a sinistra l'aria fredda;
Il calcolo del V.T. permette anche di determinare se in uno strato atmosferico l'avvezione è calda o fredda.

VISIBILITA'

La più grande distanza alla quale degli oggetti di rilievo, alberi, case, possono ancora essere identificati distintamente a occhio nudo da un osservatore dotato di una vista normale. Essa può variare enormemente a seconda delle circostanze.

VORTICITA'

Vettore avente la direzione dell'asse di rotazione e la grandezza uguale al doppio della velocità angolare di rotazione. La V. si esprime matematicamente mediante semplici relazioni fra le velocità del vento e le sue variazioni da un punto all'altro. Pertanto è possibile calcolare la V. disponendo dei valori del vento. Esiste una stretta connessione tra la distribuzione della V. ed i fenomeni del tempo.

W

WIND
CHILL

Equazione empirica introdotta per descrivere quale sia la reale temperatura avvertita da un organismo umano in relazione alla temperatura dell'aria libera e alla velocità del vento. Il wind chill è sempre pari alla temperatura effettiva dell'aria quando la velocità del vento è uguale o minore a 4 nodi.

 

(rev.02/2002)
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