Gli artisti da strada ci sono anche nei manga!!!
Alcuni manga e anime in Giappone prendono l’idea da libri o racconti scritti da autori occidentali.
Un esempio?
Remì, le sue avventure.
E adesso vi chiederete cosa c’entra Remì, con gli artisti da strada e con i libri scritti da occidentali, vero?

Centra, centra non vi preoccupate adesso vi spiego il perché.
Remì è tratto dal romanzo “Senza famiglia” di H. Malot e tratta degli artisti da strada.
Ma ora vi racconterò la trama del cartone animato.
Nel paesino francese di Chavanon la vita si fa improvvisamente dura per il piccolo Remì.
Il suo papà, muratore a Parigi, rimane invalido e la miseria si abbatte
sulla famiglia, ma le sorprese non finiscono qui, infatti, l’uomo rivela
a Remì che lui non è il suo vero genitore, e che lo ha raccolto
trovatello da piccolo.

Per
guadagnare un po’ di denaro, il patrigno decide di vendere Remì ad
un suonatore ambulante di nome Vitali, che costringe il piccolo a girare
con lui per la Francia, improvvisando spettacoli nelle fiere e durante i
mercati, suonando l’arpa assieme alla scimmietta Jolie Coeur e ai tre cani
ammaestrati del vecchio.
Vitali insegna al nostro giovane protagonista a leggere e a scrivere in più
anche i trucchi del mestiere d’artista di strada. E quando il vecchio Vitali
muore, Remì decide di mandare avanti lo spettacolo con i suoi animali.
A loro si unisce il buffo Mattia che si diletta in piccoli giochi di prestigio.
E la perseveranza del nostro eroe nel cercare la sua vera mamma sarà
premiata alla fine dell’anime con l’incontro della signora Milligan e del
suo figlioletto che si rivelerà essere la sua vera madre.
Remì è la classica storia che rientra nel pieno filone degli
“orfanelli” composta anche da Candy Candy e Charlotte.

Ma quest’anime si distingue dagli altri per un tono molto più drammatico,
adulto e in alcuni casi cupo ma si riscatta con il lato sentimentale tipico
del genere.