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In una calda serata di
luglio mi trovavo a Pietrasanta al tavolino del bar
Michelangelo in Piazza del Duomo, in mezzo a stranieri,
artisti e persone semplici in cerca di pace. In quei
giorni nella piazza era allestita una grande mostra di
sculture di bronzo, opere di grandi nomi del mondo
artistico che nelle fonderie della cittadina versiliese
davano forma alle loro creazioni. Dopo un caffè iniziai
a disegnare nel mio taccuino l'intera Piazza, con le sue
sculture, il suo Duomo, la sua gente. Fu allora che mi
accorsi che il grande portone di legno della Chiesa di
S. Agostino, nella zona più alta della piazza, era
spalancato e una delicata luce illuminava la scalinata di
marmo. All'interno era allestita una personale del
pittore Carlo Mattioli.
Entrai nella chiesa credendo di
trovare una mostra come tante altre, senza tante pretese
e ambizioni. Ma mi sbagliavo. Le grandi tele di Mattioli
ritraevano singoli alberi, boschi e paesaggi campestri.
Esisteva qualcosa di magico in quelle opere, una
invisibile essenza che andava oltre la rappresentazione
pittorica. A poco a poco la realtà iniziò a svanire e
venni rapito dall'incantesimo di quei grandi quadri.
Iniziò un intimo colloquio con loro, con i remoti
spiriti della Natura, con me stesso, con la dimensione
umana. C'era qualcosa dentro loro, qualcosa dentro me. E'
nell'intrecciarsi di questi due mondi microscopicamente
sterminati, ignoti ma liberi da vincoli e confini, pronti
da vivere e sognare, da conquistare ed espandere che
nasce questa piccola raccolta di semplici versi e
pensieri. Ogni albero dipinto ha la sua anima e ciascuno
di loro si lascia raccontare, vivere, amare. Non sono
solo materia e colore. Con loro si vive le stagioni della
vita, l'ora del mattino, del caldo pomeriggio estivo,
della notte sovrana. Sotto le loro folte chiome trovano
riparo le fragilità dei nostri giorni, difendendo le
nostre cupe ansietà della superficialità della vita di
ogni giorno. Accanto a loro la sicurezza del presente e
del futuro da riposo alle nostre anime. E' questa la
massima espressione dell'arte che travisa da ogni colore
e forma, da ogni schema accademico, da ogni corrente del
moderno effimero. E l'uomo, noi stessi, diviene davanti
ad un'opera padrone di un universo e allo stesso tempo
umile servitore dell'ultimo essere vivente (pianta o
animale), vivendo e crescendo nella ricerca di se stesso.
Un grazie, dunque, a Carlo Mattioli
che è riuscito a far soffiare nelle sue opere l'anima della Natura e ad
aprire in ognuno di noi le profonde pagine dell'Io. Un grazie per aver
donato ad ogni uomo il suo albero...

Sono tornato più volte a
quella mostra ed in una di queste ho avuto il piacere di
conoscere personalmente il maestro Carlo Mattioli che mi
invitò al suo tavolo incuriosito dal mio scrivere e
prendere appunti davanti ai suoi quadri. Ci fu una lunga
conversazione e rimasi affascinato dalla sua personalità
e dal suo carisma. Sembrava uscito da qualche racconto di
Thomas Mann, con quel suo vestito di lino bianco,
quell'avana sulla testa, quella figura alta e longilinea
che incuteva allo stesso tempo rispetto e ammirazione.
Volle che terminato il mio libretto di liriche gliene
inviassi uno a Parma e mi autografò un suo catalogo. Due
mesi dopo il libretto "A-Albero" era concluso e gliene inviai due
copie. Passarono alcune settimane e la sua risposta
arrivò: Mattioli si congratulava del mio risultato
elogiando le liriche dedicate alle sue opere e pregandomi
di inviargli una ventina di copie. Così feci. Purtroppo
non ebbi più occasione di incontrarlo di persona,
poiché nello stesso inverno è scomparso all'età di 83
anni. Mi rimangono alcune sue lettere e il ricordo di
questo maestro con il suo vestito di lino bianco..... |
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I rami celati dalle folte
foglie
si muovevano come braccia umane.
Le
foglie danzavano al vento
come
percosse da mani invisibili.
Il tempo
rallenta il suo corso
lentamente
perde la sua dimensione.
Tutto si
annulla
e
nell'aria s'inseguono mille colori.
Ogni
luogo si congeda dall'occhio
per
risorgere là
dove lo
spazio nasce semplicemente
da una
variabile incognita del cuore.
Un soave
pensiero
sussulta
nell'animo
e ogni dimensione
dell'arte.
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