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Nella nostra Chiesa sulla prima colonna di sinistra viene raffigurata
la Regina Teodolinda con la testa coronata e la rosa in mano, così come
compare nel dittico in avorio di Stilicone che il Papa Gregorio Magno
donò alla Regina in occasione del Battesimo del figlio Teodaldo.
Questa dipendenza da Monza dura certamente fino alla Prima Visita pastorale
di San Carlo Borromeo (1.11.1566) in cui si dice che il Parroco Don Francesco
Sicco, cremonese era in carica da 5 anni e che era stato eletto dalla
gente " per antica consuetudine, dietro conferma dell'Arciprete di Monza".
Detto parroco era di diritto, Canonico del Duomo di Monza.
Legata a San Carlo Borromeo, c'è l'altra questione della soppressione
del Monastero delle Cistercensi, oggi "Villa Monastero" di proprietà della
Provincia di Lecco e centro di studi del CNR.
Perché è una questione? Perché si attribuisce la sua soppressione al fatto
che quelle monache avrebbero tenuto dei comportamenti poco conformi al
loro stato, tipo "Monaca di Monza". La soppressione non è frutto di un
arbitrio di San Carlo, ma solo una corretta applicazione del dettato del
Concilio di Trento, come si rileva dalla bolla papale di S. Pio V, del
1567, in cui vengono riportate le motivazioni: soppressione dei monasteri
con meno di 12 monache professe il cui fabbricato fosse ubicato fuori
delle mura del borgo ed in particolare, perché c'era un testamento del
Longhi di Lecco che lasciava case e terre in luogo detto "al Chioso" (l'attuale
Chiuso?) a patto che le monache si trasferissero appunto a Lecco, in quel
Monastero.
Le più grandi famiglie nobili del Ducato di Milano avevano qui le loro
ville : Mazza, Mornico, Serponti, Tenca, Cella. Gli Sfondrati di Cremona
ebbero qui una loro villa sontuosa: "la Capuana". |
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Si parla pure di una presenza di Gounod che qui a Varenna
avrebbe composto la celebre "Ave Maria"; più probabile, anche se non
sufficientemente documentata sarebbe stata la presenza di Riccardo Wagner
il quale, tramite l'amica italiana Giovannina Lucca, era intenzionato
a trovare una Villa sul lago di Como poiché "il dolce clima d'Italia
è necessario a colei che oggi si chiama Madama de Bulow, ma che presto
cambierà il suo nome con il mio"; la residenza del maestro sarebbe stata
trovata in una villa di Fiumelatte proprio di fronte a Bellagio; di
ville del genere ce ne sono diverse e molto belle e riesce quindi difficile
poterla identificare.
Certo è che non mancarono i musicisti che, quasi si davano costante
appuntamento, sia nella casa dei Pirelli detta, "Ca' Tinai", o, "ca'
di matt" per lo strepito che si faceva in questa villa posta proprio
sulla punta di Varenna. Anche la Luisa Venini, di cui parleremo subito
in un capitolo a parte, era solita raccogliere il fior fiore degli artisti
del bel mondo milanese nella sua Villa, , oggi detta "Villa Mapelli"
che domina la passeggiata a lago, detta "la passerella".
Chi vi soggiornò più a lungo fu certamente Leopoldo Marenco che qui
compose tutte le sue opere principali dal momento che la sua residenza
perdurò una decina d'anni; la sua familiarità con i varennesi era tale
che nel 1872 fece da padrino e diede il suo nome a Vitali Leopolda figlia
di negozianti; ma anche Gaetano Braga che qui compose la "Leggenda Valacca"
e "Le melodie di Varenna"; di quest'ultimo poi, si dice che, Luisa Campioni
cg. Venini, ben conoscendo la sua prodigalità, si preoccupasse di salvare
un poco della fortuna economica del maestro ogni volta che rientrava
da Parigi, per potergli poi offrire la possibilità di ritornarvi quando
ormai avesse dato fondo a tutte le sue sostanze. Attorno a questo pugno
di artisti che vi risiedevano quasi abitualmente si univano poi gli
altri artisti come il Capuana, il Ponchielli, il Verga, Cencio Poggi,
Cesare Rossi, Pietro Cossa, il maestro Platania, il M°. Viganò, Ricordi
e Giuseppe Verdi.
