27/11/03




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Il segretario avverte: «Il sindaco mi ha invitato a presentarmi a Raossi l'1 dicembre. Ma andrò quando deciderò io»
Scotoni si prepara per tornare in Vallarsa
E bacchetta la giunta: «Il mio reintegro? Annullabile anche subito»


Questione di giorni e Vallarsa riavrà il suo segretario comunale. La delibera di reintegro nel posto di lavoro a favore di Italo Scotoni è già esecutiva. Ed il sindaco di Vallarsa ha fatto sapere al segretario di aspettarlo in servizio, non proprio a braccia aperte, il prossimo 1 dicembre. Secca la replica di Scotoni: tornerà in municipio a Raossi, certo. Ma non quando lo ordina il primo cittadino, bensì quando, come la legge gli consente, lui deciderà. E lo farà, giunta permettendo, senza clamore.
Appena ha visto l'atto, ha parlato di vizio: la delibera che lo reintegra - ha detto subito Scotoni - è stata votata senza che nessuno si sia astenuto. Nonostante sindaco ed assessori certo non abbiano fatto mistero di non amare il loro segretario. Ma Scotoni non parla di ricorso, per ora. Parla solo di rientro in ufficio. Perchè adesso c'è la conferma: tornerà a Raossi. Solo che lo farà alle sue condizioni, non a quelle del sindaco.
Gios, infatti, ha fatto sapere a Scotoni ed ai suoi legali del reintegro con una lettera. Nella quale dava conto della delibera, e sottolineava che il segretario sarebbe stato atteso a Raossi per il prossimo 1 dicembre. Probabilmente - ma questo Gios non l'ha nè detto nè scritto - per preparare un comitato di bentornato. Invito che tuttavia Scotoni declinerà: «La normativa parla chiaro: io ho trenta giorni di tempo dall'invito per presentarmi in ufficio. Il sindaco Gios ha ritenuto opportuno, pur dopo due sentenze a mio favore, provare a dirigere i giochi fino alla fine, indicandomi la data del rientro. Perchè? Vuole forse attendermi sulla porta? Tornerò in Vallarsa, ma difficilmente lo farò nella data indicata. Proprio perchè vorrei tornare, dopo tutto quanto è stato detto e scritto su di me, senza alcun clamore. Quello che non so è quanto rimarrò».
Il riferimento, è alle condizioni di lavoro che il segretario teme di trovare e che non possono prescindere dalle ultime settimane, nelle quali Scotoni si è sentito bersaglio di esternazioni forti: «Sono stato attaccato pubblicamente e sui giornali. Le mie qualità personali - che dovrebbero essere valutate solo internamente all'organo nel quale presto servizio - sono state discusse in assemblee. E questo è un problema che prima di investire me, investe il concetto di democrazia. Un sindaco, a nome della comunità, tratta in questo modo un dipendente che, due sentenze stanno lì a dirlo, ha licenziato ingiustamente. Per non parlare della poca disponibilità nei miei confronti in queste settimane, in cui sono stati negati ai miei legali documenti che abbiamo diritto di vedere».
Compreso l'orario di servizio: «L'ho chiesto, ma mi hanno detto che spedirmelo comporta dei costi. Mi sono offerto di pagare, ma non ho avuto nulla comunque».




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