
ASSOCIAZIONE DI CULTURA ED ATTIVITA' FERROVIARIA
LINEA MESSINA - SIRACUSA
E’ questa, insieme con la Messina - Palermo, la linea più importante della Sicilia, al servizio di importanti realtà industriali e turistiche.
I primi progetti per questa linea, risalenti alla metà del secolo scorso, prevedevano per essa un tracciato ben diverso dall’attuale: infatti, anziché passare per Acireale e Giarre la linea doveva passare dietro l’Etna, dove fu poi realizzata la Circumetnea, ma l’ipotesi decadde. La linea fu poi realizzata tra il 1867 e il 1871 secondo un tracciato che, come purtroppo accade per tutte le linee siciliane, è quasi rimasto lo stesso dall’inaugurazione. Le uniche varianti sono costituite dal raddoppio tra Messina e Giampilieri, Giarre e Catania Ognina (con la costruzione di nuove stazioni per Acireale e per Cannizzaro) e tra Catania Acquicella e Bicocca. Venne poi realizzata una galleria tra Catania Ognina e la stazione Centrale che dagli anni ’50 sostituisce l’originario tracciato in superficie. L’elettrificazione fu attuata fino a Catania negli ultimi anni ’50 e fino a Siracusa nel 1960, permettendo di velocizzare i convogli fino allora affidati alla trazione a vapore.
Su questa linea sono state impiegate delle locomotive che non hanno circolato in nessun’altra parte dell’isola, in particolare le imponenti 746; erano inoltre in servizio di linea le 480, 625, 685, 740 e 741. Nella seconda metà degli anni ’30 fecero la loro comparsa le littorine ALn 56 Fiat, adibite a servizi rapidi, che furono soppiantate negli anni ’40 per i servizi più importanti dalle prime ALn 772; nel 1965 il discendente di questi rapidi, il "Peloritano" per Roma, fu affidato alle ALe 601. Da ricordare anche che fino agli anni ’50 alcuni treni provenienti da Roma proseguivano per Siracusa Marittima: un retaggio del periodo precedente l'ultima guerra, quando questa linea era la via più breve (se si esclude il mezzo aereo, all’epoca alquanto disagevole) per raggiungere la Libia.
I tempi di percorrenza nel 1950 andavano dalle due ore e 43’ delle ALn 772 in servizio rapido (oggi l’Intercity Peloritano impiega due ore e 30 minuti) alle sei ore di un accelerato a vapore (contro le due ore e 48’ di un odierno regionale).
Il traffico sulla linea è attualmente assai eterogeneo: vi transitano treni espressi con turisti diretti a Taormina, treni regionali carichi di pendolari nonché treni merci con semirimorchi diretti all’attivo interporto di Bicocca. Il traffico è ostacolato comunque dal binario unico, presente su più di tre quarti del percorso, con le conseguenti fermate fuori programma per incroci e la necessità di limitare la lunghezza dei convogli merci per farli rimanere entro la lunghezza dei binari d’incrocio.
Sotto il vulcano
Partendo
dalla stazione di Messina Centrale è quasi impossibile non notare lo
splendido panorama dello Stretto, purtroppo
disturbato da un’orrenda baraccopoli che si estende per chilometri
sulla stretta striscia tra la linea ferrata ed il mare. Terminato a
Giampilieri il doppio binario è possibile godere della vista del mare,
particolarmente affascinante nei mesi invernali, senza altri ostacoli.
Fino a Taormina si alternano alcune gallerie e lunghi tratti che si
percorrono dietro le case dei vari paesi allineati lungo la costa
ionica. Una volta giunti alla Perla dello Ionio s'innalza, se non vi è
cattivo tempo, la splendida vista dell’Etna, che non si abbandona fino
a quando si è quasi arrivati a Catania. Da Taormina fino a dopo Acireale si
attraversa un’ubertosa campagna, ed a Giarre Riposto si può fare
coincidenza con le automotrici a scartamento ridotto
dell'affascinante Circumetnea. Alcuni chilometri dopo Acireale inizia
una serie di lunghe gallerie, realizzate in occasione del
raddoppio del binario. Transitando dentro di esse si nota una
particolare rumorosità: questa è provocata dal fatto che la
tradizionale massicciata è stata sostituita da una piattaforma in
cemento, che per i vari accorgimenti adottati è meno soggetta a
deformazioni ed è transitabile per gli eventuali automezzi di soccorso
che dovessero avere la necessità di accedere in galleria. Questo stesso
tipo di piattaforma si può trovare in altri tratti di nuova
costruzione, a nord di Bolzano verso il Brennero e dopo Udine sulla
Pontebbana.
