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ASSOCIAZIONE DI CULTURA ED ATTIVITA' FERROVIARIA


LA LINEA PALERMO - MESSINA

    Chiunque abbia dovuto affrontare un viaggio sulla linea ferroviaria per Messina avrà notato senz’altro la notevole lunghezza del tragitto: non si contano poi le lamentele per i disagi derivanti dal binario unico, dai ritardi o addirittura dai blocchi totali del traffico ferroviario per le più disparate cause (incendi di sterpaglie lungo la linea, frane, deragliamenti ecc.). Queste lamentele sono giustificabili, considerato che al giorno d’oggi una linea di tale importanza non può essere lasciata per la maggior parte della sua estensione allo stato in cui fu costruita: questo immobilismo comporta danni gravissimi per tutta l’economia siciliana, che vede una strozzatura nel sistema di circolazione di persone e merci proprio lungo la costa tirrenica. Ciononostante il viaggiatore troverà lungo questa ferrovia una tale quantità di paesaggi e panorami da fargli dimenticare (se non è particolarmente adirato!) i disagi del viaggio.

Il primo tronco dell’attuale linea venne aperto nel 1863 tra la stazione di Palermo, all'epoca leggermente arretrata rispetto all’attuale stazione Centrale, e Bagheria; successivamente vennero aperti al traffico altri tratti, finché nel 1880 i viaggiatori poterono giungere a Messina sempre sullo stesso vagone, ma non lungo la linea attualmente percorsa: a quel tempo i convogli effettuavano un lunghissimo giro, percorrendo la ripida linea per Catania passando per Caldare, nei pressi di Girgenti (l'odierna Agrigento), Canicattì e Caltanissetta, proseguendo quindi per la città peloritana. Questo comportava anche un allungamento dei tempi di percorrenza dei treni per il continente; inoltre allora non c’erano i ferry-boat, occorreva quindi scendere dal treno e trovare un'imbarcazione per l'opposta riva dello Stretto. Giunti in Calabria, poi, non esisteva la linea tirrenica via Lamezia - Paola - Napoli, ma c’era anche lì da percorrere il lungo itinerario della linea ionica per Catanzaro Lido, Taranto, Bari e per le salite della linea Foggia - Benevento. Così fiorirono in quegli anni i progetti e le polemiche accesissime sulla scelta del tracciato diretto tra Palermo e Messina: una volta superati questi problemi, la linea poté essere ultimata e aperta al traffico nel 1895 con trazione naturalmente a vapore.

Il binario era all’epoca unico su tutto il percorso e le fermate erano pressappoco quelle attuali: qualche variazione si ebbe quando si raddoppiò la tratta Palermo - Fiumetorto (soppressione delle fermate a Favara e a Ficarazzi centro), con l'apertura nel 1992 della variante tra Terme Vigliatore e Pace del Mela (soppressione di Santa Marina e ricostruzione in altra sede degli scali di Milazzo e Barcellona) e nel 2001 della galleria di base tra Messina e Villafranca Tirrena, con la soppressione di Camaro e Gesso. La durata del percorso era negli anni '30 variabile dalle 4 ore e 20’ di un direttissimo trainato da una vaporiera del gruppo 685 alle 6 ore e 50’ di un accelerato trainato probabilmente da una 625 o 740. La prima novità di rilievo fu pochi anni dopo, quando furono istituiti i primi servizi rapidi con automotrici ALn 56 Fiat; tali servizi curiosamente disponevano solo di posti di seconda e terza classe: forse  all’epoca le automotrici non erano considerate poi così comode...

La seconda guerra mondiale causò purtroppo estese distruzioni alla nostra linea: i lavori per la ricostruzione di opere d’arte comportavano decine di rallentamenti con fermata prima, dopo e marcia con pilota: si può comprendere l’enorme allungamento dei tempi di percorrenza. Una volta portata a termine la ricostruzione, l’esercizio riprende con alcune novità, tra cui l’istituzione di treni rapidi Palermo - Reggio Calabria affidati alle ALn 772, che salivano a bordo del traghetto Messina - Villa San Giovanni con i propri mezzi per proseguire una volta sbarcate sulla sponda calabra fino a Reggio, dove trovavano coincidenza con altre ALn 772 in servizio rapido per Taranto e Bari.

