DAVID LYNCH

 

 

 

David Lynch nasce il 20 Gennaio 1946 a Missoula, nel Montana, uno stato al confine con il Canada. Il padre è ricercatore presso il Ministero dell'Agricoltura. L'infanzia è quindi contraddistinta dalla presenza dei boschi, nei quali il genitore si reca per il suo lavoro portando a volte con sè il piccolo David, quegli stessi boschi che ritorneranno come elemento misterioso ed inquietante, oltre che affascinante, in Twin Peaks e nel suo prequel Fuoco Cammina Con Me. Al termine di una mediocre carriera di studente liceale, Lynch  si dedica interamente alla pittura, attività espressiva che in realtà non abbandonerà mai; ossessionato dall'idea della "figura in movimento", Lynch si avvicinerà al cinema con l'intento dichiarato di "veder muoversi i dipinti". Non a caso, tra le peculiarità del suo stile visivo, è possibile cogliere numerosi rimandi e citazioni degli autori del '900 a lui più cari. Folgorante è, per sua stessa ammissione nel corso di molteplici interviste, l'affinità tra certe opere dell'inglese Francis Bacon ed alcune scelte di Twin Peaks. Si confronti il dipinto RITRATTO DI INNOCENZO X del 1953 con le immagini dell' incontro tra Bobby, Mike e James dietro le sbarre della prigione nel Pilot del serial; il tema capitale dell'urlo muto di Bacon è riproposto con aderenza ammirevole e con gli stessi drammatici esiti. Anche certi scorci di Twin Peaks, spesso incerti tra stile urbano odierno e/o anni '50, richiamano le tele di Edward Hopper, cantore delle periferie statunitensi. Infine, un autore visionario come Lynch non poteva prescindere da suggestioni surrealistiche e metafisiche: ecco quindi che gli ambienti delle logge trasudano echi sospesi tra Magritte, Delvaux e De Chirico.

 

 

                                        

"Ritratto di Innocenzo X" - Francis Bacon

 

 

 "Il Dialogo" - Paul Delvaux

 

 

 

"Gas" - Edward Hopper

 

Le matrici espressive del cinema lynchiano ruotano attorno ad un'estenuata ricerca apologetica dell' ANOMALIA, dell' ambiguità dell'essere, degli opposti che si attraggono, dei "doppi", del brulicare verminoso di vita sotto l'apparente, statica quiete di una pietra  in un prato. Da sottolineare in tal senso l'incontro tra Lynch ed un piccolo film poco noto di un geniale cineasta degli anni '30: FREAKS , di Tod Browning. Da questo film - breve racconto di forte carica morale imperniato sulle vicissitudini di un gruppo di creature deformi  e sfortunate impiegate come fenomeni da baraccone in un circo di terzo ordine - Lynch acquisirà quello sguardo lucido e spietato, nordicamente cinico e disincantato, con cui sezionerà corpi e vite delle sue creature filmiche. Così, dopo i due incerti esordi nel cortometraggio di SIX FIGURES e THE ALPHABET, dove il cinema si sposa con l'animazione, Lynch si cimenterà con il lungometraggio ERASERHEAD, accolto con unanime ed entusiasta disappunto dalla critica e pressoché ignoto al pubblico. Però qualcuno, bizzarro almeno quanto Lynch, trova nell'irriferibile trama del film tracce di geniale originalità: si tratta di Mel Brooks, che deciderà di produrre il primo tra i capolavori di Lynch, cioè THE ELEPHANT MAN. Il film, che narra con superba unità stilistica e calibrata narrazione la vicenda realmente accaduta di John Merrick, storico caso di neurofibromatosi giunto dolorosamente sino alla corte d'Inghilterra, esce nel 1980 e riceverà numerose nominations all'Oscar. Girato in un virtuosistico bianconero virato a seppia, il film resta a tutt'oggi uno dei più sinceri e strazianti apologi della "diversità". Conseguiti notorietà e successo Lynch proseguirà nella sua febbrile ricerca dell'anomalia spostando progressivamente il suo sguardo "entomologico" dal corpo all'anima. 

 

 

Così, dopo l'infelice parentesi di DUNE, capolavoro mancato del 1984, Lynch approderà al padre di tutti gli incubi nascosti dietro le tendine fiorite di una linda villetta: BLUE VELVET. ll film, distribuito nell' 86, segnerà la svolta visiva e narrativa che partorirà CUORE SELVAGGIO (Palma d'oro a Cannes nel 1990), TWIN PEAKS, FUOCO CAMMINA CON ME, STRADE PERDUTE ed il recente MULHOLLAND DRIVE ( premiato a Cannes come migliore regia ). Con la sua limpida e feroce analisi della realtà odierna, il cinema lynchiano si propone come eccellente chiave di lettura per una sincera e catartica comprensione delle tante tragedie private che ogni giorno e con sempre maggior frequenza affollano il nostro orizzonte.

Prof. Mauro Meda

 

FILMOGRAFIA

1967 - Six figures (corto)

1968 - The Alphabet (corto)

1970 - The Grandmother (corto)

1974 - The Amputee (corto)

1976 - Eraserhead - La Mente che Cancella

1980 - The Elephant Man

1984 - Dune

1986 - Velluto Blu

1990 - Cuore Selvaggio

1990/1991 - Twin Peaks (serie tv)

1992 - Twin Peaks - Fuoco cammina con me

1997 - Strade Perdute

1999 - Una storia Vera

2001 - Mulholland Drive  

2006 - Inland Empire