Con l'800 abbiamo anche la presenza di quei personaggi che chiameremmo
da "seconda casa", perché pur avendo una residenza principale in altre
città, finivano però per affezionarsi a questo piccolo paese dove, per
le dimensioni del borgo, potevano ritenersi ai vertici dell'attenzione
e della riverenza: loro erano ( i sciuri) : i Signori! Così pur avendone
già parlato conta ricordare la figura di Carlo Isimbardi, proprietario
della Villa, ora detta "Villa Cipressi". Anche lui, per parte di madre,
Maddalena Beccaria, era cugino del Manzoni. Fu un politico, perché abbracciò
in pieno la Rivoluzione francese e da Napoleone fu nominato Direttore
Generale della Zecca del Regno, ma anche un dottissimo cultore delle
scienze dell'ottica e della meccanica. Morì in Varenna il 2 febbraio
1824.
Un'altra figura di cui abbiamo gà accennato è la Nobildonna Carolina
Maumary ved. Seufferheld, proprietaria in quei tempi di Villa Monastero;
si convertì al cattolicesimo e fu prima e munifica benefattrice dell'Asilo
d'infanzia, ora detto "Asilo G.B. Pirelli" dal nome dell'illustre varennese
che a Milano trovò la sua fortuna diventando il "Re della gomma".
Fra i primi Sindaci di Varenna, se non il primo in assoluto fu Luigi
Bellati, nato a Taceno nel 1799, laureatosi in giurisprudenza, svolse
la sua attività come Pretore di Chiavenna; le sue idee politiche non
piacquero agli Austriaci che, credendo di distruggerlo economicamente
e politicamente lo confinarono a Varenna; qui egli trovò, invece, un
terreno fertile per le sue idee di libertà e molti amici.
GIACOMO E LUISA VENINI, I PROTAGONISTI DI "PICCOLO MONDO ANTICO"
A questo punto so di dare un grosso dispiacere a chi
custodisce i ricordi letterari sulla sponda italiana di un altro lago,
il Ceresio, ma la verità storica non si può cancellare.
Se Antonio Fogazzaro ha scelto quella sponda di lago e quei paesi e
non poteva essere che così, bisogna però testimoniare con chiarezza
che i protagonisti sono a buon diritto varennesi.
Sull'argomento è necessario rifarsi agli studi del Prof. Luigi Romano
che ha pubblicato: "Il carteggio inedito Fogazzaro - Luisa Venini".
La casata Venini era originaria dell'Isola Comacina e dopo la distruzione
di questa, i suoi componenti si trasferirono a Varenna; non certamente
a Como che aveva procurato direttamente tanto dolore agli Isolani; il
trasferimento in Como di questa famiglia deve essere avvenuto nei secoli
successivi, soprattutto se si tiene conto della condizione sociale raggiunta
dai suoi discendenti.
L'Avvocato Giacomo Venini, dimorante in Como, aveva ricevuto in eredità
da uno zio omonimo la Villa in Varenna, ora "Villa Mapelli", con ingresso
sulla via principale del paese, detta "Via Venini" perché prende il
nome da due eroici pronipoti dell'Avv. Giacomo caduti per la patria.
Il 25 settembre 1842 nella Chiesa di S. Pietro Sovera, Giacomo Venini
sposa Luisa Campioni nata a Mojana il 25 dicembre 1817.
Dopo un anno e mezzo circa di matrimonio, ai giovani sposi nasce il
25 gennaio 1844 il primo figlio maschio che prende il nome di Guido.