Poco dopo si ebbe il cambiamento più importante nella storia della linea, vale a dire la sua elettrificazione. Questa si rendeva ormai indispensabile per vari motivi, tra cui le insostenibili condizioni di lavoro dei ferrovieri nella galleria dei Peloritani, lunga all'epoca oltre cinque chilometri: il personale a bordo della locomotiva che effettuava la spinta (necessaria all'epoca per la pendenza delle rampe d'accesso alla galleria) era costretto per non soffocare nel fumo a mettersi un fazzoletto bagnato davanti al viso. Così il primo tratto a ricevere la linea aerea fu quello tra Messina e Barcellona, nel maggio del 1951; seguì quello fino a Patti, poi la catenaria giunse a Sant'Agata di Militello, finché nel 1955 il completamento dell'elettrificazione fino a Palermo relegò nell'album dei ricordi le fumanti 685. Pochi anni dopo fu raddoppiato il binario tra Palermo e Fiumetorto ed in anni più recenti (giugno 1992) il tratto tra Terme Vigliatore e San Filippo - Santa Lucia del Mela, comprendente le nuove stazioni di Barcellona Pozzo di Gotto e di Milazzo, situate purtroppo molto lontane dai rispettivi centri abitati. Il 25 novembre 2001 e' stata inaugurata la galleria di base dei Peloritani, tra Messina Scalo e Villafranca Tirrena e nel 2006 un altro importante raddoppio, tra Terme Vigliatore e Patti.

In viaggio tra mare e verde

Immaginiamo adesso di effettuare un viaggio partendo dalla stazione centrale di Palermo. Subito si passa il fiume Oreto e a destra si nota il deposito locomotive di Palermo. Dopo 3 km. dalla partenza si giunge alla stazione di Brancaccio, a servizio della zona industriale e scalo merci più importante di Palermo. Seguono le stazioni di Villabate - Ficarazzelli (soppressa da qualche anno) e di Bagheria, passata la quale si osserva a sinistra il gruppo montuoso che termina a Capo Zafferano. Dopo Casteldaccia si raggiunge il mare ad Altavilla Milicia, successivamente il treno percorre uno dei tratti migliori della linea, caratterizzato dalla vista del mare e da lussureggianti giardini. Si entra quindi nelle gallerie di Torre Normanna, all'uscita delle quali si passa dalla fermata di San Nicola Tonnara (ma il paese si chiama San Nicola L'Arena) per proseguire verso Trabia; dopo avere oltrepassato su un ponte in ferro il fiume San Leonardo (notare a destra il ponte settecentesco) il convoglio si ferma a Termini Imerese, la cui stazione è posta ai piedi del centro storico. Una volta ripreso il viaggio si attraversa la zona industriale, dove è situata la stazione di Fiumetorto, da cui si dirama la linea per Roccapalumba, con servizi per Agrigento, Catania e Caltanissetta. La nostra linea prosegue invece lungo la costa in direzione di Cefalù, notissima meta turistica. Una volta superata la cittadina normanna, il treno inizia ad infilare una serie di lunghe gallerie; tra l'una e l'altra di esse il paesaggio è  selvaggio, stretto com'è tra costoni scoscesi ed il mare e in alcuni tratti, come presso la stazione di Castelbuono, si marcia proprio sulla riva. A parte la presenza del mare, non vi è nel tratto seguente nulla di rilevante, almeno fino a dopo Sant'Agata di Militello, quando inizia a profilarsi il promontorio di Capo d'Orlando. Ad esso seguono quello di Capo Calavà, che come il precedente si sottopassa in galleria; a Patti inizia il doppio binario che con una nuova galleria supera il colle su cui sorge il santuario della Madonna di Tindari, oltrepassato il quale la linea si dirige verso Barcellona e Milazzo: tra i due centri la linea corre sempre in rilevato o in viadotto consentendo così una vista panoramica sull'ubertosa campagna e sui paesi della zona. Dopo Pace del Mela si ritorna sul binario unico e la visuale è impedita da un'interminabile serie di abitati, fino alla stazione di Rometta Messinese. Qui veniva  aggiunta, fino all'apertura della galleria di base, una locomotiva di spinta ai treni più pesanti, normalmente una E 636 con maglia sganciabile. Da Villafranca inizia una lunga  galleria;  all'uscita di questa siamo  in riva al mare Jonio ed in breve si giunge alla stazione centrale di Messina: i treni per il continente proseguono spinti da locomotive da manovra gruppo D 145 verso la stazione marittima per l'imbarco sui ferry-boat.

