ASSOCIAZIONE DI CULTURA ED ATTIVITA' FERROVIARIA


LA LINEA PALERMO - AGRIGENTO

La ferrovia che dal mar Tirreno, attraverso le vallate del Torto e del Platani, giunge fino alla Valle dei Templi e al mar d'Africa, deve le sue origini allo sfruttamento delle miniere di zolfo della zona di Lercara, che necessitavano di mezzi di trasporto del materiale estratto più efficienti del carretto a trazione ippica, in uso fino all’ottocento. Dopo il declino dell’industria solfifera la linea servì come collegamento tra i due capoluoghi, ed in anni recenti ha avuto un rilancio, con l’elettrificazione avvenuta nella seconda metà degli anni ’80; è stata la prima linea della Sicilia interna a vedere l’impianto della catenaria e le corse delle moderne elettromotrici ALe 582. Altri lavori di ammodernamento hanno riguardato gli impianti di segnalazione, così da consentire l’effettuazione di dodici corse nell’arco della giornata feriale, sufficienti a soddisfare la domanda di trasporto. La linea viene utilizzata, oltre che come collegamento tra le città situate lungo di essa, anche da coloro che dall’agrigentino si devono recare sul continente, esistendo svariate coincidenze a Termini Imerese con i vari Espressi ed Intercity.

Fotografie ed orari

La storia

La linea Palermo - Agrigento è stata tra le prime della Sicilia ad essere costruita. Progettata come diramazione della Palermo - Catania, è stata in realtà aperta all’esercizio molto prima di quest’ultima, a causa delle dispute sul tracciato da seguire, come si può leggere nella pagina relativa alla Palermo - Catania stessa. I lavori, affidati alla società Adami e Lemmi, sono iniziati nel 1862 nel tronco da Palermo a Bagheria, inaugurato il 28 aprile 1863; la stazione di Roccapalumba - Alia è raggiunta dalla vaporiera il 3 luglio del 1870. La concessione delle linee era nel frattempo passata alla società "Vittorio Emanuele", che aveva appaltato i lavori all’"Impresa Generale Vitali, Charles, Picard e Compagnia"; la costruzione proseguì negli anni successivi, finché il 16 dicembre 1876 fu completato l’ultimo tratto mancante, quello di 15 chilometri tra le località di Passofonduto e Spina, situate tra Comitini ed Acquaviva Platani.

La stazione di Agrigento, all’epoca, non era l’odierna stazione centrale, bensì l’attuale stazione di Agrigento Bassa, allora denominata Girgenti: da lì tutti i treni proseguivano verso Porto Empedocle, stazione capolinea della tratta. La costruzione della linea cittadina, con la galleria San Gerlando e la nuova stazione Centrale, avvenne nel 1933; da allora i treni ebbero il loro capolinea ad Agrigento Centrale, e tra Porto Empedocle ed Agrigento Bassa il servizio fu assicurato da treni locali, per consentire il proseguimento sulla linea a scartamento ridotto verso Castelvetrano, completata nel 1923, fino al 1951. In quell'anno venne posata la terza rotaia sulla tratta Agrigento Bassa - Porto Empedocle, ed il servizio tra le due stazioni fu svolto dalle automotrici a scartamento ridotto RALn 60 in prosecuzione verso Castelvetrano, finché nel 1976 il servizio passeggeri venne sospeso e fu rimossa la terza rotaia per lo scartamento ridotto; questo breve tratto di linea rimase comunque aperto al traffico merci a scartamento ordinario, ed elettrificato insieme con la tratta Agrigento Centrale - Fiumetorto, ma il suo traffico fu molto scarso. Dopo che negli ultimi anni cessarono di circolare anche i residui treni merci, nell'estate del 2001 la diramazione per Porto Empedocle venne riattivata con la circolazione domenicale di un convoglio di ALe 582 e pilota con un servizio turistico che prevede una fermata, appositamente realizzata con una struttura in legno, presso il Tempio di Vulcano, monumento altrimenti irraggiungibile che non con la ferrovia. L'idea, di per sé buona, andrebbe migliorata risolvendo alcune carenze organizzative, quali l' assenza di servizi igienici o generi di conforto nei pressi del capolinea di Porto Empedocle, o la mancata realizzazione di un agevole sentiero che dalla fermata Tempio di Vulcano conducesse ai rimanenti templi della celebre valle senza bisogno di superare come oggi avviene delle forti pendenze. Il servizio è rimasto stagionale e viene rinnovato di anno in anno.

