Nel settembre 1938, usando lo pseudonimo di Speros, partecipò al congresso di fondazione della Quarta Internazionale. Rimase in Francia durante l’occupazione nazista, dedicnando se stesso a una estremamente pericolosa lotta clandestina per riorganizzare il movimento trotskista in una Europa, dopo che era stato devastato dalla repressione. Fu in quegli anni di guerra che Michel iniziò a giocare un ruolo maggiore nell’internazionale. Un ruolo che scvolse per oltre due decenni. Dal 1949 al 1960, come membro del Segretariato Internazionale. Ebbi la possibilità di familiarizzare con le attività di Michel, d’osservare questo sviluppo e alle nostre fraterne relazioni di apprezzare queste qualità. Ognuno di noi aveva molti fratelli e compagni che contribuivano al nostro sviluppo, di fare scelte importanti per le nostre vite. Per me guardando indietro, dopo tanti anni, posso solo concludere che ho imparato molto da R. Considero che queste qualità erano molto ben in evidenza negli anni ‘50. Particolarmente la sua capacità di capire immediatamente l’essenza del cambiamento della realtà. Per sapere quando avremmo riorientato i nostri obiettivi, quando avremmo riconsiderato la nostra strategia. E di mettere in pratica, senza esitazione, i risultati di nuove analisi e sintesi. Per esempio, Michel era certamente uno dei primi a segnalare la piena rottura tra Stalin e Tito. Uno dei primi ad adattarsi, quando la guerra di Corea scoppiò, rigettando ogni “equidistanza” tra i contendenti. Uno dei primi ad accettare la conversione al marxismo del movimento populista in America Latina, come il peronismo in Argentina. Fu R. che segnalò, nel 1951-52, la necessità per un militante rivoluzionario, particolarmente dell’Europa capitalista, di evitare ogni deviazione “propagandistica”. Argomentò per un orientamento entrista nei PC che erano stalinizzati all’epoca. In altre parole, argomentò in fgavore di una politica che ci permettesse di evitare di separare noi stessi dal movimento operaio attuale e fare il possibile per allargare e per sfruttare le contraddizioni all’interno quando iniziano a maturare. Ciò fu il contributo di R. che rese la QI capace di analizzare i cambiamenti in URSS dopo la morte di Stalin (vedi il suo editoriale dell’aprile 1953 su Quarta Internazionale). Furono gli articoli di R. dalla fine degli anni ‘50, che segnalavano chiaramente l’importanza capitale delle nuove rivoluzioni coloniali. Perfino al costo, secondo me, del misconoscimemnto del potenziale operaio dei paesi europei. I migliori scritti di R., inoltre, portano la stesa data. Presi molti di questi artcioli dalla stampa internazionale e, soprattutto, molti firmati M.Pablo o Jean-Paul Martin in OI. O i suoi contributi alla storia dei primi venti anni della QI. O i suoi rapporti sui nostri congressi e sul Comitato Esecutivo Internazionale. E il suo libro “Capitalismo o Socialismo, la guerra che verrà” (1952) “Dittatura del Proletariato”, “Democrazia e Socialismo” (1957), “Impresioni e problemi della rivoluzione algerina” (1962). Non dobbiamo dimenticare il suo testo del maggio ‘60 sulla liberazione delle donne. Molti lettori giudicheranno adesso, a più di un quarto di secolo di riflessioni e di iniziative femministe, che questo lavoro è sensibilmente obsoleto e criticabile in molti punti. Ma ha avuto il merito di essere il primo testo a portare una serie di problemi cruciali all’attenzione dei marxisti rivoluzionari. Michel era direttamente coinvolto, fin dall’inizio, in una complessa solidarietà con la rivoluzione algerina. Fu arrestato ad Amsterdam nel giugno 1960, assieme a un altro membro del SI, Sal Santen, e accusato di avere preparato dei documenti falsi e banconote contraffatte. Un’ampia solidarietà si sviluppò in tutto il mondo, durante al sua detenzione e il suo processo nel 1961. L’appello lanciato da J.P.Sartre e firmato, tra gli altri, da S.DeBeauvoir e J.Amado fu finalmente condannato a 15 mesi di prigione e liberato alla fine del processo. Si rifuggiò in Marocco. Dopo la vittoria della rivoluzione andò ad Algeri, dove collaborò con Ahmed Ben Bella e il suo governo. Si riunì al corpo principale della QI dopo la sua scarcerazione. Il suo rapporto con la rivoluzione algerina, è uno dei più commoventi dal congresso mondiale del 1963. Tuttavia, qualcosa si ruppe tra noi. M. iniziò una lotta di minoranza che portò alla rottura nel 1964-65. Dopo questa scissione, guidò una corrente marxista rivoluzionaria fuori dalla QI. Pochi anni fa cercò di riunirsi con la QI, la storica importanza che non aveva mai discusso fuori dalla sua corrente. Giungemmo ad un accordo, ma per varie ragioni, inclusa la situazione del movimento marxista rivoluzionario in Grecia e importanti differenze di opinione sull’approccio che avremmo dovuto avere con la Jugoslavia, l’accordo non fu attuato in questo caso personale. E’ difficile giudicare, per uno storico del movimento operaio internazionale del XX° secolo, le attività e le pubblicazioni di R. e di tutti coloro che hanno partecipato a una cosa che è un nostro stesso scopo comune. Io posso dire ogggi che non dimenticherò il suo importante contributo alla lotta rivoluzionaria. |