Caratteristiche della linea

LUNGHEZZA: km.223.76 fino a Messina Centrale

PENDENZE MASSIME: 11 per mille tra Casteldaccia e Santa Flavia e tra Rometta e Villafranca Tirrena

RAGGIO MINIMO DI CURVATURA: m. 400

GRADO DI PRESTAZIONE: 11

VELOCITÀ MASSIMA: 180 km orari per un'estesa di 14 km. tra Barcellona e Patti, inoltre si toccano i 170 all'ora nella galleria dei Peloritani, i 155 all'ora tra Milazzo e Barcellona e 135 all'ora tra Palermo Brancaccio e Bagheria

Mezzi di trazione

A) locomotive elettriche

E 424 per servizi regionali (di questo gruppo ne restano gli ultimi esemplari in fase di accantonamento)

E 464 per servizi regionali

E 636.128 con treni storici

E 645 con treni merci e su treni espressi in caso di indisponibilità della macchina titolare

E 646 per servizi passeggeri (treni regionali, con alcune corse su treni espressi ed Intercity in caso di indisponibilità della macchina titolare) e merci

E 656 per servizi passeggeri (Intercity ed espressi) e merci

B) locomotive diesel

Non sono in circolazione da vari anni, se non in via eccezionale o al traino di treni cantiere

C) automotrici elettriche

ALe 582 e rimorchi per treni regionali tra Palermo, Termini e Cefalù e nel tratto  tra Palermo e Fiumetorto con proseguimento per Agrigento, Caltanissetta, Canicattì o Catania

ALe 841 per servizi regionali

ALe 501/502 Minuetto per servizi regionali

D) automotrici diesel

ALn 501/502 Minuetto, ALn 663, ALn 668 serie 3000 o raramente 1000/1600 con il treno regionale diretto a Gela; altri servizi regionali verso Termini, Cefalù o Catania si espletano a trazione termica in caso di mancanza di elettromotrici

Interventi di riqualificazione

La situazione di questa linea appare talmente compromessa che nei tratti non ancora raddoppiati (il 55 % del percorso) l’unico rimedio da adottare è la completa ricostruzione della linea su altro tracciato, lievemente a monte di quello attuale e con ampio uso di gallerie e viadotti. Comprensibilmente ciò potrà avvenire in tempi lunghi; vi sono tuttavia delle opere, già in avanzato stato di esecuzione ed attualmente bloccate per vari motivi, la cui realizzazione potrebbe portare una boccata d’ossigeno per l’esercizio della linea. In particolare, da completare con urgenza appare il raddoppio Rometta Messinese - Pace del Mela, che consentirà di saldare tra loro due tratte a doppio binario recentemente inaugurate e quindi di velocizzare una parte considerevole dell'intero tracciato. 

Oltre che per i viaggiatori provenienti o diretti in continente, la linea serve anche quelli che si spostano tra i vari centri della fascia costiera. La scelta migliore per assicurare il servizio vicinale appare l’istituzione di una metropolitana di superficie (S-bahn) nelle aree fittamente urbanizzate da Messina a Barcellona e da Cefalù a Palermo (con proseguimento su Castellammare del Golfo): nel primo caso si possono mantenere le fermate dell’attuale linea, già molto numerose; da Termini andrebbero aggiunte le seguenti fermate:  tra San Nicola Tonnara e Altavilla Milicia, presso il complesso turistico "Torre Normanna"; tra Santa Flavia e Bagheria, in corrispondenza della periferia orientale di Bagheria; tra Bagheria e Villabate - Ficarazzelli, dove già fino agli anni ’60 esisteva una fermata al servizio del paese di Ficarazzi; ripristino della fermata a Villbate-Ficarazzelli; a Palermo, ripristino della fermata Favara vicino al cavalcavia di Corso dei Mille.

E’ da osservare che, quando verrà raddoppiato il binario tra Fiumetorto e Cefalù, la stazione di questa ultima città potrebbe essere  spostata lontano dal centro abitato, disincentivando quindi il pubblico dall’uso del mezzo ferroviario e perdendo un’occasione per ridurre il numero delle auto che soffocano le strette vie della cittadina normanna. Onde evitare ciò sembra opportuno mantenere in servizio la vecchia linea fino all’attuale stazione con funzioni, appunto, di metropolitana di superficie e realizzare la nuova stazione di Cefalù in sotterranea, vicino a quella attuale.

Trasporto merci

La linea sopporta anche un certo traffico di treni merci, alimentato in parte dagli stabilimenti FIAT di Termini Imerese, raccordati alla stazione di Fiumetorto. La gestione di questo traffico presenta oggi molte difficoltà, in quanto il binario unico, già affollato di treni viaggiatori, consente velocità commerciali molto basse per via dei numerosissimi incroci e precedenze. Va aggiunta la strozzatura dello stretto di Messina, dove possono passare molte ore prima che si renda disponibile un traghetto per il passaggio dei carri merci sul Continente.

Quanto sopra esposto rende evidente l’utilità del raddoppio per lo sviluppo delle attività produttive di tutta la Sicilia centro - occidentale; tra l’altro l’allargamento della sagoma delle gallerie consentirà anche il passaggio dei treni per trasporti combinati, che possono servire una vasta area che arriva fino alla provincia di Trapani, con le sue varie attività produttive (dal marmo di Custonaci al pesce di Mazara).

 

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