Non vi sono a parte ciò importanti eventi da segnalare: nel 1905 la linea è passata, come la maggior parte di quelle italiane, sotto l’amministrazione delle Ferrovie dello Stato, mentre in precedenza era gestita dalla Rete Sicula. Nella seconda metà degli anni trenta il monopolio del vapore è stato spezzato dalla trazione diesel, con l'immissione in servizio delle littorine ALn 56 Fiat e alla fine degli anni ’60 le antiche vaporiere sono state sostituite dai locomotori D 343, fino all'elettrificazione del 1988. Negli anni successivi all’elettrificazione hanno circolato sulla linea le E 636 per sporadici servizi passeggeri, quali un diretto, abolito ormai da anni, che aveva in composizione carrozze dirette Agrigento - Torino, ovvero al traino di treni storici che vengono organizzati dalla nostra associazione nella prima decade di febbraio in occasione della Sagra del mandorlo in fiore. Le E 636 si sono anche rivelate preziose, al traino di un paio di carrozze tipo 1959, come riserva delle ALe 582 che nei primi anni di servizio avevano mostrato qualche problema di affidabilità.

Il percorso

Da Palermo a Roccapalumba il percorso è comune a quello della linea per Catania. Da Roccapalumba la linea inizia subito a salire, con la vista a sinistra sulla valle del Torto e la ferrovia per Catania che la percorre. Il paesaggio è quello caratteristico dell’interno della Sicilia, con un altopiano arido d’estate e dolci colline. Dopo la stazione di Lercara Bassa, ex capolinea della linea a cremagliera a scartamento ridotto per Filaga e Magazzolo, si attraversa in galleria lo spartiacque tra il Tirreno e il Mar d'Africa e si sbuca nella valle del fiume Morello, affiancati alla scorrimento veloce Palermo - Agrigento. A destra, per un notevole tratto, è possibile vedere la mole del Monte Cammarata. Il treno prosegue il suo viaggio ad andatura abbastanza lenta e le stazioni si susseguono, quasi sempre lontane dai relativi centri abitati, che si trovano sulle colline circostanti. A Campofranco si noterà la notevole ampiezza del fasci binari e la presenza di stabilimenti industriali dall’aspetto abbandonato: questa stazione era al servizio delle miniere di Cozzo - Disi, da qualche tempo non più sfruttate. Una volta ripartiti, si percorre ancora un tratto della valle del Platani, che si abbandona per puntare direttamente verso sud, salendo fino ad Aragona Caldare, dove si riunisce la linea proveniente da Catania e Canicattì. Da qui inizia la periferia di Agrigento; dopo una galleria si giunge ad Agrigento Bassa, la ex stazione di Girgenti; restano da percorrere ancora pochi chilometri, e dopo essere passati sotto il centro cittadino la corsa ha termine ad Agrigento Centrale.

Caratteristiche della linea

LUNGHEZZA: km.137,354.

PENDENZE MASSIME: 30 per mille tra Comitini Zolfare e Aragona Caldare e tra Agrigento Bassa ed Aragona C.

RAGGIO MINIMO DI CURVATURA: m. 300

GRADO DI PRESTAZIONE: 27 (tra Roccapalumba ed Aragona)

VELOCITA' MASSIMA: sulla tratta Fiumetorto - Agrigento la velocità massima raggiungibile è di 95 km/h tra Fiumetorto e Montemaggiore ed in un tratto lungo in totale circa 4 km. prima e dopo la stazione di Comitini Zolfare.

Mezzi di trazione

A) locomotive elettriche

E 636.128 per treni storici

E 645/646 per treni straordinari e di servizio.

Segnalata la presenza di una E 464 con carrozze MDVC per istruzione macchinisti.

B) locomotive diesel

D 343/345/443/445 per sporadici servizi merci.

C) automotrici elettriche

ALe 501/502 Minuetto, ALe 582 e rimorchi per servizi regionali

ALe 841 sono state occasionalmente utilizzate in servizio regionale

D) automotrici diesel

ALn 501/502 Minuetto, ALn 663 e 668 con servizi regionali in caso di indisponibilità di materiale a trazione elettrica.

