5. La Quarta Internazionale dopo Trotskij
“Nei periodi di reazione e declino saltano fuori da tutte le parti gli stregoni e i ciarlatani” (L. Trotskij) Poco dopo lo scoppio della guerra, Stalin fece uccidere Trotskij, in un momento in cui gli occhi del mondo erano puntati altrove, proprio come Trotskij stesso aveva previsto. Due anni prima suo figlio, Leon Sedov, aveva subito la stessa sorte. Il movimento trotskista[4] si ritrovava ad entrare in guerra in condizioni critiche. Nell’Europa continentale, in cui tradizionalmente vi era la stragrande maggioranza del movimento operaio organizzato, i trotskisti erano stati pressoché sradicati dall’azione congiunta dei nazifascisti e degli stalinisti. Tuttavia negli anni ‘30 i trotskisti riuscirono a condurre importanti lotte sindacali e politiche in vari paesi. In Francia, la sezione della quarta internazionale ottenne un grande appoggio con la proposta di fronte unico delle organizzazioni operaie per fermare il fascismo a metà del decennio, e fu in riferimento alla sezione francese che Trotskij propose per la prima volta la tattica dell’entrismo. Tuttavia con la conquista nazista anche questa sezione venne schiacciata. Le poche cellule sopravvissute portarono avanti una politica rivoluzionaria come poterono, spesso nei campi di concentramento. In questo periodo quelli che diventeranno i due dirigenti principali della quarta internazionale, Mandel e Pablo, diedero le migliori prove di sé, operando eroicamente in paesi occupati dalla dittatura hitleriana. I trotskisti così, si trovavano ad agire, con una certa libertà, in soli due paesi avanzati: la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Negli Stati Uniti la direzione del Swp, grazie anche ai consigli di Trotskij, ebbe successi notevoli, acquisendo un peso considerevole nelle lotte sindacali del tempo (Minneapolis, New York ecc.). Della sezione inglese parleremo dopo. Nei paesi coloniali la quarta internazionale aveva alcuni punti di forza notevoli: in Vietnam la sezione aveva un’influenza di massa e guidava il movimento per l‘indipendenza del paese. Anche nello Sri-Lanka la sezione era un partito operaio di massa. Nel complesso, nonostante tutto, la quarta internazionale poteva contare su un nucleo importante di quadri rivoluzionari e su un certo numero di sezioni in vari paesi del mondo. La morte del “Vecchio” portò lo scompiglio. Non si trattò solo della perdita del simbolo stesso della rivoluzione d’ottobre, nonché del più grande rivoluzionario del secolo con Lenin, ma si trattò della scomparsa del legame tra direzioni nazionali molto diverse, spesso immature e poco temprate. Non passò un anno dall’omicidio di Trotskij e già l’internazionale era spaccata. Non a caso la spaccatura avvenne sull’analisi dell’Urss e la posizione che i trotskisti dovevano assumere verso di essa. E' sulla questione della natura dell’Urss che la quarta internazionale si distinse politicamente da ogni altra corrente del movimento operaio. E' grazie all’analisi della degenerazione della rivoluzione bolscevica che i trotskisti acquisirono la capacità di comprendere allora, come in seguito, il proprio tempo, le svolte continue dei partiti comunisti e dunque la guida per intervenire nella classe operaia. Si può dire che almeno nove decimi delle spaccature, che si contano a dozzine, che la quarta internazionale e le sue sezioni nazionali hanno subito, sono partite o si sono concentrate sulla natura dell’Urss. Anche la nostra tendenza è nata in questo modo. |