Omraam Mikhaël Aïvanhov
Il Mistero del Natale e l'arrivo del nuovo anno

La seconda nascita - Amore Saggezza Verità - Edizioni Prosveta “Ora mentre essi si trovavano in quel luogo, venne per lei il momento del parto e diede alla luce il suo figliuolo primogenito, Lo avvolse in fasce e Lo pose in una mangiatoia, perché non vi era posto per loro nell'albergo” (Luca, 2,6-7).

Quando Maria e Giuseppe cercarono rifugio nella locanda, comoda e calda, non vi era posto per loro. La situazione di allora si ripete ancor oggi, nessuno o ben pochi, di coloro che pensano solo a mangiare, bere e divertirsi, sono disposti a ospitare Gesù nei loro cuori. Chi non “gli apre la porta”, non accetta neppure di vivere secondo alti ideali. Ma ecco una stalla. Quella stalla, con la mangiatoia, è un simbolo; è il simbolo della povertà, delle difficoltà delle condizioni esteriori. Sì, per l'uomo nel quale dimora lo Spirito sarà sempre così: gli uomini comuni difficilmente lo apprezzeranno e lo accetteranno. Ma grazie alla luce che il Bambino proietta al di sopra della mangiatoia, altri lo vedranno da lontano e verranno a rendergli omaggio...

L'intelletto, cioè Giuseppe, anziché essere geloso e ripudiare Maria, come farebbe un uomo rozzo che grida: “Il figlio che hai messo al mondo non è mio, vattene!...”, deve inchinarsi e dire: “E' Dio che ha sfiorato il cuore e l'anima di Maria. Io non potevo farlo”. L'intelletto non deve dunque ribellarsi e adirarsi, ma comprendere correttamente dicendo: “Qui vi è qualcosa che mi supera”, e proteggere Maria. Ripudiare Maria sarebbe come ripudiare la metà del suo essere e diventare come coloro che, puramente intellettuali e razionalisti, hanno eliminato tutto il lato affettivo, ricettivo, tutte le qualità come la dolcezza, l'umiltà e la bontà.

I tre Re Magi portarono oro, incenso e mirra, e ognuno di questi doni era simbolico. L'oro significava che Gesù era re: il colore giallo è il colore della saggezza, il cui splendore brilla sopra il capo degli Iniziati come una corona di luce. L'incenso significava che era un sacerdote: l'incenso rappresenta il campo religioso, ma anche del cuore e dell'amore. E la mirra è il simbolo dell'immortalità: ci si serviva della mirra per imbalsamare i corpi e per preservarli dalla decomposizione. I Re Magi hanno dunque portato dei doni che hanno un legame con i tre mondi del pensiero, del sentimento e del corpo fisico.

Occupiamoci ora della stalla. In quella stalla non vi erano né pastori, né greggi, ma soltanto un bue e un asinello. Perché? Da secoli si ripete questa storia senza capirla, perché il simbolismo universale è andato perso per l'umanità. La stalla rappresenta il corpo fisico. E il bue? Sapete che anticamente il bue, il toro, è sempre stato considerato come il principio generativo. In Egitto, ad esempio, il bue Apis era il simbolo della fertilità e della fecondità. Il bue è sotto l'influsso di Venere e rappresenta la forza sessuale. L'asino, invece, è sotto l'influsso di Saturno e rappresenta la personalità, vale a dire la natura inferiore dell'uomo, quella che chiamiamo il vecchio Adamo, testardo, ostinato, ma buon servitore. Infatti quei due animali erano là per servire Gesù. Ma servirlo come? Ora vi rivelerò un grande mistero. Quando l'uomo comincia a compiere su di sé un lavoro per la sua evoluzione, entra in conflitto con la sua personalità e con la sua sensualità.

L'Iniziato è appunto colui che è riuscito a dominare queste due energie e a metterle al suo servizio. Egli non le reprime. Infatti non è stato detto che quei due animali siano stati cacciati o soppressi; erano là, presenti, ma che cosa facevano? Soffiando sul Bambino Gesù lo scaldavano con il loro fiato. Quindi, quando l'Iniziato è riuscito a trasformare in lui l'asino e il bue e a metterli al suo servizio, essi riscaldano e alimentano lo Spirito del Cristo con il loro soffio vitale. Queste energie non sono più presenti per tormentarlo e per farlo soffrire, ma diventano energie vivificanti.

La luce...la stella che brillava sopra la stalla, significa che da ogni Iniziato, che possiede in sé il Cristo vivente, esce sempre una luce, una luce che rasserena, una luce che nutre, conforta, guarisce, purifica e vivifica... Un giorno quella luce verrà notata da lontano, da coloro che percepiscono che qualcosa si manifesta tramite quell'essere. Ciò che si manifesta è appunto il Cristo, e i potenti in tutti i campi verranno a lui. Anche i grandi capi religiosi che credevano di essere giunti al vertice, sentiranno che manca loro qualcosa, che non sono ancora giunti a quel grado di spiritualità che credevano, per cui vanno ad apprendere, a inchinarsi e a portare dei doni.

La tradizione cristiana ci dice che Gesù è nato alla mezzanotte del 25 dicembre. Intorno a quella data ha luogo nella natura, la nascita del principio cristico...di quella luce e di quel calore che trasformano tutto. In quei giorni anche in Cielo si celebra il Natale: gli Angeli cantano e tutti i Santi, tutti i Grandi Saggi e gli Iniziati sono riuniti per pregare, per rendere gloria all'eterno e per festeggiare la nascita del Cristo che nasce veramente nell'universo ...

Estratto da Natale e Pasqua nella tradizione iniziatica di O. M. Aïvanhov

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Le sens historique, mystique et cosmique de Noel Natale e Pasqua nella tradizione iniziatica La Seconda Nascita

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Izvor 209 - Natale e Pasqua nella Tradizione iniziatica

Le feste del Natale e della Pasqua traggono origine da una lunga tradizione iniziatica. La loro collocazione in particolari momenti del ciclo dell’anno, solstizio d’inverno ed equinozio di primavera, ne esprime con chiarezza cosmico, insegnandoci che l’uomo, per la sua appartenenza all’universo, partecipa intimamente ai processi di gestazione e risveglio che si manifestano nella natura. Il Natale (la seconda nascita) e la Pasqua (la resurrezione) sono in realtà due modi diversi di presentare la rigenerazione dell’uomo e il suo ingresso nel mondo spirituale.

Indice
La festa di Natale - La seconda nascita - La nascita sui diversi piani –" Se non morrete non vivrete"- La Resurrezione e il Giudizio finale - Il corpo della resurrezione.

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