Carissimi,
vi scrivo perchè ritengo opportuno informarvi tempestivamente che oggi,
congiuntamente ai deputati Luana Zanella (Verdi) e Flavia Bandoli e Ermete
Realacci (Ulivo) abbiamo sottoscritto due iniziative parlamentari volte a
chiedere la sospensione dei cantieri del Mose. La prima è una interrogazione
urgente, che prende le mosse dalle dichiarazioni della sopraintendente Renata
Codello che lasciano intendere la mancata autorizzazione ad alcuni cantieri, la
seconda una Risoluzione in Commissione Ambiente con cui si chiede al Governo di
procedere ad una verifica tecnica dei progetti come richiesto dal Comune e,
pertanto, una sospensione dei lavori non coerenti o pregiudizievoli l?assetto
idrogeologico delle bocche di porto.
Come evidente, le
iniziative parlamentari prefigurano una maggioranza parlamentare favorevole a
sostenere le posizioni del Comune di Venezia. La partita, ancora una volta, è di
nuovo al Governo che dovrà esprimersi sia in Parlamento che nel Comitatone
interministeriale.
3 AGOSTO 2006 - Paolo Cacciari
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Risoluzione urgente in Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera
Premesso che:
- La salvaguardia di Venezia e della sua laguna rappresenta un rilevante interesse nazionale che va conseguito con il pieno coinvolgimento della comunità locale;
- L’Amministrazione Comunale di Venezia, attraverso il suo Sindaco ed il Consiglio Comunale, ha avanzato una serie di valutazioni e proposte volte all’aggiornamento dei programmi e degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna, esprimendo in particolare osservazioni critiche e preoccupazione sulla grande opera denominata Mo.S.E. e sul pesante impatto che i lavori in corso stanno provocando sul territorio, prospettando una revisione-verifica progettuale degli interventi alle bocche di porto al fine di:
o Sperimentare una regolazione dei flussi in marea per la difesa dei centri urbani dalle acque alte, più semplice, più stabile, economicamente meno onerosa ed a minore impatto ambientale, rispettando i principi di gradualità e reversibilità,
o Consentire una diversificata funzione portuale per le tre bocche di porto, configurando la riduzione delle loro sezioni, con possibilità di chiusura parziale con strutture removibili stagionali e chiusura totale solo verso le acque alte eccezionali, riducendo gli impatti ambientali ed anche la penalizzazione del traffico portuale nelle varie fasi realizzative;
o La riunione del Comitato di cui all’art.4 della Legge 798/84 ha istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un organismo tecnico con il compito di vagliare le proposte avanzate dal Comune di Venezia entro il mese di settembre 2006;
o Tale verifica sarebbe resa vana da attività del Consorzio Venezia Nuova che portassero i lavori alle bocche di porto (MOSE) ad uno stadio di irreversibilità;
invita il Governo a
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INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
Al Ministro alle Infrastrutture
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio
Per sapere se,
Premesso che:-
nell’iter realizzativo dei progetti relativi alla salvaguardia di Venezia, in particolare per quanto riguarda le dighe mobili Mo.S.E., sono emerse varie problematicità;
nel settembre scorso una istruttoria dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Venezia aveva riscontrato una serie di difformità con le norme urbanistiche comunali (Prg) e regionali (Palav);
la Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione perché alcuni cantieri sono stati aperti in aree SIC di interesse comunitario (San Nicolò e Alberoni) senza rispettare le necessarie procedure autorizzative;
la Soprintendenza ai beni archeologici dello Stato ha dovuto chiedere l’intervento dei Nuclei specializzati dei Carabinieri per evitare danneggiamenti a reperti archeologici sottomarini;
infine, una recente comunicazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico di Venezia e Laguna, a firma della Soprintendente pro tempore arch. Renata Codello, inviata al Comune di Venezia, fa intendere che i numerosi (28) cantieri aperti dalle imprese concessionaria non abbiano avuto una completa e integrale autorizzazione;
se
il Governo non ritenga di intervenire, anche secondo quanto proposto dalla Commissione Ambiente del Senato e dall’Amministrazione Comunale di Venezia, al fine di verificare l’idoneità dei cantieri in corso e se il Governo non ritenga altresì opportuno sospendere i lavori in corso, per il tempo necessario alla citata verifica tecnica e all’istruttoria delle proposte alternative presentate dal Comune di Venezia.
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