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associazione di cultura ed attività ferroviaria

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La Noto - Pachino

Non rimane molto di questa breve diramazione della Siracusa - Ragusa, concepita al servizio delle industrie vinicole della zona. Con la chiusura ha dovuto cedere anche il primato di ferrovia a scartamento ordinario più meridionale d’Europa.

La storia

La decisione di costruire una ferrovia che dallo scalo di Noto, tra Siracusa e Modica, si dirige verso sud fino a Marzanemi e Pachino venne presa nel 1922. La costruzione segue il lungo iter delle altre ferrovie della Sicilia e solo la necessità di riassorbire la disoccupazione causata dalla crisi mondiale del 1929 fa riprendere i lavori, conclusi il 28 aprile 1935 con l’inaugurazione. Poco dopo, su richiesta del comune di Noto, un casello in prossimità della spiaggia viene trasformato nella fermata di Noto Bagni, in esercizio nella sola stagione estiva fino a pochi anni prima della cessazione della linea. Non passerà molto tempo prima che la maggior parte delle corse venga effettuato con le littorine ALn 56 Fiat, che vi presteranno servizio fino alla loro radiazione, intorno al 1970.

Nel dopoguerra il servizio, riparati i danni bellici (la linea era nella zona dello sbarco del 10 luglio 1943) riprende come in precedenza, ma nel 1951 una disastrosa alluvione causa il crollo di alcuni ponti. L’impegno necessario per il ripristino e la scarsità del traffico della linea fanno propendere per la sua soppressione, ma fortunatamente viene evitata a furor di popolo e pochi anni dopo la linea viene ripristinata. Nel 1959 alcune stazioni intermedie che non servono centri abitati (San Lorenzo Lo Vecchio, Roveto - Bimmisca) vengono disabilitate e trasformate in fermate con l’asportazione dei binari d’incrocio. Dagli anni ’70 la linea è percorsa dalle automotrici ALn 668 delle serie 1500 e 1600, ma conduce una vita grama, finché non rimane vittima dei c.d. "decreti Signorile", dal nome dell’allora Ministro dei Trasporti. Il suo destino si compie, insieme con altre linee siciliane, il 31 dicembre 1985. Nonostante la chiusura al traffico non è stato ancora asportato il binario, che però rimane per lunghi tratti invisibile, sepolto da una fittissima vegetazione.

Il percorso

La linea si sviluppa nell’estremo lembo meridionale della Sicilia, attraverso il caratteristico paesaggio con basse colline, carrubi, olivi e muretti a secco. Oggi il circondario di Noto è parecchio urbanizzato, in particolare nelle località balneari. Superata Noto Marina il binario si avvicina al mare, costeggiando la zona paludosa di Vendicari, per riaddentrarsi dopo Marzanemi fino al capolinea di Pachino.

Caratteristiche della linea:

Lunghezza: km. 27.08

Pendenza massima: 20 per mille

Raggio minimo di curvatura: m. 300

Grado di prestazione: 20

Velocità massima (dato 1978): 60 km/h

Mezzi di trazione

locomotive a vapore: 740 e 940

locomotive diesel: D 343

automotrici diesel: ALn 56, ALn 772, ALn 668.

Possibilità di recupero

Allo stato attuale non è previsto alcun riutilizzo della linea. Sarebbe tuttavia di grandissima rilevanza disporre nella zona di un ecologico mezzo di trasporto, dato che l’istituzione della splendida riserva naturale di Vendicari, avvenuta quando la linea era già chiusa, attira molti visitatori che intasano con le auto posteggiate l’unica stradella d’accesso. Un servizio turistico da Catania sarebbe del massimo interesse, anche perché il binario passa nelle vicinanze dell’ingresso della riserva. Altro utilizzo ipotizzabile della linea quello a servizio della lunga zona balneare, ai bordi della quale le stazioni hanno attualmente l’aspetto di inutili ruderi. Vi sono proposte di recupero come pista ciclabile: l'ipotesi non è da scartare a priori ma appare più consona la riapertura al traffico come ferrovia turistica, magari affiancata dalla pista ciclabile.

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