L'anno seguente, il 22 gennaio 1845 nasce il secondogenito che prende
il nome di Giulio; il terzogenito, Pietro Gugliemo nasce a Varenna il
10 maggio 1850 e muore due anni dopo, sempre a Varenna I' 1 I luglio
1852 per il morbo di Croups o difterite. Il Romano nella sua ricerca
fa nascere quest'ultimo nel '45 e quindi, contro la fede dei registri
parrocchiali, ne dà la morte a sette anni.
Si può presumere che l'avvocato, pur avendo la residenza e tutta la
sua attività in Como, come era nella tradizione dell'800, portasse la
famiglia nella Villa di Varenna dalla primavera al tardo autunno; mi
pare di averne una conferma indiretta nel fatto che i figli, Guido e
Giulio, che sono di gennaio, nascono a Como, mentre Pietro Guglielmo,
che è di maggio, nasce e viene battezzato a Varenna; così accadde anche
per i nipoti.
Nei moti risorgimentali del '48, l'avvocato diventa un personaggio di
primo piano nella organizzazione dell'insurrezione a Varenna, tanto
che il giornale "22 Marzo" lo cita espressamente per tessere l'elogio
sul suo operato. Si può anche capire che per l'avvocato, in quei mesi,
la Villa di Varenna fosse più ospitale di Como, dove gli Austriaci tenevano
una piazza di controllo.
E' ben noto come i moti risorgimentali, ispirati dagli orientamenti
politici e filosofici di Mazzini e Garibaldi, non fossero proprio in
sintonia con le scelte politiche e pastorali della Chiesa; questo scontro
era ancor più sentito in questi piccoli paesi che, per una tradizione
da far risalire a San Carlo, erano avvinghiati ad una granitica tradizione
cattolica; ciò non toglie che i parroci locali, come ho già accennato
sopra, si siano segnalati per amor patrio anche a rischio della propria
vita come fu per il Curato Don Ruspini.
Non ultimo fra i grandi personaggi, è doveroso ricordare il più grande
teologo del nostro secolo, Romano Guardini che soggiornò a Varenna nelle
estati dal 1923 al 1926 e che da qui scrisse un interessante volumetto
dal titolo "Lettere dal lago di Como" in cui pone già in quegli anni
il problema del rapporto tra industrializzazione e rovina del paesaggio.
I libri pubblicati su Varenna non si contano. Ne citiamo solo quelli
che ricordiamo:
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- Nove volumi editi dalla Parrocchia dal titolo latino "Varèna seu
insula nova" in cui si sono pubblicati tutti i documenti riguardanti
la storia delle sue sette Chiese e l'anagrafe a partire dal 1636 fino
alla fine dell'800
- L. Consonni, le Visite pastorali di S. Carlo Borromeo a Varenna,
Mandello del Lario, 1984
- L. Consonni, Il catalogo delle opere d'arte delle Chiese di Varenna,
Mandello del Lario, 1985
- L. Consonni, P. Ferrara, L'indulgenza delle sette Chiese di Varenna,
Bellano 2000
- L. Consonni, P. Ferrara, Mons. Diego Venini accanto agli Arcivescovi
di Milano, Bellano 2001
- Viennepierre, Romano Guardini, Lettere dal lago di Como, Monza 1993
- Varenna che sfugge, immagini tra ottocento e novecento, Ass. Scanagatta
- Un volume su Villa Cipressi a cura della Associaz. Villa Cipressi
- Stefano Della Torre, Villa Monastero di Varenna
- Copia anastatica del Volume di Vittorio Adami, "Varenna e il monte
di Varenna", saggio di storia comunale, Milano 1927, pubblicata a
cura della Assoc. "L. Scanagatta"
- Copia anastatica del Volume di Vittorio Adami, "Cenni genealogici
aulle famiglie di Varenna e del monte di Varenna", Milano 1923, pubblicata
a cura della Assoc. "L. Scanagatta"
- Lauro Consonni, Trascrizione a stampa dei Diari di S. E. Mgr. Diego
Venini; Arciv. di Adana e secondo segretario di PIO XI (1922 - 1939)
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