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INDICE

  

TRE BRESCIANI... PELLEGRINI
Il Bagaglio ed il Prontuario medico


Sosta a Ponte sul Rigo con alcuni amici di Turbigo (MI)

Quello che vedete scritto qui sotto è quanto è rimasto nei nostri zaini dopo aver gettato molte cose "inutili e pesanti" lungo la strada. Con una forte dose di adattamento, molte delle cose nella lista potete lasciarle a casa (!) Noi però almeno queste vi consigliamo di portarle:

Bagaglio ideale (compreso quello che si indossa)

3 mutande
3 magliette facili da lavare(bianche)
3 paia di calze morbide imbottite (senza cuciture)
2 calzoncini corti
1 maglietta "bella" (anche a maniche lunghe)
1 canottiera (per la notte)
1 paio di calzoni lunghi (anche tuta)
1 felpa (meglio 'pile')
1 poncho impermeabile (deve coprire anche lo zaino)
1 cappellino a falde larghe (meglio chiaro)
1 salviettone di spugna dai milleusi
   che trovera' da solo la strada del ritorno
1 sacco a pelo
1 tela cerata come sotto-sacco a pelo
1 paio di scarpe da tracking o da ginnastica
   (morbide, meglio se usate molto)
1 paio di sandali o ciabatte per arieggiare i piedi la sera
     e fare la doccia in sicurezza
1 coltellino milleusi 1 cucchiaio 1 tazza
1 bussola 1 orologio sveglia 1 minitorcia
1 plico cartine 1:200.000 della zona attraversata
1 cellulare (meglio se rooming) +carica batterie
1 sapone marsiglia (bucato + doccia)
1 Bastone da pelleggrino, lo si trova lungo il cammino
    (o canna o sambuco)
1 quadernetto da usare come diario di viaggio
    (sia per i timbri sia per gli indirizzi), apre molte porte!

Bagaglio Optional per il Pellegrino extralusso

tenda - materassino sotto-sacco a pelo
occhiali da sole shampoo - spazzolino - dentifricio

Prontuario medico

Per vesciche/fiacche/ciocche
Ago per bucarle e farle svuotare
Mercurio cromo (disinfetta e le fa seccare)
Cerotti solo se veramente necessari perché creano punti di sfregamento e quindi nuove vesciche (meglio una garza sterile).
Se la vescica non guarisce utilizzare creme anti- batteriche (Gentalin Beta per esempio) e coprire con garze sterili.
Consigliamo di usare scarpe morbide, comode, stra usate e di prevenire le vesciche abituando il piede a lunghe camminate anche a piedi nudi in modo da formare il callo sulla pianta.

Per i tendini e le articolazioni
Prevenire le infiammazioni allenandosi con lunghe camminate e curarle con ghiaccio, anti infiammatori ( per esempio "Fastum Gel" o "Aulin") appena possibile mettere a riposo la parte infiammata.

Per il resto
Farmaci per mal di testa, punture di insetti, arrossamenti. Prevedere anche crème con filtri solari, pillole per dissenteria, rotolo di carta igenica, salviettine umidificate.
Ognuno poi pensi ai problemi suoi e usi il buon senso (ma pure quello peserà sulla vostra schiena!)


Per Saperne di Più

Bordone e pellegrina la divisa dei romei
di Franco Cardini

Per secoli il bastone, il largo cappello, il mantello e la bisaccia contrassegnarono
lo "status" di pellegrino e di viandante, nobilitato dai "signa super vestem"

Antico e diffuso l'uso di distintivi, coccarde o medagliette venduti nei luoghi di pellegrinaggio, acquistati e indossati ben in vista dai devoti. Un tempo, questa consuetudine traduceva un valore da ricondursi alla testimonianza del Santo viaggio compiuto, alla dichiarazione di fede, al segno di riconoscimento; al giorno d'oggi sembra invece prevalere la semplice voglia di souvenir.

Almeno fino alla Riforma protestante il distintivo, indicante che chi lo recava aveva fatto un voto o lo aveva sciolto, comportava un significato sociale e anche pratico più profondo. Tecnicamente, l'insegna avrebbe dovuto esser portata (e si dovrebbe ancora portare) solo a pellegrinaggio concluso, una volta raggiunta la meta: quindi solo nel viaggio di ritorno. In realtà però, a parte i molti casi di finti pellegrini, si diffuse ben presto l'uso d'inalberare il distintivo appena si partiva, come garanzia dell'impegno assunto.

La celebre crocetta rossa portata dai partecipanti alle imprese militari dette crociate, inaugurata per volontà di Urbano II a Clermont (ma sviluppatasi in seguito secondo forme e colori differenti), apparteneva a questo tipo di "signum super vestem": segno dunque di elezione - e riconducibile in quanto tale a quello ricevuto dai "signati" dal sangue dell'agnello sacrificale nell'Esodo e dal sigillo dell'Agnello di Dio nell'Apocalisse, ma al tempo stesso segno di penitenza in qualche modo derivato da quello che nella Genesi Dio impone a Caino per sua vergogna ma anche per impedire che gli sia fatto del male. La presenza simultanea di questi due tipi di riferimento, in apparenza contraddittori, sta alla base della polarità e della complessità dell'immagine del pellegrino nella secolare cultura cristiana.

Varie erano le insegne di pellegrinaggio. Si andava da quella più o meno elaborata (di solito una fibbia di metallo, piombo o stagno), allo "scapolare" di stoffa o di carta appuntato agli indumenti, o ancora al ricamo che fra XV e XVI secolo richiamava le numerose decorazioni di tipo ludico o cavalleresco inalberate soprattutto dai giovani facenti parte di compagnie che organizzavano tornei e mascherate. Altri attributi del pellegrino tradizionale erano il grande cappello rotondo da viaggio, detto "pètaso" (la cui forma rimasta intatta nell'abbigliamento dei prelati, a indicare la vocazione pellegrinante della Chiesa); il mantello impermeabilizzato (la pellegrina); il bastone (bordone); la "pera" in latino, o scarsella in italiano, o "escrepe" in francese, una piccola bisaccia che al bordone si appendeva oppure si portava a tracolla.

L'abito del pellegrino doveva essere pesante e resistente: quando nella "Vita Nova" (IX, 9,1) Dante Alighieri parla di "abito leggier di peregrino" allude non tanto alla leggerezza delle stoffe quanto piuttosto alla povertà e all'apparenza dimessa delle vesti di chi compie i lunghi viaggi, penitenziali e no. Bisogna, infatti, ricordare che in epoca dantesca il termine "pellegrino" (originariamente indicante chiunque fosse straniero o lontano dalla sua patria d'origine, ma che nel linguaggio comune aveva anche il valore di "strano", "inconsueto", da cui l'aggettivo italiano "peregrino") aveva ancora significato generico.