RICORDI "DELLA VALLARSA"
Una poesia di Marisa Sartori


A trent’anni di distanza
vedo ancora mio padre che avanza,
che avanza su dagli erti sentieri
della sua valle, tra mille pensieri

Egli esile, stanco, provato,
porta in spalle venti chili del suo operato
nella speranza che quella sua fatica
passa giovar qualcosa nella sua dura vita

Ricordo il giorno che ha comprato l’asinello
per rendere il lavoro un po’ piu’ snello
da solo non poteva piu’ lavorare
un aiutante lo doveva pur trovare

Lo ricordo poi vicino al focolare
intento rivoltare una profumata polenta
che con lo spezzatino tutti accontenta

Ricordo quando alla mamma dal suo letto
le circondava le spalle con affetto
e le diceva " Anna suvvia!..!!! "
Facendole dimenticar la sua malattia

La prendeva per mano e la portava a camminare
per le via dei Raossi , e come due fidanzatini
camminavano stretti stretti, vicini vicini.

Ricordo infine le lacrime di una cagnolina
che grattava alla sua porta con la zampina
piangeva, grattava, grattava e piangeva
ma nessuno ormai all’altra parte rispondeva.

Egli se ne era gia’ volato via
aveva lasciato , miseria e malattia
e il suo grande amore ...
che rimarra’ sempre nel nostro cuore





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