Una volta ripartiti da
Catania è consigliabile osservare a destra, transitando sul viadotto che in
origine era collocato nel mare a pochissimi metri dalla riva, le splendide
facciate dei palazzi barocchi di cui è ricca la città etnea. Passata una
galleria e la stazione di Acquicella inizia un altro breve tratto di doppio
binario: a sinistra si transita all’estremità di una pista dell’aeroporto di
Fontanarossa, con la possibilità di vedere un aereo che sembra atterrarci in
testa! Ritornati sul binario unico inizia un tratto di campagna abbastanza
monotona lungo la Piana di Catania, fino ad una galleria che precede la stazione
di Lentini Diramazione, dove si dirama la linea per Caltagirone e Gela. Si
ritorna dopo un po’ sul mare, in una zona collinare, ma la vista è spesso
impedita da vegetazione o rilievi. Dopo Augusta inizia un lunghissimo percorso
in mezzo agli impianti del Petrolchimico di Priolo, che sembra inghiottire il
povero treno. Finalmente, dopo una lunga galleria a doppio binario, si
giunge nella stazione di Siracusa.
Caratteristiche della linea
LUNGHEZZA: km. 177.485
PENDENZE: 16 per mille tra Lentini Diramaz. e Siracusa
RAGGIO MINIMO DI CURVATURA: m. 345
GRADO DI PRESTAZIONE: 15
VELOCITA' MASSIMA: 150 km/h tra Contesse e Giampilieri e nei pressi di Acireale
Mezzi di trazione
A) locomotive elettriche
E 656 per servizi passeggeri (Intercity ed espressi)
E 655 per servizi merci
E 645/646 per servizi regionali e merci; da Bicocca a Catania Centrale si incontrano anche al traino dell’espresso "Freccia del Sud" con proseguimento su Roma/Milano. Effettuano altri treni espressi e a volte Intercity in caso di indisponibilità di E 656.
E 424 ed E 464 per servizi regionali
B) locomotive diesel
D 443 al traino di treni merci sul tratto Catania - Lentini Diramazione, verso la linea di Caltagirone. Per motivi di prestazione e' spesso presente la doppia trazione di D 443 in testa ai lunghi merci diretti al petrolchimico di Gela
C) automotrici elettriche
ALe 501/502 Minuetto, ALe 582 e ALe 841 con treni regionali
D) automotrici diesel
ALn 668 serie 1000, 1600 e 3000 per servizi regionali da Catania a Lentini Diramazione con proseguimento verso Caltagirone e Gela, nonché tra Augusta e Siracusa e tra Catania e Taormina
Interventi di riqualificazione
Di grande importanza per lo sviluppo del traffico su questa linea appare il raddoppio del binario, i cui lavori vanno avanti ormai da vari anni. Resta da risolvere il problema degli ingressi a Catania: infatti, tra Ognina e Catania Centrale e tra l’ingresso della galleria Transito ed Acquicella resiste il binario unico, che causa fastidiosi ritardi per i treni in attesa di entrare in città. L’utilità del raddoppio si evidenzia anche con la risagomatura delle gallerie, che consentirà il transito di carri a pianale ribassato per il trasporto di autoarticolati completi di motrice.
Una volta completato il raddoppio occorre pensare all’istituzione di una metropolitana di superficie, di grande utilità in zone densamente popolate come quelle attraversate dalla linea. In particolare andrebbero serviti i bacini di traffico da Messina a Taormina e da Giarre a Catania; a sud di Catania il servizio può essere assicurato anche con i treni regionali ordinari. Nell’area di Messina si potrebbero ripristinare le soppresse fermate di Contesse, Mili, Ponte Santo Stefano e Ponte Schiavo. Il raddoppio della linea nei dintorni di Taormina potrebbe comportare l’abbandono dell’attuale linea: questo andrebbe evitato mantenendovi dei servizi che nei mesi estivi, con frequenze adeguate, consentano il collegamento tra le spiagge di Taormina (e la stazione d’arrivo della funivia) e l'area turistico-balneare di Giardini Naxos. Nell’area cittadina di Catania la connessione con la realizzanda linea di metropolitana, già parzialmente in funzione sotto un tratto abbandonato della linea Circumetnea, permetterà rapidi collegamenti tra le due popolose zone ad oriente ed occidente dell’Etna.
'); //-->