Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

La nostra chiesa.
ALTRI ITENERARI

La storia del colmello di S. Mama
Foto di altri colmelli

E  la storia della nostra sagra di San Martino



LA CHIESA - VISTA FRONTALE

Ogni anno celebriamo la festa della dedicazione della chiesa e ogni anno c'è qualcosa da dire.


Fu iniziata nel
1926 e terminata 18 mesi dopo nel 1927

Fu aperta al culto con grandiosa festa da Sua Ecc. Mons. Andrea Giacinto Longhin, Vescovo di Treviso.

La struttura architettonica della chiesa-edificio deve favorire la liturgia, che è lo scopo fondamentale della chiesa comunità, illuminata dallo Spirito Santo e guidata da Gesù buon Pastore.

A me pare, pur non essendo un esperto, che la nostra chiesa si presti bene per ogni genere di riti e cerimonie, inoltre essa invita al raccoglimento ed alla preghiera.



LA CHIESA - VISTA DALLA PIAZZETTA DEL DONATORE



LA CHIESA - VISTA DALLA PIAZZA

E' lunga circa 54 m.; il transetto è di 26 m., la navata centrale 9m. e quelle laterali 4,5 m.; all'esterno è alta più di 20 m.; la navata centrale si compone di 12 bellissime colonne di marmo con capitelli artisticamente scolpiti; sopra le arcate vi sono due fasce di mosaici con le figure dei Santi protettori della Parrocchia, della Diocesi e dell'Italia, più i 12 apostoli ed i 4 evangelisti. In ogni arcata è appeso un lampadario di vetro soffiato di Murano.


Il soffitto è a cassettoni dipinti a olio con simboli biblici. Le arcate convengono verso l'altare come centro ideale di tutta la chiesa; l'altare è sormontato dal baldacchino, sostenuto da quattro bellissime colonne rivestite di diaspro di Sicilia realizzate tra il 1742-1750 già dalla vecchia chiesa, come pure la sede del Sacro Cuore e molti altri elementi recuperati, che formano il falso in arte di tutto il presbiterio.



L'ALTARE DELLA MADONNA

Alle estremità del transetto vi sono gli altari della Madonna e del S. Cuore, realizzati nel 1776 al costo di 600 Lire. Nelle navatelle (=piccole navate) quelli di S. Giuseppe e S. Teresina. Presso l'ingresso a sinistra c'è la cappella che ospita, fra le cose più antiche di tutta la chiesa, l'altare e l'originale statua di S. Antonio. Nella cappella di destra è raccolto l'antichissimo battistero.

Sopra le navate del presbiterio è collocato il grande organo Mansioni, con le sue 2212 canne. La sacristia sud ospita due panconi del 1704 e del 1706 ed un pregevole soffitto di noce intagliata.


Entrando in chiesa tutti sono attratti dal grande mosaico del catino dell'abside con Cristo Re in trono tra la Madonna e San Martino nostro Patrono, che ogni anno immancabilmente festeggiamo con grande solennità anche esterna. Dice l'antica preghiera:
"Che ci guardi e ci scampi da tutti i peccati e ci conservi in salute tutti".



LA STATUA DI SANT' ANTONIO



L'ALTARE DEL SACRO CUORE



IL BATTISTERO

Dedicazione annuale della nostra chiesa:10 Novembre.



L'ALTARE
VISTA DALLA NAVATA CENTRALE

La storia della nuova chiesa di Vedelago (1926-27) è la storia dei Vedelaghesi che l’hanno costruita e vissuta.

In quella epopea esaltante nello sforzo che li vide trasformarsi in cavatori, muratori, carpentieri, tagliapietre e impastatori di malte, gessi e graniti, essi hanno innalzate la loro chiesa in un certo senso prima per se stessi, per dimostrare di cosa erano capaci, e a Dio come un’autentica meraviglia puntata a conquistare il cielo ed a sovrastare tutte le loro abitazioni.

Un’opera d’arte con tutto il suo mistero che è inutile tentare di spiegare, ed il proprio segreto che è vano cercare di svelare. Fu essenzialmente la fede ad indurli, benché un po’ tentennanti ad erigere un’opera monumentale, una fede così intensa che trovarono poi naturale tradursi in un lavoro manuale che spaccava i reni, nello scavare nell’antico cimitero e nel perimetro della vecchia chiesa, duecento metri lineari e più di fondamenta profonde oltre tre metri, e le basi a pozzo dei sei pilastri e delle dodici colonne della gran navata centrale, con le mani screpolate e sanguinanti dal freddo. Poi facendo i poderosi muri sempre più in fretta e più alti trasformati in preghiera per i secoli.

 



IL GRANDE MOSAICO CHE SOVRASTA L'ALTARE



L'ALTARE
VISTA DI FRONTE



L'ALTARE
ALTRA VISTA

Fu inoltre un’avventura corale di un ardito Pastore, e di un popolo poverissimo, lanciati in un’impresa tanto maestosa e impressionante da parere e far gridare una vera follia. Ma si trattava di un antichissimo popolo già definito "selvatico" e testardo ad ogni richiamo, tuttavia sicuro del fatto suo.

La chiesa è là ormai a testimoniare quella gente da oltre settanta anni nel suo originalissimo, attraente e affascinante stile romanico, che la differenzia dalle decine di chiese dei circondano e di quelle che si elevano nella pianura veneta. E racchiude come in uno scrigno prezioso la storia di ansie segrete, di dubbi, di speranze, di grandi sacrifici affrontati con stile francescano da una generazione intera di Vedelaghesi.

Noi, di quest’ultima generazione del XX secolo, stupefatti di tanto ardore, dobbiamo essere orgogliosi e grati a quel geniale Pastore e a quei padri che ci lasciarono in eredità la fede, la forza intellettuale, ed un sovrumano coraggio.

ANTONIO BEGHIN