Interventi di riqualificazione

Questa linea è stata oggetto alcuni anni addietro di lavori che hanno consentito un certo miglioramento delle condizioni del traffico su di essa: oltre l’elettrificazione sono stati installati moderni sistemi di controllo del traffico che hanno consentito soprattutto una gestione più economica per via del risparmio di personale necessario, ed anche l’aumento del numero delle corse giornaliere, passate dalle sette del 1983 alle dodici dell’orario in vigore. I tempi di percorrenza, caso unico nelle linee secondarie della Sicilia, sono concorrenziali con quelli degli autoservizi; rimane comunque un certo margine di miglioramento dei servizi offerti ai viaggiatori.

Negli anni scorsi sono state sperimentate su questa linea le elettromotrici ALe 841, che non sono altro se non le vecchie ALe 601, già in servizio in Sicilia come rapido "Peloritano", trasformate nella cassa, nell’arredamento interno e nel rapporto di trasmissione, che invece dei 180 o 200 km orari d’origine consente adesso una velocità di 160 km/h, sufficienti per i servizi locali cui sono destinate. Questi mezzi, che hanno fortunatamente mantenuto l’aria condizionata, non hanno dato su questa linea buona prova di sé, probabilmente a causa delle sue difficili caratteristiche, con le forti pendenze per Aragona e Lercara. I frequenti guasti hanno costretto i responsabili a sostituirle con treni di materiale ordinario trainati da una veterana E 636, che ben difficilmente avranno potuto rispettare l’orario impostato per le agili elettromotrici  e ad impiegarle soltanto sulle linee costiere da Palermo a Messina e da Messina a Siracusa in turno banalizzato con le ALe 801/940 (poi trasferite altrove), oltre che sul "Trinacria Express" da Palermo a Punta Raisi. L’esclusiva del servizio per Agrigento e Catania è ritornata quindi alle ALe 582, mezzi abbastanza potenti per le salite della linea, oggi affiancate dai complessi ALe 501/502 Minuetto, che tuttavia hanno talvolta sofferto per la capienza inferiore alla domanda di trasporto.

Sono in corso i lavori per la realizzazione di una variante tra Roccapalumba e Castronovo, comprendente una lunga galleria,  che consentirà di risparmiare diverse decine di minuti di percorrenza.

Altri interventi potrebbero compiersi per aumentare le velocità sul tratto di binario che corre nel fondovalle del Platani, dove si perde la maggior parte del tempo del viaggio. Da migliorare anche la qualità del servizio per i viaggiatori che salgono alle stazioni intermedie: infatti in quelle disabilitate occorre migliorare l'assistenza al viaggiatore.

Questa ferrovia si è anche dimostrata piuttosto sensibile alle avversità atmosferiche: basta qualche acquazzone, piuttosto intensi in questa zona dell'isola, per causare smottamenti con la conseguente interruzione del traffico. I lavori per stabilizzare i pendii sovrastanti la linea apporterebbero la regolarizzazione del servizio e molti automobilisti che oggi affrontano un viaggio lungo la rischiosa statale 189 salirebbero su un sicuro convoglio Trenitalia.

Considerando che la linea interessa anche un certo traffico diretto ad Agrigento per le risorse archeologiche ivi esistenti, va consolidata la riapertura al traffico passeggeri del breve tratto per Porto Empedocle. Gli ulteriori interventi da effettuarsi sono il rifacimento dei servizi igienici a Porto Empedocle con l'apertura del relativo fabbricato viaggiatori, possibilmente dotandolo di un posto di ristoro come si è fatto a Villarosa, nonché la costruzione di un'agevole percorso pedonale a partire dalla fermata di Tempio di Vulcano, da dove i turisti, con un percorso in un paesaggio ancora poco urbanizzato, raggiungono la zona archeologica. Va inoltre svolta la manutenzione dell'armamento il cui precario stato ha costretto a ridurre la velocità dei convogli dall'epoca dell'ultima riapertura. I servizi a spola, come ha dimostrato l'esperienza del 2001, incontrerebbero un buon successo, specialmente se non limitati al solo periodo della Sagra del Mandorlo in fiore, considerando la frequenza delle attuali corse di autobus tra Porto Empedocle ed Agrigento; l’istituzione di un’altra fermata sul tratto tra Agrigento Bassa e Centrale, in prossimità dello sbocco meridionale della galleria che sottopassa la città, consentirebbe anche di arrivare subito nel centro storico ed in via Atenea.

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