Una giornata particolare...
Vorrei raccontarvi una situazione che mi ha trovato protagonista Sabato 5 Giugno 2010.
Io lavoro presso un’azienda metalmeccanica di Torino e sabato mattina verso le 6.30 stavo rientrando a casa dopo aver finito il turno di notte a lavoro. Ero quasi arrivato quando in Via Praglia, a duecento metri da casa mia, vedo una macchina, una piccola smard coupè, nel fosso ciglio strada, la solita auto rubata penso, ma con la coda dell’occhio mi accorgo che nell’auto c’è una persona. Mi fermo, scendo e vedo un ragazzo di circa 20 anni riverso sul volante con il corpo e il volto ricoperti di sangue.
Era la prima volta in vita mia che mi accadeva di vedere una cosa simile, risalgo in macchina e chiamo il 118, ero talmente agitato e spaventato che non ricordo più cosa ho detto alla persona che mi ha risposto, ricordo solo che è stata estremamente gentile e mentre io urlavo che mi serviva un medico in lontananza sentivo le sirene dell’ambulanza che stava arrivando. Un vero sollievo. Arrivati scendono dal mezzo tre ragazzi che mi dicono di non preoccuparmi e di mettermi da parte che ci avrebbero pensato loro.
Uno di loro entra nell’auto dal lato passeggero e dopo un minuto comunica agli altri che è necessario l’intervento dei vigili del fuoco per tirare il ragazzo fuori dal veicolo, gli viene risposto che sono già stati chiamati e che sono in arrivo. Neanche 5 minuti e si sentono altre sirene, mi giro e vedo ben due camion dei vigili del fuoco, una seconda ambulanza e una pattuglia dei carabinieri. Un veloce scambio tra i due capisquadra, quello della prima ambulanza e quello dei vigili del fuoco, e quest’ultimi iniziano a tagliare la carrozzeria dell’auto. Dalla seconda ambulanza scende un’infermiera che si avvicina all’auto e chiede informazioni riguardo il ragazzo, anche qui dopo un breve scambio in quello che io definisco linguaggio medichese l’infermiera si sposta, apre lo zaino e inizia a preparare flebo, farmaci, provette,…
Dopo neanche 10 minuti di lavoro dei vigili del fuoco la portiera laterale della smart è aperta e così è possibile tirare fuori il ragazzo. Vigili del fuoco, soccorritori e carabinieri tirano tutti insieme fuori il ragazzo con una barella rigida e lo caricano sulla seconda ambulanza arrivata. Accesi i lampeggianti e le sirene l’ambulanza riparte.
Mi fermo ancora un attimo a guardare la scena, il primo ambulanziere che era salito lato passeggero esce dalla macchina con la divisa sporca di sangue, ma non sembra prestarci molta attenzione, scambia due battute scherzose con i vigili dei fuoco e i suoi colleghi dopo di che ripartono tutti quanti. I carabinieri invece rimangono a fare i rilievi del caso.
Guardo l’orologio e mi accorgo che sono le sette, dalla mia chiamata è passsata mezz’ora circa, non potevo crederci che in solo mezz’ora era tutto finito.
Il giorno seguente apro il giornale per vedere se c’era qualcosa, ma niente, nemmeno un trafiletto. Ho fatto una mia personale riflessione che vorrei condividere con voi: smettiamola di parlare di mala sanità, di soccorsi che arrivano in ritardo,…è vero sono episodi spiacevoli che vanno sicuramente puniti, ma non sono la normalità. Mi sono informato e in quel servizio dove sono intervenute circa 15 persone gli unici dipendenti erano l’infermiera e i due carabinieri, tutti gli altri:
- L’ambulanza delle Croce Rossa di Rivoli
- L’ambulanza della Croce Verde di Torino
- I vigili del fuoco di Alpignano
all’interno di questi mezzi c’erano solo volontari, gente che la mattina si sveglia e va a lavorare, gente che dedica gratuitamente il loro tempo al bene di tutti noi.
Di questo però sui giornali non se ne parla minimamente!!!
Grazie a tutti coloro che quella mattina sono intervenuti per salvare la vita di quel ragazzo, complimenti per la vostra professionalità e preparazione
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