Sergio Toppi 

Nato nel 1932, dopo la maturità Toppi decide di dedicarsi professionalmente al disegno. Dal 1957 al 1966 lavora per gli studi di animazione Pagot collaborando alla realizzazione di caroselli televisivi. Nel frattempo, a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta, illustra diversi libri (Edizioni Utet) e, a partire dal 1969, incomincia a collaborare al "Il Corriere dei Piccoli". Successivamente disegna, su testi di Milo Milani, diverse storie belliche. Trasformatosi il "Corriere dei Piccoli" in "Corriere dei Ragazzi" (1972), Toppi collabora alla nuova testata disegnando, su testi di Milani, le serie "Fumetti-verità" e "I grandi del giallo". Agli inizi degli anni sessanta Toppi comincia a collaborare con le Edizioni Daim Press e Cepim (ora Bonelli) http://www.ubcfumetti.com/data/glbonelli.htm  ) per le quali disegna alcune copertine. Fra il 1976 e il 1978 disegna tre volumi della collana "Un uomo un'avventura": "L'uomo del Nilo" e "L'uomo del Messico" su testi di Decio Canzio e "L'uomo delle paludi" su testo proprio. Realizza per il mensile "Orient-Express" i testi e i disegni della serie "Il collezionista". Nel 1974 inizia a collaborare anche al "Messaggero dei Ragazzi". Toppi disegna varie copertine per il periodico "Sgt. Kirk" e, su suoi testi, alcuni racconti bellici raccolti poi nel volume "Cronache d'armi, di giullari, di briganti e militari". Nel 1974, moriva anche Rino Albertarelli, lasciando incompiuto il decimo episodio de I protagonisti, una serie di biografie a fumetti sui personaggi del West, edita dalla Bonelli (all'epoca la casa editrice si chiamava Daim Press). Toppi, che aveva collaborato con Bonelli fino ad allora solo per le copertine di alcuni volumi non a fumetti della collana America, diretta da Decio Canzio, viene chiamato a completarlo. Herman Lehmann, l'indiano bianco, realizzato a due mani da Albertarelli e Toppi costituirà allo stesso tempo l'ultimo numero della collana, e il primo di un lungo sodalizio di Toppi con l'editore di via Buonarroti. 


Nel 1976 per "Il Giornalino" realizza storie ristampate nei volumi della Epipress. A partire dagli anni settanta scrive e disegna storie prima per "AlterAlter" e poi per "Corto Maltese", "Comic Art" ripubblicate dalla Milano Libri nei volumi "Sacsahauman (1980) e "Sharaz-De. Da alcuni anni Toppi collabora anche al mensile "Comic Art" con racconti grafici di genere fantastico. Alcune di queste storie sono raccolte nel volume "Myetzko e altre storie" (1994). Toppi ha collaborato anche con case editrici estere realizzando storie a fumetti alcune delle quali ancora inedite in Italia. In ambito illustrativo, realizza le copertine per "Tempo medico", le illustrazioni per le pagine culturali del "Corriere della Sera" e per libri. Ha realizzato due serie di mazzi di carte ("Tarocchi universali" e "Tarocchi della preistoria") per le Edizoni d'arte Lo Scarabeo. Il Salone Internazionale dei Comics di Lucca gli ha conferito due importanti riconoscimenti: il premio "Yellow Kid" nel 1975 quale miglior disegnatore italiano dell'anno e il "Caravan d'Ache" nel 1992 quale migliore autore italiano dell'illustrazione.

“Anno 1863. Da tre anni il Sud è unito al resto d’Italia. Da tre anni il suo re è Vittorio Emanuele II di Savoia, e non più Francesco II di Borbone. Ma nel sud imperversa il brigantaggio, scorre sangue, non c’è pace… Che avviene nel Sud? Perché? I contadini si ribellano? Vogliono davvero che torni Francesco II… o vogliono qualcosa d’altro?”. Poi il racconto prende l’avvio con l’incursione, seguita dalle consuete atrocità, del brigante Zicco Zucco, nella cittadina di Vultera, in Lucania. Il capitano dei bersaglieri Carlo Revelli, presente in Vultera, per la cerimonia del terzo anniversario dell’unione al Regno d’Italia, viene fatto prigioniero e, successivamente scambiato con tre briganti catturati dall’esercito. Il capitano rinuncia ad una licenza a cui aveva diritto e si mette a dare la caccia, con metodi da controguerriglia, al brigante, all’inizio con scarsi successi, perché questi ha l’appoggio dei contadini. Bella la sequenza del dialogo del capitano con un contadino e la di lui moglie: “Tu sai chi sono, vero?” “Sì. Sei un piemontese.” “Uhm, non ti sono simpatico, vero?” “No” “Perché?” “Perché siete contro noi contadini” “Contro di voi, perché?” “Perché non ci date la terra!” “I briganti invece sono i nostri difensori! Fanno la guerra ai ricchi e proteggono i poveri!”“E’ vero!” (esclama la moglie). Messo alle strette dall’offensiva e dai rastrellamenti dell’esercito piemontese, sceso in forze al sud, Zicco Zucco, che si dimostra un esperto della guerriglia (“Fino a quando i contadini ci aiutano, i piemontesi non potranno mai prenderci!”), commette un errore fatale, derubando, affamato, delle pecore e uccidendo il giovane pastore che le vigilava. Sarà la sorella del ragazzo a condurre il capitano Revelli al rifugio di Zicco Zucco, mentre una didascalia recita: “Zicco Zucco ha preso delle pecore, ucciso un pastore. Lo ha fatto spinto dalla fame… ma quando un brigante uccide i contadini, e si mette contro di loro, la sua fine è segnata. Senza l’appoggio dei contadini, non può vivere il brigantaggio…”.  Per quanto concerne il testo (per i disegni, la solita bravura di Toppi) le ultime tre tavole sono illuminanti Revelli cattura il brigante, che gli fa vedere la propria misera casa, un tugurio condiviso con le pecore, dove vive un suo zio, mutilato di guerra, senza alcuna pensione e sua sorella, una giovane invecchiata dalla fame e dalla fatica, che il capitano scambia per la madre del brigante, e il cibo di tutti i giorni, fave. Il capitano è confuso, mentre il brigante dichiara: “Hai capito adesso perché sono un brigante? Perché sono povero! Che cosa credevi? Che io volessi veramente combattere per Francesco II?”. Alla fine il brigante tenta una fuga impossibile, solo per farsi uccidere e in punto di morte porge la sua mano al piemontese. Ad un suo subordinato che si congratula con lui per la sua vittoria, amaramente il capitano, risponde: “Vinto?… Non so se ho vinto… Ora credo che sarà lunga da vincere,questa guerra contro quello che fa di un uomo un brigante… fino a quando non l’avremo vinta…non diventeremo mai fratelli…”di Milani-Toppi

Copertina dal n° 10/1975 (marzo) del "CORRIERE DEI RAGAZZI" "Perchè BRIGANTE "  trovata da  Ramon Aznar collezionista da Tarragona Spagna: nel prossimo scarico altre immagini
     

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